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Friday, September 30, 2005

Laico e credente connotati della stessa realtà antropologica

Scriveva qualche giorno fa Gian Enrico Rusconi su La Stampa che l'equivoco sta nella «distinzione tra cattolici e laici che viene fatta coincidere senz'altro con la distinzione tra credenti e non credenti... Come se una vita vissuta in prima persona da milioni di uomini e donne, con fede semplice e sincera, nelle difficoltà quotidiane, nelle imprevedibilità, nelle emozioni e nelle contraddizioni della vita non contassero nulla. Non maturassero convincimenti per sé e per gli altri, degni di attenzione. Convincimenti differenti da quelli espressi dalle Eminenze».

E' in effetti sempre più antropologicamente vero, nel vissuto quotidiano di milioni di persone, che, come ha intuito Pannella, laico e credente sono sinonimi tra loro, che credenti laici e laici non credenti si contrappongono a credenti clericali e atei devoti.
«L'antropologia contemporanea mostra che religiosità e laicità sono due connotati della stessa realtà antropologica, culturale, politica nel mondo che si confronta con un'altra, quella della (a volte) generosa, ma tragica illusione dell'autorità come valore principale e del potere assoluto in nome dell'etica dello Stato di tutti contro la coscienza di ciascuno. E non c'è religiosità laddove la coscienza di ciascuno non si affermi come sovrana da rispettare, perché è l'unico luogo nel quale si può interrogare il mistero e dargli dei nomi onorando quel che ci trascende, perché ogni volta che la coscienza individuale si confronta con l'assoluto nel quale è immersa è la religiosità che prende corpo e si fa storia, non quando si delegano le rivelazioni alle vestali».
Ai laici come tali, credenti e non - questo il secondo equivoco indicato da Rusconi - «non viene riconosciuta alcuna competenza etica autonoma. Rimangono degli eterni minori. Sempre sull'orlo del precipizio dell'immoralità». E conclude:
«Non si tratta – ripeto – di assumere atteggiamenti anti-ecclesiali, ma di rivendicare energicamente l'autonomia dei laici, cattolici e non, nell'etica pubblica e nella politica. Per inciso, questo farebbe un gran bene anche alla Chiesa italiana».

1 comment:

Anonymous said...

JimMomo, io ritengo che l'unico vero problema per il mondo laico, sia il clero, indegna associazione a delinquere capace di approfittarsi per migliaia di anni della fede di persone oneste per promuovere i loro esclusivi interessi.
Senza di loro l' Italia sarebbe un posto migliore.