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Monday, February 26, 2007

Atto ostile

La decisione di incriminare per il rapimento di Abu Omar agenti della Cia e altri funzionari americani è «un atto ostile contro gli Stati Uniti». Lo afferma il Wall Street Journal: «L'Italia e gli Stati Uniti sono alleati nella Nato, ma un'alleanza del genere è senza significato se gli "alleati" prendono l'abitudine di indagare l'uno sull'altro per aver cooperato contro una minaccia comune. La sceneggiata politica dell'Italia sta mettendo in pericolo la Nato, così come le vite di milioni di persone su entrambe le sponde dell'Atlantico».

E' impensabile ritenere che gli agenti della Cia abbiano agito a Milano senza «l'esplicita conoscenza e partecipazione da parte dei servizi di sicurezza italiani». Per questo, averli incriminati è da considerare «un atto ostile contro gli Stati Uniti», perché le pratiche legali internazionali normalmente offrono immunità per questo tipo di attività sul suolo straniero.
«Se gli agenti della Cia hanno fatto qualcosa di sbagliato tocca alle autorità americane deciderlo. Spataro, un procuratore indipendente, può incriminare tutti gli italiani che vuole. L'aver deciso di perseguire personale del governo degli Stati Uniti, tuttavia, fa di lui un mascalzone».
La procura di Milano, inoltre, ha messo in pericolo la vita degli agenti diffondendo le loro identità. Il Governo Prodi avrebbe dovuto respingere in modo netto le richieste di estradizione. Se riceverà il voto di fiducia, «avrà una seconda possibilità di far fronte finalmente ai propri obblighi nei confronti dell'alleanza con gli Usa e di rigettare l'estradizione».

1 comment:

adriano said...

Eh cazzo, finalmente qualcuno che ha avuto il coraggio di fare un 'atto ostile' contro questi barbari immondi!!
Vediamo quanto ci vorrà per fare l'atto ostile per antonomasia, trasformare il film in uscita George W Bush Death of a President da fiction a realtà.