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Wednesday, May 05, 2010

Federalisti e patrioti

In un bell'articolo di storia Sergio Soave, su Il Foglio, racconta le difficoltà con il concetto di patria e il risorgimento che ebbero per decenni le principali famiglie politiche - cattolici e comunisti - da cui oggi si ergono i più accaniti censori della Lega; ricorda il tradimento, in epoca post-unitaria, della cultura federalista dei Cattaneo, dei Cavour e dei Minghetti - che appartiene invece a pieno titolo alla storia del risorgimento ma è stata rimossa subito dopo l'unità prima dalla sinistra storica, poi dall'epoca giolittiana, e infine definitivamente sepolta con il fascismo - arrivando a concludere, in modo molto simile a quanto ho cercato di dire con il post di ieri, che oggi il nodo è «ricostruire il carattere unitario che il centralismo prima sabaudo, poi fascista, poi partitocratico ha messo a rischio» e in quest'ottica «si potrebbe dire paradossalmente che i federalisti della Lega siano i nuovi patrioti involontari, che si rifanno alle tradizioni più nobili del risorgimento che dileggiano... Non ci sarà da stupirsi se Bossi passerà alla storia come il salvatore dell'unità nazionale, che non vuole festeggiare». Solo, non sarei così sicuro che Bossi ne sia inconsapevole.

Thursday, August 20, 2009

Lettera da un italiano deluso

Sono così impastati di tabù e politically correct che quando trovano uno che si esprime con schiettezza, credono d'aver trovato un animale raro. Molte cose dette da Matteo Lazzaro hanno con sé la forza della ragionevolezza e sono ampiamente condivise da milioni persone, come la sua voglia di "Stati Uniti". Tanto è il disgusto per il presente, tuttavia, da influenzare negativamente, fin troppo, la sua lettura del passato. Ed è proprio la parte storica nel ragionamento di Lazzaro a non reggere, perché frutto, come ha scritto Galli Della Loggia, del «disastro educativo prodotto negli ultimi decenni nelle nostre scuole» da manuali e insegnanti «convinti di contribuire in questo modo alle fortune del progressismo "democratico" anziché, come invece è accaduto, a quelle di un autentico nichilismo storiografico».

Ecco, in questi giorni in cui la politica, complice il presidente Napolitano, ha trovato il modo di aprire l'ennesima sterile polemica sui festeggiamenti per l'Unità d'Italia, sarebbe invece il caso di trarre qualche lezione da questo dibattito e ripensare al modo in cui celebrare questa ricorrenza.