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Monday, December 17, 2007

Le presunte gite di Speciale aggravanti per Padoa-Schioppa e il Governo

Se il filmato, diffuso da la Repubblica, che sembrerebbe ritrarre il generale Speciale in gita domenicale al Passo Rolle con moglie e amici al seguito utilizzando i mezzi della Guardia di Finanza - un elicottero e un aereo da trasporto Atr 42 - dovesse essere rappresentativo dell'uso che il comandante ha fatto delle risorse pubbliche, sarà un Tribunale militare a stabilirlo.

Ci sembra evidente che Bonini e la Repubblica cerchino in qualche modo di dimostrare che l'allontanamento del generale Speciale dal comando fosse giustificato dal suo discutibile operato. Per la scarsa considerazione che abbiamo per gli apparati dello Stato nella gestione delle risorse pubbliche, ai massimi livelli di sprechi e privilegi, non ci stupiremmo, anzi, avremmo solo delle conferme, se venisse accertata una condotta davvero biasimevole da parte di Speciale. Non sarebbe il primo e non sarà, purtroppo, nemmeno l'ultimo, ad approfittare con disinvoltura e arroganza disarmanti dei potenti mezzi a disposizione per uso personale. E sui troppi "occhi chiusi" dai finanzieri, o dai vigili urbani, le voci sono molte e non del tutto infondate.

Tuttavia, queste circostanze non alleggeriscono, semmai aggravano, la posizione del Governo e del ministro Padoa-Schioppa. Ne sanciscono definitivamente l'incapacità. Per loro, infatti, parla l'atto di revoca di Speciale su cui si è espressa la Corte dei Conti: non solo non era motivata, e prefigura un «eccesso di potere», ma pensavano persino di promuoverlo alla Corte dei Conti. Insomma, agli atti non risulta che la decisione di rimuoverlo fosse minimamente dovuta ai disdicevoli comportamenti che oggi sembrano venire alla luce.

Dunque, se quella condotta era nota al ministro, non averne fatto riferimento esplicito come giustificazione della revoca delinea una comprensione ai limiti di un comportamento omertoso. Se invece non ne era a conoscenza, allora sarebbe dimostrata la sua incapacità nel gestire la macchina amministrativa.

Un'aggravante, dicevamo, perché con la loro epurazione politica il Governo e Padoa-Schioppa hanno creato le condizioni tali per cui, se davvero il generale Speciale si fosse macchiato della condotta che gli viene attribuita, un cattivo funzionario pubblico se ne potrebbe tranquillamente andare a spasso con la patente del martire politico, in barba ai contribuenti che gli avrebbero pagato le gite domenicali.

Un'incapacità simile a quella dei magistrati che perseguono un imputato senza avere prove sufficienti per ottenerne la condanna. Nel caso in cui quello stesso imputato fosse davvero colpevole, il danno sarebbe doppio: non solo si perde il processo, ma si regala a quell'imputato l'aureola del martire.

Sunday, December 16, 2007

Mr. Spocchia. E gli schiaffoni sono due

Ma lui resta col suo muso arrogante inchiodato al suo posto. L'impermeabilità della nostra classe politica a qualsiasi ammissione delle proprie responsabilità è uno degli elementi che rendono gli italiani «depressi e arrabbiati», come ha scritto l'altro giorno il New York Times.

Quelli compiuti dal Ministero del Tesoro, di cui Padoa-Schioppa è il titolare, responsabile politico e amministrativo, allontanando prima il consigliere Rai Petroni, poi il generale della Guardia di Finanza Speciale, non sono errori politici, che pure rientrano in una complessa attività di governo. Sono atti illegali, abusi di potere dichiarati tali dai Tribunali competenti. E in qualsiasi paese democratico le dimissioni sarebbero l'unica via, invocata dalla stampa, indicata dalla politica per salvaguardare la propria credibilità, e praticata dal ministro non "coinvolto", ma responsabile.

Di quanti atti illegali il ministro Padoa-Schioppa dovrà ancora macchiarsi, approfittando del suo ufficio per avvantaggiare la parte politica oggi al governo, perché qualcuno abbia un sussulto di dignità?

E' vero che ombre piuttosto consistenti si addensano sull'operato del generale Speciale, che per la Procura militare di Roma, secondo quanto riportava tempo fa Carlo Bonini, sarebbe responsabile del più tipico dei peculati - e dei più diffusi, temiamo, nella Guardia di Finanzia - ma è anche sotto gli occhi di tutti come la sua rimozione non fosse affatto dovuta a questi presunti illeciti, ma all'aver in qualche modo intralciato il viceministro Visco nei suoi tentativi di proteggere Unipol dalle indagini della Finanza.

Friday, November 30, 2007

Un generale troppo "Speciale"

Se ciò che la Procura militare di Roma dice di aver accertato, e che Carlo Bonini riporta su la Repubblica di oggi, dovesse essere confermato da un giudice, ci troveremmo di fronte al caso di un generale un po' troppo "speciale". Si tratta, ve lo ricorderete, del generale della Guardia di Finanza Roberto Speciale, destituito da Padoa-Schioppa dopo il "caso Visco".

A suo carico un «ponte aereo di spigole destinate alla cambusa della baita di Passo Rolle» e una «gita a scrocco sulle nevi con signore a bordo dell'Atr-42 della Finanza». Non due "ragazzate", ma la regola. La Procura militare di Roma avrebbe accertato che «l'ex comandante generale, indagato per peculato, ha utilizzato uno dei due Atr42 in dotazione al Corpo in occasione di almeno 45 fine settimana. E mai da solo, come sarebbero in grado di documentare i piani di volo. Che quell'aereo, ufficialmente destinato a compiti di trasporto e sorveglianza, era stato, per suo ordine e a spese del Corpo, "riconfigurato" negli hangar dell'aeroporto militare di Pratica di Mare, con un allestimento interno che, modificando la parte anteriore della carlinga, consentisse condizioni di volo e poltrone "business" ad almeno otto passeggeri». Di fatto, ha riferito un testimone oculare delle modifiche disposte sull'aereo, «l'Atr42 MP era diventato un "personal jet", oggettivamente inibito a incarichi operativi in senso proprio, che, al di là delle occasioni istituzionali, partiva il venerdì o il sabato, per fare rientro la domenica con i graditi ospiti».

Ma se tutto ciò trovasse riscontro, l'enormità di questo peculato dovrebbe indurci a un paio di riflessioni. Innanzitutto, il fatto che tali comportamenti si tengano così spudoratamente alla luce del sole e reiterati ci fanno sospettare che siano elevati a "sistema" all'interno della Finanza, e forse non solo. E tanti saluti alla residua credibilità del Corpo nella lotta all'evasione fiscale. Gli sprechi a beneficio personale di chi è ha il compito per conto dello Stato di esigere dai comuni cittadini il pagamento delle imposte sarebbero l'ulteriore conferma della legittimità morale dell'evasione fiscale.

Inoltre, se il generale Speciale è stato sollevato dal comando, come sembra evidente, per ragioni politiche, ma chi lo ha sostituito non è stato in grado di accennare a simili episodi e di esibire contro di lui le prove di questa grave condotta, allora delle due l'una: o i nostri ministri non hanno alcun controllo della pubblica amministrazione, oppure degli sprechi sono complici, tranne poi battere cassa in tempo di Finanziaria.