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Tuesday, June 22, 2010
Retoriche contrapposte
L'unico a credere, o a fingere di credere, ancora nella minaccia di secessione è Fini. Alla retorica leghista da comizio, ha contrapposto una retorica identica seppure di segno opposto, ma pur sempre di retorica si tratta. Tutti sanno che la Padania non esiste come concetto storico e geografico (forse anche i leghisti). Esiste il lombardo-veneto da una parte, come territorio ex dominio austriaco, e il Piemonte dall'altra. Ci credano o meno i leghisti duri e puri importa poco. Importa, e Fini dovrebbe capirlo, che la Padania esiste dal punto di vista politico come "questione settentrionale". Tra le righe l'ha spiegato Bossi a la Repubblica: la "Padania" non è che quella «parte del Paese che produce e paga le tasse e che tiene in piedi tutta la baracca» e «per questo vuole il cambiamento». Può piacere o meno, ma da quelle parti la pensano così. Di fronte a tale questione squisitamente politica, Fini può foderarsi gli occhi e combattere la sua battaglia contro i mulini a vento del separatismo. Magari qualche simpatia al Centrosud la recupera. Ma sarebbe più intelligente - proprio per non lasciare praterie alla Lega - provare a dare qualche risposta concreta a quel pezzo di Paese che tutti i torti non li ha.
Tuesday, May 29, 2007
Voleva "unire" il Paese... oggi è sempre più spaccato
Non ci vuole certo una laurea per trarne alcune riflessioni. La parte più dinamica, moderna, innovativa del paese, dove viene prodotta la gran parte della ricchezza nazionale, boccia la politica economica del Governo Prodi, fatta di repressione fiscale e burocratica, di manovre punitive nei confronti dei ceti produttivi, di aumento della spesa pubblica, quindi degli sprechi e dei privilegi della "casta" politica e delle sue clientele.
La reazione del Nord segna un punto a favore dell'analisi produttori vs. burocrazie e corporazioni. Il paese è sempre più diviso in due diverse realtà socio-economiche. Al Nord sono concentrati in gran parte i produttori - imprenditori e lavoratori - non privilegiati, che mal sopportano il peso ingombrante dello Stato, l'arroganza e le angherie della partitocrazia. Al Centro-Sud, le grandi burocrazie parassitarie, le corporazioni, gli assistiti, le clientele della politica. Come ogni lettura soffre del difetto della generalizzazione, ma la tendenza sembra piuttosto evidente e a intercettare i loro umori gli elettori trovano Forza Italia e Lega Nord, che quanto a risposte liberali lasciano a desiderare. Ma è questo, al momento, che passa il convento.
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