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Tuesday, September 16, 2008

Gli italiani chiudono il rubinetto alla Cei?

«Purtroppo, per la prima volta da alcuni anni a questa parte» si registra «una diminuzione della percentuale delle firme a nostro favore, che passano dall'89,82% (per il 2008, sulla base delle dichiarazioni dei redditi del 2005) all'86% (per il 2009, sulla base delle dichiarazioni del 2006)». E' quanto comunica la Cei sull'andamento dell'8 per mille. A fronte di questo dato si registra «un significativo incremento delle scelte espresse (equivalenti a circa 800.000 firme), quasi tutte per l'opzione "Stato", che passa in percentuale dal 7,6% all'11% del totale». Questo 3% in meno costerà alla Cei ben 35 milioni di euro e i vescovi pensano già a come correre ai ripari, puntando sulle «campagne di promozione», tra cui i rassicuranti spot televisivi.

Chissà se ai vescovi sia balenato in mente che possa essere questo il prezzo del loro protagonismo politico. Le dichiarazioni dei redditi del 2006, infatti, giungono nel bel mezzo di una stagione segnata dal referendum sulla procreazione assistita (giugno 2005) e da aspre polemiche sull'ingerenza della Chiesa nella politica italiana e sulla laicità. Se questa tendenza si confermerà anche il prossimo anno (dichiarazioni dei redditi del 2007), sarà difficile parlare di casualità, bisognerà interrogarsi sulle possibili cause del fenomeno.

7 comments:

Anonymous said...

Ancora con questi rigurgiti di laicismo? Avete perso, per vostra sfortuna il papato non solo gode di ottima salute ma è finalmente libero di svolgere quel ruolo di guida morale che gli spetta di diritto. Dovremmo farci insegnare da voi i principi morali? Ma fammi il piacere va

Anonymous said...

"Guida morale che gli spetta di diritto"?. Vai, anonimo, vai a inginocchiarti con le altre pecore e con i tuoi simili musulmani. Le persone, libere, i laici, continueranno a battere su quello che non va, anche nel momento in cui sembrano perdere. E occhio ai "diavoloni frocioni". Posto che non piacciano anche a te, oltre che al destinatario di quella famosa invettiva.

Davide said...

I rigurgiti sono unicamente di cattolicismo.
L'8 per mille cala perchè le persone hanno capito che se non firmi per lo Stato il tuo 8 per mille va comunque tutto alla Chiesa Cattolica (diciamo 7 per mille alla Chiesa il resto ripartito fra gli altri).

Anonymous said...

non c'è bisogno di interrogarsi, la risposta ve la do io. sono i caf ad indirizzare l'8 per mille e il 5 per mille. e lo fanno quasi sempre all'insaputa del contribuente. fino a qualche tempo fa le dichiarazioni dei redditi erano per lo più cartacee, ora, sono esclusivamente telematiche e i caf, prendiamone uno a caso, quello che fa riferimento alla cgil, secondo voi l'8 per mille a chi lo destina? peccato che non ci sia l'opzione "ucoii" se no sapremmo dove verrebbero destinati. in mancanza dell'ucoii la scelta ricade sullo stato, piuttosto che aiutare la chiesa o quei nazisti degli ebrei.

contestualmente chiediamoci a chi viene destinato il 5 per mille: vi sorprendereste se la maggior parte del 5 per mille andasse ad associazioni od organizzazioni vicine ai sindacati? fareste male perche molte associazioni sono nate apposta, sotto il patrocinio degli stessi sindacati, per fregare ancora lo stato e il contribuente.

pietro said...

In effetti le teorie bislacche come quella dal commento precedente non spiegano assolutamente il fatto che le firme in favore della chiesa cattolica non siano assolutamente diminuite, ma siano solo aumentate quelle a favore dello stato, questo ha comportato una diversa distribuzione dei soldi con un calo delle entrate della Chiesa.
Oltre ciò mi risulta che la firma per l'8 per mille debba essere fatta sul cartaceo e spedita fisicamente, non può essere simulata telematicamente.

Anonymous said...

no, collaboro con un caf e so che siamo noi a farlo, perchè lo faccio anche io. io stesso, se al contribuente non frega niente, scelgo lo stato. io ho solo l'educazione di chiedere prima, ma so che gli altri del mio stesso caf, ma anche degli altri fanno come ho detto.

naturalmente chi chiede espressamente di destinare l'8 per mille viene accontentato, ma anche in questi casi spesso la richiesta viene ignorata.

sarebbe una bella inchiesta da fare: verificare caaf per caaf, la percentuale che viene destinata allo stato, alla chiesa o ad altre religioni, e soprattutto, verificare se i caaf indirizzano il 5 per mille verso determinate organizzazioni o associazioni e se dette associazioni sono in qualche modo legate allo stesso caaf.

JimMomo said...

Allora, facciamo un po' di chiarezza. Se aumentano gli italiani che esprimono una preferenza per l'8 per mille, ci si aspetta che le nuove preferenze si ripartiscano proporzionalmente tra le diverse opzioni. Che le preferenze per la Chiesa diminuiscano in termini percentuali ma non assoluti è certamente meno grave per la Chiesa, ma comunque rappresenta una consistente diminuzione del gettito: meno circa 35 milioni, pare.

Anche perché, se cala la percentuale di firme per la Chiesa vuol dire anche che alla Chiesa va una quota minore rispetto al passato della quota di dichiarazioni dei redditi senza preferenza.

La cosa più logica che a me viene in mente, è che se aumentano solo le preferenze per lo Stato, vuol dire che molti cittadini stanno cominciando a capire il meccanismo perverso dell'8 per mille, cioè che se non esprimono alcuna preferenza, circa l'80 per cento del loro 8 per mille va comunque alla Chiesa cattolica.