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Friday, December 12, 2008

Fregati e confusi

Il governo ha un problema: la comunicazione

Innumerevoli volte su questo blog ho denunciato casi di palese disinformazione, soprattutto da parte di Corriere.it e Repubblica.it. Questa volta invece ci sono cascato. Capita. Già ieri sera avevo registrato la smentita del ministro Gelmini, a quel punto alzando le mani e confessando di non capirci più nulla.

L'opzione che potranno esercitare le famiglie non è sul maestro unico o trino, ma sul tempo-scuola (24, 27, 30, o 40 ore settimanali), come è sempre stato ed è scritto nella legge. Era ovvio che «unico» dovesse intendersi in senso "didattico", perché "fisicamente" i bambini con un tempo-scuola superiore alle 24 ore (22 con il maestro unico + inglese e religione) vedranno un secondo maestro nelle ore eccedenti l'orario di lavoro del maestro unico, che per contratto lavora per 22 ore settimanali (mi sembrano molto poche, ma questo è un altro discorso). Per questo il ministro ha spesso usato il termine «prevalente» al posto di unico e a questo si sono attaccati i disinformatori per confonderci le idee. I siti internet - come Corriere.it e Repubblica.it - hanno ingannato i lettori facendo intendere che «maestro unico su richiesta delle famiglie» fosse un'espressione ripresa dal «verbale» dell'incontro a Palazzo Chigi tra governo e sindacati.

Ci sono cascato - e Destralab ci riporta tutti alla realtà - ma a quanto pare non sono stato il solo a cadere, visto che il trambusto di ieri pomeriggio ha disorientato anche un autorevole quotidiano di centrodestra come il Giornale. Non è questione di aver letto o meno la legge. So bene che l'opzione tra più tempi-scuola c'è sempre stata, a giungermi nuova era l'opzione tra uno o tre maestri.

Ma attenzione: potrà sembrare un paradosso, visto che nel campo Berlusconi è un numero uno, ma questo episodio conferma anche che il governo ha un serio problema di comunicazione. Certo, l'opposizione è allo sbando, ma riesce a battere qualche colpo, come si è visto in questo "caso", grazie al caos comunicativo che a volte sembra regnare a Palazzo Chigi. Innanzitutto, nel cosiddetto «verbale» dell'incontro con i sindacati sarebbe stato meglio ribadire a chiare lettere la scelta del «maestro unico», sottolineando il termine unico. L'ambiguità del testo ha prestato il fianco alle interpretazioni politicamente interessate. Quanto più si sa con chi si ha a che fare, tanto più si dovrebbe fare attenzione anche ai minimi particolari, senza dare nulla per scontato.

A giudicare dalla serie di dichiarazioni uscite ieri sera, avvalorare la tesi della "marcia indietro" del governo era una strategia concordata tra sindacato e opposizione. La loro macchina propagandistica ha funzionato a meraviglia, sostenuta dall'imponente schieramento di media "amici". Altrettanto non si può dire del centrodestra, dove la Gelmini si è difesa da sola e non c'è stata alcuna azione coordinata, e tempestiva, per far passare un messaggio univoco sull'esito dell'incontro con i sindacati.

Nonostante la situazione sia ben lontana dal "tutti contro tutti" del governo Prodi, in molte occasioni si avverte la mancanza di una regia e di una strategia comunicativa. Oltre al "solista" Berlusconi, quando c'è (e neanche lui è infallibile), la comunicazione dell'azione di governo è affidata a Bonaiuti, quando è sveglio, ma il più delle volte abbandonata al caso.