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Thursday, January 29, 2004

Wednesday, January 28, 2004

2 a 0 per Blair, palla al centro. Non avevamo dubbi
Bbc castigata dal rapporto della Commissione Hutton.
«Lord Hutton has criticised the BBC as he cleared the government of embellishing its Iraq weapons dossier in his long-awaited report on the death of Dr David Kelly. The claim in BBC reports that the government "sexed up" its dossier on Iraq's weapons was "unfounded"».
Il testo del rapporto
1983. Stretta di mano tra Rumsfeld e Saddam
Declassified Secrets from the U.S.-Iraq Relationship

I vicoli stretti della Guerra Fredda, la necessità di contenere la rivoluzione islamica khomeinista, le risorse strategiche. Poi il vento girò improvvisamente. So già che purtroppo sarà "oggetto contundente" per gli antiamericani (poverini), ma si può, e si deve, farne buon uso.
Blair l'ha spuntata ancora. Questo è vero coraggio da leader
Franco Venturini sul Corriere della Sera: «Blair non ha esitato a mettersi in gioco e ha mostrato nei fatti che la visione politica, giusta o sbagliata che sia, conta per lui più della poltrona di Downing Street. Può darsi, come qualcuno di certo osserverà, che tra i grandi Paesi soltanto la Gran Bretagna possa permettersi simili lussi di democrazia applicata. Ma la lezione non è per questo minore, e non riguarda soltanto la progettualità carente di molte sinistre europee».

La proposta di Blair per l'Università: «Aumentare le tasse universitarie fino a 3 mila sterline (oltre 4300 euro), con l'intesa che i laureati pagheranno questa somma a rate soltanto quando disporranno di un determinato reddito da lavoro. In pratica, la tassa diventerà per ogni studente un debito d'onore. Ai meno abbienti o meno fortunati il debito potrà essere condonato, e gli studenti poveri avranno sin dall'inizio borse di studio statali».
Speciale Università su RadioRadicale.it

E oggi il giudizio della Commissione Hutton sul suicidio di David Kelly e sulla minaccia delle armi di distruzione di massa di Saddam. Il premier se la caverà anche stavolta, e la Bbc si è già pentita.
Coraggio baby-leader!
Paolo Franchi sul Corriere della Sera: «C'è qualcosa di vagamente surreale nella contrapposizione tra chi, nel centrosinistra e dintorni, vuol dire tutto il male possibile di Silvio Berlusconi, punto e basta, e chi, invece, reputa opportuno avanzare delle proposte, e indicare un programma. Certo, massimalisti infastiditi all'idea stessa di governare e riformisti più o meno dichiarati, più o meno inclini al compromesso, ci sono sempre stati; e i primi hanno quasi sempre prevalso, nel popolo (e tra gli intellettuali) della sinistra più ancora che nei suoi gruppi dirigenti. Ma forse mai negli ultimi decenni lo scontro si era presentato in forme così primordiali. Sicuramente mai, nella vecchia sinistra, a un direttore dell'Unità era saltato in mente di teorizzare che l'opposizione perde il suo tempo, o peggio, incalzando in Parlamento il governo in carica. (...) Le responsabilità più significative per questa situazione forse non la portano tanto i massimalisti, i leader veri o presunti dei non meglio identificati "ceti medi riflessivi", i teorici della via giudiziaria al cambiamento e compagnia cantante, quanto piuttosto i riformisti (...), convinti che a dare battaglia aperta per le proprie convinzioni, e peggio a cercar di tradurle in iniziativa politica conseguente, al governo come all'opposizione, ci si rimetta sempre; inclini a prendere tempo, a rinviare, ad esercitarsi nella difficile arte della mediazione anche quando la mediazione è palesemente impossibile, piuttosto che a giocare d'anticipo. A questo cliché ha provato a sottrarsi Rutelli», ma ha ricevuto in risposta legnate.

Ora Fassino decida (e ci dica) con chi sta: il Riformista o l'Unità
Em.Ma. «E' in corso una durissima polemica tra il Riformista e il direttore dell'Unità a proposito delle posizioni di Rutelli sui contenuti della riforma pensionistica, e, sul piano politico, sulla necessità di «incalzare» il governo proprio sul tema delle riforme. Le uscite di Rutelli sono state bollate dall'Unità come cedimento al governo la prima, e come improponibile la seconda, perché l'Italia non è un paese normale. Per Colombo, l'unico obiettivo è cacciare Berlusconi e quindi occorre solo una forte dose di antiberlusconismo. Il Riformista ha notato che tale posizione rende inutile la presenza dei gruppi parlamentari e si identifica con quella dei girotondi, anziché con quella di una forza politica. La replica di Colombo è sprezzante: il "riformismo del silenzio" contrapposto alle grida di allarme dell'Unità. A nostro avviso, non è in discussione se cacciare o no Berlusconi, ma come raggiungere tale risultato: impegnandosi a risolvere i problemi del paese o denunciando l'anormalità? A questo punto però ci interesserebbe sapere qual è l'opinione di Fassino, non tanto sul metodo poco collegiale usato da Rutelli, ma sulla sostanza. Eludere il tema non è più possibile».
Ancora Kerry, Dean ancora battuto
Per John F. un solido 39%, contro il 26% di Dean. Pari al 12% Edwards e Clark. Il cane rabbioso Dean in catene. Gli elettori hanno la testa, Soros ha i soldi

Tuesday, January 27, 2004

Building Democracy in Iraq
Un'analisi della Heritage Foundation sul nation building iracheno. «Costruire la democrazia in Iraq è un affare complicato. Una transizione democratica troppo rapida potrebbe portare forze antidemocratiche al potere e destabilizzare il paese. Procedere troppo lentamente potrebbe provocare ulteriore ira da parte della maggioranza sciita irachena e del suo leader, l'ayatollah Ali Sistani. Per Nile Gardiner e James Phillips la democrazia dovrebbe essere incrementata per fasi: elezioni locali e municipali, elezioni provinciali, e solo alla fine elezioni nazionali. Nel frattempo gli Stati Uniti dovrebbero gradualmente trasferire potere ad un'amministrazione irachena ad interim. Le Nazioni Unite hanno un ruolo in questo processo, ma questo ruolo è limitato. Darle poteri decisionali più ampi potrebbe nuocere al processo».
  • A Limited Role for the United Nations in Post-War Iraq, di Nile Gardiner and James Phillips

  • To Build a Stable Iraq, Empower Iraqis, Not the U.N., di James Phillips

  • Saddam Hussein's Trial, di Paul Rosenzweig

  • Bolster Freedom, Not Dependence, in Iraq, di James Phillips and Marc A. Miles, Ph.D.
  • Desideri
    L'Europa vuole la crescita economica mantenendo l'attuale welfare. Sarà possibile? Dice la sua Irwin M. Stelzer, in Europe's Wishful Thinking su Weekly Standard.
    Miti occidentali
    Sei "equivoci" sull'Iran e il suo presidente Khatami che in mano alla stampa internazionale diventano disinformazione. Meditate anche qui.
    Meditate gente, meditate
    «L'antisemitismo di oggi è legato a un giudizio sulla situazione mediorientale e sullo Stato di Israele. Celebrare gli ebrei morti senza considerare gli ebrei vivi è un male che si sta aggravando. Si santifica la storia passata del popolo ebraico e si condanna quella presente dello Stato di Israele».
    «Queste manifestazioni per il Giorno della Memoria spesso contengono elementi di condanna per la politica di Israele. E gli stessi ragazzini che hanno fatto ricerche sull'Olocausto si alzano in piedi col dito puntato contro l'ebreo divenuto persecutore dopo essere stato perseguitato».
    Rutelli prova a ragionare, gli altri non ci stanno
    «Di pensioni o di misure a tutela del credito, che sono i temi recentemente affrontati da Rutelli, non si può parlare, perché in questo modo l'opposizione parlamentare perde il carattere di cassa di risonanza dei girotondini o della sinistra sindacale in cui, secondo l'Unità, deve esaurirsi. Insomma, non basta essere antiberlusconiani, si deve essere solo quello. Rutelli, che aveva sostenuto il contrario, cioè che "l'antiberlusconismo non basta", viene richiamato bruscamente all'ordine». Anche il Riformista lo nota.
    L'euro?
    Errori. Di Prodi, della Bce, di Berlusconi, ma si dica con serietà: «Ogni unione monetaria comporta rincari per chi aveva i prezzi più bassi».

    Monday, January 26, 2004

    [Credono di fare del bene, e di essere scaltri, ma sono goffi e decidono senza scrupoli sulla testa degli indifesi. Grandi burattinai senza fili, piccole sclerosi aziendali, imploderanno tutti in un peto, in un pluck. E a qualcuno spetterà ricominciare da zero, solo quando troverà tempo per vedere al di fuori di sé.]

    "UN Should Change - or U.S. Should Quit"
    «In a little more than a decade, our world has been transformed, first by the fall of the Soviet Union and then the events of 9/11. Everything has changed--except for the UN. It remains an invention of a vanished era, designed to solve vanished problems. It must evolve or it will slide from irrelevance to oblivion. If the UN is not part of the anti-terror fight, the United States should not be part of the UN». Leggi tutto
    David Frum e Richard Perle
    Un presidente slabbrato. Slabbrato in faccia, per via del lifting. Slabbrato il partito, festeggia (a ragione) i dieci anni, dieci anni di promesse mancate. Slabbrate le sue parole, le più esaltate nei comizi, che però non si traformano mai in fatti. Tutti odiano Berlusconi per quello che è, e per quello che dice di voler fare. Chi lo vota si aspetta che faccia quello che dice, anche le riforme più estreme che invoca, e crede negli attacchi più duri che lancia. Ma poi l'elefante partorisce un topolino, cadrà nell'abisso che c'è tra le aspettative create e le poche cose realizzate. E' la più eclatante dimostrazione che "tra il dire e il fare c'è di mezzo il mare".

    Friday, January 23, 2004

    E se la mia religione impone la testa rasata?
    La legge voluta da Chirac per proibire di indossare segni religiosi "ostentati", come il velo o le croci, si risolve nell'«affermazione assai discutibile della laicità come principio da imporre ai cittadini invece che come dovere di non interferenza dello Stato nelle questioni di culto». Fa presente Nicoletta Tiliacos sul Foglio che bisognerà creare «miriadi di sotto-commissioni Stasi, incaricate di valutare, volta per volta, scuola per scuola, se la bandana inalberata dalla ragazzina in classe sia semplicemente e innocuamente modaiola o funga da subdolo surrogato del velo proibito. Oppure, se quella sul volto del liceale sia una "normale" barba e non un segno che illecitamente segnali il credo islamico del possessore». E se mio padre appartiene ad una setta e mi manda in giro calvo? La commissione m'imporra la parrucca? In sostanza, «chi deciderà se si tratta di segno "ostensibile" di religiosità o di "visibile" civetteria? Questo è il problema». Un consiglio Chirac lo potrebbe trovare leggendo "Storia dell'Unione sovietica".
    Confesso che non me lo sono letto tutto. Cosa? Il discorso sullo stato dell'Unione del presidente Bush. Per fortuna è stato più attento 1972, che infatti segnala un passaggio importante, naturalmente oscurato dai media perché non in linea con la comoda immagine del Bush guerrafondaio irresponsabile.
    «As long as the Middle East remains a place of tyranny and despair and anger, it will continue to produce men and movements that threaten the safety of America and our friends. So America is pursuing a forward strategy of freedom in the greater Middle East. We will challenge the enemies of reform, confront the allies of terror, and expect a higher standard from our friend. To cut through the barriers of hateful propaganda, the Voice of America and other broadcast services are expanding their programming in Arabic and Persian - and soon, a new television service will begin providing reliable news and information across the region. I will send you a proposal to double the budget of the National Endowment for Democracy, and to focus its new work on the development of free elections, and free markets, free press, and free labor unions in the Middle East. And above all, we will finish the historic work of democracy in Afghanistan and Iraq, so those nations can light the way for others, and help transform a troubled part of the world».

    Certo, sono solo parole e le cautele sono d'obbligo, ma seguire quali strategie questa amministrazione affianca a quella militare in Medio Oriente non credo che sia tempo sprecato per chi crede nella possibilità di dispiegare le armi nonviolente dell'"attrazione" democratica. C'è spazio per spingere l'America ad investire sulle bombe d'informazione, sul sostegno ai gruppi arabi riformisti e democratici, sulla promozione dell'immagine della democrazia, sulla "guerra delle idee". Non sembra esistere lo stesso spazio in Europa, che appare più vicina, ma più distante dal Medio Oriente.

    Sugli altri argomenti utili anche:
  • L'economia "compassionate" di Bush: «Crescita, welfare e tassa negativa nel discorso sullo stato dell'Unione».

  • Tutte le (molte) critiche al presidente

  • Il Foglio
    Nevica a Roma!!!
    Ecco il "gran filosofo" Vattimo che si dà al varietà
    Cosa pensa dell'"infibulazione soft" (qui i fatti): «Si tratterebbe di ridurre la faccenda a una piccola puntura di spillo con anestesia che salverebbe il senso rituale della cerimonia. (...) Vietare allora anche l'uso, ancora in vigore in Italia, di bucare i lobi dell'orecchio, delle bambine e non dei maschietti, per prepararli agli orecchini? E poi: se l'inviolabilità del corpo è un principio assoluto, ovviamente si dovrebbe vietare, anche agli adulti «consenzienti», ogni forma di piercing e di manipolazione estetica (il povero Cavaliere sarebbe processabile anche per questo?) del proprio corpo. Per non parlare della circoncisione, che solo con molta buona volontà si può giustificare come motivata da cogenti ragioni di igiene. Quanto al significato "maschilista" del rito, possiamo essere d'accordo, ma osserviamo solo che a portare la bambina dall'infibulatore sono le madri, le quali tengono a garantire che la figlia sia pienamente accettata nelle loro comunità. E' una barbarie? Io credo di sì, ma non mi sento di condannarla se ridotta a una funzione simbolica. Se no persino la messa, dove si mangia e beve il corpo e il sangue di Cristo, andrebbe stigmatizzata come cannibalismo».
    Ma sì, continuiamo a dar credito a questi nostri intellettualoni! E complimenti a La Stampa che ospita queste opinioni sì ricche d'argomenti. Bisognerebbe rispolverare un po' di sani vaffa...