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Friday, June 25, 2010

Disastro annunciato, ora no allo scaricabarile

E' il fallimento della Federazione e di Lippi, non del «nostro calcio»

Un disastro annunciato, per chi non si era foderato gli occhi in attesa del fattore "C" o in imbarazzo per certe convocazioni dall'organico non proprio stellare della Juventus di quest'anno. Come nell'86, credere nel vecchio gruppo dei campioni del mondo di quattro anni prima è stato l'errore di fondo. Un errore a cui non era possibile rimediare con un paio di innesti confusi dell'ultima ora. Inutile accapigliarsi per una o due convocazioni diverse, o per gli errori tattici (a dire il vero clamorosi) di Lippi, sono due anni che lo vado dicendo: è l'impostazione di fondo ad essere sbagliata. Specchio di un'Italia aggrappata al passato, che crede poco nei suoi giovani e che ha paura di rischiare scoprendo i nuovi talenti. La peggior mistificazione che in queste ore tentano di far passare è che non c'erano «fenomeni» a casa, né giovani talenti per rimpiazzare i "bolliti" (e bastava seguire l'ultimo campionato per accorgersi che erano "bolliti").

Falso. Certo, i talenti si coltivano, non si improvvisano a una settimana dall'esordio. Ma sono convinto che se due anni fa si fosse intrapresa con decisione la strada del rinnovamento, un gruppo più giovane avrebbe avuto il tempo di crescere molto. Con ogni probabilità non avrebbe rivinto il Mondiale, ma neanche perso in modo così indegno. E il giorno dopo non ci saremmo trovati un cumulo di macerie, ma delle basi promettenti su cui lavorare.

Adesso il presidente della Federazione, anziché dimettersi, vorrebbe far pesare il suo fallimento, quello di Lippi e di questo gruppo, sull'intero nostro movimento calcistico, come se quella vista ieri fosse la massima espressione possibile del nostro calcio, invece che una rispettabile, ma pur sempre particolare versione, quella frutto delle scelte della Federazione e di Lippi. E' quindi un fallimento che ha nomi e cognomi ben precisi, non è «la crisi del nostro calcio», se non per chi non riesce a vedere al di là di Juve e Milan. Adesso non provino a scendere da quel «carro» su cui, se avessero vinto, non avrebbero voluto - giustamente - far salire i loro critici.

Non è un gran bel «metterci la faccia», non è un assumersi le proprie responsabilità, dire che il fallimento della Nazionale «è il fallimento del calcio italiano e dei club» (Cannavaro) e che «il panorama del calcio italiano è questo» (Buffon). E', anzi, un atto di indicibile arroganza: far ricadere la colpa della disfatta anche su chi non c'era, dando per scontato che nessun altro avrebbe saputo far meglio.

P.S. 1 - Lippi come Domenech. Passi il non voler concedere l'intervista a bordo campo, ma esce dal campo senza stringere la mano all'allenatore avversario.

P.S. 2 - Nota di demerito per la gran parte dei commentatori tv, che temendo il fattore "C" si sono trattenuti dal criticare Lippi e la squadra, hanno voluto vedere il bicchiere mezzo pieno, per poi massacrarlo di fronte alla debacle.

Monday, June 21, 2010

Porre fine all'agonia

Si dice che sbagliare è umano ma perseverare... Ebbene, Lippi non solo persevera, sprofonda con i suoi errori. Il rebus non si può risolvere perché la madre di tutti gli errori è a monte, come ho scritto dopo l'esordio. In breve: non puoi puntare tutto sul vecchio gruppo, salvo all'ultimo momento accorgerti che la squadra va un po' svecchiata, e affidarti a due innesti giovani pretendendo che d'improvviso esplodano, sperimentando moduli e formazioni titolari mai provate prima. Con Criscito gli è andata bene, anche perché il ruolo di terzino è anche meno complesso; ma Marchisio lo sta letteralmente bruciando, per altro in ruoli non suoi. Avesse puntato due anni fa su un gruppo completamente rinnovato, di giovani che poteva far crescere nei tempi giusti, magari oggi ci sarebbe mancato un pizzico d'esperienza, ma la squadra sarebbe stata certamente più brillante e fresca.

Questo l'errore di fondo, ma poi ci sono veri e propri sfondoni tattici dell'ultima ora: Borriello, che non mi fa impazzire, era il più adatto - anche fisicamente - a "fare reparto" da solo, mentre Gilardino e Pazzini hanno bisogno di piedi buoni, molto buoni, al loro fianco. Non ha senso portarsi Di Natale (capocannoniere della serie A) - che non è né Totti né Del Piero né Cassano - per non farlo giocare o non farlo giocare di prima punta. E ancora: pretendi che Marchisio faccia il Perrotta? Potevi portarti Perrotta, non avrebbe sfigurato in questo centrocampo. Iaquinta e Camoranesi hanno avuto una stagione ancora più travagliata di quella di Totti: forse era meglio fossero rimasti a vederlo da casa il Mondiale. E come si fa a togliere Pepe, quanto meno dinamico e intraprendente, per un Camoranesi raccapricciante? E perché infliggere questa umiliazione a un Cannavaro bollito?

Nelle sue conferenze stampa Lippi si copre di ridicolo: dice che contro i difensori alti della Nuova Zelanda bisogna giocare palla a terra e scambi stretti, e mette Iaquinta lasciando fuori Di Natale; dice che a casa non c'erano giocatori in grado di fare la differenza, sapendo di mentire e che le sue scelte non sono affatto state "tecniche". Le convocazioni di Lippi, e le sue formazioni, non aiutano certo a dissipare il sospetto che cerchi di "valorizzare" (si fa per dire, visto gli esiti) l'organico non proprio stellare della Juventus di quest'anno (mai meno di cinque in campo, sei se non si fosse infortunato Buffon). E a voler essere maliziosi, sarebbe interessante sapere quanti tra i convocati e gli stessi titolari di questa nazionale sono assistiti da procuratori nell'orbita del figlio del nostro ct.

Il nostro si conferma comunque il girone più materasso, eppure arriveremo con ogni probabilità secondi. E la mia previsione è che ci arriveremo con tre punti, cioè pareggiando anche con la Slovacchia a fatica. Saremo probabilmente l'unica seconda a qualificarsi con tre punti. Un danno incalcolabile per le nostre possibilità di andare avanti nel torneo, perché arrivando primi avremmo incontrato agli Ottavi una tra Giappone e Danimarca (secondi incontreremmo l'Olanda); ed eventualmente ai Quarti, considerando le difficoltà della Spagna, una tra Svizzera e Cile (mentre arrivando secondi, e battendo l'Olanda agli Ottavi, ci aspetterebbe il Brasile). Insomma, arrivando primi avremmo avuto spalancate le porte della Semifinale (Spagna permettendo), ma è inutile farsi illusioni: la squadra è bollita, Lippi fuso. Meglio augurarsi di uscire quanto prima, per non doverci vergognare oltre.

P.S. - Le squadre europee si confermano ben poca cosa ai Mondiali che si giocano lontani dall'Europa... un mistero. Spagna e Inghilterra possono ancora riprendersi, se no si va verso una finale Brasile - Argentina.

Tuesday, June 15, 2010

I dubbi (tardivi) di Lippi

Tanto in basso erano scese le aspettative per questa nazionale dopo le ultime amichevoli, che visto l'esordio di ieri sera c'è chi ha tirato un sospiro di sollievo, non pochi commentatori in tv hanno voluto vedere il bicchiere mezzo pieno. Per quanto mi riguarda, nel bicchiere c'è un ultimo amaro sorso. Avevo pronosticato una sconfitta. Non è che avessi sottovalutato i nostri, ho sopravvalutato il Paraguay, da cui mi aspettavo qualcosa in più a livello di tecnica individuale, mentre si sono rivelati davvero scarsi, incapaci di impostare un contropiede e di azzeccare due passaggi di seguito, e per giunta terribilmente lenti, persino più dei riflessi di Chiellini. Insomma, il nostro si conferma un girone materasso e la partita di ieri sera una delle più noiose giocate fino ad ora (dopo Olanda-Danimarca). Loro un gol, un tiro in porta nel primo tempo e uno nel secondo; noi un gol regalato dalla sfarfallata del loro portiere, un "dieci piani di morbidezza" srotolato da Montolivo nel primo tempo e due tiri in porta nel secondo (Pepe e di nuovo Montolivo). Non è che non siamo stati "concreti" sotto porta, è che non abbiamo proprio creato occasioni da gol, e sul finale l'arbitro ci ha graziati evitando di estrarre il secondo giallo su Camoranesi.

Quando ha ripreso la guida della nazionale, Lippi aveva due strade davanti a sé: usare il suo prestigio per costruire e far crescere un nuovo gruppo, puntando sui giovani e due-tre 'esperti' (per esempio Buffon, Pirlo e De Rossi); o affidarsi al vecchio gruppo dei "reduci" del 2006. Ha scelto la seconda strada e l'ha imposta a tutti con decisione, chiedendo rispetto e fiducia. Fino a pochi giorni dal Mondiale, quando evidentemente ha cominciato a dubitare e molto "italianamente" a inseguire una confusa via di mezzo, né carne né pesce.

In questi due anni ha mantenuto per sette undicesimi la stessa squadra del 2006. Improvvisamente, a pochi giorni dalle convocazioni, ha cominciato a capire che il gruppo andava svecchiato. Prima ha fatto fuori Grosso dai 23, poi Camoranesi dagli 11 titolari. E infine, sorprendendo tutti, ha escluso Di Natale dalla prima per fare spazio a Marchisio in un modulo inedito. Io avrei intrapreso dall'inizio la prima strada, puntando sui giovani. Ma chi? Non ci sono giovani di talento, mi sento ripetere. Eppure, secondo me è solo una questione di notorietà e in due anni si poteva costruire un buon gruppo. Ma ora è troppo tardi per affidarsi totalmente ai giovani che non si sono fatti crescere in questi due anni e per "sperimentare" nuovi moduli.

Per di più, infatti, in preda ad un evidente stato confusionale, Lippi ha adottato per l'esordio un modulo e una formazione mai provati prima. Iaquinta, Marchisio e Pepe dietro ad un'unica punta, Gilardino. E' dovuto tornare in fretta al 4-4-2 nel secondo tempo, inserendo uno alla volta Camoranesi e Di Natale, pur non riuscendo tuttavia a nascondere i suoi errori. La squadra è migliorata davanti, ma i problemi noti rimangono: Iaquinta ha passato una stagione travagliata ed è un blocco di marmo; Camoranesi e Zambrotta bolliti. Cannavaro non è più quello del 2006. Con Criscito gli è andata benino, ma con Marchisio malissimo. Montolivo è ancora acerbo, senza ruolo. Gilardino poco assistito e lento; Di Natale ha dimostrato già allo scorso Europeo di essere da Udinese ma non da nazionale.

Ma ormai è tardi per tornare indietro, gli uomini sono questi. Proverei a mettere Di Natale al centro dell'attacco, più vicino possibile alla porta, dove potrebbe meglio sfruttare la vena realizzativa mostrata durante tutto il campionato. Assistito da Pepe e Iaquinta. A centrocampo De Rossi, Palombo finché Pirlo è infortunato (tanto vale avere più sostanza se in quel ruolo non abbiamo alternative di qualità) e Montolivo. Oppure, Pazzini al centro e Di Natale seconda punta. A centrocampo Pepe a destra e Montolivo a sinistra, con De Rossi e Palombo sempre al centro.

In attesa di Brasile e Spagna, le altre "grandi" che hanno giocato finora non sono andate molto meglio di noi. Solo la Germania ha impressionato (in gran forma Klose e Podolski), ma l'Australia era ben poca cosa. Probabile che i tedeschi, compatti e organizzati ma non eccelsi, facciano come al solito un buon Mondiale, pur senza arrivare in cima. Francia-flop come previsto, dovrà guardarsi da Uruguay e Sudafrica e, soprattutto, dal solito Domenech (che ha lasciato fuori i più brillanti tra i suoi, Henry e Malouda). L'Argentina mi ha deluso: solo Messi, ma non tutte le squadre lo lasceranno in pace come hanno fatto i nigeriani. Per il resto, tanta disorganizzazione, e le "maradonate" rischiano di pesare: non convocati Cambiasso e Zanetti, fuori Milito per un Tevez che è un doppione inutile di Messi, e Veron in mezzo lento come il 30 barrato in manovra. Bene l'Inghilterra di Capello (gli Usa erano la squadra più ostica tra quelle incontrate dalle "grandi" all'esordio), ma quanto peserà l'insicurezza in porta?

Ha deluso anche l'Olanda, impacciata a aiutata solo dalla fortuna contro una buona ma grigia Danimarca. Tra le africane tutte le aspettative sono per Ghana e Costa d'Avorio. Finora Camerun e Nigeria hanno deluso, mentre il Sudafrica potrebbe essere la sorpresa. Vedo sicure agli Ottavi dai primi sei gironi Argentina e Corea del Sud, Inghilterra e Stati Uniti, Germania e Ghana, Olanda e Italia. A rischio invece la Francia, con Uruguay, Messico e Sudafrica minacciose. Al di là delle favorite Spagna e Brasile, due euri per la vittoria finale li punterei sulla Costa d'Avorio, ma anche sull'Inghilterra con il valore aggiunto Capello. Considerate che mai una squadra europea ha vinto un Mondiale fuori dall'Europa, ma questa volta non c'è fuso orario e la temperatura è fresca.