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Monday, July 05, 2010

Brasile-Argentina, dalla Finale annunciata allo stesso finale

C'è un comune denominatore nell'amara - quanto strameritata - eliminazione di Brasile e Argentina: il non saper reagire al primo vero momento di difficoltà del Mondiale, come se nei giocatori e nei ct fossero convinti che tutto sarebbe andato liscio fino all'inevitabile esito positivo. Avevano ragione i critici casalinghi delle rispettive nazionali a non farsi abindolare dalle facili vittorie nel girone e agli Ottavi. Incontrando le prime squadre vere, quelle splendenti corazzate di talenti si sono sciolte come neve al sole. Complici le scelte sbagliate dei loro ct - nelle convocazioni e negli assurdi puntigli - ma anche la presunzione. Fin qui le similitudini.

Mentre Dunga e i brasiliani hanno peccato di arroganza, e reagito nervosamente al pareggio fortunoso dell'Olanda - rosicando, si direbbe da noi - gli argentini sono sorprendentemente mancati dell'unica cosa di cui tutti eravamo convinti fossero provvisti: il carattere. Flebile la reazione dopo lo svantaggio, neanche dopo l'intervallo c'è stata una scossa. E ciò dovrebbe farci capire che non basta qualche pacca sulle spalle e qualche bacio a rendere un allenatore davvero carismatico. La squadra di un allenatore davvero carismatico reagisce e lotta, non declina verso la sconfitta compiaciuta comunque del suo talento.

Maradona ci aveva quasi convinti del miracolo. In realtà, senza l'aiuto di Rosetti questa Argentina avrebbe avuto difficoltà a passare contro il Messico. In realtà, tutte le lacune che si indicavano alla vigilia, ed emerse anche all'esordio contro la Nigeria, hanno pesato: portiere e difensori scadenti e poco filtro a centrocampo (mentre Zanetti e Cambiasso venivano lasciati a casa); il gioco lasciato troppo ai solisti (Messi, Tevez e forse anche Di Maria insieme sono ridondanti); poco movimento senza palla, tutti ad aspettare il pallone sui piedi o la giocata risolutiva di qualche big.

Le vittorie di Olanda e Germania sono state la vittoria dell'organizzazione e del gioco di squadra contro la pretesa improvvisazione dei singoli. Insomma, nulla di nuovo, nulla di soprendente, l'eterna disputa del calcio. Non so se Messi e Robinho non sono all'altezza dei giocatori di una volta, oppure - e protendo per questa seconda - se il calcio è cambiato e ormai quasi tutte le squadre dal punto di vista atletico e organizzativo non concedono troppo ai fuoriclasse. Ma sarebbe ingiusto dare l'idea che Olanda e Germania sono squadre prive di talenti (Robben e Snejider lo sono, come Muller e Ozil). Hanno saputo però meglio mettere questi talenti al servizio della squadra.

Dopo le prime partite i commentatori ci avevano ripetuto fino alla noia che questo sarebbe stato il Mondiale della scuola sudamericana, e invece è stata la rivincita del calcio europeo (3 squadre su 4 in semifinale) e per la prima volta nella storia dei Mondiali una squadra europea potrebbe vincere fuori dai confini dell'Europa (alla faccia di Blatter, che vuole togliere posti alle squadre europee). L'esito drammatico di Uruguay-Ghana conferma che il calcio è cosa serissima, e come la vita sa essere crudele. Papere dei portieri a parte (altro che jabulani!), gran spettacolo! Addolora lo psicodramma degli africani, dal paradiso all'inferno in pochi secondi. Ma sarebbe ingiusto dire che l'Uruguay non ha meritato. Ha creato grandi occasioni, senza dimenticare che l'azione del Ghana al 120' era viziata da fuorigioco e un netto rigore su Abreu poco prima.

A questo punto, anche se non brillante, la Spagna continua a sembrarmi la squadra più completa. Grande qualità in tutti i ruoli (anche in panchina), carattere e saggezza tattica (cose che mancavano agli spagnoli fino a qualche anno fa). La Germania vive un momento di grande esaltazione psicologica, ma non è completa in tutti i ruoli come la Spagna: difficilmente portiere e difensori spagnoli concederanno ai tedeschi di passare in vantaggio così facilmente come con Inghilterra e Argentina, e poter quindi colpire in contropiede. Apertissima anche la sfida tra uruguaiani e olandesi: ai primi mancherà la classe di Suarez davanti, ma potrebbe essere più pesante l'assenza del perno del centrocampo olandese, De Jong, che rende la squadra solida difensivamente come forse l'Olanda non è mai stata.

Monday, June 28, 2010

Bel Mondiale, ma arbitri inguardabili

Stiamo assistendo ad un buon Mondiale, forse migliore di quelli del 2006 e del 2002. Si vedono tanti errori tecnici, ma anche giocate e gol pregevoli (finora ben cinque agli Ottavi: quelli di Suarez, Gyan, Muller, Tevez e Hernandez). Le partite sono equilibrate ed emozionanti, e molti giocatori di talento si stanno mettendo in mostra. Gli Ottavi sono cominciati con l'Uruguay, che ha dato un'altra dimostrazione di forza, compattezza e qualità (Suarez, Peres e Lugano su tutti), anche se i coreani se la sono giocata fino all'ultimo. Può arrivare lontano, minacciare anche il Brasile.

Anche Stati Uniti-Ghana è stata una bella partita, in bilico fino all'ultimo. Gli africani hanno superato gli Usa probabilmente solo grazie alla loro resistenza fisica, che gli ha permesso di continuare a correre ed essere brillanti anche ai supplementari, quando gli americani sono crollati.

Che dire della classica, Inghilterra-Germania? La più bella Germania che mi ricordi (quindi da vent'anni), giovani interessanti e di grande qualità (Ozil e Muller), anche se da una squadra di Capello non ti aspetti certi svarioni difensivi da terza categoria (scandalosa tutta la difesa, dal portiere "calamity" James a Terry, per non parlare di Barry). L'errore arbitrale ha senz'altro condizionato la gara. Chi ha visto la partita sa che proprio in quel momento, dopo l'1 a 2, gli inglesi sembravano finalmente usciti dal torpore iniziale e la Germania era in difficoltà. Il gol del 2-2 non avrebbe consentito ai tedeschi di giocare in contropiede e probabilmente avrebbe galvanizzato gli inglesi come solo a loro capita, ma non si può neanche escludere che invece, con quella difesa, avrebbero regalato comunque altri gol.

Capello ha sbagliato ad attribuire la sconfitta all'errore arbitrale. Anche se fosse vero, non è nella mentalità degli inglesi. E infatti i giocatori hanno minimizzato ammettendo di essere stati dominati dai tedeschi. La mia sensazione è che Capello lascerà. Non solo per la pressione della stampa e della Federazione, ma anche perché al di là delle recriminazioni si sarà accorto del suo fallimento. Il suo obiettivo era dare solidità alla difesa e cervello in mezzo al campo. Ha fallito. Probabilmente non per colpa sua. Nel senso che conoscendo il suo valore avrà lavorato certamente molto e bene sulla difesa, ma dopo ieri si sarà reso conto che con quei giocatori è inutile: non hanno cervello.

Argentina-Messico è stata condizionata forse ancora di più dal clamoroso errore della terna italiana guidata da Rosetti. D'altra parte, conosciamo gli arbitri italiani e Rosetti in particolare. Al Mondiale come in campionato, non ci ha sorpreso. Fino ad allora l'Argentina non aveva combinato nulla, la partita era bloccata. Anzi, il Messico (davvero interessanti il "chicharito" Hernandez e Salcido) aveva creato tre occasioni, cogliendo una traversa piena. Quel gol ha sbloccato un equilibrio preziosissimo per i messicani, su cui avevano puntato tutto il loro gioco, che stava riuscendo alla perfezione. A questa Argentina non puoi regalare un gol, perché poi cominciano a giocare sul velluto, come hanno fatto.

L'errore dell'arbitro ci può stare, ma non quando è così clamoroso e decisivo. E soprattutto è intollerabile perché evitabilissimo, dal momento che ormai abbiamo a disposizione la tecnologia necessaria per correggere gli errori più decisivi in una manciata di secondi. Sarebbe bastato che qualcuno avesse contattato Rosetti durante il suo consulto con Airoldi durato un minuto. Favorito non poco dagli errori arbitrali anche il Brasile. Con un palleggio di mano Fabiano segna il secondo gol e chiude la partita contro la Costa d'Avorio; ma soprattutto la mancata espulsione di Juan contro il Portogallo, per un fallo di mano volontario e da ultimo uomo. Di sicuro non avrebbe potuto giocare gli Ottavi, e forse il Brasile, in dieci, non sarebbe neanche riuscito ad arrivare primo nel suo girone (e dunque a posizionarsi nella parte del tabellone opposta a quella dell'Argentina). Insomma, c'è di che sospettare che si voglia arrivare ad una finale Brasile-Argentina.

Wednesday, June 23, 2010

Per ora è Argentina-Brasile

A giudicare da quanto visto finora Argentina e Brasile non sembrano avere rivali in questo Mondiale (se non la Spagna, se si decide ad essere meno leziosa e più concreta). Non che non abbiano i loro punti deboli: se è enorme la qualità del possesso palla e delle soluzioni offensive (un Messi stellare cui solo la sfortuna ha negato finora il gol), le due difese non sono mai state finora messe davvero alla prova (e visto i valori espressi dalle altre squadre, non è detto che lo siano nel proseguio del torneo). Ma Demichelis viaggia su una media di uno o due errori potenzialmente decisivi a partita (e Gutierrez non sembra da meno) e Lucio, sia pure fisicamente arrembante nelle sue sortite in avanti, non è immune da amnesie difensive. A ciò si aggiunge il fatto che entrambe le squadre non proteggono a sufficienza le loro difese filtrando a centrocampo. Mascherano (o Bolatti) non sono certo Cambiasso e Felipe Melo conferma tutte le lacune mostrate in Italia. Ieri Veron ha giocato bene, ma rallenta sempre troppo il gioco e questo è limitante per Messi. Con gli ingressi di Di Maria e Pastore la squadra aveva decisamente una marcia in più, anche con lui in campo, e si è visto: da lì in avanti i gol e le azioni più belle.

Sono nel complesso due grandi squadre che stanno esprimendo un buon gioco e una buona vena realizzativa. L'unico modo per metterle in difficoltà è non cedere al loro possesso palla, costringerle a giocare di più nella loro metà campo. Il problema è che non vedo per ora squadre in grado di farlo, tranne (forse) la Spagna. Due squadre che mi hanno ben impressionato e che potrebbero arrivare lontano sono Uruguay (impenetrabile in difesa e con una discreta qualità in avanti) e Cile. E stasera una sorpresa potrebbe arrivare dal Ghana.

P.S. 1 - Domenech che non stringe la mano all'allenatore avversario è per fortuna l'ultima brezza di boria francese in questo mondiale. Sulla disfatta francese - può essere politicamente scorretto ipotizzarlo, visto che nessuno mi pare si sia azzardato - può aver pesato un problema di integrazione. Attendiamo "tutta la verità" che Evra ha promesso di rivelare tra qualche giorno.

P.S. 2 - Noi italiani non abbiamo bisogno di un video come quello realizzato da quattro simpatici ragazzotti tedeschi per scongiurare la nostra vittoria al Mondiale. Noi sappiamo già che non sarà la Germania a vincerlo... Fa comunque piacere sapere che incutiamo ancora un certo terrore, con il nostro "quid" di imponderabile che i tedeschi non riusciranno mai a comprendere del nostro calcio.

Friday, August 21, 2009

Iran, alla Difesa volto noto del terrorismo internazionale

Da il Velino

Il ministro della Difesa appena designato dal presidente iraniano Ahmadinejad è un volto noto del terrorismo internazionale. Nei suoi confronti, dando seguito ad una specifica richiesta delle autorità argentine, l'Interpol ha spiccato un mandato di arresto internazionale e nel 2007 lo ha inserito nella lista dei maggiori ricercati. Ahmad Vahidi era a capo delle famigerate brigate al Qods quando nel 1994 ordinarono e organizzarono l'attacco terroristico al Centro ebraico di Buenos Aires, in cui rimasero uccise 85 persone. Il gruppo fa parte delle Guardie rivoluzionarie iraniane ed è noto per essere responsabile delle operazioni terroristiche nei paesi stranieri... Negli anni recenti Vahidi è stato viceministro della Difesa con delega allo sviluppo della missilistica.

«Vahidi - ricorda Kenneth Katzman, analista del Servizio ricerche del Congresso Usa - è anche sospettato di aver avuto un ruolo nell'attacco del 1996 alla caserma dell'Air Force Usa in Arabia Saudita nota come Khobar Towers»... La nomina di Vahidi alla guida del Ministero della Difesa lascia presupporre che il presidente Ahmadinejad abbia tutta l'intenzione di proseguire nella sua politica di sfida nei confronti dell'Occidente.
(...)
La scelta di Vahidi, secondo Katzman... è un «segnale forte», che indica che «Ahmadinejad ha intenzione di continuare, e forse anche accelerare, il supporto materiale dell'Iran ai gruppi e alle milizie della regione». E' proprio Vahidi, infatti, a sovrintendere da anni alla distribuzione di armi e missili a gruppi terroristici come Hezbollah, Hamas e Jihad islamica, riferisce un ex agente Cia infiltrato nelle Guardie rivoluzionarie...
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