Wednesday, December 05, 2012

Verso la Terza Stampella?


C'è un'ala liberale e riformatrice, in ItaliaFutura, che ieri è andata in «subbuglio», come scrive Arnese su Formiche.net, quando ha letto su Repubblica un autorevole firmatario del manifesto Verso la Terza Repubblica, il presidente delle Acli Andrea Olivero, prospettare «un'alleanza strategica» con Bersani e Casini, sottolineare la necessità di «unire il centro alla sinistra», di «mettere insieme le forze tradizionali del centrosinistra e quelle liberali del cattolicesimo sociale [almeno la distinzione tra cattolicesimo liberale e cattolicesimo sociale la vogliamo conservare?] e del mondo dell'impresa». Con Monti a Palazzo Chigi, ovviamente.

Sempre su Formiche.net, un firmatario dello stesso manifesto, Paolo Mazzanti, esprimeva un'idea molto diversa sull'impegno di Monti, diciamo alternativa a Bersani-Vendola: «Uno schieramento che s'ispira all'agenda Monti non potrà che essere alternativo al centrosinistra a trazione bersanian-vendoliana». E ancora: «Se Monti s'impegnerà direttamente, sarà probabilmente possibile riunire tutte le forze di centro e parte delle forze di centrodestra che s'ispirano alla sua azione in un'unica coalizione. Se invece Monti deciderà di restare super partes, ognuno andrà probabilmente per conto suo. E le probabilità di vittoria dell'asse Bersani-Vendola aumenteranno».

In serata arrivava la nota di ItaliaFutura: tante belle parole, liberali e riformatrici, per ribadire equidistanza tra l'«Unione 2.0» e la «Forza Italia 2.0». Peccato che l'alleanza - appena siglata! - di Montezemolo con Acli, Sant'Egidio e Bonanni (Cisl), da cui è scaturito il manifesto V3Rep dica tutt'altro: Olivero (le Acli, non una minuzia) vuole allearsi con l'Unione 2.0. Come la mettiamo?

Con un «Grazie, è stato un piacere, ma non ci siamo ben capiti», mi risponde su twitter Romano Perissinotto, fondatore del Comitato Italia Futura Lombardia. Che ne è, dunque, di V3Rep e dell'alleanza con Acli, Sant'Egidio e Bonanni? «E' una grande realtà che può fare a meno delle dichiarazioni di Olivero». Sarà anche una grande realtà, quella in cui possono convivere chi si sente alternativo e chi complementare a Bersani-Vendola, ma a me pare un gran casino. Montezemolo ha stretto alleanza con le Acli poche settimane fa, oggi Olivero dichiara che si vuole alleare con Bersani. Diciamo che la nota della serata di ieri, che ripropone il minestrone "popolare, liberale e riformista" (mancano solo fascisti e comunisti), e l'intervista di Andrea Romano oggi, non sono sufficienti a sgombrare il dubbio che una lista Montezemolo-Riccardi possa prima o dopo il voto allearsi con il Pd bersaniano. Giannino su questo almeno aveva visto giusto, era assurdo che FiD seguisse i montezemoliani verso la Terza Stampella del Pd.

C'è poi Daniele Bellasio che si chiede come mai «il centro non sfonda», anzi è «in crisi» (crisi che va ben oltre l'ambiguità di Monti), in un contesto apparentemente così favorevole (Pd che si sposta a sinistra e centrodestra praticamente inesistente). Sarà che nonostante il disgusto gli italiani restino affezionati al bipolarismo e respingano i tatticismi centristi? Certo, potrebbero essere Montezemolo e Casini «l'altro polo», se non stessero ancora lì sul punto di fare la stampella alla sinistra-sinistra di Bersani-Vendola. La realtà è che sembrano mancare convinzioni sufficientemente forti per sentirsi, e quindi essere percepiti dall'elettorato, come alternativi alla sinistra. C'è sempre il sospetto, più che fondato, che l'intenzione sia quella di allearsi con il centrosinistra e dichiarazioni come quelle di Olivero ne sono la conferma.

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