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Thursday, December 11, 2008

Incredibile: il governo cala le braghe sulla scuola

La vittoria delle minoranze rumorose; il governo che decide e "sdecide"
UPDATE 19:27: Alt! La Gelmini insiste e conferma che sarà maestro unico: «La responsabilità del percorso formativo e didattico nella scuola elementare resta in capo ad un unico docente. Questo modello didattico che supera l'organizzazione del modulo può essere declinato con l'opzione a 24 ore nel caso in cui il docente sia in grado di insegnare tutte le materie previste, e quindi anche l'inglese, oppure a 27 ore con l'utilizzo di tre ore aggiuntive per l'insegnante di inglese e di religione e, in ogni caso, non ci sarà compresenza in classe. Le famiglie potranno scegliere tra 24, 27 e 30 ore di lezione settimanali, oppure il tempo pieno di 40 ore. Con l'eliminazione delle compresenze ci saranno più classi che faranno tempo pieno».

A questo punto non si capisce più nulla. Non so se dobbiamo dichiararci vittime di un gigantesco caso di disinformazione e/o di disastro comunicativo da parte del governo.
A protesta studentesca inevitabilmente scemata, e con lo sciopero di domani che con il maltempo non poteva che ritorcersi contro i sindacati, il governo cala le braghe sulla scuola. E lo fa nel modo peggiore, con un dietrofront oltre che inspiegabile anche ridicolo e grottesco, una boiata pazzesca: il maestro unico «a richiesta». Sarà cioè «attivato su richiesta delle famiglie», anche se non è ancora chiaro con quali modalità questa astrusità verrà messa in pratica. A maggioranza semplice o qualificata delle famiglie? Con richiesta scritta o ad alzata di mano? Si potrà optare anche se con o senza panna, o forse con o senza ketchup? E perché non due maestri o quattro?

A parte gli scherzi, l'accordo tra i sindacati della scuola (Cgil, Cisl e Uil, Gilda e Snals) e il governo, rappresentato dal sottosegretario Letta e dai ministri Gelmini, Brunetta e Sacconi, lascia davvero increduli. I ministri su cui più puntavamo ci hanno deluso. Le proteste del Pd, dei sindacati, degli insegnanti e degli studenti non avevano scalfito il consenso di cui gode il governo, e di cui godono indivualmente proprio quei tre ministri. Quella sulla scuola era una battaglia già vinta nel Paese, l'opinione pubblica aveva dimostrato di aver compreso le ragioni dietro quelle scelte, e invece si è deciso di perderla con un clamoroso autogol, tra l'altro lanciando un segnale politico pericolosissimo all'opposizione, ai sindacati e a tutta l'Italia del "No". Basta qualche manifestazione di piazza, purché chiassosa e rissosa, e il governo democraticamente eletto sarà disposto a rimangiarsi di tutto. Sono una massa di incapaci.

Un regalo inaspettato per Veltroni, che ovviamente ha buon gioco ad osservare: il governo «fa una completa marcia indietro... Vuol dire che avevamo ragione noi, avevano ragione i sindacati dei docenti, gli studenti, i genitori, quel grande movimento che aveva bocciato la finta riforma». «La protesta della scuola culminata nello sciopero del 30 ottobre ha prodotto i suoi frutti», è il commento unanime dei sindacati.

La scuola è sempre più un settore fuori controllo, irriformabile, un pozzo di spesa senza fondo. Se questo governo non è riuscito a portare a casa il maestro unico con i sindacati al minimo dei consensi e un'opposizione praticamente inesistente, non c'è davvero alcuna speranza che possa realizzare riforme ben più importanti.

4 comments:

destralab said...

ma l'hai mai letta la Legge 30 ottobre 2008, n. 169 (cosiddetto decreto Gelmini) all'art.4?

Polìscor said...

Povera Italia, se anche chi dovrebbe essere immune dalle cazzate sparate da Corriere e Repubblica casca con tutte le scarpe in errori come questo!
Ma quale "marcia indietro", ma per favore...

luca said...

Secondo me il problema di fondo è che Berlusconi vive nel terrore di prendere decisioni impopolari e va in panico di fronte alla prima protesta di piazza.
Nel 1994 si rimangiò un'ottima riforma delle pensioni, nel 2002 voleva riformare l'articolo 18 e rinunciò dopo le manifestazioni guidate da Cofferati.
Quello che è accaduto con la scuola è ancora più grave, perché, come dicevi tu, avviene quando la partita era ormai chiusa a favore del governo.
Ma Berlusconi vive con l'occhio attaccato ai sondaggi e probabilmente il, peraltro modesto, calo di popolarità registrato dopo la vicenda dell'Iva di Sky lo ha portato a ricercare questo compromesso fuori tempo massimo.
Il rischio che corre a mio parere è di dare ai suoi elettori l'impressione che voglia ripetere l'inazione del quinquennio 2001-2006, quando fu proprio la sua eccessiva prudenza a fargli perdere il favore dell'opinione pubblica, e alla fine le elezioni...

Franco said...

Malvino lo aveva capito prima delle elezioni, io poco dopo, qualcuno si ostina a non capire, Capezzone fa finta di non capire. Capito ?