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Wednesday, March 05, 2003

L'asse franco-tedesco colpisce ancora
I tentativi di Francia e Germania di sostituire la loro politica estera al solo tentativo di giungere ad una politica estera comune dell'Ue continuano. Nella dichiarazione congiunta di oggi, assieme alla Russia, che si è ricompattata dopo le incertezze di qualche giorno fa, non solo si ribadisce una posizione sulla crisi semplicemente 'altra' da quella sottoscritta al vertice Ue, ma si avanzano proposte bi(-tri)laterali sul processo di pace in Medio Oriente. Il tentativo è quello di affiancare, sulla scena internazionale, una politica estera franco-tedesca a quella angloamericana, scavalcando, anzi abbandonando, la ricerca di una voce e di un'influenza dell'Europa tutta. In prospettiva, se l'Ue riuscirà mai a dotarsi degli strumenti per una politica estera comune, troverà già pronta e con il suo peso internazionale precostituito una linea franco-tedesca su cui appiattirsi. Si tratta di una corsa: acquisire un posto prima che si sia costretti a farlo nel consesso dell'Ue.
Non mi riferisco al merito della scelta di contrastare l'uso della forza contro l'Iraq, obiettivo che può essere di per sé condivisibile, ma ai motivi che sono alla base di quella scelta.

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