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Tuesday, December 30, 2003

Buon Anno Nuovo a Tutti!!!
Arrivederci nel 2004!
La rivincita. Milosevic eletto deputato
Quel processo all'Aja che non si voleva come una nuova Norimberga è diventato per il boia del Balcani una vetrina preziosa che gli ha garantito la rielezione come deputato a Belgrado. Né quel processo ha evitato il risentimento nazionalista dei serbi. Insomma, ora il dibattito su come processare Saddam si arricchisce di una riflessione in più. Questa potrebbe essere una, ma non è detto che sia quella definitiva.
Sui risultati delle elezioni serbe
Della seria buone letture, a voi, dibattito sulla storia
Con Paolo Mieli e Giovanni De Luna.
Il Foglio

Monday, December 29, 2003

Terromoto in Iran. Arrivano i nostri
Per la prima volta da decenni militari americani in Iran. Ma per portare aiuti umanitari alle popolazioni colpite dal terremoto. Teheran ha accettato ufficialmente le offerte di aiuto del 'falco' Armitage. Calorosa l'accoglienza per il volto buono dell'America. Verso un regime change nonviolento?
Caso Parmalat visto da fuori
«Lo scandalo Enron è "peanuts", noccioline, in confronto allo scandalo Parmalat. Non so se ci avevate pensato, ma il buco dei conti di Tanzi equivale allo 0,8% del Pil nazionale».
Poco da brindare e Capodanno
Cresciamo poco e senza fiducia. E fanno solo sorridere Governo e opposizione.
il Riformista
Riecco il Silvio Berlusconi Show
Il gioco che Berlusconi conosce meglio è quello delle campagne elettorali. Ce lo dovremo sorbire. E' iniziata la corsa verso le europee 2004 e le politiche 2006.

Wednesday, December 24, 2003

Buon Natale e buone feste a tutti voi!
«Chi tollerò Piazzale Loreto accetti la visita dentistica a Saddam»
Parla il filosofo francese André Glucksmann: «Una volta dissipata la gioia per la cattura di Saddam Hussein, ho paura che una parte dell'Europa soccomberà di nuovo al suo demone favorito: cogliere in fallo gli Stati Uniti, in nome del sacrosanto principio di sovranità. Ma il diritto d'ingerenza in nome dei diritti umani, se è un peccato capitale agli occhi dei cultori della sovranità alla Carl Schmitt, è un dovere ineludibile secondo la Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo». Leggi tutto.

Mubarak apre a Sharon, la Libia non è una sorpresa, il lavoro paga
«In una settimana, scettici e pessimisti della strategia americana ne hanno di spunti su cui riflettere. La cattura di Saddam. Il sì dell'Iran alle ispezioni nucleari. Gheddafi che a sorpresa rinuncia alle armi chimiche e nucleari dopo nove mesi di trattativa con Londra e Washington. Il ministro degli Esteri egiziano che incontra Sharon e lo invita al Cairo dopo anni malgrado il no delle fazioni armate palestinesi. Il prossimo a doversi muovere è Bashar Assad, la Siria non può restare isolata, e da quanto so i britannici ci stanno lavorando alacremente».
Qui si fa finta di niente, non dico di crederci, ma almeno che se ne parli. L'Europa è tremendamente distante: dicesi isolazionismo pacifista.
Prima si rideva di Bush: "Dov'è Saddam?". Ora esce fuori che: "Tanto Saddam non contava più niente". Contava eccome.
Parlavo degli scioperi selvaggi naturalmente. I prefetti precettano, i giudici assolveranno le eventuali violazioni con una pacca sulle spalle, considerando «l'alto valore sociale e civile» delle proteste. E' il richiamo della famiglia.
Allora ricominciamo con una proposta concreta. Illegale lo sciopero selvaggio: già oggi il diritto di sciopero nel settore dei trasporti pubblici è regolato per legge, ma basta con le precettazioni che non servono a niente. Chi non rispetta le regole viola il proprio contratto e l'azienda ha facoltà di licenziare.

Parlavo anche di Parmalat naturalmente. Mi sembra evidente che i problemi sono il sistema bancario e creditizio, la gestione familiare - come la robba di Verga - delle aziende italiane, i controlli. Ma le banche in Italia sono private o statali? Perché sembra quasi che gestiscano denari non propri, che distribuiscano e ricevano favori, piuttosto che cercare profitti e investimenti. Meglio: se un pinco pallino qualsiasi come me va sotto di 100 euro lo chiama il direttore, per aprire un mutuo devo ipotecare la dentiera, se un piccolo o medio imprenditore chiede un credito deve dimostrare di non avere contravvenzioni non pagate, se però chiede soldi un grande gruppo megaindebitato, allora i cordoni della borsa si aprono. Varrà anche qui il magico richiamo della famiglia? Il potere economico in Italia, una questione di famiglie e di partiti, di assistenzialismo e di tutti che ci guadagnano la loro fetta, liberismo neanche a parlarne, risparmiatori cornuti e mazziati.
Comunque, qualcuno dica a Rutelli che le modiche al falso in bilancio non c'entrano una sega!.
Ancora sul pluralismo consociativo
Cosa c'è dietro il crac dei Tanzi, l'analisi di Renato Brunetta

Sono solo due botte di qualunquismo

Su presidente! Domani è Natale, dovremmo essere tutti più buoni, conceda la grazia a Sofri, si faccia un regalo di buon senso e legalità!

Monday, December 22, 2003

In un Paese in cui l'ha vinta chi non rispetta le regole, in cui se non appartieni a una casta non conti niente, ma proprio niente, in cui la democrazia è corporativa, al modo dei fasci e delle corporazioni, al modo anche un po' mafioso, chi ha il doppio voto e chi niente, chi mente e chi riesce. Oggi i compagni piangono Tanzi, «poveretto», e se ne fottono dei risparmiatori, degli investitori, dell'inflazione e tutto il resto. Però se Berlusconi c'aveva il buco alle Cayman... Ma lui non è di famiglia. to be continued
Altro che Gasparri. Diciamola tutta
«Promemoria su come in Italia s'è governato con decreti salva aziende».
Il soldato americano
La persona dell'anno secondo Time.

Friday, December 19, 2003

Shanghai, mercato
Shanghai, mercato (luglio 2002)
Prontuario per rispondere ad altre irritanti buone notizie provenienti dall'Iraq
Christian Rocca è comunque un ragazzo sensibile e dall'animo gentile. Si preoccupa che chi la pensa diversamente da lui possa comunque trovare argomenti per sostenere le sue posizioni. Un vero democratico. Questo giochino dimostra come spesso intraprendere discorsi sull'Iraq o sulla poltica estera con certi individui sia del tutto tempo perso, un loop mentale che porta all'intorpidimento. Se vi è capitato di sentirvi pronunciare quele frasi, è il momento di preoccuparvi: leggete qualche buon libro, navigate su internet.
"Beyond Therapy: Biotechnology and the Pursuit of Happiness"
Il presidente del Consiglio di Bioetica americano Leon R. Kass all'American Enterprise Institute.
Camillo

Thursday, December 18, 2003

La chiave: «Chi invoca il pluralismo come se fosse sinonimo di libertà e concorrenza non sa di che cosa parla»
«Nella tradizione europea è assimilabile al corporativismo. In Italia è partitocrazia». E' questo il punto, lo mette a fuoco Angelo Panebianco.
Da noi, «pluralismo non ha mai significato vera competizione e non ha mai avuto come fine la libertà degli individui, ma quello di garantire sfere d'influenza. Il pluralismo è una condizione della libertà, ma può anche entrare in conflitto con essa. Il pluralismo, inteso come presenza di una diversità di attori istituzionali e sociali, è condizione necessaria ma non sufficiente per avere un regime di libertà. Nell'accezione anglosassone la preoccupazione per gli eventuali esiti negativi del pluralismo per la libertà è molto sentita, «perché è sempre viva la percezione che quella pluralità di gruppi può diventare oppressiva degli individui. Lo diventa quando i gruppi, anziché competere, colludono. Ciascuno si ritaglia la propria area d’influenza e poi ci si mette d'accordo. A questo punto le libertà non sono più tutelate, e i gruppi diventano oppressivi dei singoli. Finisce quella libera concorrenza tra gruppi che è tutela indiretta delle libertà individuali».
«Largamente identificabile col corporativismo, il termine pluralismo viene usato per addolcire una parola screditata dai fascismi». Un esempio? «Da noi l'importanza della corporazione è tale che persone in assoluta buona fede pensano che, in una società liberale, quello che conta sia l'indipendenza della magistratura. In una società liberale autentica, quello che conta è invece l'indipendenza del singolo giudice. Qui invece, dove la visione è di tipo corporativo, bisogna assicurare prima di tutto l'indipendenza dei gruppi corporati».
«Storicamente, quindi, e proprio nel campo dell'informazione radiotelevisiva, il termine "pluralismo" si connota come antitesi della competizione, all'insegna della spartizione collusiva di zone d'influenza». Ecco perché nessuno toccherà mai né Rai né Mediaset. Mettiamoci l'anima in pace.

Wednesday, December 17, 2003

"Il benedetto editoriale"
Mi ero promesso di postare un buon numero di editoriali usciti sulla stampa italiana riguardo la cattura di Saddam. Forse li ripescherò, ma per ora preferisco segnalare il bollettino del Memri, lasciando spazio ai commenti della stampa irachena e araba. Il prestigioso quotidiano indipendente iracheno Al-Zalman per esempio, titola il suo editoriale «La caduta di Saddam è completa e il sole ritorna a splendere in Iraq». Ovviamente, non sono tutti dello stesso tenore.
Qui estratti degli articoli
Memri
Speciale «Iraq libero»
La mia ultima fatica on-line.
«Con la cattura dell'ex dittatore Saddam Hussein, annunciata domenica 14 dicembre dall'Autorità provvisoria della coalizione in Iraq, si apre una nuova fase del dopoguerra iracheno. Fin dal 20 gennaio, mentre la comunità internazionale e le piazze si dividevano sulla pace e sulla guerra, il leader radicale Marco Pannella lanciava una sua proposta per la soluzione della crisi. L'esilio del dittatore e un'amministrazione fiduciaria dell'Onu in Iraq per garantire libertà, democrazia e diritti agli iracheni. Nonostante l'adesione della maggioranza assoluta dei parlamentari italiani, il Governo si è rifiutato di farla propria. "Iraq libero" si poneva come unica vera alternativa alla guerra. Opposta alla logica dei pacifisti, perché aveva come obiettivo la vera pace, ovvero la democrazia, la libertà, i diritti umani per gli iracheni. Opposta anche all'approccio dell'amministrazione Bush, che sottovalutava la forza dell'arma di attrazione di massa nonviolenta che era quella di un'edificazione chiara di un processo di conversione del regime iracheno in una democrazia. Un salto di qualità nella politica dell'Onu: la democrazia e i diritti come paramentro e obiettivo della sua azione e della politica estera degli Stati occidentali, un primo passo verso l'Organizzazione mondiale delle democrazie.
Questo speciale, realizzato da RadioRadicale.it, ricostruisce le fasi della campagna "Iraq libero", dal 20 gennaio ad oggi, mettendo a disposizione degli utenti tutti i documenti audiovideo del nostro archivio, approfondendo gli aspetti e i passaggi che a causa della censura mediatica sull'iniziativa non sono stati conosciuti, e spiegando l'attualità della proposta e il suo significato di fondo. Molti dei documenti di testo sono invece il frutto del lavoro dell'intera redazione internet nel corso della primavera scorsa, quando gli eventi della crisi furono coperti mentre alla guida del sito c'era Rino Spampanato.»
RadioRadicale.it

The "free Iraq" campaign. Full story of Marco Pannella and Radical Party plan: exile for dictator Saddam Hussein and Onu provisional administration in Iraq for freedom, democracy, human rights of iraqi people.
Milena Gabanelli, la giornalista di Report, avete presente? Trenitalia l'ha citata in giudizio. Sarebbe stata lesa l'immagine dell'azienda a causa di un'inchiesta svolta dal suo programma dopo l'incidente di Casalecchio, in cui ci furono 1 morto e 150 feriti e tre inchieste ufficiali aperte. Nell'ambito degli incontri svolti a Cattolica sul giornalismo intitolati "Dietro la notizia", la Gabanelli è tornata sulla vicenda. L'audiovideo.