Pagine

Showing posts with label serracchiani. Show all posts
Showing posts with label serracchiani. Show all posts

Thursday, July 02, 2009

Il nuovo che sa già di vecchio

Già alcune settimane fa vedevo la Serracchiani «in via di assorbimento». Dopo l'intervista a la Repubblica in cui ha annunciato di schierarsi con Franceschini, definito addirittura «simpatico», mi pare che la neo europarlamentare abbia perso ogni aspetto di novità. Probabilmente senza neanche rendersene conto è già rientrata nei vecchi schemi e nelle vecchie logiche, che le fanno dire che «un terzo candidato servirebbe oggi soltanto a frammentare».

Non si capisce come una come lei, o per come si è fin qui descritta, possa trovare Bersani un «uomo d'apparato, linguaggio compreso», e Franceschini no. Dei grandi temi chiamata a indicare dall'intervistatore ne cita quattro e due sono - udite udite la novità - «la questione morale, il conflitto d'interessi». Ora si è capito come vuole che il Pd batta la concorrenza di Di Pietro: non chiudendo ogni rapporto e cambiando strada, ma superandolo sul suo terreno, cosa che se non altro per i toni "riscaldati" dell'ex pm, il Pd non riuscirebbe mai a fare.

Almeno la Serracchiani le differenze tra Bersani e Franceschini le ha trovate, il problema è che non se ne vedono più tra lei e Franceschini.

Wednesday, June 10, 2009

Renzi-Serracchiani, adesso viene il difficile

Il candidato a sindaco di Firenze e Debora Serracchiani hanno indubbiamente portato un po' d'aria fresca nelle file del Pd. Innanzitutto, sono due volti presentabili. Sono gradevoli, sorridenti, "normali". Non sto parlando di bellezza e di aspetto fisico come se ne è parlato riguardo la presunta candidatura delle "veline". Dicendo "presentabili" intendo dire che si vede che non sono ingrigiti e ammuffiti da anni passati in sezione per poi finire a credere alla loro stessa propaganda. Non hanno le facce smunte, rassegnate, astiose e livorose di Fassino, Franceschini e D'Alema, di Livia Turco o di Rosi Bindi. Né l'espressione inebetita e la retorica inconcludente del politico di professione. Né sembrano giovani-già-vecchi come E. Letta. Parlano in modo semplice e diretto, senza troppi giri di parole.

Tutto questo li rende quanto meno presentabili e spero che frequentando i loro leader non si rovinino, che non finiscano per assomigliargli. Il rischio, che vedo soprattutto per la Serracchiani, è infatti che i vecchi leader utilizzino il loro volto giovane per dare una rinfrescata all'immagine del partito, senza aprirlo ad una reale competizione per la sua guida. Partecipando alle primarie per la candidatura a sindaco nella sua città, Renzi mi pare abbia già dimostrato di avere il coraggio di scontrarsi con l'establishment e i vertici del suo partito, mentre la Serracchiani la vedo in via di assorbimento, dopo lo sfogo "morettiano" che l'ha resa nota.

Tuttavia, adesso per loro viene il difficile. Entrambi hanno avuto il merito di dire chiaro e tondo che c'è bisogno di rinnovamento, di volti nuovi, nella leadership del Pd; che il Pd deve liberarsi dell'antiberlusconismo e dell'ossessione per Berlusconi ed essere capace di proporre un progetto e idee proprie. Bene, ma questo è solo il primo passo, l'indispensabile premessa. Adesso devono anche dimostrarci di non essere solo volti nuovi, ma di portare anche contenuti nuovi. Perché oltre al problema di come si presenta, il Pd ha anche il problema di quello che dice e della cultura politica che esprime. E finora da Renzi e Serracchiani non ho sentito nulla di diverso (di "blairiano", per esempio) rispetto a temi quali l'economia, il mercato, le tasse, il lavoro, la spesa pubblica e le pensioni, l'istruzione, l'immigrazione, la sicurezza e l'energia.