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Thursday, February 08, 2007

Il concetto di natura come strumento di potere

Questa sera a 8 e mezzo Galli Della Loggia ha colto il punto della questione omosessuale: la distinzione tra ciò che è naturale e ciò che non lo è. Nel senso che è stato l'unico a sollevarlo tra i presenti alla trasmissione. Qui e da Malvino se ne parla spesso. Naturalmente Della Loggia ha concluso che l'omosessualità non è qualcosa di naturale.

Dal momento che si nega che sia naturale semplicemente tutto ciò che esiste in natura - quindi anche l'omosessualità, e un fiore che sboccia allo stesso modo di un terremoto - la domanda che nessuno ha posto a Della Loggia è chi stabilisce cosa è naturale e cosa non lo è. Di fatto, storicamente, sono gli uomini a stabilirlo. E, ovviamente, coloro che detengono il "potere", nelle sue varie forme, stabiliscono cosa è naturale e cosa no, a seconda nella migliore delle ipotesi della propria sensibilità, nelle peggiore in funzione dei propri interessi.

Dunque, chi nega che sia naturale semplicemente tutto ciò che esiste in natura, ha anche il dovere di spiegarci chi, o che cosa, detenga il potere di stabilirlo e come, con quali mezzi ed entro quali limiti. Qualcuno risponderebbe Dio, o la Tradizione. Ebbene, chi è l'interprete di Dio, chi il custode e l'interprete della Tradizione? Gli uomini. O, meglio, alcuni uomini.

Che siano gli uomini, in definitiva, a stabilire cos'è naturale e cosa no è la migliore dimostrazione del fatto che spesso ciò che viene definito come naturale è in realtà culturale. Natura è cultura. Tant'è che con il trascorrere delle epoche gli uomini hanno dato risposte anche radicalmente diverse su cosa fosse naturale e cosa no. Ciò che sembrava non esserlo mille anni fa magari oggi è ritenuto esserlo, oppure ciò che era ritenuto naturale mille anni fa non lo sembra più oggi.

Ricorrere alle categorie del naturale e del contro natura è dunque un imbroglio di bassa lega. Si "strumentalizza" la natura per far passare in realtà la propria concezione della società e dei rapporti umani, concezioni tutte legittime, per carità, ma anche estremamente culturali, quindi anche relative, discutibili. Introducendo il concetto di naturale si fornisce a un ordine morale e culturale una solida fonte di autorità che trascende l'uomo. Si evoca il concetto di Divinità Superiore, non importa se nella forma di un Dio confessionale o di forze profonde e misteriose dell'Universo, l'effetto è il medesimo.

Tirare in ballo il concetto di natura, che richiama direttamente quello di divino, è il più potente deterrente mai escogitato dagli uomini per scoraggiare altri uomini a contestare l'ordine costituito, per costringerli a non andare contro ciò che di volta in volta il sacerdote o il re definiscono naturale. La via più efficace per il soggiogamento.

Poi Della Loggia ha furbescamente incastrato la povera Ritanna Armeni, chiedendole cosa la frenasse dall'accettare l'incesto. Quella, ingenua, non ha trovato di meglio che motivare il suo rifiuto con «un tabù socialmente imposto», non fornendo ulteriore spiegazione sul perché accettasse il tabù dell'incesto e altri avrebbero dovuto liberarsi di quello del matrimonio omosessuale.

Accettiamo la sfida di Della Loggia. Purtroppo una vecchia norma del nostro codice penale prevede ancora la galera per l'incesto: dico purtroppo perché la norma punisce l'incesto in quanto delitto «contro la morale familiare». Non so se significhi essere favorevoli all'incesto, ma a mio modo di vedere non dovrebbe essere la «morale familiare» l'oggetto della tutela della legge (comunque non con la galera, perché anche l'adulterio, già depenalizzato, va contro la «morale familiare»), ma la libertà e i diritti dei singoli.

Se nel rapporto incestuoso non c'è violenza, c'è piena consapevolezza e un'effettiva capacità di dare o ritirare il proprio consenso, non c'è reato. Condizioni estremamente difficili da riscontrare in un rapporto genitore-figlio, ma assai probabili, per esempio, in un rapporto fratello-sorella. Dunque, il problema del rapporto incestuoso non è morale, ma l'eventuale (purtroppo frequente) sopraffazione, anche solo psicologica, oggetto però di altre leggi che puniscono i reati contro la persona e che quindi rendono inutile una legge specifica contro l'incesto.

Ecco il punto: la legge, in uno stato di diritto e non etico, interviene a tutela della libertà e dei diritti dell'individuo.

Si fa ora riferimento anche alla poligamìa. Nella nostra società c'è una poligamia di fatto, nel senso che è legale, e anzi "socialmente premiante", avere più partner sessuali (alle volte anche contemporaneamente). Non sono permessi matrimoni poligamici. Ma, anche qui, il motivo non è morale - almeno per quanto mi riguarda - c'è un problema di parità di diritti tra uomo e donna e della sopraffazione che storicamente si determina nelle famiglie poligamiche. Dunque, il divieto non risponde a un tabù, ma ancora una volta all'esigenza di tutelare la libertà individuale e l'uguaglianza tra uomo e donna. Dal punto di vista teorico non vi sarebbe alcun problema ad accettare la poligamìa, solo se potessimo essere davvero sicuri che sia una scelta libera e consapevole, che non ci sia costrizione e che ci siano pari diritti.

Per quanto riguarda noi occidentali, abbiamo capito che una moglie basta e avanza... Per quanto riguarda gli islamici, quella sicurezza non possiamo davvero averla. Anzi, abbiamo la certezza dell'opposto.

28 comments:

Alexis said...

Solo una nota a margine: l'incesto è perseguibile in Italia solo se ricorre una condizione oggettiva di punibilità: "il pubblico scandalo", formulazione normativa che consente di intrattenere relazioni incestuose purchè discrete e occulte, un segno non disprezzabile di moderazione visti i tempi del codice Rocco.

JimMomo said...

Infatti, Alexis, ma è proprio il concetto di "pubblico scandalo" che dà alla legge la finalità non di punire un comportamento violento, fisicamente o psicologicamente, come dovrebbe, ma di tutelare la "morale familiare".

Ivo Silvestro said...

Molto interessante.
Ovviamente affermando che la natura è cultura sei un bastardo relativista cancro dell'occidente origine di tutti i mali della società eccetera.
Consolati: siamo almeno in due ;-)

adriano said...

D'accordissimo!!! (come vedi...)

I poveri esseri umani che dicono di sapere cos'è naturale fanno davvero pena, del resto Galli Della Loggia è uno che con un cognome così non potrebbe che fare pena.

Il fatto è che essendo anche lui (il Gallo) 'naturale', cioè parte della Natura, che l'ha partorito con buon fegato evidentemente, non si capisce come non possano essere 'naturali' i finocchi, come noi. Ma tant è. Certo siamo qui a sprecare parole per uno che c'ha lo spessore intellettuale di Marina Ripa Di Meana. Anzi forse meno. Che tristezza.

p.s. se la sett prossima non piove e vengo al lavoro in motorino passo, ti chiamo prima di pranzo

Alexis said...

I valori che tu ritieni di proteggere sono già tutelati da altre norme dell'ordinamento penale sulla violenza sessuale anche presunta nei confronti dei minori. Io non trovo scandaloso che il reato di incesto, se esistente, reprima la violazione di un tabù sociale, e della morale, e sia atto a scoraggiare la unione tra consanguinei pericolosa come sappiamo per il rischio di aumento di malattie genetiche. Se non condividi tale scelta sarebbe meglio che tu ne proponessi la semplice abolizione, che potrei anche condividere, non la trasformazione in un inutile doppione di norme già esistenti. Io volevo solo dire a lode di questa scelta codicistica di Rocco, che la morale familiare sarebbe tutelata in modo più violento se, come in certi paesi, la repressione dell'incesto fosse incondizionata. Ribadisco che la violenza sessuale però, è un reato che se ne ricorrono i presupposti, prevale e ha vita autonoma, avendo essa la funzione di tutelare i valori che a tuo parere questa formulazione del reato di incesto, che in realtà il legislatore ha formulato per tutelare un altro e ulteriore bene giuridico rispetto alla libertà sessuale, non tutela: ad es., se il il genitore ha rapporti sessuali con un figlio infrasedicenne, scatta comunque il reato di stupro "formale" a prescindere da qualsiasi altra considerazione (art.609 quater c.p.)

JimMomo said...

Evidentemente non sono stato chiaro, Alexis. E' esattamente ciò che dico: la legge che vieta l'inceto tutela un "bene morale" e non punisce la violenza contro la persona, per cui ci sono altre leggi. Siccome a me interessa la violenza, non il bene morale, sono favorevole all'abolizione del divieto di incesto.

Quanto al rischio di aumento di malattie genetiche siamo d'accordo, ma esiste anche la contraccezione.

AleX P said...

D'accordissimo con tutto. Una sola nota:
"Per quanto riguarda gli islamici, quella sicurezza non possiamo davvero averla. Anzi, abbiamo la certezza dell'opposto"
a me pare un tantinello assolutista.
Ciao

JimMomo said...

Allora diciamo, "per ora"...

GM said...

...l'omosessualità non è contro natura.
I matrimoni gay sì, come ho avuto modo di dire a Rovasio.
E credo che anche la Loggia abbia voluto intendere questo: spero, almeno. GM

Nihil said...

Un post che risuona con le mie opinioni, ma io voglio spingermi più in là:

Supponiamo di aver dimostrato universalmente che l'omosessualità (o l'incesto, o suonare la chitarra) è "contro natura", non importa come. Da dove se ne ricava, di grazia, che l'omosessualità dovrebbe essere illegale (o comunque scoraggiata)? La legge umana non ha certo il dovere di ricalcare la legge naturale, anzi; se così fosse, curare un malato cronico sarebbe un reato (attentato alla sopravvivenza del più adatto).

Andrea said...

"Dal momento che si nega che sia naturale semplicemente tutto ciò che esiste in natura - quindi anche l'omosessualità, e un fiore che sboccia allo stesso modo di un terremoto - la domanda che nessuno ha posto a Della Loggia è chi stabilisce cosa è naturale e cosa non lo è. Di fatto, storicamente, sono gli uomini a stabilirlo. E, ovviamente, coloro che detengono il "potere", nelle sue varie forme, stabiliscono cosa è naturale e cosa no, a seconda nella migliore delle ipotesi della propria sensibilità, nelle peggiore in funzione dei propri interessi."

Jim, non sapevo fossi un discepolo di Gramsci. Cosa e' naturale lo stabilisce chi ha il potere. Vai a leggere il concetto di egemonia di Gramsci e ti troverai di sicuro. Chissa' perche', ma a me non sembra che queste considerazioni siano in contraddizione con il generale modo di agire e di pensare dei radicali.

saluti, ag.

JimMomo said...

ag, sei un sosfista da strapazzo. "Cosa è naturale lo stabilisce chi ha il potere". E' proprio per questo che non bisogna fidarsi.

Invece di dire che l'omosessualità "non è naturale" è più onesto dire "secondo la mia cultura l'omosessualità non è normale". E' ben diverso. Il concetto di "naturale" strumentalizzato in questo modo lo usano, apppunto, coloro che mirano a un'egemonia culturale. E tutto il post è per smascherare questa strumentalizzazione.

Antonio said...

Sono arrivato qui mediante un link di Stefano (Cadavrexquis). Ho letto con curiosità quello che hai scritto, perchè anche io ieri ero - agghiacciato - davanti alla televisione a guardare Otto e mezzo.
Non ho nè le basi nè la preparazione culturale per intervenire su questi argomenti, se non quella che mi deriva dal mio essere quotidianamente - e serenamente - omosessuale. Ecco. Secondo me, sfide come quelle di Dalla Loggia, semplicemente, non vanno accettate. Giocare al significato delle parole sulla pelle della gente (perchè è di questo che si tratta) è aberrante. Pronunciare vacue parole contro la discriminazione, per poi affermare che l'omosessualità non è naturale è aberrante.
Dietro il gioco dell'intelligenza finisce per nascondersi la mala fede, quella che porta - per ragioni puramente di dialettica filosofica, per carità - ad interrogarsi su supposti paralleli tra incesto ed omosessualità.
Sarebbe ora di iniziare a rifiutare questi (facili) sofismi. Sarebbe ora di levare un (culturalmente poco elevato, ne convengo) 'ma che cazzo sta dicendo' davanti a chi innalza una supposta cultura davanti a problemi concreti e reali.
O forse, sono semplicemente io che sono troppo stupido.

Mi perdonerai la prolissità, e mi consentirai un appunto: la frase finale, a base di quella 'certezza' sugli 'islamici' mi è sembrata completamente fuori luogo.

JimMomo said...

Antonio, capisco la tua indignazione, ma purtroppo bisogna rispondere eccome a sofismi come quelli di Della Loggia.

Purtroppo in trasmissioni come queste non è rappresentato un approccio laico e liberale. Anche personalità di "sinistra", come la Armeni, o in generale i ds o i comunisti, non ci riescono e si fanno mettere nel sacco come ieri sera.

La provocazione di Della Loggia non era fuori luogo. Dal suo punto di vista voleva dimostrare la teoria della "pericolosa china". Voleva far dire alla Armeni quello che ha detto per dimostrare che come lei ha il suo tabù così la Binetti e Pera hanno i loro sull'omosessualità. E c'è riuscito, perché la Armeni ha dato una risposta perfettamente in linea con ciò che la sinistra è oggi.

La laicità è rifiuto del dogmatismo e una concezione del diritto. La sinistra non riesce ad essere laica, perché conserva una concezione etica del diritto il cui fine ultimo è il "bene morale". Diverso da quello di Pera, ma pur sempre morale.

Non bisogna farsi trascinare nel discorso del "limite": se, cioè, si dice "i matrimoni gay sì, ma l'incesto no", perché un limite deve pur esserci, si cade inevitabilmente in contraddizione.

L'unico modo per uscirne è spostare il discorso sul piano del diritto: sì, anche nel legiferare sull'incesto una concezione liberale si occupa di difendere i diritti e la libertà del singolo da situazioni di violenza, e non di tutelare un "bene morale".

Però, la provocazione di Della Loggia, il liberale, il libertario deve accettarla: perché una delle più forti obiezioni alle sue posizioni è che sembra non avere mai limiti. "Ma come - sembra ragionevole obiettare - è ragionevole che un limite ci sia, altrimenti dove andremo a finire"? Anche l'incesto?

Se si dà l'impressione di tracciare il limite arbitrariamente, allora crolla tutto l'impianto, mentre occorre distinguere tra concezione etica e concezione liberale del diritto. In questo modo si vedrà che non ci sono limiti a priori, ma neanche anarchia.

ciao

Anonymous said...

La malattia mentale è naturale. Ergo l'omosessualità è naturale.

Anonymous said...

ag, sei un sosfista da strapazzo. "Cosa è naturale lo stabilisce chi ha il potere". E' proprio per questo che non bisogna fidarsi.

"Invece di dire che l'omosessualità "non è naturale" è più onesto dire "secondo la mia cultura l'omosessualità non è normale". E' ben diverso. Il concetto di "naturale" strumentalizzato in questo modo lo usano, apppunto, coloro che mirano a un'egemonia culturale. E tutto il post è per smascherare questa strumentalizzazione."

Vedo che anziche' rispondere con gli argomenti, jim risponde con mezzi-insulti... "da strapazzo".

Jim dice una cosa vecchia come il mondo: culture matters. Ma guarda... nella mia cultura, nella tua cultura... jim quindi arriva finalmente a capire che i valori sono relativi, non assoluti (cosa che quindi lo pone in contraddizione con se stesso, in quanto riconosce che essi possono essere compresi solo se guardati all'interno della cultura a cui appartengono, ma poi ne chiede l'universalita').

Mi fermo qui a fare sofismo da strapazzo (anche se potrei andare molto oltre disintegrando tutto cio' che dici perche' fondamentalmente contraddittorio con se' stesso). Mai vorrei infatti che tu perda tempo a ragionare su queste bestialita' (da strapazzo). Molto meglio ascoltare Pannella e Bonino. D'altronde si sa, cartesio disse "audio ergo sum".

a(ndrea)g(illi).

aa

Anonymous said...

azz...l'argomento scotta!!!

spero solo che i nostri “governanti” non vogliano codificare pure l'approccio dell'uomo alle sue perversioni...feticismo, incesto, sodomia e altre cosette varie...uhmm...molto gustose.

io, personalmente...voglio continuare a peccare senza tenere il codice in una mano e nell'altra...

tralasciando per un attimo le mie mani impegnate in chissà che cosa...partendo dall'italia per arrivare fino in inghilterra, a proposito di...diritto naturale e naturalità delle cose...c'è da dire che già nella perfida albione ( correva l'anno 1690 ), spiccano due trattati sul governo civile ( two treatises of Ggvernment ) scritti da un certo john locke...trattati che rappresentarono una delle prime prese di coscienza delle conseguenze politiche e sociali ( negative ) dei sistemi di governo che fino ad allora avevano dominato la storia delle nazioni europee.

aderendo a ciò che l'autore propone, si deve dire che oggi ancor di più, così come affermava allora locke, i "governanti" dovrebbero ( anzi, devono ) esser chiamati a svolgere la funzione di amministrare e legiferare. e basta.

in fondo, sono solo amministratori al servizio della comunità!!!

cose note a tutti. a tal proposito, sono però sempre importanti e degne di nota le seguenti sue parole...di john locke...sulle libertà dell’uomo: << ogni volta che un certo numero di uomini, unitisi per formare una società, rinunciano ognuno per sé, al potere di esercitare il diritto naturale, allora e solo allora sorge una società politica o civile >>.

la morale che ne ricavo, è che all'origine di quasi tutto che ciò che ha qualche “valore” - parola abusatissima, me ne rendo conto... -, vi è l'uomo << industrioso e ragionevole >> per dirla con le parole di locke, appunto.

l'uomo, non la "natura" e nemmeno un governo "secondo natura".

che poi...sarebbe solo la rappresentazione di...quella natura che esso incarna.

puro zeitgeist.

è dunque vero il binomio naturale-culturale.

però mi chiedo...tra gli enunciati << socrate è morto >> e << tutti gli uomini sono mortali >>...che differenza c'è???

e che differenza c'è tra questi...sull'omosessualità...che << non è naturale >> ovvero << secondo la mia cultura l'omosessualità non è normale >>???


ciao.


io ero tzunami...

Anonymous said...

ricordo a tzunami che Locke diceva anche che alla base delle societa' ci vuole un insieme di valori condivisi, che per lui erano quelli religiosi. Difatti Locke diceva che ebrei e atei dovevano semplicemente essere uccisi in quanto estranei al corpo sociale.

Certo, pensieri del suo tempo, ma che servono per evitare certe letture un po' fantasiose di Locke e compagni.

ciao, io ero andrea gilli.

Nosleeper said...

Sarò banale, ma credo che il terrore dell'incesto da Edipo in poi sia dovuto a qualcosa di realmente naturale, nel senso che viene a crearsi un cortocircuito di generazione. Un loop genetico, insomma che viene evitato dalla psiche in maniera preprogrammata semplicemente perché a base del tabù sociale ci sia il fatto che da un incesto nascano figli non sani. D'altra parte i giochini pre-adolescenziali coi cuginetti e fratelli dello stesso sesso (dai quali sono stato sempre escluso! :D) non siano connotati da questo tabù è perché lì non c'è terrore incosnscio per una gravidanza complicata.

Ancor più naturale sarebbe non superimporci i modelli culturali omo ed eterosessuali. Credo fortemente che la cultura abbia scisso la naturale bisessualità dell'uomo, così da formare due identità di genere distinte da quelle che erano tendenze di un unico. E penso, per questo motivo, che essendo nate in quell'unica scissione, le nature etero ed omosessuali siano entrambi naturali o naturalmente artefatte, con pari dignità di artefazione.

corrado said...

Premetto di non aver visto la puntata di Otto e mezzo.

Secondo me per controbattere l'argomento della naturalità come elemento di discrimine, non è necessario, nè utile alla semplicità della risposta, utilizzare argomenti sociologici (giustificazione del potere temporale) o metafisico-religiosi (Dio, l'Universo superiore, la Natura).

Più banalmente: un masso di cinque chili, sta cadendo per cause a noi sconosciute ma naturali sulla testa di Galli Della Loggia. Galli Della Loggia che fa, si sposta o lascia che naturalmente il masso gli spacchi il cranio?

remember said...

Sveja giovanotti!!!

Mentre v'azzannate co' li principi e le varie ideologie rassicuranti questi qua stanno affa li cazzi loro co' la nuova IRI!!!!!!!!

adriano said...

Un applauso a Remember. Credo che abbia colto in pieno il sottile significato di tutto ciò che sta avvenendo con questa masnada di ladri gentiluomini, almeno Berlusconi ti entrava in casa con un mitra spianato e ti intimava o la borsa o la vita, e se c'avevi culo o dimestichezza con l'eroicità ti salvavi...
sta faccia di merda di mortadella ci fa accapigliare su questioni inesistenti, e gente infida e infame come il galletto della loggia gli da da sicario delle menti.

O gesù, aiutaci tu!!!!

comunque papa-ratzi e george ci danno che ci danno, eccome ste sporcaccione!!!

Jinzo said...

Malefico giuspositivsta, io avrò la tua testa.... ;-)

Natura è cultura? Kelseniano?
Suvvia Jim, la natura è una cosa, la cultura è un'altra.
Il problema dei clerico è che travisano la natura riempendola di significati trascendenti. In poche parole il diritto naturale dell'uomo è fornito da chi è esterno alla natura umana e cioè da Dio.

Non so se hai seguito tutta la formulazione della teoria e la disputa teorica tra oggettivisti, paleolibertari e libertari giuspositivisti.

http://www.italianlibertarians.splinder.com/post/10019996
http://www.italianlibertarians.splinder.com/post/9994795
http://www.italianlibertarians.splinder.com/post/10071281

JimMomo said...

Jinzo, come al solito non hai capito una "h".

Certo che sono due cose diverse. Lo sono se per natura s'intende ciò che esiste in natura. Ma l'uso che fanno i Pera e i Galli della Loggia del termine natura in realtà è culturale. Tutto qui.

saluti

AnelliDiFumo said...

Ciò che esiste in natura, al di fuori della creazione umana, è naturale. Il resto è un prodotto artificale dell'uomo. Può essere positivo o negativo, ma sempre innaturale rimane.

Per cui, per fare un esempio, la celebrazione di un matrimonio è un prodotto culturale, che non a caso muta da regione a regione del mondo. Il coito e perfino la convivenza di essere di sesso opposto o dello stesso sesso è invece fatto presente in natura, non solo nell'animale uomo.

Per concludere: l'omosessualità è presente in natura in 400 specie diverse, dunque è naturale. "Otto e mezzo" è un prodotto culturale e innaturale, se poi la discussione la fanno tre destri come Ferrara, Pera e Della Loggia, è anche inutile.

Christina Crawford said...

Forse,non farebbe male ,a quanti sono intervenuti a margine di questo post,leggere "Amori senza scandalo" di Paolo Rigliano.
Giusto un consiglio di lettura.
Nulla di più.

AnelliDiFumo said...

Ehm, anche "Angeli da un'ala soltanto", se vogliamo andare coi consigli di lettura. :-)

Astrolabio said...

non mi dilungo sulla diatriba cultura/natura, perchè francamente non credo siano cose utili per legiferare (sto mentendo in realtà, la politica è un'istituzione culturale però è per semplificare).

voglio solo far puntualizzare un certo tuo bias "culturale" in base al quale dici cose come "il velo dovrebbe essere permesso, però viene imposto, quindi va vietato." "l'incesto va permesso, però siccome quasi sempre è una sopraffazione, allora va vietato."
"la poligamia va permessa, però siccome i musulmani sono inferiori, a no, scusa, volevo dire, però siccome la poligamia è quasi sempre imposta (ma de che?) allora va vietata."

con questo ragionamento si può vietare tutto, la legge prevede tutta una fitta serie di reati di tipo sessuale, a volte anche ridicoli. per cui le sopraffazioni sono già tutelate dalla legge, e fino a prova contraria vale la presunzione di innocenza.