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Friday, June 22, 2007

Occhio al Tfr

In questi giorni, che ne siate consapevoli o no, effettuerete un'importante decisione riguardo il vostro futuro. Si tratta di comunicare la destinazione del vostro Tfr. In poche parole, le opzioni sono le seguenti: o si decide di conferirlo a un qualche fondo di previdenza complementare, di categoria o aperto, o di lasciarlo in azienda, che nelle aziende di almeno 50 dipendenti significa girarlo all'Inps, ma per il lavoratore non cambia nulla. Nel primo caso, la scelta è fatta e non si potrà più riportare il Tfr in azienda; nel secondo, invece, si potrà in qualsiasi momento cambiare idea e destinare il proprio stipendio differito a un qualche fondo pensione.

C'è però da fare attenzione alla clausola del silenzio-assenso. Cioè, se non esprimerete una preferenza entro il 30 giugno, il vostro Tfr verrà automaticamente conferito al fondo negoziale della categoria a cui appartenete, gestito da Sindacati e datori di lavoro. Per quanto mi riguarda, non mi fido di questa soluzione, né però, mi pare che ci sia ancora un mercato di fondi pensione aperti sufficientemente trasparente e concorrenziale, come per altro osservava il Governatore della Banca d'Italia Draghi.

In ogni caso, vi consiglio di diffidare delle campagne di "disinformazione" governativa e delle informazioni che giungono da varie fonti, quasi tutte, più o meno, in conflitto di interessi. E' legittimo che sia così. Non per questo si devono ignorare i "consigli", ma tenete in considerazione e soppesate i vari interessi in gioco di chi esprime un orientamento per una o l'altra soluzione.

Vi suggerisco di documentarvi sul sito tuapensione.it, che mette a disposizione una guida davvero molto ben fatta, che mette in guardia dalle trappole e smaschera i conflitti di interessi, molto spesso taciuti, dei vari attori coinvolti: datori di lavoro, sindacati, banche, assicurazioni, governo, giornali e tv.

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