Da alcuni giorni in casa radicale si parla, soprattutto sul forum di Radicali.it, dei 6-7 consulenti radicali retribuiti dal Ministero per le Politiche europee, guidato da Emma Bonino. All'ultimo comitato di Radicali italiani in qualche intervento si è fatto cenno alla questione e sono stati chiesti chiarimenti.
Domenica sera, sull'argomento, introdotto da Massimo Bordin, ha detto la sua Marco Pannella.
«Vedo che ci sono dei compagni radicali - nei confronti dei quali a livello tecnico mi può nascere un sospetto di fiducia che non avevo [?!] - ... Be', se sanno chiedere molte precisazioni sul fatto che 3 o 4 compagni radicali risultino collaboratori, sotto una forma o un'altra, di un nostro ministro... Benissimo, mi auguro che questi nostri bravi amici - perché hanno soddisfazione, gli si risponde - sappiano avere queste attività anche nel mondo nel quale sono immersi e ci possano dimostrare che hanno fatto le stesse domande per i consigli comunali, provinciali e regionali degli altri partiti... Spero che questa attenzione alla cosa radicale li aiuti poi a essere radicali nella loro presenza civile di ogni giorno... Sono certo che queste persone avranno già fatto nel loro impegno politico quello che i radicali fanno sempre... Se per caso dovessi scoprire che invece stranamente questi interrogativi arrivano solo in questo momento...»
Mi pare che il succo del pensiero di Pannella sia il seguente: spero che i compagni che chiedono chiarimenti sui consulenti radicali che risultano nel libro paga del Ministero della Bonino pongano gli stessi interrogativi anche agli altri partiti.
Qualcuno di questi compagni potrebbe però rispondere come segue: degli altri partiti non abbiamo dubbi, purtroppo, di quale sia il malcostume, vorremmo sapere se anche sui radicali dovremmo smettere di avere dubbi.
Mi sarei aspettato da Pannella un vigoroso "Quei consulenti servono e fanno un ottimo e documentabile lavoro". Invece, mi sembra che la risposta fornita dal leader radicale a Bordin rischi di mettere de facto i radicali sullo stesso piano degli altri partiti. Ai "compagni radicali" che hanno sollevato certi interrogativi si chiede se li abbiano sollevati anche nei confronti degli altri partiti. Ma che risposta è? Probabilmente se non lo hanno fatto è perché degli altri partiti conoscono già il comportamento, mentre vorrebbero conoscere il comportamento dei loro "compagni" per la prima volta al governo, per i quali la battaglia contro i costi di "certa" politica è da sempre una bandiera, arricchita ultimamente dalla veemente denuncia del presunto assenteismo di Capezzone.