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Tuesday, February 20, 2007

Quel velo di paura che ci impedisce di vedere i fatti

Splendida riflessione di Luca Ricolfi sulla umana (e diabolica) «necessità assoluta di erigere una barriera verso i fatti, verso la verità, verso la conoscenza diretta dell'altro, sia esso una persona, un movimento, una comunità, o semplicemente una proposta politica. Se mi informo, se ascolto, se dialogo, se guardo con i miei occhi, allora metto a repentaglio le mie credenze, le mie convinzioni, i miei ideali... Vogliamo salvare tutto dei nostri miti, per riuscirci ci sentiamo costretti a nascondere i fatti, infine da questo disprezzo della verità facciamo scaturire le più orrende tragedie. Che alimentano altri miti, altri demoni, altre tragedie. È possibile uscirne?»

6 comments:

adriano said...

Certo che è possibile uscirne, se non ascolti più le versioni ufficiali dei fatti (delle menzogne) create ad arte per soggiogare le povere menti umane, se inizi a dubitare del fatto che tu abbia la verità assoluta che ti viene giornalmente recapitata tramite i mass media servi del Potere, se apri gli occhi, mettiamo per caso, sulla quantità di disinformazione che mettono in circolo ogni secondo la Casa Bianca e suoi servetti sciocchi planetari... se fai tutto questo e inizia a svuotarti il cervelletto delle tue convinzioni, forse, è possibile riuscire a discernere qualcosina di 'vero', sempre considerando però che il vero in sé, e per fortuna, non esiste.

remember said...

...e quindi caro Adriano mi permetto di non credere a ciò che dici e di dissentire.

Perchè il tuo ragionamento non farebbe una piega se non presupponesse il postulato ideologico, cioè dato per scontato a noi povere menti umane, che il Potere, ovviamente maligno, sono la Casa Bianca ed i suoi servetti.
E Israele non ce lo metti?

Che mi proponi come alternativa? Cuba? Chavez? Lula? Segolene? Hillary? La rivoluzione iraniana? quella cinese? Ho Chi Min?

Come vedi ho preso un ampio ventaglio di mitologie a la page di diverso orientamento e spessore storico... tutta roba che i media servi del Potere ci propinano continuamente come gli ultimi difensori del bene e dei deboli e diseredati del globo terracqueo...

Vedi, per non essere davvero ideologico e perciò laico io mi rifarei di più al Socrate del "so di non sapere".

Ciao

adriano said...

Fai bene a sapere di non sapere, peccato che tu, come le tante cheerleader qui sopra, eseguite sempre la stessa coreografia piena di variopinti ponpon che cantano le osanna ai bravi salvatori del mondo mascellati.

Ma siete in mala fede (altrimenti sareste cretini, e non mi va di pensarlo) e quindi vi aggiustate il tiro come vi pare. Se volete continuare a sculettare per Bush fatelo pure. Ma non cercate di far credere agli altri che siete davvero convinti di quello che propagandate; anche voi volete conquistare il mondo a suon di bombe, e diritto, di storia scritta unilateralmente, e qualche spruzzata di uranio (bianco o impoverito). Siete complici. Vigliacchi e complici. Perché non fate come il principe William, invece di stare qui sopra a menare il can per l'aia: andate in Iraq, fate gli eroi. Difendetela come piace al valente Ferrara la vostra libertà virile. Altrimenti mettetevi un turacciolo in bocca. Siete d'annata scaduta, non sentite che puzza.

p.s. Spero che in Iraq al pricipe William gli facciano provare l'ebbrezza di ritrovarsi con uno Ziggurat in quel posto... quei rettiliani anglosassoni ancora credono che le bestie mediorientali vadano civilizzate, viva la resistenza irachena

Anonymous said...

agli ottimi ragionamenti dell'autore, ahimé si deve obiettare che gli stessi...sono un poco la (ri)scoperta dell'acqua calda...non me ne voglia il sig. ricolfi...le sue riflessioni sono valide e ben poste, anche la destinataria di esse è ben individuata e semmai...facilmente individuabile ovvero, la sinistra ( comunista, ex, post, neo, vetero, rifondata, maistatatale...e chi più ne ha più ne metta ) italiana.

talché è un fatto inoppugnabile che la predetta "sinistra", ha praticamente egemonizzato la storiografia contemporanea, divulgando - dei fatti storici, anche i più piccoli ed insignificanti - solo la versione che più le ha giovato, giova oggi e vieppiù gioverà domani.

e questo, indipendentemente dalla verità.

però ripeto...è una cosa trita e ritrita...ho già citato in un altro 3d, la sintesi di questo dejavù...che risiede nelle parole di giancarlo pajetta...quando affermò << fra la verità e la rivoluzione scelgo la rivoluzione >>.

più chiaro di così...


ciao.


io ero tzunami...

remember said...

Adriano non ho abbastanza colla per riattaccarmi le braccia e abbastanza recipienti per contenere tutto il latte che sgorga copioso dalle mie ginocchia.

E cmq, a parte l'insulto continuo, i tuoi argomenti dove sono?

remember said...

Ho letto adesso Ricolfi... e non mi convince del tutto. Anzi.

Nel nostro Paese ci sono sì divisioni anche molto accentuate, spesso ideologizzate più che ideologiche. Ma è pur vero che, come in ogni altra democrazia occidentale, si continua a vincere puntando al centro dell'opinione politica pubblica. Sono gli elettori swinging del ceto medio quelli che hanno fatto vincere e perdere Berlusconi e viceversa con Prodi.

Le parti estreme della società sono probabilmente ideologiche ed irragionevoli, ma cìè assai più buon senso tra la nostra gente di quel che si creda.
Quanti sono gli idealisti che diventano terroristi? Pochissime decine di individui rincoglioniti e fragili, del tutto incapaci di accettare i limiti propri e disposti perciò a bersi le visioni del mondo pret-a-porter, gli scatoloni "tutto compres" che sono le ideologie di tutti i tipi, politiche e religiose, oggetti appaganti e rassicuranti che danno tutte le domande e tutte le risposte.

Ma la gran parte degli Italiani sono tutt'altro che ideologizzati, anzi, sono disillusi profondamente, spesso fino al qualunquismo, e continuano a tirare la carretta di questo Paese nonostante la pochezza della classe dirigente corporativa, familistica e logora. Semmai sono incazzati e frustrati.

Insomma, non solo non è più tempo di eroi e men che meno di terroristi, ma è tempo di continuare a votare, se possibile, i meno peggio...
E, in fondo, moltissimi Italiani, pur tra mille e mille difficoltà, oramai si muovono più o meno consapevolmente come il buono il brutto ed il cattivo del film di S.Leone.