Thursday, July 31, 2003

scusa ameri!Lo sapevate che... sapetelo su, chemical channel!
Sta diventando a questo punto urgente raccogliere le voci dei più vecchi, P, o S, prima che se ne vadano. Devono passare al riconoscimento vocale, il computer memorizzerà i toni della voce e farà il resto del lavoro. AA, Bii, Cii e così via. Non importa se in trent'anni la voce è cambiata, i toni sono quelli e il computer li riconosce, basterà impostare i dati. Ma P. la sta prendendo che voi sappiate la vitamina C? Perché è fondamentale per lui, io mi occupo di queste cose, ma io non è che posso andargli appresso.

Tutta la percezione che l'umanità ha di ciò che la circonda è falsata: sulle carte geografiche centinaia di migliaia di bambini vedono il Congo e tutti i paesi sull'equatore di dimensioni 10 volte inferiori a quelle reali. E neanche l'Italia è a stivale. Questo perché la terra non è una sfera perfetta, ma è tagliata, cioè, è il grande problema della cartografia. Poi è ovvio perché il Ruanda e l'Uganda vogliono prendersi un pezzo di Congo.

Wednesday, July 30, 2003

Iran. Il governo ammette che la giornalista è stata uccisa
Una scossa per i riformisti, che in Parlamento provano a rialzare la testa. Fuochi di paglia.
RadioRadicale.it
Solo i fantasmi possono sparire così. Se si può sparire a se stessi
"Un'altra sinistra è possibile"
La sinistra americana al bivio. E spero in quella, la incoraggio, perché qui da noi sentano. Leggi qui
Camillo

Tuesday, July 29, 2003

Finitela di tifare per la catastrofe
Reportage di Paul Gigot, un quadro onesto della situazione in Iraq. Sui nostri giornali e sulle nostre televisioni mancano analisi e reportage, ci sono solo la contabilità delle morti americane, annunciata con malcelata goduria, le difficoltà della ricostruzione e le sterili polemiche sui dossier. Mai lo sforzo di cogliere ciò che sta accadendo, oltre la propria vanità. Leggi tutto
WSJ
Le motivazioni della sentenza Andreotti
«La Corte ritiene che un'autentica, stabile ed amichevole disponibilità dell'imputato verso i mafiosi non si sia protratta oltre la primavera del 1980 manifestazioni di disponibilità personale del sen. Andreotti successive a tale periodo sono state semplicemente strumentali e fittizie, comunque non assistite dalla effettiva volontà di interagire con i mafiosi anche a tutela degli interessi della organizzazione criminale: anzi, in termini oggettivi è emerso un sempre più incisivo, impegno antimafia, condotto dall'imputato nella sede sua propria della attività politica».
Così spiega Il Foglio, "I due Andreotti".
Motivazioni incredibili, di una sentenza incredibile, di una giustizia incredibile, di un Paese incredibile. Le motivazioni, come una seconda sentenza, diversa dalla prima, tappano i buchi, stendono un velo pietoso (Em.Ma.).
"L'imputato è assolto". I primi commenti, toni minacciosi: "Sì, ma aspettiamo di leggere le motivazioni".
"L'imputato è colpevole". I primi commenti, toni concilianti dopo le dure reazioni della difesa: "Attenzione con i giudizi affrettati. Aspettiamo di leggere le motivazioni". Comunque vada, imputati, restate calmi!

Friday, July 25, 2003

RadioRadicale.it
Da oggi on-line la nuova veste grafica di RadioRadicale.it. Homepage nuova, sito di sempre, per il resto qualche piccolo ritocco. Nasce da un lavoro impostato e ben avviato da Rino Spampanato. Dietro le quinte una transizione difficile e incerta dal punto di vista editoriale e progettuale, che la redazione vive con non poche perplessità rispetto alle scelte dell'azienda. E' in gioco la natura stessa del sito: informazione, attualità, archivio. La sua offerta multimediale: audiovideo, testi, approfondimenti, notiziario. La sua credibilità. Si apre questa fase, forse senza le adeguate riflessioni, nella quale cercheremo di innovare per soddisfare le aspettative dell'editore, non permettendo però che vada perso ciò che di buono e lungimirante aveva compreso e costruito Rino. Non faremo mancare il nostro apporto, sempre onestamente critico.
Sò uno strano animale...sò un tip'eccezziunale
sò il re del quartiere...dettengo il potere

se perto la pazienza...mi scatta la iulenza...ah aaah
sul mio moto fuggone...mi sento un leone...e spatroneccio
I just love now tohivoschenenau beloved too big for youuuu (???)

Io...fortuna che ho un cevvello eccezziunalo...veramente eccezziunalo
ma...la gente mi ritiene un animalo...gran bell'animalo
popputè campà...parapà...m'hanno fatto emigrààà
ma...fortuna che ho un cevvello eccezziunalo...veramente eccezziunalo
si...io mancio le orecchiette ma al cavialo..so istesso di un maialo
pepputè campà...parapà...m'hanno fatto emigràààà
pepputè pappà...papparapà...ho dovuto emigrààà

quanto io sto alla pattita...io rischio la vita
se mi piace una donna...ci sbrano la gonna...ah aaah

se peccaso mi offento...ti strappo via i denti
sono un tip'iulento...al cento pè cento...e spatroneccio!!!
Bisbobutisesaround to down o not to down ilovecrazytoyouuuu (???)

Io...fottuna che ho un cevvello eccezziunalo...veramente eccezziunalo
ma...la gente mi ritiene un animalo...gran bell'animalo
pepputè campà...papparapà...m'hanno fatto emigrààà
ma...fottuna che ho cevvello eccezziunalo...veramente eccezziunalo
yes...io mancio le orecchiette ma al cavialo...soistesso di un maialo
pepputè campà...m'hanno fatto emigrààà

Certo...forse ho esagerato...d'altronde ho subito l'influenza di gente dello spessore musicale di Peter Tosh di Joe Cocker di Stevie Wonder di Snella Fitzgerald, cioè, cambiando discorso, io sò biondo, no cioè, tinto ma biondo, c'ho il capello biondo, ora, vivento in periferia, cioè dentro l'hinterland, può anche essere molto rischioso, metti che, zompa fuori da dietro un angolo un terrunciello cazzarola, ti zompa addosso maronn, ti spappola, ti fà a pezzi, cioè, è come essere un alpino ad Harlem, ma alpino intendo no alpino con la penna, alpino slavatono, eh scussa...

Io...fottuna che ho un cevvello eccezziunalo...
ma...la gente, a torto, mi ritiene un animalo...ma peffozza
popputè cappà...papparapà...ho dovuto emigrààà..dovevo pure manciare no
Partire. Così lontano da non dover tornare

Thursday, July 24, 2003

scusa ameri!Per le poche lettrici donne
La calza perfetta. Spray e non si smaglia. «Girare con delle calze che non si smagliano, che calzano come un guanto e che non si sfilacciano mai, ma proprio mai, è da oggi un sogno realizzabile in Giappone grazie ad una rivoluzionaria trovata: le calze spray. Si chiamano Air Stocking. Sono fatte di un composto a base di polvere di seta contenuto in una anonima bomboletta bianca, del tutto simile ad un autoabbronzante. Quando si spruzza però, donano lucentezza alle gambe e il risultato finale è proprio quello di una calza di seta di buona qualità. Le donne giapponesi sono letteralmente impazzite» Qui la notizia
Ansa.it
Come vanno le cose
«Perché la stampa europea non sa raccontare e spiegare i conflitti (e sogna una realtà diversa)»
Il Foglio

Wednesday, July 23, 2003

Sofri. Liberatelo. Liberateci
Uccisi finalmente i terribili figli di Saddam
Missione compiuta. Proseguono nel silenzio le operazioni dell'esercito americano volte alla stabilizzazione dell'Iraq e alla neutralizzazione delle sacche di guerriglia dei miliziani del vecchio regime. Proseguono. Nel silenzio rotto dalla conta giornaliera dei soldati americani rimasti uccisi, di cui gli organi d'informazione nostrani riportano implacabili, e con malcelata goduria, cifre certosine. Taciute le operazioni giornaliere, i successi nelle difficoltà, i progressi sul piano politico, le problematiche reali da affrontare, come affrontarle, il processo di pace riavviato in Medio Oriente. Tutto lo sforzo dei media europei si riduce nella conta puntigliosa degli insuccessi, delle perdite di vite umane, degli scandali. La democratizzazione dell'Iraq dovrebbe essere interesse di tutti, ma a molti ricorda solo l'orgoglio ferito di previsioni mancate. Almeno oggi quel silenzio da uccellacci è rotto dalla morte di Uday e Qusay. E' l'ora di bere. La notizia
RadioRadicale.it
Liberia. Stragi continue...
... Di cui non ci accorgeremo finché qualche marine non approderà per cercare di porre fine alla guerra civile. L'ora dell'indignazione sta per scattare: noi avremo una nuova campagna anti-americana, quei poveretti qualche centinaio di morti in meno al giorno. Stavolta anche l'impotente Kofi Annan implora l'intervento degli Usa.
Boccassini e Colombo indagati
Il famigerato fascicolo 9520 ha colpito. Non so di politici e imprenditori, ma in Italia le mani dei giudici non sono affatto pulite. E spero che dopo 12 anni si vogliano aprire gli occhi. C'è del marcio nella giustizia italiana, anche nella politica, ma tutto è chiaro davanti a noi. C'è un imprenditore che ha fatto i soliti trucchetti degli anni '80 per far andar meglio le sue aziende, non ha corrotto giudici, oggi è presidente del Consiglio e ha un conflitto d'interessi sotto gli occhi di tutti. L'opposizione, invece di dimostrare all'opinione pubblica che il presidente fa i suoi interessi anziché le riforme di cui il Paese avrebbe bisogno, cerca di farlo cadere con le piazze, i processi, la demagogia, ma comunque si oppone a quelle riforme di cui il Paese avrebbe sempre bisogno. E poi c'è una magistratura politicizzata che monta processi contro i nemici politici. Infine, stampa e tv non fanno analisi politiche, ma teatrini ideologici e sfilate di dame imbellettate da paesi da mille e una notte. La notizia
RadioRadicale.it

Tuesday, July 22, 2003

Lo strano caso del dottor Kelly/2
In un lungo post di oggi 1972 torna sulla vicenda dell'uccisione di Kelly e dello scoop della Bbc, per sottolineare che il nodo principale non è il riferimento ai 45 minuti nel dossier anti-Saddam di Blair, ma l'affermazione della Bbc secondo la quale quel riferimento fu opera del governo ed in particolare di Alastair Campbell.
«Il problema principale è che la Bbc fa dire a Kelly quel che lui negherà sempre di aver detto. Lo negherà sotto giuramento di fronte ad una commissione del Parlamento, lo negherà parlando all'amico Mangold al quale dirà che in realtà lui alla Bbc ci era andato proprio per raccontare le caratteristiche del programma di armi di sterminio di Saddam. Dopo aver messo in bocca a Kelly parole che lui non ha pronunciato la Bbc, pur sollecitata, tace l'informazione della fonte. In questo modo contribuisce a fare crescere i sospetti su Kelly e contemporaneamente, non chiamandolo in causa direttamente, gli impedisce di difendersi pubblicamente. Poi succede quel che succede. Kelly si suicida e la BBC solo allora decide di rivelare la fonte. Ma Kelly non è più in grado a quel punto di difendersi. E la Bbc si trova con una storia in mano della quale non sa più giustificare l'origine».
Il punto non è dunque la fondatezza o meno della frase incriminata, quella dei 45 minuti, contenuta nel dossier. Nessuno ha mai messo in discussione che in quel dossier sia contenuto il riferimento ai 45 minuti e che la Bbc in un suo reportage sostenga che sia falso. Il vero scoop doveva essere su chi inserì quel passaggio.
«Quel che pare proprio che la Bbc si sia inventata è invece il fatto che quella frase l'abbia aggiunta il governo. Se da due giorni tutti i quotidiani britannici (e quelli di mezzo mondo, Italia e Le Monde a parte) stanno chiamando in causa le responsabilità della Bbc è proprio per questo: perchè la Bbc ha fatto un presunto scoop sulla base di un'informazione che nessuno sembra averle dato (quindi è lecito pensare che se la sia inventata in assenza di altra spiegazione convincente che al momento non è arrivata) e perchè, lungi dal proteggere la sua fonte, l'ha sacrificata sull'altare della propria ideologia per paura che le proprie affermazioni venissero pubblicamente smentite. Chi ha dato in pasto al pubblico Kelly mettendogli in bocca affermazioni false per poi lasciarlo al suo destino è stata la Bbc, non il governo».
  • Cosa pensa Andrew Sullivan

  • Guardian/1

  • Guardian/2

  • 1972

    Monday, July 21, 2003

    Lo strano caso del dott. Kelly/1
    Così ricostruisce 1972.
    Il malinteso da cui tutto ha origine: cercare di cambiare prima di capire. Il verbo prima del sostantivo. Il sostantivo prima dell'aggettivo.

    Lost moon
    playing behind the hills
    cold is beginning.

    Salite alberi
    piedi tra le pietre
    sguardo tra le cime innevate

    Sunday, July 20, 2003

    Sofri sì, la pacificazione no
    Grazia per Adriano Sofri? Direi di sì. "Pacificazione" politica e amnistia per gli anni di piombo? Assolutamente no. Si conceda la grazia per casi individuali, ma non si può amnistiare il terrorismo, uno dei crimini più atroci. Piuttosto, libertà per corrotti, ladri, spacciatori e trafficanti... e così via. Per Sofri vale innanzitutto una vicenda processuale "particolare" e a dir poco oscura (se poi penso alla magistratura italiana mi viene da pensare che è di certo innocente), poi tutti ormai conoscono il Sofri dei nostri giorni. Certo, ha avuto la fortuna di essere un grande intellettuale, e "di sinistra", e di diventare così, da detenuto, un 'personaggio' e un ascoltato commentatore politico. Ma se fossero state concesse le stesse opportunità a Mambro e Fioravanti??
    "The case for war-revisited"
    Il Foglio traduce un editoriale dell'Economist: si interroga, ma ribadisce le ragioni della guerra. «Why we still think, on present information and trends, that the war was justified» Leggi tutto; Il testo integrale dell'editoriale
    The Economist

    Friday, July 18, 2003

    BlairIl MIO leader
    Stampa e tv italiane hanno completamente e volutamente travisato il discorso pronunciato ieri notte dal primo ministro britannico Tony Blair al Congresso degli Stati Uniti. Vittorio Zucconi esemplare su 'la Repubblica', qui l'articolo, ha travisato il senso del discorso, trascritto virgolettati mai pronunciati, mentito riportando l'impressione di due leader in difesa e traballanti di fronte ad alcune inesattezze ed errori di intelligence che non spostano di una virgola i fatti, la validità di scelte politiche e il loro successo. "La storia ci darà ragione anche se non trovassimo armi di distruzione di massa", avrebbe detto Blair secondo Zucconi. Mai detto questo. Blair ha ribadito anche più volte di credere fermamente che Saddam ne fosse in possesso, e di ritenere altrettanto fermamente le armi di distruzione di massa un pericolo reale. La guerra all'Iraq era giusta e giustificata, la minaccia delle armi di distruzione di massa reale, e la storia perdonerà i leader che l'hanno affrontata anche se ci fossero state inesattezze nel presentare le prove, i valori che difendiamo non appartengono solo all'Occidente, ma all'intera umanità. Questo il vero senso del discorso di Blair. Qui ho cercato di rimettere le cose al giusto posto. Ma se non vi fidate, ecco il testo integrale del discorso di Blair al Congresso.
    C'è di più. Ecco altri tre passaggi fondamentali del discorso di Blair:
  • «E' un falso mito il fatto che noi amiamo la libertà e gli altri no. La libertà, la democrazia, i diritti umani non sono valori occidentali, ma valori universali e dell'intera umanità». Dovunque, ogni qual volta ne sia data la possibilità, i popoli scelgono «la libertà, non la tirannia; la democrazia, non la dittatura; il governo della legge, non delle polizie segrete». Ma, mi pare, la difesa degli inalienabili diritti umani sembra non essere più tra gli obiettivi della sinistra.

  • Sulla riforma del Consiglio di Sicurezza dell'Onu: «Dobbiamo chiaramente dire ai membri dell'Onu che chi compie violazioni massicce e sistematiche dei diritti dell'uomo, violando la carta dell'Onu, non può beneficiare degli stessi privilegi di chi vi si conforma».

  • Importante non agire da soli, ma in una coalizione: «Cominciamo col preferire una coalizione e muoviamoci da soli se dobbiamo farlo, non il contrario". E i paesi europei: «Sono nostri alleati. E vostri. Non rinunciate all'Europa».
  • Goooooooood Neeeeeeeeeews!!!!!
    Complimenti a mhttk', da oggi ingegnere. Adesso chissà che blog ci tira fuori.
    The Voice del calcio
    Giornalista sportivo di rara qualità. Radiocronache indimenticabili. Un ricordo
    RadioRadicale.it
    Il ricordo di Giampiero Mughini, colonna a sinistra.
    Il Foglio

    Thursday, July 17, 2003

    I conti Usa in rosso
    «La guerra? No, il deficit del bilancio americano nasce dal "baby boom". Il Medicare, l'assistenza agli anziani, è cresciuta 5 volte più delle spese militari. E tra 8 anni saranno guai» Leggi tutto
    Il Foglio

    Wednesday, July 16, 2003

    Ode al Leccaculo
    di Piero Welby

    Vostro onore, lo so che so' boiaccio!
    Non chiedo sconti e manco l'amnistia
    Tutto quello ch'ho fatto è cosa mia!

    Leccare il culo no, non s'improvvisa,
    È un arte che s'apprende col ciucciotto.
    La lingua batte se c'è una divisa,
    La padronanza è tua da giovanotto.

    L'esercizio continuo della lingua
    Sviluppa il mezzo come a Giovenale,
    Cosa che può servire all'occorrenza
    A leccare il gelato o uno stivale.

    È un'ode quella ch'io dedico a tutti
    I leccatori, giovani ed adulti,
    i leccatori adusi alla linguata
    e quelli incerti assai nella leccata.

    il leccatore ormai senza opinione
    varca lo stige e affonda nel sabbione.
    soltanto la sua lingua esagerata
    emerge dalla melma collassata.

    fondiamo un sindacato di lecchisti,
    potremo unirci anche i giornalisti,
    Gli avvocati civili e i penalisti,
    Gli economisti e i verdi ecologisti.

    Alzi la mano chi non ha mai leccato!

    Gira la terra, le sfere ed i pianeti,
    Giri lo sguardo e solo lingue vedi,
    Lingue arrossate, gonfie, consumate
    A leccare in eterno condannate.

    Frate', quest'ode è barbara davvero
    E ha fatto della rima un cimitero.
    Ma sulla tomba vorrei questo strambotto:
    "Oh tu vivente che il dolor ha distrutto,
    Qui giace uno che ha leccato tutto."


    Questo bel sonetto è tratto dal thread "Schiudete il leccaculo chiuso in voi" che è stato aperto oggi sul forum di Radicali.it
    GuernicaLo sapevate che... beh sapetelo
    Avete presente Guernica e il famosissimo quadro di Pablo Picasso. Da un'articolo di Francesco Machina Grifeo uscito su QR, ecco il testo integrale, apprendiamo che la bella storiella di Picasso interrogato dai tedeschi ecc. ecc. è una stronzata. Il furbo pittore avrebbe alla bell'e meglio riutilizzato una tela realizzata prima del bombardamento, e dedicata alla morte di un suo amico torero. E pensare che siamo tutti cresciuti con quel mito popolare e antifascista. Ora viene fuori che a scuola e all'università non abbiamo studiato e faticato sulla storia, ma sulla propaganda, e questo a prescindere da come la si pensi politicamente, perché farsi raccontare balle non è divertente affatto. Riflettiamo in silenzio per favore.
    michelelembo
    Iran. Teheran ammette, la fotoreporter canadese uccisa dalle percosse
    Qui la comunità internazionale, l'Onu, qualcuno intervenga!
    RadioRadicale.it

    Tuesday, July 15, 2003

    Robespierre14 luglio 1789
    1972 ricorda la presa della Bastiglia riportando l'analisi e le riflessioni di Francois Furet sulla rivoluzione francese.
    Alexis de Tocqueville: «Il grande vantaggio degli americani è di essere arrivati alla democrazia senza avere dovuto passare attraverso una rivoluzione democratica e di essere nati uguali al posto di diventarlo».

    Francois Furet: «Mentre gli anglo-americani hanno formato, infatti, con il loro esodo un popolo nuovo, i francesi della fine del XVIII secolo, ossessionati dal desiderio di allontanarsi dal proprio passato, sono stati condannati a ignorare che questa passione collettiva di rottura era una conseguenza propria di quel passato: la cancellazione dell'antica Costituzione del regno era stata opera dell'assolutismo prima che gli uomini del 1789 ne facessero una proclamazione solenne»

    «Le due rivoluzioni della fine del XVIII secolo, quela americana e quella francese, sono figlie delle due rivoluzioni precedenti. Ma la prima è uno sdoppiamento della storia d'Inghilterra nel nome della libertà individuale. Mentre la seconda succede alla sovversione dell'ordine tradizionale messo in atto dall'amministrazione monarchica: sovversione di cui essa si appropria e che porta a compimento, attraverso la proclamazione della cancellazione di tutto ciò che esisteva precedentemente, prima ancora di misurare il peso che questa tabula rasa avrebbe fatto gravare sulla ricostruzione del corpo politico».

    «La fine del comunismo, o meglio la fine del suo potere sulle menti, è un altro modo di dire che capitalismo e democrazia, i due elementi essenziali della modernità, sono stati e restano il frutto della stessa dinamica. E cioè quella in cui ci troviamo sempre, e più che mai, e rispetto alla quale il sogno di ricominciare di nuovo tutto da zero, per completare infine la storia, ci appare ormai come un’utopia capace di uccidere la libertà». Leggi tutto il post
    1972
    La sinistra mondiale alla conferenza 'Progressive Governance'
    "Blair ricuce dopo l'Iraq", titolava 'la Repubblica'. Mi suonava strano, e infatti Blair rilancia, e gli altri? Speriamo vadano appresso, io sono con Tony. Leggi qui
    Il Foglio

    Monday, July 14, 2003

    New conservative e new radicals
    A Radio Radicale Michael Leeden, un "momento magico" per ridefinire il mondo, e Paolo Mieli, è di sinistra essere lì dove nel mondo la libertà è offesa. Audiovideo del dibattito
    RadioRadicale.it

    Sunday, July 13, 2003

    Ieri notte ho sognato Rino. Gli raccontavo i cambiamenti qui a lavoro. Per la prima volta mi rispondeva con tutto ciò che avrei sempre voluto sentirgli dire e che invece non ha mai detto, ed era come non è mai stato. C'erano anche gli altri ragazzi, si rideva tutti, ma non ricordo bene, se non che nell'aria c'era serenità, non più tensione. Insomma, un sogno che certo non realizzerò. Le realtà di ciascuno si svelano sempre in modo inaspettato. Poi è stato più facile accettarlo per come era veramente. E paradossalmente mi andava bene così.
    Iran. Fotoreporter canadese muore dopo l'arresto
    Khatami ordina un'inchiesta rapida e pubblica per far luce sulla vicenda, che, ammette, presenta delle "ambiguità".
    RadioRadicale.it
    Da oggi l'Iraq ha un consiglio di governo di transizione di soli iracheni
    Sappiamo che la notizia non avrà spazio sui media quanto ne hanno le difficoltà americane nel sedare i fedelissimi di Saddam che ancora tendono quegli agguati che stranamente sono definiti da tv e giornali "resistenza" (strano, mi avevano insegnato che il valore di quel termine fosse altro e che chi avesse deciso di combattere al fianco di un dittatore sconfitto al massimo poteva esser chiamato repubblichino. Bah, mistero della storia e amen). Già le prime decisioni: abolite le festività del vecchio regime, mentre il giorno dal quale molti parlano di "occupazione americana", la caduta di Saddam (il 9 aprile), sarà festa nazionale. Non sarà mica una festa di liberazione??!! Il consiglio avrà poteri reali, ma collaborerà con l'amministrazione Usa guidata da Bremer. (Vai alla notizia)
    RadioRadicale.it

    Saturday, July 12, 2003

    In una piccola chiesetta antica di un minuscolo e suggestivo borgo medievale sperduto nella campagna poco a nord di Roma. Da lì ha preso il via il matrimonio tra Simo, una mia collega, e il suo fidanzato Raffaele - vi auguro tanta felicità - al tramonto, con un soffio di vento, un parroco confidenziale, un quartetto d'archi, spicchi di sole sui dipinti. Ma quando siamo giunti giulivi nel luogo convenuto per il banchetto siamo rimasti meravigliati. Un vialetto conduceva sotto una torre medievale ricoperta di rampicanti, un finestrone in cima faceva bella mostra di un'armatura da cavaliere. Pochi gradini da scendere per giungere a bordo della piscina dove erano pronte tavole imbandite. Ma il pendio continuava immerso nel bosco e le note di un motivo barocco ci invitavano a scendere ancora un paio di rampe, fino all'aprirsi intorno a noi di una stanza di verde dal prato morbido. Qui un antipasto pieno d'ogni squisitezza, da gustare al suono di un quartetto di sassofoni, con jazz anni '30 e '50. Aperitivi, affettati, formaggi d'ogni tipo accompagnati da marmellate e miele e panetti, poi cestelli interi di fritti. Ma robba preferiva i drink, braind la linea, io ho assaggiato scientificamente tutto, la mia dolce metà si conteneva a stento, cosa che non faceva mic, rapito dai formaggi. Poi robba si è aggiudicata il bouquet con un intervento in tackle scivolato sulle altre 5 o 6 sbigottite ragazze, vabbè ("Lo sapevo che non doveva venire", è stato l'sms di cicci). In quell'atmosfera incantata, la sposa era una bellissima dama del tardo medioevo, o '500 e giù di lì, dalle movenze lente ed eleganti. Si faceva buio. La cena a bordo piscina leggera e gustosa, con vini ottimi e gradevoli, io e robba bevevamo ogni qual volta il cameriere si avvicinava per mescere nei bicchieri mezzi vuoti. Conversazioni accese, come sempre, con mic pungolato da robba, mentre di storia e politica si è parlato anche con Massimo, un simpatico vigile urbano e 'scienziato politico' al nostro tavolo (era per il revisionismo storico, ma contrario agli ogm e alle multinazionali Usa - insomma una via di mezzo tra mic e braind). Un buffet di dolci e frutta, poi open bar e danze sfrenate a bordo piscina. Non sono mancati il nostro dir. amm. che si dimenava sulle note di "Briiiiigitte Bardò Bardò" (lui è della casa delle 'liberté', fa un po' come cazzo gli pare), tre poveracci in mutande ripescati subito dalla piscina per intervento provvidenziale della sicurezza; e né robba mi ha voluto far mancare una lezione supplementare sugli whisky, stavolta con un testimonial d'eccezione direttamente dall'Australia. Luna piena tra gli alberi durante qualche lento-bacio. Infine Remo, "Mamma Roma, addio". braind è una brava ballerina.
    Grazie Simo, bella serata
    E oggi la Cia ammette l'errore, ma Bush rinnova la fiducia a Tenet
    RadioRadicale.it
    Qui Cnn.com.
    E' probabile che la Cia non fosse certa della fondatezza di quella singola accusa, l'acquisto di uranio dal Niger (mentre continua a giurare sulle prove del possesso di armi di distruzione di massa e anche sul programma nucleare di Saddam), e che l'abbia anche fatto presente, come dice la Cbs. Ma nel discorso del presidente è stata inserita ugualmente quella singola accusa, in modo più generico, dando credito invece ai servizi britannici, e ora Cia e Casa Bianca la toppa l'hanno messa in casa, per non far male a nessuno. Supposizioni. Cose gravi, anzi serie. Ma ci fa bene ricordare alcuni fatti che si scordano troppo facilmente. A partire dalla risoluzione 1441 approvata dal Consiglio di Sicurezza dell'Onu all'unanimità nel novembre 2002. All'unanimità appunto, si affermava che l'Iraq possedeva armi di distruzione di massa e si invitava Saddam a provare il contrario accompagnando gli ispettori a vedere le prove della loro distruzione, avvenuta o imminente. Questo era il compito degli ispettori, e non quello di trovarle quelle armi, che tutti (Francia, Russia e Germania comprese) avevano già ritenuto esistere. Cosa è intervenuto poi a far invertire l'onere della prova? Le logiche mediatiche, un po' di disinformazione, la malafede di alcune campagne, l'interesse di alcuni membri del Consiglio di Sicurezza a far rimanere Saddam lì dov'era hanno spostato il centro del dibattito di nuovo sulle prove dell'esistenza delle armi. Poco male, deve aver pensato Powell, le prove sono evidenti, i nostri alleati e l'opinione pubblica si convinceranno per l'attacco, anche perché nel frattempo Saddam non faceva l'unica cosa che gli era stata chiesta: collaborazione totale, immediata, senza condizioni (alla domanda se questa richiesta fosse stata adempiuta Blix non ha mai potuto rispondere affermativamente). Le prove dell'esistenza delle WMD sono divenute strumento politico per convincere della necessità dell'attacco, mai sono state strumento di legittimazione giuridica. In punta di diritto la guerra sarebbe stata legittimata ex risoluzione 678 del 1991 (armistizio e disarmo iracheno) da quando Saddam cacciò gli ispettori e poi di nuovo dopo la risoluzione 1441, che a alla 678 si richiamava direttamente. Prove ulteriori servivano politicamente per convincere l'opinione pubblica e tentare di non dividere il Consiglio di Sicurezza (scusa se poco), ma chi doveva sapere, sapeva già: l'attacco era legittimo. Quanto agli obiettivi (e quindi le cause) della guerra, non c'è dubbio che quello geopolitico sia stato il preminente, ma le WMD rimangono comunque una pesante concausa (perché non si possono avere due, o più, ottime ragioni?). E allora? Ancora si fa finta di niente sul fatto che dopo l'11 settembre l'America vuole sì ridisegnare il Medio Oriente (perché dai suoi cancri - questione palestinese, povertà, dittature - proviene il terrorismo), ma lo vuol fare per risolvere la questione palestinese e favorire la democratizzazione dei regimi della regione, nella convinzione di poter arrestare così il fondamentalismo islamico. Si può discutere il come, ma non mi pare un disegno malvagio. Questo a voler leggere i documenti, il resto sono favole.

    Friday, July 11, 2003

    La Rice assicura che la Cia approvò le accuse all'Iraq
    Secondo la Cbs la Cia avvertì che le accuse potevano essere infondate (L'articolo). Già, ma è lana caprina. Il punto non è quello e chi lo deve sapere lo sa.
    RadioRadicale.it
    Intervista a Vasco Rossi
    Vasco fa discorsi molto ragionevoli sulle droghe. Dice che la marijuana non è pericolosa come le altre droghe pesanti e che va legalizzata. Ha fatto i tre concerti di Milano indossando una t-shirt con la scritta "legalizzala". Gli facevano fare altre due serate a patto che se la levasse, ma lui ha risposto "Se me la toglievo mi davano un'altra volta lo stadio? E se mi toglievo i pantaloni?". Audiovideo dell'intervista
    RadioRadicale.it

    Thursday, July 10, 2003

    Cuba. "La più grande prigione di giornalisti del mondo"
    Così è definita l'isola caraibica oppressa dalla dittatura castrista da Reporters sans frontières. La campagna e altri documenti sulla repressione.
    1972
    Iran, 9 luglio 2003. Eppur si muove. Mi sembra che il fatto più degno di nota di questo 9 luglio in cui ricorreva il quarto anniversario della dura repressione operata nel 1999 dal regime teo-clerico-fascista degli ayatollah sugli studenti sia stato l'arresto, anzi, il sequestro, avvenuto ieri mattina, di tre leader di uno dei maggiori movimenti studenteschi (La notizia). Le manifestazioni ci sono state in serata attorno alle Università, hanno coinvolto migliaia di persone, non solo studenti, non solo giovani. Sembra che i movimenti abbiano scelto una protesta di basso profilo per non offrire alibi e pretesti alla repressione del regime. Slogan 'per la libertà', ingorghi e clacson, anche se però non sono mancati scontri, soprattutto tra manifestanti e pasdaran fedelissimi degli ayatollah, e arresti. I più eclatanti quelli appunto dei tre leader studenteschi, sequestrati dai vigilantes del regime al termine di una conferenza stampa da loro stessi indetta, davanti a tutti i giornalisti, mentre spiegavano di aver perso completamente la fiducia nei riformisti guidati da Khatami, e di volersi rivolgere invece alla comunità internazionale, indirizzando come primo atto una lettera al segretario generale dell'Onu Kofi Annan, in cui si denuncia "l'apartheid sociale e politico che è il risultato di un'interpretazione errata della religione". Il segnale più inquietante e allo stesso tempo più nuovo di questi ultimi giorni non è tanto rappresentato dall'intensità della protesta, quanto piuttosto dall'intensità della "repressione preventiva": migliaia di arrresti e sequestri mirati, volti a decapitare i leader e i più alti livelli dei movimenti studenteschi, ben prima e durante questa data.

    Quando una 'n' e una 'q' fanno la differenza. A Roma, dalle ore 19, in piazza Campo de' Fiori, si svolgeva la manifestazione a sostegno degli studenti per la libertà e la democrazia in Iran organizzata dal quotidiano il Riformista. E' stata un discreto successo, anche se, come era facile da prevedere, le grandi masse mobilitatesi per protestare contro la forza militare utilizzata per liberare l'Iraq non si sono viste. Molte però erano le bandiere multicolori della pace che sventolavano riciclate per l'occasione, ma con l'emblematica aggiunta della scritta "Iran libero". Mi ha colpito, mi son detto, e ho sussurrato a robba che mi era accanto, fosse una 'n' in più e una 'q' in meno a fare la differenza. Perché qualche mese fa non si scendeva in piazza chiedendo sì la pace, ma anche la libertà per l'Iraq e gli iracheni? Oggi si grida a ragione 'Iran libero', ieri dalle piazze non giungeva altrettanto forte il grido 'Iraq libero'. E attenzione, perché questa riflessione pone una questione che va oltre l'essere a favore o contrari alla guerra che è stata fatta. Gridare 'Iraq libero' lo si poteva fare comunque, pur essendo contrari all'uso della forza. Il pacifismo, delle varie estrazioni ideologiche, semplicemente non lo ha fatto. Ieri sera invece eravamo in piazza con Antonio Polito al grido 'Iran libero'. E' una contraddizione questa che non sfiora il popolo delle piazze, perché ieri infatti, a Campo de' Fiori, non c'era. E questa assenza non è casuale, è politica: per l'Iran non c'erano bandiere da bruciare. Ieri c'erano D'Alema, Veltroni, Macaluso. Poi, una sola bandiera Ds in tutta la piazza (la sezione è a pochi passi), di rappresentanza, ma 'la base' non c'era, non ha seguito gli inviti e la linea del segretario Fassino sull'Iran. Quanto lavoro ancora vi aspetta cari D'Alema, Fassino, Veltroni! C'era La Malfa, ed era pieno di bandiere del Nuovo Psi, c'era Cicchitto di Forza Italia, troppo poco da chi si chiama Casa delle libertà. C'era l'associazione 'Amici di Israele', c'erano militanti radicali, anche se i vertici e Pannella, per vanità poco ghandiana, hanno snobbato l'iniziativa. C'era dunque chi qualche mese fa gridava 'Iraq libero', come oggi sente la necessità di gridare 'Iran libero'.

    Ora la politica. Stendiamo un velo pietoso sulle solite parole retoriche e vuote pronunciate da Rutelli. E' riuscito a farsi contestare da un iraniano inferocito. Per la verità gli argomenti della contestazione erano stati anticipati anche al termine dell'intervento di D'Alema: ''Più politica preventiva e meno guerre preventive'', aveva detto in maniera condivisibile il presidente dei Ds. ''Noi - aveva ammesso - facemmo un'apertura di credito nei confronti delle speranze che suscitava allora il riformismo iraniano, speranze che sono andate purtroppo un po' deluse. L'affermarsi di una democrazia, non necessariamente di tipo occidentale costituisce per tutti un'enorme sfida", concludeva D'Alema, ricordando che, se "nessun relativismo etico può giustificare" le dittature, la sinistra non deve più commettere l'errore di tollerarle in chiave antiimperialista, come troppo spesso in passato ha fatto. Già qui si era levata dal pubblico dei dissidenti iraniani una prima protesta, ' bipartisan', per i rapporti intrattenuti dai governi italiani con l'Iran degli ayatollah, per un quarto di secolo, e con il "falso" riformista Khatami, negli ultimi anni: ''Voi italiani, come i francesi e i tedeschi state facendo affari col governo di Teheran sulla pelle del nostro popolo''. E risiede proprio in queste battute spontanee, giunte dalla piazza, tutto il grande nodo di quale deve essere la politica dell'Occidente nei confronti della democrazia, dei diritti, della libertà, nei paesi dove questi beni di prima necessità mancano. Da una parte si chiede più politica, più diplomazia, dall'altra c'è l'esigenza che, in varie forme, e a dir la verità sempre più spesso, giunge dai popoli oppressi, di una maggiore intransigenza, anche scontro, delle democrazie occidentali nei confronti dei regimi. Alla politica e al dialogo suggeriti da D'Alema e Rutelli, il dissidente iraniano di Campo de' Fiori ha reagito chiedendo disperatamente il bastone di Bush. Al di là dell'opportunità o meno dell'uso della forza (da giudicare caso per caso, e mi sembra sia un dibattito a parte), se si vuole procedere nella globalizzazione dei diritti e nell'esportazione della democrazia va posta con forza la questione di quale deve essere l'atteggiamento politico dell'Occidente nei confronti delle dittature o delle non-democrazie: quante aperture, quanta fermezza, come dosarle, quando, quali attori politici, quali regole per le istituzioni internazionali. E' giunta l'ora di porre il parametro democrazia e diritti al centro delle relazioni internazionali, discriminante in negativo, ma anche in positivo. Con gradualismo, elasticità, realismo, ma determinazione. L'America, con Bush, dopo l'11 settembre, ripeto - perché questi tre termini sono importanti - l'America, con Bush, dopo l'11 settembre, ha cominciato a farlo.

    Wednesday, July 09, 2003

    BregaVisto che ci siamo, diciamola tutta, e onore a Mario Brega
    Qui un suo ritratto, i suoi film, gli mp3 di alcune celebri battute che lo hanno reso mitico. "Ah cornuto, arzete!", "So communista cosììììì!", "Assaggia Sè, e assaggiaaa!! E' 'n zucchero"
    clarence.com
    RemottiMamma Roma Addio
    Imperdibile e mitica lirica di Remo Remotti, musicata dai Recycle. Un grazie di cuore a GiallodiVino che ha avuto la voglia di trascriverne il testo, che tanto ho cercato in rete.

    Negli anni cinquanta io me ne andai, come oggi i ragazzi vanno in India, vanno via, anch’io me ne andai nauseato, stanco da questa Roma del dopoguerra, io allora a vent’anni, mi trovavo di fronte a questa situazione, andai via da questa Roma anni 50.

    E me andavo da quella Roma addormentata, da quella Roma puttanona, borghese, fascistoide, quella Roma del volemose bene, annamo avanti, quella Roma delle pizzerie, delle latterie, dei sali e tabacchi, degli erbaggi e frutta, quella Roma dei mostaccioli e caramelle, dei supplì, dei lupini, dei maritozzi colla panna, senza panna, delle mosciarelle

    me andavo da quella Roma dei pizzicaroli, dei portieri, dei casini, dei casini, delle approssimazioni, degli imbrogli, degli appuntamenti ai quali non si arriva mai puntuali, dei pagamenti che non vengono effettuati, quella Roma dei funzionari dei ministeri, degli impiegati, dei bancari, quella Roma dove le domande erano sempre già chiuse, dove ce voleva ‘na raccomandazione

    me andavo da quella Roma dei pisciatoi, dei vespasiani, delle fontanelle, degli ex-voto, quella Roma della circolare destra e della circolare sinistra, delle mille chiese, delle cattedrali fuori le mura, dentro le mura, quella Roma delle suore, dei frati, dei preti, dei gatti

    me andavo da quella Roma degli attici colla vista, la Roma di piazza Bologna, di Via Veneto, di via Gregoriana, quella dannunziana, quella eterna, quella di giorno, quella di notte, quella turistica, la Roma dell’orchestrina a piazza Esedra, la Roma di Propaganda Fide, la Roma fascista di Piacentini

    me andavo da quella Roma che ci invidiano tutti, la Roma caput mundi, del Colosseo, dei Fori imperiali, di piazza Venezia, dell’Altare della patria, dell’Università di Roma, quella Roma sempre col sole estate e inverno, quella Roma ch’è meglio di Milano

    me andavo da quella Roma dove la gente orinava per le strade, quella Roma fetente e impiegatizia, dei mille bottegai, de Iannetti, di Gucci, di Ventrella, di Bulgari, di Schostal, di Carmignani, di Avegna, quella Roma dove non c’è lavoro, dove non c’è ‘na lira, quella Roma der còre de Roma

    me andavo da quella Roma della Banca Commerciale Italiana, del Monte di Pietà, di ...chi cazzo, di campo de’ Fiori, di Piazza Navona, quella Roma che c’hai ‘na sigaretta, e prestame cento lire, quella Roma del Coni, del Concorso ippico, quella Roma del Foro che portava e porta ancora il nome di Mussolini, me n’andavo da quella Roma di merda!

    Mamma Roma! Addio.

    Remo Remotti. Trascrizione GiallodiVino

    Link
  • Le opere

  • La filmografia di Remo

  • Il suo libro "Diventiamo angeli. Memorie di un artista matto"
  • Tuesday, July 08, 2003

    studenti iraniani8 e 9 luglio. Siamo tutti iraniani
    Qui le immagini e le interviste dalla manifestazione di oggi dei Radicali davanti all'ambasciata iraniana. Domani si replica con le iniziative del quotidiano il Riformista, dalle 10,30 alle 18,00 in via Nomentana 361, davanti all'ambasciata iraniana, e dalle 19,00 a piazza Campo de' Fiori.
    BushBush aiuta l'Africa?? Ma che castroneria è questa?
    «Il New York Times la chiama l'altra faccia della politica estera di George W. Bush, il ramoscello d'ulivo da contrapporre al bastone dell'Iraq e dei rapporti bruschi con Nazioni Unite e Unione europea. Si stupisce, ma non contesta la realtà dei fatti. Forse lo fa perché sull'Africa la pioggia di complimenti alla presidenza attuale è bipartisan e perfino di fonte inaspettata, viene dalla Hollywood iperliberal». Richard Gere, Bob Geldof plaudono. Leggi tutto
    Il Foglio
    Anche sul Washington Times
    Spunto interessante di 1972. Il relativismo etico e culturale è la malattia del mondo occidentale? Siamo sprovvisti di una risposta ideologica al fondamentalismo islamico? Qui il post
    1972
    studenti iraniani8 e 9 luglio. Siamo tutti iraniani
    JimMomo aderisce ed invita a partecipare alle manifestazioni di sostegno al movimento degli studenti iraniani per la democrazia. L'8 luglio i radicali hanno dato appuntamento di fronte all'ambasciata iraniana in via Nomentana 361, una sorta di veglia dalle 18 alle 24, per chiedere che agli studenti iraniani sia garantito il rispetto del diritto a manifestare e a commemorare il 9 Luglio del '99. Qui l'appello.
    Domani, 9 luglio, la manifestazione indetta dal quotidiano il Riformista, di Antonio Polito, dalle 10,30 alle 18,00 in via Nomentana 361, davanti all'ambasciata iraniana, e dalle 19,00 a piazza Campo de' Fiori.
    Per approfondimenti in rete

    Monday, July 07, 2003

    Meno male che non ci ho scommesso dei soldi. Su questo sono stato bravo, l'ho sempre saputo che non era cosa per me entrarci dentro fino al punto di non ritorno.
    Un grazie a Mhttk' che mi ha fatto scoprire questa bella trovata del GuestMap e dei servizi di bravenet.com.

    Sunday, July 06, 2003

    Camera d'albergo. Aprii gli occhi nell'oscurità di quella notte morente. Una fredda camera d'albergo. Le pareti spoglie, dai colori privi di libertà. Uno squallido e minuto balconcino di finto rococò dava sul viale centrale. Ex cuore d'Europa. Vi filtrava un chiarore azzurrino tenue e diffuso su ciò che rimaneva di una vecchia e stanca carta da parati. Biancori improvvisi, artificiali, ombre contorte sugli arredi poveri di gusto.
    Ma io mi soffermavo a guardare accanto a me. Il profilo delle tue spalle nude riluceva nella penombra. Tu dormivi ancora, nonostante tutto, beata. Anche quando i carri armati cominciarono ad attraversare la città. I cingoli pesanti e spietati rullavano sulle strade lastricate dei quartieri ormai vuoti. Verso il castello, verso la piazza principale, verso il palazzo del governo. Cupi in lontananza colpi d'artiglieria dalle campagne già occupate. Squarciavano la terra stuprata della miseria. Mi alzai adagio e andai verso la finestra, senza tirar via le lenzuola per coprirmi. La colonna avanzava già da parecchi minuti nella notte, la vedevo sfilare implacabile sbirciando dalla tendina. Avrei voluto davvero averti vicina, se fosse stato per me. Sarei rimasto, ma le prime luci dell'alba sul tuo viso, ancora addormentato dopo l'amore dei miei sguardi e delle mie mani. Dovevo lasciare in fretta quella nostra stanza d'albergo. Ignara, serena, angelo al fresco delle lenzuola. Non potevo portarti con me, così è stato meglio non svegliarti. Dovevo lasciare in tutta fretta quella città. Il nuovo giorno mi impediva di amarti, giungeva rapido insieme a quei carri armati a cancellare la mia notte insonne di tormenti e rimorsi. Vicino, i tuoi occhi chiusi. L'alba di quel nuovo giorno ti ho sfiorata l'ultima volta, per un timido ricordo, e corsi via con i pugni stretti in tasca. L'amore si era posato su di te, ma fuori c'era una guerra che schiacciò la nostra buia camera d'albergo. Chissà poi cosa ti sarà successo.
    28.12.1995
    Barry White
    Ciao Barry. Just my way to say I loved you. Non scorderemo la melodia e il ritmo delle tue canzoni. 'I ve got so much to give', 'Can't get enough', 'You're the first, the last, my everything' e, su tutte, 'Just the way you are'.

    Friday, July 04, 2003

    "Siamo tutti iraniani"
    «Noi iraniani chiediamo solidarietà ed aiuto ai cittadini liberi e consapevoli del mondo per la nostra lotta contro il regime dittatoriale di Teheran».
    Campo de' Fiori ore 19,00, manifestazione organizzata dal quotidiano il Riformista in sostegno degli studenti iraniani.
    Jasper Johns Flag4 luglio. Dieci ragioni per dirci americani
    Di Dinesh D'Souza, politologo di origine indiana emigrato negli Stati Uniti. D'accordo con Camillo, anche JimMomo critica l'America soltanto con chi condivide ogni singola parola di questo articolo. Leggi l'articolo
    National Review - Il Foglio
    Dopo l'11 settembre
    Christian Rocca


    Documenti:
  • La dichiarazione d'indipendenza degli Stati Uniti d'America (1776) - (Immagine del documento originale)

  • La Costituzione americana (1787)

  • Bill of Rights
  • Thursday, July 03, 2003

    Vasco Rossi'Voglio andaaaare al maaaare'
    «Vasco invita a esistere (magari con la marijuana) invece che a resistere, e per Rep. è uno choc». Bel ritratto di Vasco Rossi. L'autore del pezzo l'ha descritto in modo impeccabile, ha capito tutto del Blasco. «Perché Vasco non si è mai filato nessuno, e quindi la diffidenza è, per molti, lecita. Uno che si accontenta di scrivere canzoni e fissare date di concerti che si esauriscono in un batter d'ali fa effettivamente un po' strano». Leggi tutto in 'Quinta colonna'
    Il Foglio
    Ha svaccato proprio sul più bello. Vetta della comicità
    Berlusconi. Se non ci fosse, bisognerebbe inventarlo. Da quando è sceso in campo la politica è più divertente. Anche nelle occasioni più austere sa essere burlone e sa far rimanere tutti a bocca aperta. Ieri, proprio all'avvio del semestre di presidenza italiana dell'Ue, nel dibattito seguito al suo discorso d'insediamento, ha proposto l'eurodeputato socialista tedesco Schulz, che lo aveva pesantemente criticato nel suo intervento, per il ruolo di kapò in un film sui i campi di concentramento nazisti (Oggi le reazioni). Le facce dei presenti ieri a Strasburgo erano imperdibili. Fini trasaliva, un'occhiata sconcertata a Buttiglione poco dietro, poi occhi sbarrati e viso marmoreo. Cox attonito, Schulz con gli occhi sgranati non crede alle proprie orecchie, poi soddisfatto, riuscita la provocazione. In molti però se la ridono di gusto, Pannella basito, gli hanno rubato la scena, te l'aspetti da lui l'espressione "siete turisti della democrazia". L'ho ascoltato il discorso d'insediamento di Berlusconi: il suo "rilancio dell'arte della mediazione" stava per diventare una barzelletta, ma era un discorso di programma completo, pacato, moderato, ricevibile anche dalla sinistra europea, nulla faceva presagire la tempesta. Ma il Berlusca non ha retto alle accuse personali, ha svaccato, siete solo turisti della democrazia, e poi, Signor Schulz, la proporrò per il ruolo di capò. Lei è perfetto. Performance impareggiabile, con 'io non ritiro se lui non ritira' l'Europarlamento si è trasformato in un processo di Biscardi, catapultati in mezzo a una lite tra 'Franghe Mello' ed 'Elie Corne', dove Cox era Biscardi che cercava di metter pace a fine 'buntade'. E sì, perché ieri quel mortorio del Parlamento europeo dove tutti i burocrati incerati si addormentano nelle ore di sedute a parlare di pesca, pesche e così via, ha preso finalmente vita, un sarcofago si è rianimato. Grazie a Silvio.

    Commento politico. Una gaffe, niente più che una gaffe imperdonabile. Non ci voleva, bastava replicare alle accuse di Schulz con autoironia, pacatezza, stile. Ma questo non è Berlusconi, anche perché ieri era molto teso. E, è bene ricordarlo, c'erano già stati i cartelli esposti in aula dai verdi, lo striscione "l'Europa non ha bisogno di un 'padrino'", che, mi pare, come insulto merita il capò. Rimane la pecetta, come si dice a Roma, uno scivolone unico, ma niente drammi. Il problema vero è che rimane il combattivo asse franco-tedesco, che preparerà ben più pericolosi anche se meno vistosi agguati, come fa notare Cossiga. E rimane questa sinistra italiana che, nel vuoto di idee e di prospettive, pur di dare spallate a destra e a manca (che magari qualcuna riesce pure), non esita a vendere l'interesse nazionale e a preparare imboscate anziché impostare comportamenti bipartisan e costruire la sua nuova cultura politica. Qui il pericolo non è la diffusione del virus Berlusconi in Europa, ma la diffusione del virus 'girotondi-boccassini-larepubblica-l'unità' nelle sinistre europee.
    Giornate importanti, comunque
    Varie cose. Il 9 luglio, data simbolo per gli iraniani oppositori del regime degli ayatollah (nel '99 la manifestazione di studenti duramente repressa dalle autorità), si avvicina. Qui in Italia ci saranno due manifestazioni di sostegno agli studenti iraniani che scenderanno in piazza in quella data. Quella del quotidiano il Riformista, dalle 10,30 alle 18,00 in via Nomentana 361, davanti all'ambasciata iraniana e dalle 19,00 a piazza Campo de' Fiori, e quella dei Radicali, l'8 luglio fino a mezzanotte. Solo pochi non-pacifisti dunque, solo 'ben informati'. In Iran gli studenti sono inquieti, le autorità religiose minacciano, quelle politiche attaccano, la tensione cresce, e da noi?? Beh, forse da noi si rivedranno in piazza i pacifisti ('pacifici'), ma non per l'Iran. Per la Liberia, sempre che le circostanze richiederanno l'intervento degli arcobaleni. Né qualcuno si preoccupa di Hong Kong, che sta per sprofondare nel buio della dittatura cinese, con l'entrata in vigore, proprio dal 9 luglio, dell'articolo 23, che limita le libertà civili nell'ex colonia britannica.
    Terror and Liberalism
    «Berman è l'intellettuale di sinistra che ha spiegato ai suoi compagni che la guerra al terrorismo arabo-musulmano è l'ultima tappa delle due guerre contro i totalitarismi che l'Occidente ha combattuto nel secolo scorso, quella contro il nazifascismo e quella contro il comunismo. Lo ha scritto in un bellissimo libro, Terror and Liberalism, che il Foglio ha recensito il 12 aprile ("il più conciso e intelligente commento sul mio libro", ha detto Berman), e che presto sarà pubblicato in Italia dall'editore Einaudi.» Sinistra, se ci sei batti un colpo. Leggi l'intervista
    Christian Rocca

    Wednesday, July 02, 2003

    Claudio Baglioni Ieri sera al concerto di Baglioni allo stadio Olimpico. Non sono un fan esaltato di Baglioni, ma neanche tra gli ipocriti che non riconoscono cosa le sue canzoni abbiano rappresentato nell'adolescenza di molti di noi. Non è un mio idolo, non mi ha influenzato come Vasco, i doors e tanti altri amerikani, ma di certi momenti si sa, si hanno dei bei ricordi. Poi i suoi spettacoli sono tra i migliori che si vedono in giro. Su alcune cose patetiche vabbè, sorvoliamo, e non sarà neanche un musicista eccelso, per carità, non mi sogno di proporlo ad alcuna nominations, ma cantare in uno stadio alcune sue canzoni legate a certi ricordi, magari abbracciato alla propria ragazza, fa sempre un certo effetto. E dove lo trovi di questi tempi uno che canta, suona, balla, corre da una parte all'altra dello stadio per farsi vedere da tutti per non scontentare quelli della nord o quelli della sud, e lo fa per 3 ore e 10 minuti (braind? che dici?) circondato da uno spettacolo di centinaia di ballerini, figuranti, luci, coreografie???