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Thursday, February 08, 2007

Dalla politica del "bye-bye Condy", al bye-bye di Condi a Massimo

Condoleezza RiceUna lettera nella speranza di cogliere il duplice risultato di inorgoglire gli anti-americani della coalizione, aiutando così la ricomposizione della maggioranza sulla missione in Afghanistan, e di chiudere il caso contando su un'analoga volontà a Washington. Gli è andata male a D'Alema. D'altra parte, dal testo trapelava la sua solita arroganza e la Casa Bianca ha replicato in un batter d'occhio, ribadendo che l'iniziativa dell'ambasciatore Spogli è «in linea con quanto già affermato sulla questione sia dal presidente George W. Bush, sia dal segretario di Stato Condoleezza Rice anche recentemente a Bruxelles nell'incontro ministeriale sull'Afghanistan, sia con quanto affermato dal ministro della difesa Robert Gates».

Come dire: il governo italiano deve sapere che ha di fronte l'intera amministrazione. E' "ingerenza"? No, rispondono dalla Casa Bianca e, in ogni caso, vogliono ribadire una posizione sull'Afghanistan già espressa in sede Nato: e «continueremo a farlo», avvertono.

Ormai è muro contro muro, con gli americani irritati anche perché il Governo italiano continua a dire in pubblico e in privato cose diverse e non comprendono i bizantinismi della politica italiana. Per Stefano Folli, il «malessere non trova le sue cause nelle scelte concrete operate dal governo Prodi, tutte nel complesso attente alla continuità dei nostri impegni internazionali. Quanto nel senso di antiamericanismo ideologico che si respira a ogni pie' sospinto in alcuni settori del centrosinistra».

Fosse solo questo... L'impressione invece è che gli americani guardino molto più ai fatti e il problema, forse, sono proprio quelle «scelte concrete». Molinari descrive bene infatti le scelte militari di fronte alle quali i governi dei paesi Nato si trovano in Afghanistan. Ebbene, molti di essi (Germania, Francia, Italia e Spagna, guarda un po'...) fanno i furbi: si fanno mettere in ufficio, o di guardia, in posti sicuri, rifiutandosi di fare il lavoro sporco, mentre a combattere i miliziani di Al Qaeda ci vanno i militari di Usa, Gran Bretagna, Canada, Olanda, Australia e Romania. Uno stato di cose che non può durare a lungo, soprattutto quando i giochi, in primavera, si faranno duri, con l'offensiva prevista contro i Talebani che in alcune zone ancora spadroneggiano indebolendo l'autorità del Governo Karzai.

Di fronte alla lettera dei sei ambasciatori c'erano due modi per reagire. Il Governo avrebbe potuto associarsi ai ragionevoli argomenti esposti nella lettera e farsene forte, di fronte all'opinione pubblica, per isolare la sinistra comunista. La scelta adottata, invece, conferma che nella politica estera italiana il problema non sta nei Diliberto o nei Bertinotti, che, si direbbe, fanno il loro mestiere di anti-americani, ma in D'Alema e Prodi, che vorrebbero esserlo e intimimante lo sono, ma non possono permetterselo: viene fuori una politica ambigua, fatta di rispetto degli impegni presi ma storcendo la bocca, e nella sostanza di un'«equivicinanza» che spesso sfiora il neutralismo.

11 comments:

Anonymous said...

La speranza è che in primavera si perda questa offensiva. E si torni a casa cornuti e mazziati. Grazie a Dio abbiamo quasi perso in Iraq. E' necessario perdere anche in Afghanistan. Non c'è altra possibilità per far capire al mondo intero che quest'amministrazione non solo ha i giorni contati ma va buttata fuori dalla scena a calci in culo.

Adriano

Anonymous said...

Caro Jim ti sfugge che quello che ci viene chiesto non è di ritirarsi da Isaf ma di partecipare, nei fatti, a Enduring Freedoom. Questa non è una cosa che si può pretendere, come con l'arrogante (quella sì) lettera dei sei.
Ma vedo che non ti sei ancora svegliato dal sogno neocone.

JimMomo said...

Caro anonimo, firmati e poi ne riparliamo...

Anonymous said...

Che bello, Federico a me non risponde mai!!!!!

Adriano

Alexis said...

Se la verità è questa perchè non affermi la necessità per il tuo partito di andarsene da un governo del genere...

JimMomo said...

Però ti leggo, Adriano, e mi fa piacere che intervieni anche se non fai che scrivere minchiate :-))

Non ti rispondo perché sappiamo entrambi come la pensiamo (ne abbiamo parlato tante volte, ricordi?!), quindi sarebbe un po' sterile mettersi a battibeccare qui. Su altre cose, invece, siamo pienamente d'accordo, e lo sai.

Però sono contento che sei sempre vigile e cerchi di portarmi sulla "buona" strada.

ciao

P.S. ma quando passi?

Anonymous said...

<< siamo molto critici >>.

firmato: massimo d'alema, nei confronti dell'embargo usa su cuba.

<< gli americani sono criminali come al zarkawi perché usano il fosforo bianco >>.

firmato: massimo d'alema.

<< è interesse del paese che il risultato elettorale non metta berlusconi nelle condizioni di essere il leader dell’opposizione >>.

firmato: massimo d'alema.


quale stupore, dunque? questa è la cultura giuridico-politica ( e umana ) che accompagna la formazione "professionale" di massimo d'alema, sia in campo nazionale che internazionale.

e non ci dimentichiamo che baffino nostro - sicuramente sincero quando si esprime così - deve fare i conti non solo con la sua stronza e malcelata anima antiamerikana...ma pure con tutte le altre stronze anime dei suoi..."alleati"...che a 'sto giro non sono certo gli usa ma...la variopinta sinistra movimentista, radicale ed estremista...quella che lancia maledizioni infinite ogni volta che vede la bandiera a stelle e strisce.

praticamente, un piccolo chavez...


ciao.

io ero tzunami...

Alexis said...

A parte che D'Alema non crede in nulla e quindi tutto ciò che dice e fa dipende dalla conveniennza del momento...

gabbianourlante said...

ma lui vorrebbe essere chavez! oh se vorrebbe esserlo.... ma non può perchè sa che è una stron... ma lo vorrebbe... povero diavolo, che pena mi fa!

Anonymous said...

Far passare il D'alema che butta le bombe sul kosovo fuori da una decisione ONU per Chavez, il D'alema che non tocca in 5 anni un capello di mediaset, il D'Alema che privatizza la Telecom, rende onore all'onestà intellettuale di chi lo scrive! Fanculo a D'Alema e Berlusconi.

remember said...

Ma da un governicchio sorretto di nuovo dai cattocomunisti che cosa ci si poteva aspettare in politica estera come, del resto, in ogni loro altra iniziativa?

E Pannella avoja se ce lo sapeva!

D'altronde coltiva l'orticello suo pe' pote' magna' ancora puro lui come tutti quell'altri... nun è vero?