Sbaglia il governo a dare l'impressione di denunciare l'esistenza di un complotto internazionale contro l'Italia, e infatti nel comunicato uscito venerdì da Palazzo Chigi si parla al plurale di «strategie». Se non ci sono elementi tali da giustificare l'evocare di una cospirazione, è tuttavia comprensibile il senso di accerchiamento che si respira per l'azione convergente di attori, per lo più interni ma non solo, che ansiosi di abbattere Berlusconi inevitabilmente finiscono con il danneggiare l'immagine e non solo del nostro Paese.
L'azione della magistratura, le cui inchieste ad orologeria raramente, svolta la loro funzione mediatica, portano a delle condanne (ora l'attacco a Finmeccanica); l'azione di gruppi editoriali dediti alla mistificazione e al fango mediatico-giudiziario; trasmissioni tv faziose che procedono per allusioni e si avvalgono delle dichiarazioni di mafiosi inattendibili per screditare i partiti al governo. Né in tutto questo può sfuggire la linea del tg di Sky, sempre più antiberlusconiano e di proprietà di Murdoch. E certo non fa bene al Paese quando una legittima opposizione antepone la guerriglia parlamentare per fiaccare Berlusconi ai contenuti di una riforma ritenuta importante.
Non certo di un complotto contro l'Italia si tratta, ma di una straordinaria - nel senso di estremamente estesa - congiunzione di poteri e interessi il cui unico fine - l'abbattimento di Berlusconi - viene perseguito a qualsiasi costo ("tanto peggio tanto meglio"), che sia anche l'immagine, l'interesse o la stabilità finanziaria del nostro Paese. E quanto più sentono l'odore del sangue, tanto più si scatenano. Da ultimo Wikileaks, che si inserisce in un quadro più generale di delegittimazione - non saprei quanto premeditata o frutto di una malintesa idea della trasparenza e del diritto all'informazione - delle democrazie occidentali e tra esse della più compiuta e potente, gli Stati Uniti, ma questo merita un post a sé.
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Monday, November 29, 2010
Thursday, November 25, 2010
Murdoch e Caltagirone muovono i fili
«I due puntano a rastrellare le frequenze digitali non appena saranno messe all'asta». I due di cui parla Italia Oggi sono Rupert Murdoch e Francesco Gaetano Caltagirone (suocero di Casini). Se Berlusconi ha il conflitto di interessi che tutti conosciamo, i suoi nemici non sono da meno. Non solo Montezemolo, che si ritiene penalizzato con la sua Ntv (in realtà, come lui stesso ammette, siamo il primo Paese ad aprire ad un operatore privato nell'alta velocità), sono altri i giganti che vedono nell'attuale governo un intralcio per i loro grandi affari. Pronti a piombare nel ricco piatto delle frequenze digitali, Murdoch e Caltagirone già si sentono i nuovi padroni della tv.
Resta un piccolo ostacolo: Berlusconi. Per questo, osserva il quotidiano, «buttare giù il governo è il primo passo obbligato della strategia di attacco del duo Murdoch-Caltagirone». Ecco spiegato l'«insolito vigore» di SkyTg24, che quasi ogni giorno propone un sondaggio contro il governo e che strizza l'occhio a Fini.
Resta un piccolo ostacolo: Berlusconi. Per questo, osserva il quotidiano, «buttare giù il governo è il primo passo obbligato della strategia di attacco del duo Murdoch-Caltagirone». Ecco spiegato l'«insolito vigore» di SkyTg24, che quasi ogni giorno propone un sondaggio contro il governo e che strizza l'occhio a Fini.
«Nella fase successiva, che Casini ha battezzato con fantasia in tutti i modi possibili (governo tecnico, di responsabilità nazionale, d'armistizio, e così via), grazie all'inevitabile clima di concitazione politica, la vendita delle frequenze digitali ad imprenditori ostili a Berlusconi sarebbe facilitata e consumata come un classico colpo di mano, come lo fu la concessione della licenza per la telefonia mobile a De Benedetti con il governo Ciampi nel 1993».Del progetto, scrive ancora Italia Oggi, «nel Palazzo romano si chiacchiera abbastanza apertamente». E aggiunge che «l'intera pagina di pubblicità sul Corriere della Sera che oggi Sky dedica a un evento che vede Montezemolo come protagonista è la migliore risposta a chi si interroga sui possibili alleati del duo Murdoch-Caltagirone. La battaglia è appena iniziata, e si annuncia durissima, senza esclusione di colpi».
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