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Wednesday, February 07, 2007

I poco furbetti di Torre Argentina

Pannella continua a vedere da parte del Corriere della Sera la pretesa «di gestire l'iniziativa politica radicale, in modo sleale e spudorato». Dei termini di questa "ingerenza" avevamo già parlato, quindi non ci torniamo.

Vi sarebbe nei «volenterosi» - scrivono Rita Bernardini, lo stesso Pannella, Cappato, D'Elia, Maria Antonietta Coscioni, Donatella Poretti, ed Elisabetta Zamparutti - un «pregiudizio antiradicale», perché «in nessun caso e in nessuna sede, nessuno di voi menzionava l'esplicito sostegno che veniva dalla galassia radicale e dai suoi esponenti». Ma come, Capezzone, socio al 25% dell'iniziativa, non è forse un «radicale»? Non è sufficiente la sua presenza come menzione dell'«esplicito sostegno dalla galassia radicale e dai suoi esponenti»?

Pare di no, visto che Pannella tiene a precisare: «Noi non abbiamo mai delegato burocraticamente a una persona la rappresentanza di tutti noi. Spero che questo faccia riflettere tutti quanti noi, anche Daniele». Da qui il contestato articolo del Corriere.
«L'esplicito sostegno dalla galassia radicale e dai suoi esponenti» sembra valere solo se giunge da Pannella, Bernardini, Cappato, D'Elia e gli altri, ma non da Capezzone.

Gli ultimi arrivati tra i «volenterosi» hanno forse diritto a una menzione speciale, a uno squillo di tromba?

L'"organigramma" dei «volenterosi» è chiaro, compare sul loro sito: ci sono i quattro "soci" (Capezzone, Messa, Nicola Rossi e Tabacci) e i primi firmatari del manifesto. Poi, la lista delle adesioni successive. Per preservare la natura bipartisan del progetto occorre che non venga enfatizzata la presenza di esponenti di rilievo tutti appartenenti a uno stesso partito.

E, poi, diciamola tutta: tra i primi firmatari, che hanno il privilegio di una menzione speciale, compaiono quei politici e quegli economisti (da Giavazzi a Polito, da Ichino a Debenedetti, così come gli altri), che hanno scelto di fare di una politica riformatrice e liberalizzatrice in economia la loro priorità del momento e di adottare una linea di sfida aperta, serrata ma "in positivo", nei confronti del Governo Prodi.

E' innegabile che quelle portate avanti dai «volenterosi» sono da sempre le idee, le proposte, le riforme «dei radicali», e che continuano ad esserlo, ma è altrettanto innegabile che a) dal Congresso di Padova in poi altre siano state le priorità di Pannella e degli altri dirigenti, b) ad oggi l'atteggiamento nei confronti del Governo Prodi non sia da «spina nel fianco» ma da «ultimi giapponesi», c) sono giunti alla sera in cui è stata resa nota la loro adesione, domenica 28 gennaio (cioè alla vigilia dell'incontro di Milano), dopo mesi di sospetti e malcelata ostilità nei confronti del progetto dei «volenterosi».

"A che gioco stiamo giocando?", verrebbe quindi da chiedersi.

Roberto Cicciomessere, per esempio, ex parlamentare radicale, pur non comparendo in alcuna lista, a Milano ha svolto un intervento centrale sul tema "meno pensioni, più welfare".

C'è la massima apertura ai contributi di tutti, ma per evitare che qualcuno possa essere indotto a sospettare che la tardiva adesione «dalla galassia radicale e dai suoi esponenti», e la lettera (aperta) di domenica scorsa, non siano che parte di una manovra diversiva e strumentale, occorrerebbe magari che il sostegno ai «volenterosi» da «esplicito» si facesse anche concreto e meno litigioso.

2 comments:

salvio said...

Ottimo intervento completamente condivisibile. Ne approfitto per segnalare questo evento milanese che vede relatori Capezzone, Ichino, Cicciomessere e altri alla "Casa della Cultura" organizzato dalla Associazione Radicale Enzo Tortora di Milano, di cui io sono un membro di segreteria.

http://www.radicalimilano.it/public/iniziative/visua.asp?dati=ok&id=417

Ciao Jim e grazie

remember said...

Jim, come al solito, sei troppo buono...