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Friday, September 19, 2008

Fallimento! E che sia rumoroso

Non è la fine del libero mercato, ma forse è la fine di Alitalia. «Non ci sarà alcuna rinazionalizzazione», ha per fortuna detto oggi il ministro dell'Economia Tremonti intervenendo in Consiglio dei ministri. Inutile nascondersi che il "non detto" che ha fatto fallire le trattative tra la Cai e i sindacati riguarda proprio la natura statale della compagnia. I lavoratori di Alitalia vogliono continuare ad essere dipendenti pubblici e sperano che con i loro "no" i sindacati riescano a costringere i governi a mandare avanti la compagnia grazie ai soldi pubblici.

Sì, lo so, si illudono, ma sono persone che hanno perso il contatto con la realtà. E' per questo che i governi continuano a ribadire qualcosa che dovrebbe essere fuori discussione da tempo, e cioè che in ogni caso Alitalia non sarà più di proprietà dello Stato.

A questo punto, se per salvare Alitalia non sono più disponibili soluzioni di mercato (quella della Cai non lo era), meglio un fallimento. E che sia rumoroso, cioè senza privilegi di sorta per i lavoratori di Alitalia rispetto a tutti gli altri lavoratori. Che anche in Italia una grande azienda di stato possa fallire avrebbe un grande valore pedagogico per tutti, soprattutto per i sindacati.

E' proprio vero, come si legge oggi su il Riformista, che «se alla fine Alitalia fallirà, sarà stato un fallimento di Berlusconi, per quante attenuanti possa vantare»? A mio modo di vedere, da quello che sento in giro, sarebbe di gran lunga più impopolare per il governo accollarsi 1 miliardo e mezzo di debito e garantire ai lavoratori in esubero l'80% dello stipendio per sette anni (!). Agli italiani non frega nulla di Alitalia e Berlusconi farebbe bene a prenderne atto: che fallisca, è l'opinione comune.

Sarebbe una sconfitta, piuttosto, se i sindacati ottenessero quello che vogliono, o se i lavoratori di Alitalia ricevessero trattamenti di favore rispetto a tutti gli altri. La questione su cui misurare il successo o l'insuccesso del governo non è il salvataggio o meno di Alitalia, come forse anche Berlusconi crede, ma è la fine degli sprechi e dei privilegi, dell'arrogante strapotere sindacal-corporativo.

La sfida adesso per il governo dovrebbe essere quella di gestire il fallimento della compagnia in modo che gli italiani non siano costretti a rimanere all'improvviso senza voli per settimane. Un black out aereo avrebbe sì ripercussioni negative sull'immagine del governo. Il rischio, infatti, come ha spiegato il presidente dell'Enac, Vito Riggio, a Mf-Milano Finanza, è che da giovedì due ottobre Alitalia non possa più volare: «Il primo requisito che deve avere una compagnia per conservare la licenza di volo è che dimostri di avere liquidità sufficiente per almeno tre mesi, in modo che possa far fronte agli impegni». E' evidente che al momento Alitalia non ha quei soldi.

Fallito il tentativo di Cai, Berlusconi dovrebbe giocare d'anticipo: fare in modo che l'Enac ritiri la licenza di volo ad Alitalia, che il commissario venda gli slot e conceda a terzi i diritti di traffico, in modo che altri vettori siano in grado di assicurare tutti i voli necessari nel nostro Paese. Come osserva giustamente Nicola Porro, «il governo adesso deve avere il coraggio di fare ciò che interessa davvero al Paese e non ai sindacati o ai dipendenti Alitalia. Rimettere in moto e in fretta il nostro trasporto aereo». Si presenta oggi una straordinaria «opportunità per rendere competitivo e sano il nostro trasporto... E il governo, arbitro, regoli. Faccia pure entrare gli stranieri, ma li metta l'un contro l'altro, affinché le tariffe siano le più competitive e la qualità sotto controllo. Berlusconi non potrà essere ricordato come il salvatore dell'Alitalia, ma come quello dei cieli italiani».

Ma se vuole davvero "vincere", il governo non dovrebbe fermarsi qui. Dovrebbe subito abolire tutti i privilegi sindacali - come i "distacchi" e le forme di co-gestione - nella pubblica amministrazione. Avrebbe la quasi interezza dell'opinione pubblica dalla sua parte.

8 comments:

Anonymous said...

Io, sperando ardentemente di perdere, mi gioco un caffè con Lei.
E dico che Alitalia non fallirà, dico che ci sarà un accordo al ribasso, che i piloti e i sindacati autinomi avranno buona parte di quanto chiedono. Lo dico non solo perchè sfortunatamente la destra Italiana purtroppo di liberale ha poco o niente, e di statalista invece parecchio. E non solo perchè sfortunatamente Berlusconi non è Ronald Reagan o Margaret Thatcher. No, non solo per questo. E' che c'è altra polvere sotto il tappeto. Ne dico una: AirOne e i suoi debiti, che il suo creditore (banca) sistemava tramite un conferimento con una sopravvalutazione scandalosa (da farsi da un advisor che era praticamente lei stessa contemporaneamente futura azionista del salvataggio, per dire che conflitto di interessi e codice fallimentare sono carta straccia). Poi ci sarebbe da parlare di aeroporti ecc...Non la faccio lunga. Vedremo. Ah dimenticavo, ci sono 2 piccole compagnie aeree italiane Meridiana e Eurofly, che combattono con la concorrenza, fanno utili, non hanno mezzo miliardo e fischia di sovvenzioni l'anno, e non sono mai state interpellate da nessuna cordata, nè si è accennato di immaginare di potenziare qualcosa di sano e pure provvisto di qualche competenza, invece che ripartire da zero. Strano, non le pare? Spero di perderlo il caffè, ma temo di no. Stia bene.
Cumino.

Anonymous said...

quanto risparmierà lo stato consegnando al mercato alitalia e trattando senza privilegi i suoi dipedenti?

Alexis said...

L'esito prefigurato sarebbe ottimo ma lo vedo improbabile e temo che vada a finire come dice il primo anonimo...

JimMomo said...

Caro Cumino, se perde il caffè glielo pago comunuqe ;-)
saluti

Anonymous said...

Dei lavoratori non frega nulla a nessuno, compreso a loro stessi. Io mi alzo la mattina e se la sera non ho creato ricchezza e reddito non mangio, ho due dipendente che se chiudo non aiuterà nessuno... 8 anni senza fare un tubo all'80% dello stipendio ? e qualcuno si sorprende che abbiano festeggiato saputo il fallimento della trattativa ?

Anonymous said...

Prima gli ultimatum per domattina, anzi no pomeriggio, anzi no dopodomani, poi gli ultimatum-ultimi, poi quelli definiti inderogabili (che è come dichiarare che gli altri, come dire, era chiaro a tutti che erano fasulli. Ottimo, suk-style lo definirei). Poi sono venuti gli ultimissimatum, e poi finalmente CAI si ritira. Era ora! Ma, alt!, un momento, non si scioglie, tiene a dire alle agenzie! E perchè no? Che ci fa colla cordata, una scalata in alta montagna? Mah! Dall'altra parte i sindacati autonomi non firmeranno assolutamente, anzi no uno o due ora son disposti a firmare (e perchè a distanza di 24 ore, che è cambiato?). I piloti "restano sulle loro posizioni" ma sono pronti a discutere. Di che, se mi è permesso? La CGIL che "appoggiava il dssenso per allargare il consenso" (fantastico, anni 70, purissimo!) manda a dire che non si può chiudere tutte le porte (il dettaglio che le abbia chiuse lei è secondario). Rutelli riappare dalla tomba e, visti i sondaggi che danno la maggioranza degli Italiani imbestiati con piloti & Co., e non gli par vero di potersi smarcare e certificare così la sua esistenza anche al di fuori dell'estetista e del circolo del tennis. Il Governo sta mediando, ci informano, ma su cosa non è dato comprendere. Azzardo che sia perchè non c'è nulla da comprendere
. Fantozzi doveva avviare le procedure 7 gg fa, quando i soldi erano finiti. Forse è finito anche l'inchiostro per fare una firma sull'atto d'avvio delle medesime, sta di fatto che son sparite dai Tiggì e dai quotidiani. E non c'è una partita della Nazionale, non c'è una mamma che strangola il figlioletto, e, nemmeno hanno intercettato Schifani mentre dice che le preferisce depilate. Ma non disperiamo, una cosa per distrarre noi beoti si troverà, e così infilare l'ennesimo pastrocchio.
Così dopo il "federalismo solidale" e "l'economia sociale di mercato" " avremo finalmente anche "la privatizzazione statale". Cumino.

adriano said...

Mi fa specie di te Fede.
Tutta questa difesa del libero mercato... quando sai benissimo che in Alitalia gli unici che ci avrebbero rimesso sarebbero stati i lavoratori più sfigati, quelli di terra, e gli addetti alla manutenzione. Ridotto lo stipendio, stessi orari, tutto per far contento quell'imitazione di imprenditore che capeggia la cordata. Eppure tu ne sai qualcosa di lavori sottopagati, di orari massacranti, di riconoscimenti non avuti, tutto nel tuo e vostro libero mercato del cactus... E ormai oggi è così ovunque. Eppure insisti nel credere in un'utopia assurda... sei proprio come i comunisti... credono in un'utopia assurda e dannosa. Ecco perché vi scannate tanto voi e i comunisti... siete uguali, idealisti e distaccati dalla realtà (e del resto i peggiori e i più sanguisughe imprenditori di oggi sono gli ex comunisti, non a caso). Guarda che per svegliarti sei sempre in tempo.

Anonymous said...

" 8 anni senza fare un tubo all'80% dello stipendio ? e qualcuno si sorprende che abbiano festeggiato saputo il fallimento della trattativa ? " eccolo là : http://www.corriere.it/economia/08_settembre_21/ichino_alitalia_b5097320-87b0-11dd-b5e4-00144f02aabc.shtml