Con questa Spagna - che non è stata né la Spagna della gara d'esordio contro di noi né quella della semifinale contro il Portogallo - probabilmente non sarebbe bastata nemmeno la migliore Italia. Quando il possesso palla degli spagnoli è quello che dovrebbe essere, ma che non sempre riesce, cioè così veloce e preciso, e con verticalizzazioni improvvise, non ce n'è per nessuno.
Questo tuttavia non deve impedirci di riconoscere gli errori commessi e i grossi limiti di questa squadra. Innanzitutto, no all'alibi della stanchezza. La partita è stata persa molto prima che si manifestassero stanchezza e acciacchi fisici (per altro ben noti allo staff). Che gli spagnoli potevano essere più freschi di noi, e noi cotti, lo sapevamo dall'inizio. Era un'eventualità da tenere ben presente. Eppure, da come la squadra è stata mandata in campo non sembra che lo stesso Prandelli abbia dato il giusto peso al problema.
C'è stato, a mio avviso, un pizzico di presunzione nell'approccio. Mi è sembrato che ieri, fin dai primi minuti, siamo scesi in campo pensando di poter imporre il nostro gioco (altro che stanchezza!). Almeno nel primo tempo sarebbe stato più saggio mantenere lo stesso atteggiamento della prima gara, quando avevamo nei confronti degli spagnoli lo giusto timore reverenziale. Cioè, in fase di loro possesso restare tutti e 11 nella nostra metà campo, dietro la linea della palla. La situazione che più soffrono gli spagnoli, come ha dimostrato anche la semifinale con il Portogallo. Invece, abbiamo lasciato troppi metri di campo tra Buffon e la difesa, in questo modo facilitandogli le verticalizzazioni.
La stanchezza è stata sì un fattore decisivo della gara, ma Prandelli è stato il primo a sottovalutarla, sia nella scelta degli uomini che dell'approccio: chi se non lui aveva il dovere di accorgersi delle condizioni della squadra e dei singoli? Che le condizioni fisiche almeno di Chiellini, Abate e Cassano fossero precarie era ben noto. Non poteva giocare al loro posto qualcuno più fresco, che non aveva quasi mai visto il campo? Ogbonna, Maggio, Balzaretti, lo stesso Giaccherini, al posto dei due terzini, e Di Natale, Giovinco e Diamanti al posto di Cassano? Non si può scendere in campo - con uomini e approccio - come se la stanchezza potesse essere relegata tutto sommato ad aspetto secondario, e poi una volta andata male farne la principale giustificazione, un alibi. Averla sottovalutata è comunque responsabilità di Prandelli.
Per non parlare dell'assurda sostituzione di Montolivo con Motta. L'infortunio dopo 3 minuti è anche sfortuna, ma a che diamine poteva servire sullo 0-2 uno come Motta, in mezzo ai rapidi passaggi dei centrocampisti spagnoli? Se proprio non un'altra punta, meglio Nocerino.
Oltre che più forte e più fresca, insomma, la Spagna è stata anche più brava.
E' tempo di bilanci e temo che nonostante il 4-0 in finale la nostra Nazionale possa uscire addirittura sopravvalutata da questi Europei. Non possiamo permetterci di andare ai Mondiali pensando di essere stati battuti ieri sera solo per la stanchezza, per i pochi giorni di riposo!
I risultati non sono entusiasmanti, per lo meno non da finalista: su 6 partite, 3 pareggi 2 vittorie e una sconfitta; 6 gol fatti e 7 subiti. Nella vittoria più entusiasmante, quella con la Germania, ha pesato molto il complesso d'inferiorità, psicologico, dei tedeschi; e l'altra partita giocata bene l'abbiamo comunque pareggiata 0-0 contro un'Inghilterra molto modesta.
A Prandelli vanno riconosciuti due meriti: si è dimostrato in grado, nonostante alcuni pensassero il contrario, di infondere carattere e personalità alla squadra; e ha sempre tentato di proporre un gioco non difensivo. Il nostro movimento calcistico attualmente non propone giocatori manifestamente più forti di quelli da lui selezionati, ma allo stesso tempo non si può certo dire che abbia saputo sfruttare tutte le potenzialità del gruppo che lui stesso si è scelto. Giocatori come Nocerino, Giovinco, Di Natale, anche Borini (perché no?), reduci da una stagione entusiasmante, avrebbero meritato qualche chance in più. Per carità, non che avremmo vinto la finale, ma forse qualche partita in più sì.
Aver puntato tutto su un Cassano sì e no al 50% (con Giovinco e Di Natale che arrivavano da una stagione eccezionale), su Balotelli prima punta, su un centrocampo a rombo il cui vertice alto non ha mai convinto pienamente (tre brutte partite con Motta, poi Montolivo, infine di nuovo Motta), sono state scelte più che discutibili.
In vista dei Mondiali nessuno - tranne, forse (sottolineando il "forse"), Buffon, Pirlo, De Rossi e Marchisio - dev'essere dato per scontato. E attenzione a Balotelli, che può rivelarsi una tragica schiavitù. Il classico giocatore troppo condizionante rispetto alla sua reale capacità di incidere: per le sue doti, per il suo "personaggio", non lo puoi escludere, ma il rendimento è troppo discontinuo per tornei di così breve durata come Europei e Mondiali. E il modo in cui si tende a perdonargliele tutte, sia in campo che fuori, perché se no si può pensare che si è razzisti, di certo non lo aiuta a maturare. Basta chiedersi se ad altri giovani non meno talentuosi di lui (Giovinco, per fare un nome) sono state offerte le stesse "seconde" e "terze" chance concesse a lui.
PAGELLE per Spagna-Italia: Buffon 6 Abate 5 Bonucci 6 Barzagli 6 Chiellini 5 Pirlo 5 Marchisio 5,5 De Rossi 6 Montolivo 5 Cassano 5 Balotelli 5; Balzaretti 5 Di Natale 5 Motta sv; Prandelli 5
PAGELLE Europei 2012: Buffon 7; Maggio 5 Chiellini 5 Balzaretti 6,5 Abate 6 Barzagli 7 Bonucci 7; Motta 4 Marchisio 6,5 Giaccherini 5,5 De Rossi 7 Montolivo 6 Pirlo 7,5 Diamanti 6 Nocerino sv; Balotelli 6 Cassano 5,5 Di Natale 5,5 Giovinco sv; Prandelli 5,5
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Monday, July 02, 2012
Friday, June 29, 2012
Il peggior incubo dei tedeschi
Questa volta pensavo ingenuamente che la Germania potesse infrangere il sortilegio, anzi lo temevo, quasi fino a rammaricarmi che l'Italia avesse passato il turno con gli inglesi. Se bisogna regalare ai tedeschi la storica rivincita, pensavo, allora meglio uscire. Loro con una delle squadre più talentuose che abbiano mai avuto, o almeno così credevano, con 15 (mi pare) vittorie consecutive alle spalle; noi con la pareggite, che non riusciamo proprio a buttarla dentro, con due giorni di riposo in meno e mille acciacchi. E sì, pure gli errori di Prandelli.
Ma ogni partita fa storia a sé, è questa la magia, l'autentica magia che rende il calcio qualcosa di unico rispetto a qualsiasi altro sport.
L'1-2 e l'incantesimo si materializza di nuovo: 1970, 1982, 2006, 2012. Adesso è una certezza: nel calcio i tedeschi hanno un gigantesco, storico complesso d'inferiorità nei nostri confronti. E noi in qualche modo lo percepiamo e ci esaltiamo. Nei primi minuti si sono fatti sotto, hanno creato qualche pericolo, due incertezze di Buffon non da lui sembravano non presagire nulla di buono. Ma erano entrati in campo molli, svagati, assistevano come imbambolati al nostro veloce possesso palla a centrocampo. Dovevano controllare Pirlo e invece lo guardavano palleggiare e lanciare per i compagni. E' bastato un guizzo di Cassano, nelle altre partite contenuto quasi senza problemi dalle difese avversarie, quindi la testata imperiosa di Balotelli, ed emotivamente i tedeschi sono scomparsi dalla partita per quasi un'ora. Il raddoppio un clamoroso regalo (a proposito, ma dov'erano i centrali di difesa sul lancio di Montolivo?). Annichiliti. E' il crollo emotivo. Ci provano da fuori, buttano la palla in mezzo, ma la nostra porta sembra letteralmente stregata (giusto ricordare come fa Buffon che siamo stati fortunati nei rimpalli). E ad ogni assalto respinto scema la convinzione, si insinua l'incubo del 2006. A centrocampo non riescono a recuperare palla nemmeno quando i nostri, nel secondo tempo, sono stremati. Ci mangiamo l'impossibile davanti a Neuer, confermando (stavolta con Marchisio e Di Natale) la troppa sufficienza sotto porta.
Senza nulla togliere al cuore, alla grinta, e alla classe degli azzurri (su tutti Pirlo, De Rossi, Balotelli, Buffon e Bonucci) la chiave della partita è tutta qui: nel complesso d'inferiorità dei tedeschi e in quel "quid" tutto italiano nel giocare al calcio che proprio non riescono ad afferrare. Non c'è niente da fare: contro di noi giocano da perdenti predestinati. Viene in soccorso da non so chi su twitter una citazione di Winston Churchill: «Nessun popolo è più sconvolto dei tedeschi quando i suoi piani falliscono: non sono in grado di improvvisare».
Questa volta pensavano di farcela. Il sogno calcistico dei tedeschi è avere una squadra talentuosa, tecnicamente dotata come l'Italia o la Spagna. Stavolta con Ozil e Muller credevano di avercela, ma la realtà è che il più talentuoso dei loro ancora non vale il secondo più bravo della nona classificata del nostro campionato.
Lo so, si dirà che è la vittoria di Prandelli. Che avevano torto quanti lo criticavano. E giornalisti e commentatori rimasti opportunisticamente sul vago già saltano sul carro del vincitore (addirittura avrebbe inventato un nuovo modo di giocare!). Va bene così: chi vince ha sempre ragione. Gli riconosco di aver lavorato alla grande con questo gruppo, di aver saputo tirar fuori il meglio, smentendo chi diceva che non sapesse infondere carattere alle sue squadre. Mi rendo conto di andare controcorrente ma continuo a ritenere valide le mie critiche: la scelta degli attaccanti (Cassano fuori condizione) e il loro utilizzo in campo (Balotelli non prima punta fissa); il vertice alto del rombo di centrocampo (errore parzialmente corretto con Montolivo, dopo tre partite!); la gestione dei cambi.
Nota particolare per Balotelli: ha doti straordinarie, grande potenza, che sa sfruttare soprattutto quando si aprono ampi spazi (come ieri sera contro la Germania), ma è fatto così, è uno di quegli attaccanti che in attesa che ti faccia una prodezza ti devi sorbire una decina di partite irritanti. Poi magari col tempo maturerà...
La finale è apertissima: vista l'altro ieri la Spagna è involuta, noi in crescita, con un giorno in meno di riposo ma stavolta senza i supplementari sulle gambe. Può succedere davvero di tutto.
Sapevo anche che una vittoria contro la Germania avrebbe avuto un patetico risvolto nelle metafore politiche, nelle battute sceme sulla "culona" eccetera. Siamo stati più bravi dei tedeschi in campo, ma questo non significa affatto che politicamente e moralmente abbiamo ragione noi e torto loro riguardo la crisi dell'Eurozona.
PAGELLE: Buffon 8 Balzaretti 6 Bonucci 8 Barzagli 7 Chiellini 8 Pirlo 8 Marchisio 7 De Rossi 8 Montolivo 7,5 Cassano 7 Balotelli 8; Diamanti 5 Motta 6 Di Natale 5 Prandelli 7
Ma ogni partita fa storia a sé, è questa la magia, l'autentica magia che rende il calcio qualcosa di unico rispetto a qualsiasi altro sport.
L'1-2 e l'incantesimo si materializza di nuovo: 1970, 1982, 2006, 2012. Adesso è una certezza: nel calcio i tedeschi hanno un gigantesco, storico complesso d'inferiorità nei nostri confronti. E noi in qualche modo lo percepiamo e ci esaltiamo. Nei primi minuti si sono fatti sotto, hanno creato qualche pericolo, due incertezze di Buffon non da lui sembravano non presagire nulla di buono. Ma erano entrati in campo molli, svagati, assistevano come imbambolati al nostro veloce possesso palla a centrocampo. Dovevano controllare Pirlo e invece lo guardavano palleggiare e lanciare per i compagni. E' bastato un guizzo di Cassano, nelle altre partite contenuto quasi senza problemi dalle difese avversarie, quindi la testata imperiosa di Balotelli, ed emotivamente i tedeschi sono scomparsi dalla partita per quasi un'ora. Il raddoppio un clamoroso regalo (a proposito, ma dov'erano i centrali di difesa sul lancio di Montolivo?). Annichiliti. E' il crollo emotivo. Ci provano da fuori, buttano la palla in mezzo, ma la nostra porta sembra letteralmente stregata (giusto ricordare come fa Buffon che siamo stati fortunati nei rimpalli). E ad ogni assalto respinto scema la convinzione, si insinua l'incubo del 2006. A centrocampo non riescono a recuperare palla nemmeno quando i nostri, nel secondo tempo, sono stremati. Ci mangiamo l'impossibile davanti a Neuer, confermando (stavolta con Marchisio e Di Natale) la troppa sufficienza sotto porta.
Senza nulla togliere al cuore, alla grinta, e alla classe degli azzurri (su tutti Pirlo, De Rossi, Balotelli, Buffon e Bonucci) la chiave della partita è tutta qui: nel complesso d'inferiorità dei tedeschi e in quel "quid" tutto italiano nel giocare al calcio che proprio non riescono ad afferrare. Non c'è niente da fare: contro di noi giocano da perdenti predestinati. Viene in soccorso da non so chi su twitter una citazione di Winston Churchill: «Nessun popolo è più sconvolto dei tedeschi quando i suoi piani falliscono: non sono in grado di improvvisare».
Questa volta pensavano di farcela. Il sogno calcistico dei tedeschi è avere una squadra talentuosa, tecnicamente dotata come l'Italia o la Spagna. Stavolta con Ozil e Muller credevano di avercela, ma la realtà è che il più talentuoso dei loro ancora non vale il secondo più bravo della nona classificata del nostro campionato.
Lo so, si dirà che è la vittoria di Prandelli. Che avevano torto quanti lo criticavano. E giornalisti e commentatori rimasti opportunisticamente sul vago già saltano sul carro del vincitore (addirittura avrebbe inventato un nuovo modo di giocare!). Va bene così: chi vince ha sempre ragione. Gli riconosco di aver lavorato alla grande con questo gruppo, di aver saputo tirar fuori il meglio, smentendo chi diceva che non sapesse infondere carattere alle sue squadre. Mi rendo conto di andare controcorrente ma continuo a ritenere valide le mie critiche: la scelta degli attaccanti (Cassano fuori condizione) e il loro utilizzo in campo (Balotelli non prima punta fissa); il vertice alto del rombo di centrocampo (errore parzialmente corretto con Montolivo, dopo tre partite!); la gestione dei cambi.
Nota particolare per Balotelli: ha doti straordinarie, grande potenza, che sa sfruttare soprattutto quando si aprono ampi spazi (come ieri sera contro la Germania), ma è fatto così, è uno di quegli attaccanti che in attesa che ti faccia una prodezza ti devi sorbire una decina di partite irritanti. Poi magari col tempo maturerà...
La finale è apertissima: vista l'altro ieri la Spagna è involuta, noi in crescita, con un giorno in meno di riposo ma stavolta senza i supplementari sulle gambe. Può succedere davvero di tutto.
Sapevo anche che una vittoria contro la Germania avrebbe avuto un patetico risvolto nelle metafore politiche, nelle battute sceme sulla "culona" eccetera. Siamo stati più bravi dei tedeschi in campo, ma questo non significa affatto che politicamente e moralmente abbiamo ragione noi e torto loro riguardo la crisi dell'Eurozona.
PAGELLE: Buffon 8 Balzaretti 6 Bonucci 8 Barzagli 7 Chiellini 8 Pirlo 8 Marchisio 7 De Rossi 8 Montolivo 7,5 Cassano 7 Balotelli 8; Diamanti 5 Motta 6 Di Natale 5 Prandelli 7
Monday, June 25, 2012
Belli con anima ma senza gol
Non c'è dubbio, la miglior partita dell'Italia in questo torneo, inglesi annichiliti. Non ricordo una vittoria ai rigori che fosse così meritata nell'arco dei 120 minuti. Eppure... eppure non l'abbiamo "vinta", eppure non abbiamo segnato nemmeno un gol. Solo sul palo di De Rossi all'inizio c'entra la sfortuna, ma dopo non si ricordano miracoli di Hart o interventi della dea bendata. Mai vista l'Inghilterra così. "All'italiana"? Se proprio vogliamo definirla "all'italiana", è una bruttissima copia. Gioco difensivo, sì, ma anche ripartenze veloci, pericolose, e la zampata finale, inattesa, di rapina, sono le caratteristiche delle nostre nazionali (chiedere ai tedeschi). Niente di simile hanno saputo proporre ieri gli inglesi. In serie A non gioca così male nemmeno una neopromossa in casa della prima in classifica.
Ma l'entusiasmo per il trionfo di ieri (ancor più inebriante perché sofferto) non deve farci scordare che l'Italia arriva in semifinale con un record modesto: tre pareggi e una vittoria (sofferta, contro la squadra tecnicamente più scarsa del torneo). Questo per non dimenticarci dei limiti di questa squadra: limiti di qualità e ossessioni prandelliane. E' una squadra che fa una fatica enorme a far gol: 1 su punizione, due da calcio d'angolo e l'unico su azione di Di Natale, che è anche l'unico che la Spagna abbia subito in tutto il torneo (sarà un caso?). Prandelli ha costruito la squadra in funzione della trasformazione di Balotelli in prima punta. Intorno gli ha fatto il vuoto, non convocando nessuna prima punta che potesse fargli ombra. Se, per esempio, avesse convocato Matri, a quest'ora l'avrebbe dovuto schierare al posto di SuperMario. Ebbene, siamo in semifinale ma l'esperimento non è ancora riuscito, andiamo avanti con questo equivoco: la squadra fa gioco, crea palle gol, ma Balotelli non finalizza, non è uno da gol facili. Inoltre Prandelli si è irrigidito su gerarchie assurde: Di Natale lo vede solo come vice di Balotelli, mentre insieme avrebbero potuto alternarsi a seconda delle azioni nei ruoli di prima e di seconda punta, senza dare punti di riferimento. Anche ieri, Di Natale sarebbe dovuto entrare al posto di Cassano, non Diamanti (e meno male per lui che non ha sbagliato il rigore), e forse avremmo segnato entro i 120 minuti.
Poi c'è l'equivoco Cassano: possibile che nessuno veda che li sente tutti i mesi di inattività per l'operazione al cuore? Non corre senza palla; anche quando ha lo spunto, non ha la velocità d'esecuzione che serve né la precisione, sbaglia un'infinità di palloni. Potrebbe semmai tornare utile negli ultimi trenta minuti della partita, quando i ritmi sono più lenti e le squadre meno compatte.
L'altro equivoco di questa squadra è a centrocampo: abbiamo il centrocampo a 3 più forte d'Europa, eppure Prandelli insiste a giocare a quattro, con una sorta di rombo il cui vertice alto non è qualitativamente all'altezza: ci sono volute tre partite per far fuori Motta, troppo lento e scarso; ma anche Montolivo in quel ruolo non ha mai sfondato e non ci gioca da anni (anche se ieri non ha fatto malissimo).
Dopo tutto, però, se costruisci una decina di palle gol pulite in 120 minuti diventa più difficile prendersela con l'allenatore, anche se i suoi errori restano e complicano non poco la vita. Sfatato invece il pregiudizio secondo cui le squadre di Prandelli non avrebbero la cattiveria e la grinta necessarie. Questa squadra anima e orgoglio ce le ha eccome.
Menzione speciale per Pirlo, che gioca una partita strana. Sbaglia troppi palloni durante i '90 minuti (ma ne gioca un'infinità), se li fa strappare dai piedi, e in una circostanza la combina grossa regalando la palla agli avversari che ripartono in contropiede. Non è brillantissimo in questo Europeo, non è continuo, evidentemente pesa una stagione giocata ad altissimi livelli. Si accende e si spegne, eppure riesce ad essere determinante. Dalla metà del secondo tempo e nei supplementari sale in cattedra (complice un centrocampo inglese meno asfissiante, con Gerrard a metà servizio), illumina il gioco e conclude la gara con quel "cucchiaio". Il calcio non è una scienza, non lo sapremo mai, ma mi piace pensare sia stato decisivo, che abbia provocato i due errori inglesi e infuso sicurezza nei compagni. Un rigore del genere incute nell'avversario il senso di una certa ineluttabilità, taglia le gambe, fa evaporare la convinzione. E' come un grido: "Spostatevi, siamo più forti". Un fenomeno.
Ora il classico dei classici: Italia-Germania. I tedeschi hanno l'occasione di prendersi una storica rivincita. Tutto sembra giocare a loro favore: hanno giocatori di qualità; due centravanti implacabili e in forma; due giorni in più di riposo; mentre all'Italia rischiano di mancare De Rossi ed entrambi i terzini di destra. Ma se la staranno già facendo sotto. Troppe volte li abbiamo beffati, l'ultima non troppo lontana: nel 2006 in casa loro, a Dortmund.
PAGELLE (rigori inclusi): Buffon 7 Abate 6,5 Bonucci 7 Barzagli 6,5 Balzaretti 6 Marchisio 6 Pirlo 8 De Rossi 6,5 Montolivo 6 Cassano 4 Balotelli 5; Maggio 6 Diamanti 6 Nocerino 7; Prandelli 5
Ma l'entusiasmo per il trionfo di ieri (ancor più inebriante perché sofferto) non deve farci scordare che l'Italia arriva in semifinale con un record modesto: tre pareggi e una vittoria (sofferta, contro la squadra tecnicamente più scarsa del torneo). Questo per non dimenticarci dei limiti di questa squadra: limiti di qualità e ossessioni prandelliane. E' una squadra che fa una fatica enorme a far gol: 1 su punizione, due da calcio d'angolo e l'unico su azione di Di Natale, che è anche l'unico che la Spagna abbia subito in tutto il torneo (sarà un caso?). Prandelli ha costruito la squadra in funzione della trasformazione di Balotelli in prima punta. Intorno gli ha fatto il vuoto, non convocando nessuna prima punta che potesse fargli ombra. Se, per esempio, avesse convocato Matri, a quest'ora l'avrebbe dovuto schierare al posto di SuperMario. Ebbene, siamo in semifinale ma l'esperimento non è ancora riuscito, andiamo avanti con questo equivoco: la squadra fa gioco, crea palle gol, ma Balotelli non finalizza, non è uno da gol facili. Inoltre Prandelli si è irrigidito su gerarchie assurde: Di Natale lo vede solo come vice di Balotelli, mentre insieme avrebbero potuto alternarsi a seconda delle azioni nei ruoli di prima e di seconda punta, senza dare punti di riferimento. Anche ieri, Di Natale sarebbe dovuto entrare al posto di Cassano, non Diamanti (e meno male per lui che non ha sbagliato il rigore), e forse avremmo segnato entro i 120 minuti.
Poi c'è l'equivoco Cassano: possibile che nessuno veda che li sente tutti i mesi di inattività per l'operazione al cuore? Non corre senza palla; anche quando ha lo spunto, non ha la velocità d'esecuzione che serve né la precisione, sbaglia un'infinità di palloni. Potrebbe semmai tornare utile negli ultimi trenta minuti della partita, quando i ritmi sono più lenti e le squadre meno compatte.
L'altro equivoco di questa squadra è a centrocampo: abbiamo il centrocampo a 3 più forte d'Europa, eppure Prandelli insiste a giocare a quattro, con una sorta di rombo il cui vertice alto non è qualitativamente all'altezza: ci sono volute tre partite per far fuori Motta, troppo lento e scarso; ma anche Montolivo in quel ruolo non ha mai sfondato e non ci gioca da anni (anche se ieri non ha fatto malissimo).
Dopo tutto, però, se costruisci una decina di palle gol pulite in 120 minuti diventa più difficile prendersela con l'allenatore, anche se i suoi errori restano e complicano non poco la vita. Sfatato invece il pregiudizio secondo cui le squadre di Prandelli non avrebbero la cattiveria e la grinta necessarie. Questa squadra anima e orgoglio ce le ha eccome.
Menzione speciale per Pirlo, che gioca una partita strana. Sbaglia troppi palloni durante i '90 minuti (ma ne gioca un'infinità), se li fa strappare dai piedi, e in una circostanza la combina grossa regalando la palla agli avversari che ripartono in contropiede. Non è brillantissimo in questo Europeo, non è continuo, evidentemente pesa una stagione giocata ad altissimi livelli. Si accende e si spegne, eppure riesce ad essere determinante. Dalla metà del secondo tempo e nei supplementari sale in cattedra (complice un centrocampo inglese meno asfissiante, con Gerrard a metà servizio), illumina il gioco e conclude la gara con quel "cucchiaio". Il calcio non è una scienza, non lo sapremo mai, ma mi piace pensare sia stato decisivo, che abbia provocato i due errori inglesi e infuso sicurezza nei compagni. Un rigore del genere incute nell'avversario il senso di una certa ineluttabilità, taglia le gambe, fa evaporare la convinzione. E' come un grido: "Spostatevi, siamo più forti". Un fenomeno.
Ora il classico dei classici: Italia-Germania. I tedeschi hanno l'occasione di prendersi una storica rivincita. Tutto sembra giocare a loro favore: hanno giocatori di qualità; due centravanti implacabili e in forma; due giorni in più di riposo; mentre all'Italia rischiano di mancare De Rossi ed entrambi i terzini di destra. Ma se la staranno già facendo sotto. Troppe volte li abbiamo beffati, l'ultima non troppo lontana: nel 2006 in casa loro, a Dortmund.
PAGELLE (rigori inclusi): Buffon 7 Abate 6,5 Bonucci 7 Barzagli 6,5 Balzaretti 6 Marchisio 6 Pirlo 8 De Rossi 6,5 Montolivo 6 Cassano 4 Balotelli 5; Maggio 6 Diamanti 6 Nocerino 7; Prandelli 5
Tuesday, June 19, 2012
Capacità di soffrire e fattore C: basteranno?
La capacità di soffrire, solo quella ci è rimasta e solo quella, e un pizzico di fortuna (la sportività degli avversari, di cui abbiamo sospettato), ci hanno permesso di qualificarci. E' l'Italia dei paradossi, quella che gioca la partita più brutta delle tre del girone eppure è l'unica che riesce a vincere. Complice l'avversario, l'Irlanda di Trapattoni: davvero modesta, la squadra tecnicamente più scarsa dell'intero torneo. Non una diga in difesa, tanto da prendere gol dopo soli 3 minuti sia dalla Croazia che dalla Spagna (noi ce ne mettiamo mi pare 38 di minuti), e da subirne 9 in tre partite; senza speranze in attacco, non ha dato mai veramente la sensazione di poter pareggiare, anche se sotto pressione lo svarione azzurro, come con la Croazia, ci poteva stare.
Nonostante le novità tattiche è stata una partita-fotocopia di quella con la Croazia, ma giocata leggermente peggio. Primo tempo noi a fare il gioco, anche se bloccati dall'ansia, e loro a ripartire; produciamo meno palle gol ma passiamo in vantaggio verso la fine con Cassano (colpo di testa! E questo la dice lunga sulla difesa irlandese); poi nel secondo tempo tiriamo i remi in barca, come avevamo fatto giovedì scorso (forse segno di cattiva condizione fisica?), e ci facciamo schiacciare nella nostra metà campo dall'Irlanda. Attacchi sterili, vero, buttano la palla lunga in mezzo, ma la squadra peggiore del torneo ci schiaccia e ci fa passare brutti tre quarti d'ora, quasi incapaci di reagire.
Un altro paradosso è che per come era schierata in campo stavolta la squadra sembrava più razionale, anche se le due punte hanno avuto poco supporto, i centrocampisti sono stati avidi di inserimenti e di assist. Stavolta terzini di ruolo che sanno cosa fare (Balzaretti molto meglio di Abate, comunque sufficiente), De Rossi mastino in copertura supplisce alla scarsa vena di un Pirlo spento (si fa sentire la fatica di un campionato giocato alla grande?), Marchisio stantuffo avanti-dietro, Motta troppo lento per essere vero, pare una statua. Davanti Cassano combina pochissimo, meno delle altre partite, ma fa gol, di testa, probabilmente colto anche lui di sorpresa; meglio Di Natale che però non viene quasi mai innescato da chi era deputato a farlo (Pirlo e Cassano).
Ci dice bene: l'Irlanda è davvero troppo scarsa, a noi servirebbero tre gol per stare tranquilli, almeno rispetto all'1-1 di Spagna e Croazia, ma non è aria. Per fortuna c'è la sportività dei nostri avversari che per oltre 80 minuti restano inchiodati all'unico risultanto - lo 0-0 - che penalizza entrambi. Alla fine è la Spagna a segnare, ma non emana odore di biscotto, infatti nessun pareggio regalato nei minuti finali ai croati, che sono fuori. Attenzione, perché non altre squadre, ma l'Italia con la capacità di soffrire e il fattore C è capace di arrivare in finale. A questo punto non si può escludere, speriamo solo di meritarcelo così da non doverci vergognare ad esultare.
Commento a parte la meritano la zampata di Balotelli, che ci porta sul 2-0 nei minuti finali, ma anche il suo comportamento. Appena entrato rischia di farsi buttare fuori tentando di rifilare una gomitata gratuita ad un avversario, per fortuna senza colpirlo. Fa un bel gol ma si ritiene evidentemente troppo offeso per regalare ai suoi compagni, al suo mister, e ai suoi connazionali, un cenno d'esultanza. No, lui deve mandare affanculo tutti, ditino alzato, non si capisce bene se solo il pubblico che l'ha fischiato al suo ingresso in campo o anche Prandelli che l'aveva sostituito nelle precedenti partite e non l'ha fatto partire titolare ieri. Non lo sapremo mai, perché Bonucci accorre a bloccarlo e a tappargli la bocca. Bel gol, ma Balotelli è quel tipo di giocatore che devi aspettare dieci partite irritanti per un gol del genere, inoltre rischiando ogni minuto che si faccia buttare fuori. Gioca e sembra che ti fa un favore; segna e fa l'offeso perché è partito dalla panchina (avendo giocato male le altre due gare). No, preferisco un giocatore più scarso ma con più voglia di indossare la maglia azzurra. A prescindere dalle qualità tecniche, non è una buona scelta affidarsi a lui in un torneo di sole 3-4, al massimo 6 partite in un mese. Il guaio è che a Balotelli se ne fanno passare troppe, e sappiamo perché: perché è bravo, è di colore, e nessuno vuole correre il rischio di passare per razzista. Ma così non si fa certo il suo bene.
PAGELLE: Buffon 7 Abate 6 Barzagli 6 Chiellini 6 Balzaretti 7 Marchisio 6,5 Pirlo 5 De Rossi 6,5 Motta 5 Cassano 6,5 Di Natale 6,5; Bonucci 6 Diamanti 6 Balotelli 6 (-1 per il comportamento); Prandelli 6
Nonostante le novità tattiche è stata una partita-fotocopia di quella con la Croazia, ma giocata leggermente peggio. Primo tempo noi a fare il gioco, anche se bloccati dall'ansia, e loro a ripartire; produciamo meno palle gol ma passiamo in vantaggio verso la fine con Cassano (colpo di testa! E questo la dice lunga sulla difesa irlandese); poi nel secondo tempo tiriamo i remi in barca, come avevamo fatto giovedì scorso (forse segno di cattiva condizione fisica?), e ci facciamo schiacciare nella nostra metà campo dall'Irlanda. Attacchi sterili, vero, buttano la palla lunga in mezzo, ma la squadra peggiore del torneo ci schiaccia e ci fa passare brutti tre quarti d'ora, quasi incapaci di reagire.
Un altro paradosso è che per come era schierata in campo stavolta la squadra sembrava più razionale, anche se le due punte hanno avuto poco supporto, i centrocampisti sono stati avidi di inserimenti e di assist. Stavolta terzini di ruolo che sanno cosa fare (Balzaretti molto meglio di Abate, comunque sufficiente), De Rossi mastino in copertura supplisce alla scarsa vena di un Pirlo spento (si fa sentire la fatica di un campionato giocato alla grande?), Marchisio stantuffo avanti-dietro, Motta troppo lento per essere vero, pare una statua. Davanti Cassano combina pochissimo, meno delle altre partite, ma fa gol, di testa, probabilmente colto anche lui di sorpresa; meglio Di Natale che però non viene quasi mai innescato da chi era deputato a farlo (Pirlo e Cassano).
Ci dice bene: l'Irlanda è davvero troppo scarsa, a noi servirebbero tre gol per stare tranquilli, almeno rispetto all'1-1 di Spagna e Croazia, ma non è aria. Per fortuna c'è la sportività dei nostri avversari che per oltre 80 minuti restano inchiodati all'unico risultanto - lo 0-0 - che penalizza entrambi. Alla fine è la Spagna a segnare, ma non emana odore di biscotto, infatti nessun pareggio regalato nei minuti finali ai croati, che sono fuori. Attenzione, perché non altre squadre, ma l'Italia con la capacità di soffrire e il fattore C è capace di arrivare in finale. A questo punto non si può escludere, speriamo solo di meritarcelo così da non doverci vergognare ad esultare.
Commento a parte la meritano la zampata di Balotelli, che ci porta sul 2-0 nei minuti finali, ma anche il suo comportamento. Appena entrato rischia di farsi buttare fuori tentando di rifilare una gomitata gratuita ad un avversario, per fortuna senza colpirlo. Fa un bel gol ma si ritiene evidentemente troppo offeso per regalare ai suoi compagni, al suo mister, e ai suoi connazionali, un cenno d'esultanza. No, lui deve mandare affanculo tutti, ditino alzato, non si capisce bene se solo il pubblico che l'ha fischiato al suo ingresso in campo o anche Prandelli che l'aveva sostituito nelle precedenti partite e non l'ha fatto partire titolare ieri. Non lo sapremo mai, perché Bonucci accorre a bloccarlo e a tappargli la bocca. Bel gol, ma Balotelli è quel tipo di giocatore che devi aspettare dieci partite irritanti per un gol del genere, inoltre rischiando ogni minuto che si faccia buttare fuori. Gioca e sembra che ti fa un favore; segna e fa l'offeso perché è partito dalla panchina (avendo giocato male le altre due gare). No, preferisco un giocatore più scarso ma con più voglia di indossare la maglia azzurra. A prescindere dalle qualità tecniche, non è una buona scelta affidarsi a lui in un torneo di sole 3-4, al massimo 6 partite in un mese. Il guaio è che a Balotelli se ne fanno passare troppe, e sappiamo perché: perché è bravo, è di colore, e nessuno vuole correre il rischio di passare per razzista. Ma così non si fa certo il suo bene.
PAGELLE: Buffon 7 Abate 6 Barzagli 6 Chiellini 6 Balzaretti 7 Marchisio 6,5 Pirlo 5 De Rossi 6,5 Motta 5 Cassano 6,5 Di Natale 6,5; Bonucci 6 Diamanti 6 Balotelli 6 (-1 per il comportamento); Prandelli 6
Friday, June 15, 2012
Prandelli persevera negli errori e il "biscotto" torna ad essere scandaloso
Continuare testardamente a sbagliare coppia d'attacco è la maledizione di ogni ct azzurro e Prandelli non sfugge alla regola. E così può capitare che una vittoria tranquillamente a portata, viste le comiche della difesa croata nel primo tempo (con i difensori che svirgolano i rinvii e si scontrano tra di loro), possa sfuggire. Non bisogna farsi illusioni, la nostra squadra è piuttosto scarsa. Solo il centrocampo, quando De Rossi è schierato con Marchisio e Pirlo, è sul livello delle nazionali più forti. Come ha dimostrato il colossale errore di Chiellini ieri, in teoria il nostro miglior difensore, e la leggerezza, direi l'evanescenza, degli attaccanti, gli altri reparti sono molto modesti.
Per questo bisognava per lo meno adottare qualche furbizia in più. Ripeto: Balotelli non ha la testa, talmente pieno di sé che gioca con sufficienza e continua ad addormentarsi su palle decisive. Cassano ha lo spunto ma non ha nelle gambe (e non può averla) la brillantezza che servirebbe a questi livelli. Ormai sono due partite che gioca solo mezz'ora, poi scompare, eppure Prandelli lo toglie solo all'80esimo. Semmai, bisognerebbe sfruttare la sua mezz'ora a fine partita, non dall'inizio. Per non parlare di Giaccherini, generoso ma fuori ruolo, quindi sempre in affanno in difesa e quasi nullo in attacco; e di Motta, cui in quella posizione andrebbe preferito Nocerino.
Con attaccanti più incisivi in campo avremmo probabilmente chiuso la pratica nel primo tempo, quando abbiamo espresso un buon gioco, esercitato pressione, e mandato in bambola la difesa croata. Forse sarebbe stato sufficiente inserire Di Natale a inizio ripresa, per sfruttare il contropiede. Invece Prandelli ha aspettato troppo e un minuto dopo il suo ingresso i croati hanno pareggiato e la partita si è complicata.
Adesso invece di ripensare agli errori, parleremo di "biscotto" per una settimana, facendo l'errore di considerare già vinta, una pura formalità, la partita con l'Irlanda (attenzione all'orgoglio ferito). Con incredibile faccia tosta Buffon si è già "switchato" in modalità indignato preventivo. Solo un paio di settimane fa diceva che in fondo non c'è niente di male che due squadre si facciano i loro conti, se a entrambe conviene il pareggio. Oggi torna ad essere scandaloso, un 2-2 sarebbe «etichetta di antisportività», da far «ridere l'Europa e il mondo». Complimenti per la coerenza.
Comunque per farsi un'idea delle probabilità di "biscotto" (o "galleta"?) tra Spagna e Croazia bisognerà tener d'occhio le quote dei bookmakers su pareggio, over 3,5, e risultato esatto 2:2. Al momento in cui scriviamo in effetti il pareggio è bassino: 2,50-2,60, considerando che la vittoria della Croazia è data tra 7 e 8. Non si vede poi perché se sospettiamo di spagnoli e croati, loro non dovrebbero sospettare della "rassegnazione" irlandese contro di noi, non avendo più nulla da perdere né da vincere, ed essendoci in panchina un allenatore italiano.
In serata Del Bosque, che stavolta schiera dall'inizio una punta di ruolo, e Torres, che ritrova improvvisamente gol e cinismo davanti alla porta, dovrebbero farci capire quanto siamo stati fortunati contro la Spagna: un punto regalato.
Ultima nota sempre sulla Rai: ancora un attorucolo a commentare nell'intervallo; ancora un'intervista in ginocchio ad Abete; telecronaca infantile. Non se ne può davvero più. Chiudetela.
PAGELLE: Buffon 6 Bonucci 6 DeRossi 6,5 Chiellini 5 Maggio 5 Marchisio 6,5 Pirlo 6,5 Motta 5 Giaccherini 5,5 Cassano 5 Balotelli 5,5; Di Natale ng Giovinco ng Montolivo 6; Prandelli 4
Per questo bisognava per lo meno adottare qualche furbizia in più. Ripeto: Balotelli non ha la testa, talmente pieno di sé che gioca con sufficienza e continua ad addormentarsi su palle decisive. Cassano ha lo spunto ma non ha nelle gambe (e non può averla) la brillantezza che servirebbe a questi livelli. Ormai sono due partite che gioca solo mezz'ora, poi scompare, eppure Prandelli lo toglie solo all'80esimo. Semmai, bisognerebbe sfruttare la sua mezz'ora a fine partita, non dall'inizio. Per non parlare di Giaccherini, generoso ma fuori ruolo, quindi sempre in affanno in difesa e quasi nullo in attacco; e di Motta, cui in quella posizione andrebbe preferito Nocerino.
Con attaccanti più incisivi in campo avremmo probabilmente chiuso la pratica nel primo tempo, quando abbiamo espresso un buon gioco, esercitato pressione, e mandato in bambola la difesa croata. Forse sarebbe stato sufficiente inserire Di Natale a inizio ripresa, per sfruttare il contropiede. Invece Prandelli ha aspettato troppo e un minuto dopo il suo ingresso i croati hanno pareggiato e la partita si è complicata.
Adesso invece di ripensare agli errori, parleremo di "biscotto" per una settimana, facendo l'errore di considerare già vinta, una pura formalità, la partita con l'Irlanda (attenzione all'orgoglio ferito). Con incredibile faccia tosta Buffon si è già "switchato" in modalità indignato preventivo. Solo un paio di settimane fa diceva che in fondo non c'è niente di male che due squadre si facciano i loro conti, se a entrambe conviene il pareggio. Oggi torna ad essere scandaloso, un 2-2 sarebbe «etichetta di antisportività», da far «ridere l'Europa e il mondo». Complimenti per la coerenza.
Comunque per farsi un'idea delle probabilità di "biscotto" (o "galleta"?) tra Spagna e Croazia bisognerà tener d'occhio le quote dei bookmakers su pareggio, over 3,5, e risultato esatto 2:2. Al momento in cui scriviamo in effetti il pareggio è bassino: 2,50-2,60, considerando che la vittoria della Croazia è data tra 7 e 8. Non si vede poi perché se sospettiamo di spagnoli e croati, loro non dovrebbero sospettare della "rassegnazione" irlandese contro di noi, non avendo più nulla da perdere né da vincere, ed essendoci in panchina un allenatore italiano.
In serata Del Bosque, che stavolta schiera dall'inizio una punta di ruolo, e Torres, che ritrova improvvisamente gol e cinismo davanti alla porta, dovrebbero farci capire quanto siamo stati fortunati contro la Spagna: un punto regalato.
Ultima nota sempre sulla Rai: ancora un attorucolo a commentare nell'intervallo; ancora un'intervista in ginocchio ad Abete; telecronaca infantile. Non se ne può davvero più. Chiudetela.
PAGELLE: Buffon 6 Bonucci 6 DeRossi 6,5 Chiellini 5 Maggio 5 Marchisio 6,5 Pirlo 6,5 Motta 5 Giaccherini 5,5 Cassano 5 Balotelli 5,5; Di Natale ng Giovinco ng Montolivo 6; Prandelli 4
Monday, June 11, 2012
Italia, c'è poco da entusiasmarsi
Ieri con la Spagna avremmo potuto assistere a due tipi di partita: gli spagnoli avrebbero potuto dilagare contro l'Italia mediocre e distratta vista contro la Russia; oppure incepparsi al cospetto della diga azzurra, ricadendo nel loro antico difetto: possesso palla sì, ma inconcludente. E così è stato.
Se ci siamo salvati facendo nel complesso una discreta figura (rischiando di perdere sul finale ma anche di vincere) lo dobbiamo sostanzialmente al killer-instinct di Di Natale (che dura da quanti mesi?), subentrato ad un irritante Balotelli, e a Del Bosque, che nel primo tempo manda in campo una squadra senza punte, e nel secondo, quando i suoi sembravano aver recuperato l'incisività dei giorni migliori, pensava bene di togliere l'autore del pareggio Fabregas e affidare i frutti del ritrovato bel gioco ai piedi di Torres, in grado di sprecare malamente tre limpide occasioni solo davanti a Buffon.
L'Italia ha avuto il merito di giocarsela con le motivazioni e la concentrazione di una finale (saranno le stesse contro Croazia e Irlanda?), schierando tutti i suoi uomini nel proprio centrocampo in fase di possesso palla degli spagnoli e rispondendo colpo su colpo in contropiede, ma questo non assolve Prandelli dai suoi errori e non deve farci illudere sulle qualità di fondo dei nostri.
Prandelli sbaglia l'attacco titolare, rimedia solo quando non può farne proprio a meno, dopo l'ennesimo scempio di Balotelli, ma lasciando comunque per troppo tempo in campo Cassano; sbaglia Giaccherini sulla fascia sinistra, il tipo di partita a cui è stato costretto (generoso, ma nullo in fase offensiva e quasi disastroso dietro) dimostra che da quelle parti erano più adatti Ogbonna o Balzaretti; sbaglia Motta (che non meritava nemmeno la convocazione, ma questo è un altro discorso). Balotelli non ha la testa per giocare una competizione simile. Le qualità del ragazzo si riescono a sfruttare a mala pena nell'arco di un campionato, figuriamoci in un torneo dove sono decisive 3 partite in 10 giorni. Presuntuoso, nervoso, irritante. Cassano ha giocato una mezz'ora di troppo rispetto ai minuti che ha nelle gambe. La lunga inattività si sente e pesa. Sarebbe più furbo sfruttare la sua capacità di incidere partendo dalla panchina, l'ultima mezz'ora quando gli avversari sono più stanchi. Di Natale e Giovinco (o Borini) - questi sono quelli a disposizione, inutile ormai discutere le convocazioni - sono gli attaccanti più indicati da schierare dall'inizio, con Cassano e Balotelli pronti a subentrare. Ma penso che Prandelli persevererà nell'errore, confermando Cassano-Balotelli dall'inizio anche con la Croazia.
Fase difensiva. Non deve ingannare la buona prestazione di De Rossi centrale. Come in Roma-Juventus di quest'anno (l'1-1 all'Olimpico, ovviamente), formidabile diga quando la squadra è compatta, quando difende con tutti gli uomini nella propria metà campo in fase di possesso degli avversari. Appena le squadre si cominciano ad allungare, mostra tutti i suoi limiti - di posizione e tempismo. Abbiamo concesso praterie agli inserimenti spagnoli e rischiato moltissimo. Mi chiedo: anche contro Croazia e Irlanda potremo permetterci di rintanarci nella nostra metà campo e ripartire in contropiede come abbiamo fatto ieri con i campioni del possesso palla? Probabile che lo schema delle partite con Croazia e Irlanda sarà diverso: saranno loro ad aspettare noi, più simile quindi alla disastrosa amichevole contro la Russia. Allora De Rossi non basterà a salvarci, come dimostrano le sue prestazioni da centrale nella Roma di quest'anno, deludenti tranne solo la prima. De Rossi centrale di difesa oscura Pirlo? Non direi che la prova piuttosto opaca di Pirlo, tranne lo splendido assist, si spieghi in questo modo. Pirlo non si discute, ma secondo me non era in giornata: dall'inizio ha sbagliato qualche pallone di troppo e non è certo stato facilitato dalla concitazione della fase difensiva e dalla velocità degli scambi degli spagnoli.
Ultima nota sulla Rai, penosa come sempre: Massimo Ghini e il ministro Gnudi commentatori nell'intervallo; intervista in ginocchio ad Abete; telecronista che sbaglia i nomi degli spagnoli; intervista muta di Prandelli. Girato canale appena finita la partita. Rai non da privatizzare, da chiudere proprio.
PAGELLE: Buffon 7 Bonucci 5,5, De Rossi 6 Chiellini 6 Maggio 5,5 Motta 5 Pirlo 6 Marchisio 6 Giaccherini 5 Cassano 5 Balotelli 4; Di Natale 7 Giovinco 6,5 Nocerino ng; Prandelli 5
Se ci siamo salvati facendo nel complesso una discreta figura (rischiando di perdere sul finale ma anche di vincere) lo dobbiamo sostanzialmente al killer-instinct di Di Natale (che dura da quanti mesi?), subentrato ad un irritante Balotelli, e a Del Bosque, che nel primo tempo manda in campo una squadra senza punte, e nel secondo, quando i suoi sembravano aver recuperato l'incisività dei giorni migliori, pensava bene di togliere l'autore del pareggio Fabregas e affidare i frutti del ritrovato bel gioco ai piedi di Torres, in grado di sprecare malamente tre limpide occasioni solo davanti a Buffon.
L'Italia ha avuto il merito di giocarsela con le motivazioni e la concentrazione di una finale (saranno le stesse contro Croazia e Irlanda?), schierando tutti i suoi uomini nel proprio centrocampo in fase di possesso palla degli spagnoli e rispondendo colpo su colpo in contropiede, ma questo non assolve Prandelli dai suoi errori e non deve farci illudere sulle qualità di fondo dei nostri.
Prandelli sbaglia l'attacco titolare, rimedia solo quando non può farne proprio a meno, dopo l'ennesimo scempio di Balotelli, ma lasciando comunque per troppo tempo in campo Cassano; sbaglia Giaccherini sulla fascia sinistra, il tipo di partita a cui è stato costretto (generoso, ma nullo in fase offensiva e quasi disastroso dietro) dimostra che da quelle parti erano più adatti Ogbonna o Balzaretti; sbaglia Motta (che non meritava nemmeno la convocazione, ma questo è un altro discorso). Balotelli non ha la testa per giocare una competizione simile. Le qualità del ragazzo si riescono a sfruttare a mala pena nell'arco di un campionato, figuriamoci in un torneo dove sono decisive 3 partite in 10 giorni. Presuntuoso, nervoso, irritante. Cassano ha giocato una mezz'ora di troppo rispetto ai minuti che ha nelle gambe. La lunga inattività si sente e pesa. Sarebbe più furbo sfruttare la sua capacità di incidere partendo dalla panchina, l'ultima mezz'ora quando gli avversari sono più stanchi. Di Natale e Giovinco (o Borini) - questi sono quelli a disposizione, inutile ormai discutere le convocazioni - sono gli attaccanti più indicati da schierare dall'inizio, con Cassano e Balotelli pronti a subentrare. Ma penso che Prandelli persevererà nell'errore, confermando Cassano-Balotelli dall'inizio anche con la Croazia.
Fase difensiva. Non deve ingannare la buona prestazione di De Rossi centrale. Come in Roma-Juventus di quest'anno (l'1-1 all'Olimpico, ovviamente), formidabile diga quando la squadra è compatta, quando difende con tutti gli uomini nella propria metà campo in fase di possesso degli avversari. Appena le squadre si cominciano ad allungare, mostra tutti i suoi limiti - di posizione e tempismo. Abbiamo concesso praterie agli inserimenti spagnoli e rischiato moltissimo. Mi chiedo: anche contro Croazia e Irlanda potremo permetterci di rintanarci nella nostra metà campo e ripartire in contropiede come abbiamo fatto ieri con i campioni del possesso palla? Probabile che lo schema delle partite con Croazia e Irlanda sarà diverso: saranno loro ad aspettare noi, più simile quindi alla disastrosa amichevole contro la Russia. Allora De Rossi non basterà a salvarci, come dimostrano le sue prestazioni da centrale nella Roma di quest'anno, deludenti tranne solo la prima. De Rossi centrale di difesa oscura Pirlo? Non direi che la prova piuttosto opaca di Pirlo, tranne lo splendido assist, si spieghi in questo modo. Pirlo non si discute, ma secondo me non era in giornata: dall'inizio ha sbagliato qualche pallone di troppo e non è certo stato facilitato dalla concitazione della fase difensiva e dalla velocità degli scambi degli spagnoli.
Ultima nota sulla Rai, penosa come sempre: Massimo Ghini e il ministro Gnudi commentatori nell'intervallo; intervista in ginocchio ad Abete; telecronista che sbaglia i nomi degli spagnoli; intervista muta di Prandelli. Girato canale appena finita la partita. Rai non da privatizzare, da chiudere proprio.
PAGELLE: Buffon 7 Bonucci 5,5, De Rossi 6 Chiellini 6 Maggio 5,5 Motta 5 Pirlo 6 Marchisio 6 Giaccherini 5 Cassano 5 Balotelli 4; Di Natale 7 Giovinco 6,5 Nocerino ng; Prandelli 5
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