Ecco perché la proprietà della compagnia di bandierina doveva rimanere italiana. Per garantire ai politici, soprattutto di regioni ed enti locali, di continuare a influenzarne le scelte in funzione delle loro clientele. Così ecco l'ultimo, inutile, braccio di ferro tra Formigoni e Alemanno, tutto in casa PdL. «Malpensa sarà l'aeroporto di riferimento e privilegiato per Cai», annuncia tronfio il governatore della Lombardia. «Ipotesi inaccettabile e infondata», la replica di Alemanno, a cui invece consiglierei di rispondere alla romana: "Ma che ce frega, ma che ce 'mporta".
La Nuova Alitalia sarà per forza di cose una compagnia molto più piccola della vecchia Alitalia e che Fiumicino resti deserto è un'ipotesi che può far solo sorridere chiunque sia dotato di un minimo di buon senso. Se non ci sarà Cai, le compagnie di tutto il mondo faranno a pugni per esserci. Stiamo parlando del principale scalo di Roma, con una posizione invidiabile, al centro dell'Italia e del Mediterraneo. Alemanno si rilassi.
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Thursday, December 11, 2008
Friday, September 26, 2008
Il prezzo di Walter: un posto nella foto ricordo dei salvatori
Basta osservare i fatti degli ultimi giorni sotto la lente della più elementare logica per accorgersi di quanto sia allo stesso tempo arrogante e patetico il tentativo di Veltroni di autointestarsi i meriti del salvataggio di Alitalia. Ma noi vogliamo credergli. Sì, Veltroni è stato determinante per il raggiungimento dell'accordo tra le parti. Le parti sono Cai, che ha messo i soldi; i sindacati, che hanno fornito la manodopera; il governo, che si è impegnato a ripianare i debiti e ammortizzare gli effetti negativi degli esuberi. Resta da chiedersi: e l'opposizione, che ci ha messo? La moral suasion, ci diranno.
Ma allora, a condizioni contrattuali e industriali praticamente invariate, riconoscere a Veltroni dei meriti per la conclusione positiva della trattativa significa ammettere implicitamente che fino a un momento prima non ha fatto altro che remare contro di concerto con la Cgil, per evitare che Berlusconi si prendesse in esclusiva i meriti dell'operazione. Se davvero è bastato solo il suo intervento, si vede che era lui stesso l'ostacolo. Era questo l'obiettivo politico della farsa a cui abbiamo assistito questa settimana. Prima la rottura, determinata soprattutto dalla Cgil; poi il "responsabile" Veltroni che "fa ragionare" i sindacati, pronti a firmare a un suo cenno. Sono proprio la Cgil ed Epifani che in questa partita escono con l'immagine devastata di un sindacato burattino del Pd.
Alitalia è rimasta ostaggio dell'ennesimo gioco politico, speriamo l'ultimo. Prima Berlusconi, alla vigilia delle elezioni, ha offerto una sponda al "no" dei sindacati, cui rimane comunque la responsabilità principale di aver detto no ad Air France, per ergersi a salvatore della patria. Poi, dopo le elezioni, Veltroni si è vendicato facendo di tutto per sabotare gli sforzi del governo, finché quest'ultimo infine ha dovuto accettare che in "zona Cesarini" anche Veltroni trovasse posto in pompa magna nella foto ricordo dei salvatori.
Ma allora, a condizioni contrattuali e industriali praticamente invariate, riconoscere a Veltroni dei meriti per la conclusione positiva della trattativa significa ammettere implicitamente che fino a un momento prima non ha fatto altro che remare contro di concerto con la Cgil, per evitare che Berlusconi si prendesse in esclusiva i meriti dell'operazione. Se davvero è bastato solo il suo intervento, si vede che era lui stesso l'ostacolo. Era questo l'obiettivo politico della farsa a cui abbiamo assistito questa settimana. Prima la rottura, determinata soprattutto dalla Cgil; poi il "responsabile" Veltroni che "fa ragionare" i sindacati, pronti a firmare a un suo cenno. Sono proprio la Cgil ed Epifani che in questa partita escono con l'immagine devastata di un sindacato burattino del Pd.
Alitalia è rimasta ostaggio dell'ennesimo gioco politico, speriamo l'ultimo. Prima Berlusconi, alla vigilia delle elezioni, ha offerto una sponda al "no" dei sindacati, cui rimane comunque la responsabilità principale di aver detto no ad Air France, per ergersi a salvatore della patria. Poi, dopo le elezioni, Veltroni si è vendicato facendo di tutto per sabotare gli sforzi del governo, finché quest'ultimo infine ha dovuto accettare che in "zona Cesarini" anche Veltroni trovasse posto in pompa magna nella foto ricordo dei salvatori.
Wednesday, September 24, 2008
Dopo i bluff ancora si tratta, la farsa continua
I timori erano più che fondati. Contatti, spiragli... insomma, a una settimana dalla rottura e dal ritiro dell'offerta di Cai, si tratta ancora per salvare Alitalia. Anche se non lo si dice espressamente perché entrambe le parti, Cai (che in teoria avrebbe ritirato l'offerta giovedì scorso) e i sindacati (che hanno rotto e festeggiato il ritiro), si esporrebbero a brutte figure. A sbloccare la situazione il governo, agendo su Cai, e il Pd (più D'Alema che Veltroni, la cui lettera dimostra l'assoluto zero cerebrale), lavorando ai fianchi Epifani, dopo averlo spinto a rompere per fare un dispetto a Berlusconi.
Le due parti - Cai e Cgil - hanno ripreso a parlarsi e c'è da ritenere che il passetto in avanti sia stato possibile grazie a qualche aiutino messo in campo dal governo, ancora con i soldi dei contribuenti. Qui continuiamo ad augurarci un fallimento rumoroso. Berlusconi non si rende conto che gli italiani lo premierebbero molto di più per aver dato una lezione memorabile ai sindacati e ai lavoratori privilegiati che per aver salvato con i loro soldi una compagnia che in termini di servizi rende poco o nulla alla collettività, ed è off limits per le tasche dei più.
Le due parti - Cai e Cgil - hanno ripreso a parlarsi e c'è da ritenere che il passetto in avanti sia stato possibile grazie a qualche aiutino messo in campo dal governo, ancora con i soldi dei contribuenti. Qui continuiamo ad augurarci un fallimento rumoroso. Berlusconi non si rende conto che gli italiani lo premierebbero molto di più per aver dato una lezione memorabile ai sindacati e ai lavoratori privilegiati che per aver salvato con i loro soldi una compagnia che in termini di servizi rende poco o nulla alla collettività, ed è off limits per le tasche dei più.
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