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Tuesday, October 18, 2011

Maroni equilibrato e concreto

«Uno specifico reato associativo per chi esercita violenza organizzata nelle manifestazioni pubbliche» e «l'obbligo per gli organizzatori di una manifestazione di prestare idonee garanzie patrimoniali» per rifondere eventuali danni. Sono due delle misure ipotizzate dal ministro dell'Interno Maroni riferendo oggi al Senato sugli scontri di sabato a Roma. Ad entrambe avevo fatto riferimento nel post di questa mattina. Un intervento fermo ma equilibrato: nessuna "legge Reale", come aveva proposto quel fascista di Di Pietro, dopo aver istigato la piazza, ma «norme specifiche».

Il ministro ha spiegato infatti come sia problematico dimostrare il «vincolo associativo», che pure di tutta evidenza esisteva in piazza sabato, data «la mancanza di un'organizzazione stabile e gerarchicamente strutturata» nel movimento anarco-insurrezionalista e lo «spontaneismo» di cui si alimenta, e come sia impossibile ad oggi, nonostante si sia in possesso di «tutte le informazioni necessarie», procedere a fermi e arresti preventivi. Credo che solo in caso di «finalità di eversione e terrorismo», che pure sarebbero ipotizzabili, si potrebbero effettuare fermi preventivi.

Quindi è davvero essenziale che l'associazione per delinquere si intenda costituita anche da due o più persone che commettano delitti durante manifestazioni pubbliche, come quelle politiche e sportive. Commettere atti di violenza in gruppi anche spontanei, che si formano e si coordinano sul momento, avvalendosi in modo pienamente consapevole della forza numerica e del grado di copertura che offre muoversi in gruppo, cioè la possibilità di restare nell'anonimato, e anzi spesso facendosi scudo di una folla di innocenti, non può equivalere a commettere gli stessi atti in solitudine, assumendosi un rischio molto maggiore di essere individuati e fermati. Si potrebbero introdurre, per esempio, un art. 416-quater («Si intendono associate ai sensi dell'art 416 due o più persone che commettono delitti durante manifestazioni politiche e sportive») e un art. 306-bis («Si intendono formare una banda armata e parteciparvi ai sensi dell'art 306 due o più persone che commettono delitti durante manifestazioni politiche e sportive avvalendosi di armi improprie e materiali esplodenti atti a cagionare danneggiamenti e lesioni gravi o la morte di una o più persone»).

Positive anche le altre misure cui ha accennato Maroni: prevedere aggravanti per i reati comuni commessi durante le manifestazioni; tutele giuridico-legali per le forze dell'ordine; l'estensione alle pubbliche manifestazioni dell'arresto in flagranza differita e del Daspo, o dell'Asbo inglese (introdotto da Tony Blair), che già esistono e funzionano bene contro la violenza negli stadi. E infine, sacrosanto anche prevedere l'obbligo di una fideiussione, o il versamento di una cauzione da parte degli organizzatori di una manifestazione, per ripagare gli eventuali danni. Una «garanzia» che naturalmente dovrebbe essere proporzionata al numero di partecipanti previsti e ai luoghi pubblici occupati.

4 comments:

GG said...

perdonami, ma l'Asbo di Balair è PROFONDAMENTE DIVERSO dall'abominio italiano. In inghilterra la restrizione del diritto di libera circolazione nel territorio (e di libero acquisto di biglietti da libere società PRIVATE) è comminata dalla MAGISTRATURA (su indicazione delle FdO). Il nostro Daspo invece è considerato un "provvedimento amministrativo" di fronte al quale basta l'indicazione dell'Esecutivo senza alcun confronto di fronte a un elemento terzo. Il che è gravissimo e controproducente, perchè mette in mano alle FdO uno strumento arbitrario, di fatto inappellabile in caso di errore di persona o di abuso d'ufficio. Ed il passaggio assurdo da "ultras VS ultras" a "tutti VS polizia" nasce proprio dal compattamento che può dare la vittimizzazione collettiva.

Marcantonio said...

É chiaro a chi osservi con attenzione le dinamiche delle attività di polizia e di quellla giudiziaria che: i) la magistratura boicotterebbe l'applicazione di una misura di controllo amministrativo dei violenti (e dispone di ampia discrezionalità per farlo); ii) il controllo giuridico esercitato dalla magistratura non si estende, per scelta della corporazione togata (in particolare delle procure) alle manifestazioni di violenza occorse in occasione di manifestazioni con carattere di protesta economica, politica e sociale. Le priorità implicite nel modo in cui viene, da molti anni, esercitata l'azione penale riguardano la corruzione, il malcostume politico, i reati violenti contro la persona e poco altro. La repressione dei comportamenti antisociali non è percepita come un tema importante e, dato che l'azione penale non è - di fatto - obbligatoria, ma totalmente discrezionale, non si intende perseguirli, anche perché, in presenza di imputati con pochi o nessun precedente, la cultura buonista della pena comporterebbe la condanna a pene simboliche, senza reclusione effettiva (la quale avviene, per chi non lo sapesse, soltanto per condanne dai 6 anni in su ...).

Anonymous said...

curioso però che maroni proponga qualcosa per cui qualche anno fa sarebbe finito dritto in gattabuia.

ricordo ai più che maroni ha una condanna definitiva per oltraggio e resistenza a pubblico ufficiale e che ha scampato l'accusa di eversione per un paio di decreti ad hoc durante le legislature di centrodestra.

Cachorro Quente said...

Misurato e concreto forse, logico non mi pare.
Dal momento che ha detto (gisutamente; e tu manchi di riportarlo) che 3000 violenti hanno impedito a centinaia di migliaia di persone di manifestare pacificamente, ne consegue che i manifestanti erano parte lesa dei vandalismi quanto i proprietari delle macchine bruciate, perchè dovrebbero risarcire gli organizzatori della manifestazione?
L'obbligo di una fideiussione mi sembra tutt'altro che sacrosanto, anche perchè a quel punto solo i principali partiti nazionali avrebbero le risorse per organizzare grandi manifestazione.

Le pene più severe mi sembrano la solita soluzione all'italiana ("alziamo le pene per [categoria invisa di rei a scelta]!" e poi continuiamo a non implementarle), semmai mi pare problema più serio il fatto di non poter fermare preventivamente la gente che si avvia alla manifestazione bardata da torneo medievale.
Divento scettico però quando mi si fanno risalire tutti i problemi (ma guarda!) alle toghe rosse che difendono i giovani rivoluzionari in erba (parliamo in alcuni casi letteralmente delle stesse "toghe rosse" che rischiavano la vita negli anni '70 e '80 combattendo le BR, ma si fa fin troppo in fretta a dimenticarlo).