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Wednesday, February 28, 2007

Rompere con la sinistra «reazionaria»

Finché è Punzi su L'Opinione (2005) a sostenere che il «socialismo è morto»; o su LibMagazine, a sottolineare che, se in nessun paese europeo la sinistra moderna e democratica governa insieme a quella neocomunista, ci sarà pure un motivo... e che, se davvero aspiriamo a riformare la sinistra in senso liberale, dobbiamo capire che il tentativo di portare la sinistra antagonista nell'esperienza di governo è un'anomalia solo italiana e che la resa dei conti con i neocomunisti non va rinviata ma provocata, e passa per il fallimento dell'"utopia prodiana".

Non da oggi, ma anche oggi alla luce della crisi del Governo Prodi, lo sostiene Anthony Giddens: «La sinistra radicale non solo è una variante più avventurosa di riformismo: essa ha altresì una visione completamente diversa del mondo, una che potremmo a ragion veduta definire reazionaria. Gli odierni radicali di sinistra sono conservatori sotto mentite spoglie».

Che conclude: «... i progressisti in Italia devono continuare a perseguire un raggruppamento politico efficiente e integrato. Meglio ancora, un unico Partito Democratico, in grado di arrivare al potere e restarvi, senza più dover dipendere - ammesso che ciò sia possibile - da coalizioni fragili ed effimere, delle quali fanno parte gruppi politici la cui visione appartiene a un mondo ormai scomparso. Questo è un obiettivo da perseguire con rigenerato vigore e rinnovato impegno, qualsiasi cosa accada a breve termine».

2 comments:

Anonymous said...

rompere con la sinistra...reazionaria?

ed ai comunisti sotto mentite spoglie chi glielo dice???

se avessero voluto...avrebbero potuto seppellirli - definitivamente - sotto i calcinacci del noto muro che non c'è più...

pia illusione...chi nasce tondo, non può morire quadrato.

piuttosto...sarebbe meglio "rompere" la sinistra reazionaria!!!

gli ultimi fasciocomunisti...

reperti.


ciao.


io ero tzunami...

Davide said...

E' vero e condivido ciò che dici.
Solo che nel resto d'Europa, la sinistra moderna, liberale e riformista, governa o col partito popolare o coi cristiano-democratici o con tutti e due.
E in Italia, abbiamo l'UDC, Mastella, teodem della Margherita, partiti molto più conservatori dei corrispettivi europei.
Un governo fatto con questi signori, sarebbe identico a quello fatto con i comunisti: significherebbe governare alleati a partiti illiberali e antidemocratici.
I comunisti difendono lo Stato e le corporazioni, i cattolici la Chiesa e il suo potere.
Non c'è differenza.
Si dovrebbe governare, con un'alleanza ampia, di liberali e laici veri, cosa purtroppo (oggi) impossibile in Italia.