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Thursday, October 13, 2005

L'anello mancante della catena criminale che porta a Damasco

Suicidio autonomo o "assistito"? Si sarebbe sparato in testa il ministro degli Interni siriano Gen. Ghazi Kenaan, l'uomo "duro", o sarebbe meglio dire il criminale, del regime di Assad.

Kenaan è il prototipo dell'uomo di regime a cui fa capo ogni legame, fin dagli ani '80, tra l'intelligence di una dittatura e il terrorismo; alla guida per vent'anni dell'intelligence militare siriana, è il principale artefice del regime di terrore in Libano, in pratica un proconsole siriano a Beirut. L'uomo di punta che organizzava dalla Siria la destabilizzazione dell'Iraq grazie ai suoi buoni rapporti con la famiglia di Saddam e l'intelligence irachena.

L'impressione è che Kenaan potesse divenire presto il filo tirando il quale gli Stati Uniti potevano mettere alla gogna internazionale il regime siriano. L'anello mancante che avrebbe portato gli investigatori dell'Onu sull'assassinio di Hariri a Damasco, fino ad Assad.

Potrebbe essersi suicidatosi prima di essere scaricato dal regime stesso? Tutto può essere, ma non mi convince: perché mai il regime avrebbe dovuto consegnare in pasto alla comunità internazionale la cassaforte contenente tutti i crimini commessi in Libano e altrove?

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