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Wednesday, August 31, 2005

A Katrina (di Vittorio Zucconi)

«La vendetta dell'acqua sugli uomini e sui loro presuntuosi progetti, l'acqua caduta dal cielo, spinta dal mare, tracimata dai laghi, dalle paludi e dal fiume, si distende come un sudario grigio nelle prime immagini della sera e del mattino dopo, dove gli effetti del passaggio dell'uragano Katrina si possono finalmente vedere e misurare dall'alto...»

Vittorio Zucconi naturalmente si giustificherà spiegando che pensava alla "natura matrigna" del Leopardi, che periodicamente ricorda a tutti gli uomini la precarietà dei loro affanni e delle loro vanità. Ma ha (o avrebbe) scritto la stessa cosa commentando lo tsunami che il 26 dicembre scorso colpì il Sud-est asiatico? O il terremoto in Iran (30 mila vittime)? O alluvioni e terremoti in Europa e in Italia? Ho come l'impressione che gli unici «presuntuosi» che le disgrazie se le vanno a cercare siano gli americani.

4 comments:

Anonymous said...

è in particolare quel "finalmente" che mi piacerebbe fargli ingoiare. spero per lui che nessuno dei suoi vicini di casa americani legga le porcate che scrive.

Anonymous said...

Zucconi è un verme. Si può dire?
Ciao
Pinocchio

Anonymous said...

Non finisco di provare dolore e rabbia, ogni giorno che passa, quando leggo o ascolto la stragrande maggioranza dei media italiani. Ignoranti, supponenti, mediocri ed incapaci. Cervelli annichiliti da decenni di propaganda e ignoranza.
Mi fa pena questo paese, con le sue poltrone piene di zucconi. Ma una pena che mi dà dolore. Ogni giorno. Ogni giorno di più.

Anonymous said...

http://www.repubblica.it/2005/b/rubriche/letterealdirettore/daccikatrina/daccikatrina.html

Estrapolare una frase dal contesto non rende giustizia alla verità.

Finalmente significa "alla fine".