Pagine

Tuesday, February 13, 2007

Ségolène Royal: qualcosa "de sinistra" pare l'abbia detta

Ségolène Royal ha presentato il suo "Patto presidenziale" per la Francia. Durante la presentazione pubblica qualcosa "de sinistra" pare averla detta, se solo Libération ha commentato con entusiasmo i suoi cento punti. Oggi Fiorella Kostoris commenta le proposte della candidata socialista e ne esce rafforzato il suo profilo di personalità «di apparato», proveniente dalla "gloriosa" tradizione della burocrazia statale francese.

La Kostoris definisce quello della Royal un «gauchismo populista ed eclettico», anche se la candidata sembra aver fatto di tutto per inseguire l'elettorato centrista. Non ha mai pronunciato la parola "socialista", mai "chers camarades" (cari compagni) sostituito da un "cari amici", poche le citazioni di personalità storiche della sinistra, parole d'ordine di richiamo per l'elettorato moderato: ordine, famiglia, educazione, nazione. Insomma, ha cercato di adeguarsi al profilo ormai richiesto a un presidente della Repubblica francese: che sappia essere "al di sopra dei partiti".

«Molte delle sue promesse sono criticabili e quasi tutte sono irrealizzabili», scrive però la Kostoris: aumento del 20% del salario minimo, fissato per legge a 1.500 euro; confermate le 35 ore; aumento delle pensioni; sussidio di disoccupazione al 90% del salario per un anno (l'«amaca», non il «trampolino»!); abolizione del Cne, il "Contratto di nuova occupazione" per la flessibilità del lavoro; cure mediche gratuite per tutti fino a 16 anni; pillole contraccettive disponibili a costo zero per le donne fino a 25 anni; alloggi assicurati ai non abbienti con interventi di edilizia popolare e requisizioni di case vuote da almeno due anni.

«Eclettica» perché femminista e ambientalista, ma anche colbertista - favorevole a fissare per legge alcune tariffe bancarie nonché alla nazionalizzazione di Edf-Gaz de France - e giacobina quanto basta, con le proposte di requisire le case sfitte e far controllare i deputati da «giurie popolari».

Tanto vasto il programma, tutto sullo stato sociale, che ci si è cominciati a chiedere: ma dove prende tutti i soldi necessari? I conti li hanno fatti gli strateghi elettorali di Sarkozy (decine di miliardi di euro) e il candidato centrista Bayrou: tra gli «80 e i 110 miliardi di euro».

Se a tutto ciò aggiungiamo che in un solo campo il presidente della Repubblica francese ha un potere incontrastato, la politica estera, non c'è da rimanere tranquilli. Non solo perché è il terreno su cui la Ségolène ha disseminato più gaffes (ricordiamo solo i flirt con Hezbollah e Cina), ma anche per la sua affermazione di «amicizia senza subordinazione» nei confronti degli Stati Uniti, che è fin troppo generica, quindi sospetta, e perché a sentire il suo auspicio per una Unione europea «non legata solo al dogma della concorrenza», quando l'«economia sociale di mercato» [sic!!] è già al centro della bozza del Trattato costituzionale, c'è da mettersi le mani nei capelli.

3 comments:

Lamiadestra said...

Se a questo si aggiunge una affermazione di qualche tempo fa, nella quale auspicava che la BCE fosse soggetta a controllo politico, dovrebbe essere evidente che la signora Royal è un pericolo non solo per la Francia, ma anche per l'Europa e quindi per noi: tanto per dirne una, la maggiore inflazione che si otterrebbe con una BCE politicizzata, per contrastare/chiudere gli inevitabili deficit di bilancio che la politica della Royal causerebbe, a cui si accompagnerebbero più alti tassi, sarebbe un disastro per tutti e in particolare per noi.

Per questo sono da sempre convinto che, tra le tante cose buone fatte dal passato governo, e che il tempo (galantuomo come sempre) sta via via mostrando, la più terribile e sbagliata è l'ammorbidimento del patto di stabilità di Schengen: non è giusto che tutti i Paesi debbano sopportare, attraverso il canale della valuta comune, le folli politiche di un altro governo.
E speriamo che i francesi facciano perdere la Royal.

remember said...

Cmq, pare che pure in Francia ci siano personalità di sinistra che sono state assalite dalla realtà come i neocon americani....
meglio così.

io sto con loro.

Il baco said...

Che disastro la Royal! E dire che persino nei radicali c'è chi la prende da esempio.