Tra le pieghe di questa Finanziaria di ulteriore spesa pubblica c'è una norma a prima vista opportuna e utile, che avrebbe meritato ben altra occasione di discussione e approvazione: l'introduzione della class action. Non solo si tratta di un imbroglio, ma di uno strumento che così come concepito produce solo danni. Si "sindacalizza" infatti, anche la difesa di consumatori e utenti dalle frodi delle corporation.
Prevedere che le cause possano essere intentate solo dalle associazioni dei consumatori riconosciute dal Ministero significa non solo espropriare i cittadini di un diritto che dovrebbe essere esercitato individualmente, ma anche creare un sistema in cui alla fine - esattamente come accade per i contratti collettivi di lavoro tra Sindacato e Confindustria - le industrie trattano e si accordano con le associazioni consumatori sulla testa dei ricorrenti. Concedendo ad esse in monopolio la risorsa class action, l'avvio di questo tipo di azioni legali verrà subordinato a forme di pagamento da parte dei consumatori e utilizzato come arma di ricatto nei confronti delle industrie.
Perché la class action funzioni nel nostro paese dovrebbe funzionare innanzitutto la giustizia civile, di cui ormai in pochi si fidano, tanto siamo scoraggiati dai tempi di giudizio e dall'incertezza del diritto, e gli avvocati dovrebbero essere pagati in percentuale e in caso di successo.
In questo modo, invece, la class action diventa una "marchetta" per altri aspiranti sindacalisti e professionisti della concertazione: le associazioni dei consumatori.
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Sunday, November 18, 2007
Sunday, November 04, 2007
Contribuenti e consumatori derubati di nuovo
L'intervista di Padoa-Schioppa, stasera al Tg1, non ci tranquillizza neanche un po'. Se Berlusconi si sta comprando i senatori di tasca sua, Prodi sta comprando il sostegno al suo governo di tasca nostra. Come documentato cifre e voti alla mano da Oscar Giannino, su Libero, la Finanziaria costa ogni giorno quasi un miliardo di euro in più, a causa della miriade di microspese cui il governo si dovrà piegare per mantenere compatta la maggioranza al Senato.
Boeri e Garibaldi denunciano che dell'extragettito 2007, superiore a 16 miliardi di euro, dovuto a nuove entrate tributarie per oltre 13 miliardi, 11 miliardi sono andati a finanziare nuove spese correnti già nel corso dell'anno e solo 5 per ridurre l'indebitamento. Cifre che «dimostrano chiaramente il meccanismo del tax push: quando le entrate tributarie aumentano, si finisce sempre per trovare un modo di spendere queste risorse aggiuntive anziché utilizzarle per tagliare il debito». Dunque, «per risanare i conti pubblici bisogna ridurre la spesa pubblica che invece viaggia come un treno in corsa: continua a aumentare, quale che sia il colore politico del governo in carica, del 2% in termini reali ogni anno».
Nel frattempo, dalla Finanziaria è sparita l'introduzione in Italia della class action. Secondo Mario Monti, l'ennesimo tentativo abortito di dotare i consumatori italiani di «uno strumento vitale per una democrazia economica», la class action, è «un altro esempio di come l'attuale incarnazione del bipolarismo permetta alle lobby di dormire tra due guanciali».
Negli Usa, chiarisce l'ex commissario Ue, sono noti «alcuni eccessi spettacolari, che l'Europa e l'Italia faranno bene a evitare e che non è difficile evitare», ma «la funzione svolta dalla class action nel mantenere una disciplina nel mercato è importante».
Derubati ancora una volta contribuenti e consumatori, categorie cui appartiene la generalità dei cittadini e che qualsiasi governo, in una democrazia post-ideologica e non classista, dovrebbe tutelare.
Boeri e Garibaldi denunciano che dell'extragettito 2007, superiore a 16 miliardi di euro, dovuto a nuove entrate tributarie per oltre 13 miliardi, 11 miliardi sono andati a finanziare nuove spese correnti già nel corso dell'anno e solo 5 per ridurre l'indebitamento. Cifre che «dimostrano chiaramente il meccanismo del tax push: quando le entrate tributarie aumentano, si finisce sempre per trovare un modo di spendere queste risorse aggiuntive anziché utilizzarle per tagliare il debito». Dunque, «per risanare i conti pubblici bisogna ridurre la spesa pubblica che invece viaggia come un treno in corsa: continua a aumentare, quale che sia il colore politico del governo in carica, del 2% in termini reali ogni anno».
Nel frattempo, dalla Finanziaria è sparita l'introduzione in Italia della class action. Secondo Mario Monti, l'ennesimo tentativo abortito di dotare i consumatori italiani di «uno strumento vitale per una democrazia economica», la class action, è «un altro esempio di come l'attuale incarnazione del bipolarismo permetta alle lobby di dormire tra due guanciali».
Negli Usa, chiarisce l'ex commissario Ue, sono noti «alcuni eccessi spettacolari, che l'Europa e l'Italia faranno bene a evitare e che non è difficile evitare», ma «la funzione svolta dalla class action nel mantenere una disciplina nel mercato è importante».
Derubati ancora una volta contribuenti e consumatori, categorie cui appartiene la generalità dei cittadini e che qualsiasi governo, in una democrazia post-ideologica e non classista, dovrebbe tutelare.
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