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Monday, December 15, 2008

Alcol alla guida, norme più severe.... e più inutili

Puntualmente si verifica l'incidente mortale dovuto all'alcol e si riparla di inasprire i limiti. C'è già una proposta di legge per abbassare la soglia per il ritiro della patente dallo 0,5 allo 0,2% di tasso alcolico (espresso in grammi di alcol ogni 100 ml di sangue). Non hanno ancora capito che per combattere la guida in stato di ebrezza servono più controlli, non limiti più bassi, perché sono già ridicolmente prossimi allo zero. Cosa faranno una volta che l'avranno raggiunto? Porranno il limite al di sotto dello zero?

Siamo già al paradosso che il malcapitato automobilista modello che si fa un paio di birre o di bicchieri di vino a cena rischia di vedersi sospesa la patente. Ma le probabilità di beccare l'ubriaco al volante prima che compia un massacro sono quasi inesistenti. In Italia si eseguono ogni anno un milione di alcol-test, contro i dieci milioni in Francia. L'automobilista italiano ha una possibilità ogni 74 anni di essere fermato per un controllo di questo tipo.

Sarei poi curioso di conoscere la percentuale di automobilisti coinvolti in incidenti che presentano un tasso alcolico inferiore allo 0,5 o persino all'1%. Tra l'altro, con i limiti attuali già rischiamo di attribuire all'alcol incidenti causati in maniera preponderante da ben altri fattori. Se ti capita di bere un paio di bicchieri di vino e di avere un incidente, anche se probabilmente quella quantità di alcol avrà contribuito in modo insignificante, il sinistro verrà comunque catalogato tra quelli dovuti all'alcol.

E in quanti casi che leggiamo sui giornali l'"ubriaco alla guida" schiaffato in prima pagina non era affatto tale, ma lo è diventato in ragione di una quantità d'alcol che si assume normalmente in un pasto? E vogliamo parlare dei casi di sonnolenza dopo i pasti? Perché non porre dei limiti anche ai grammi di pasta ingeriti prima di mettersi al volante?

In Italia siamo dei campioni nel darci delle leggi impossibili da rispettare, violarle praticamente tutti, e non risolvere mai nulla.

5 comments:

Anonymous said...

uno dei problemi è anche la modalità di contestazione della sanzione penale.
allo stato attuale il conducente si vede immediatamente ritirata la patente, con emissione entro venti giorni da parte del prefetto di un provvedimento cautelativo di sospensione del titolo abilitativo alla guida (nel massimo ad un anno).

l'iter del procedimento penale comincia immediatamente (ma con le lungaggini dello stesso).
di fatto la Polizia informerà il PM, il quale aprirà un fascicolo e, a distanza di otto - diceci mesi dal fatto, chiederà al GIP l'emissione del decreto penale di condanna.
passati altri sette otto mesi il GIP emetterà il decreto con cui comminerà la sanzione (che per la conversione della reclusione in pena pecuniaria si ridurrà alla sola ammenda).
nello stesso provvedimento sarà prevista l'indicazione della facoltà di proporre opposizione (entro 15 giorni) al provvedimento, instaurando così un regolare processo, altrimenti il decreto diverrà definitivo.
la sanzione comminata (l'ammenda) non deve essere confusa con la semplice sanzione pecuniaria, in quanto è una provvedimento di natura penale, da cui consegue la trascrizione nel casellario giudiziale.
ma il cittadino questo non lo sà. di fatto ritiene di aver preso una multa per guida in stato di ebbrezza - per cui paga ed è a posto - il tutto con buona pace della funzione rieducativa della pena.

raf

mildareveno said...

Anche io penso che servano più controlli, non solo sull'alcool ma anche e soprattutto sulla velocità.

nicolabel said...

Perfettamente d'accordo. Ne ho scritto anch'io: si tratterebbe di una norma controproducente, che impedirebbe a chi guida di bere anche una birra piccola ma non scalfirebbe l'abuso di chi guida davvero ubriaco.

Anonymous said...

ritirare per sempre la patente a chi guida con un tasso alcoolico superiore all'1% forse a qualcosa servirebbe.

Anonymous said...

a mio modesto avviso potrebbe essere utile procedere a giudizio direttissimo con imputato libero.
cosa che si potrebbe fare con piccole modifiche al codice di rito.
non sia mai che l'imputato di turno, essendo costretto a recarsi in tribunale a poche ore dal fatto - trovandosi per di più alla diretta presenza di un giudice, un pm, un avvocato (tutti in toga), con qualche imputato dietro le sbarre con le manette ai polsi a fare da spettatore - non capisca di aver combinato qualcosa di sbagliato.

raf