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Friday, January 20, 2006

Non firma né grazie né riforme. Ciampi ha le mani legate

Esercitato un potere di veto. Incredibile prevaricazione sul Parlamento

Il presidente Ciampi ha rinviato alle Camere la legge Pecorella sulla inappellabilità delle sentenze di assoluzione, sulla quale mi ero espresso in questo articolo per Notizie Radicali. L'attuale Parlamento, prossimo alla chiusura della legislatura, non potrà riapprovare la legge e questo getta inevitabilmente una luce sinistra sui reali motivi che hanno portato a questa decisione. In questo caso il presidente, apparentemente sempre così cauto e discreto, ha esercitato un vero e proprio potere di veto, assoluto, di cui forse non è costituzionalmente investito.

Tra tante leggi discutibili eppure firmate dal presidente, guarda caso l'unica importante riforma della giustizia di questi cinque anni viene rinviata alle Camere, ma in realtà probabilmente del tutto tolta di mezzo se l'Unione, come pare, è destinata a vincere le elezioni. Una manovra per colpire forse l'unica riforma liberale di questa maggioranza, impoverendo quindi l'operato del governo, prossimo a rendere conto davanti agli elettori. Ma soprattutto una manovra i cui mandanti vanno probabilmente ricercati nella magistratura. Tramite i suoi servi alla Presidenza della Repubblica, il partito dei giudici prevarica il Parlamento eletto dal popolo.

A questo punto, dopo l'esperienza fallimentare di un settennato in cui Ciampi, succube della sua Presidenza, si è fatto sfilare di mano il potere di grazia, ha abusato del potere di esternazione intervenendo spesso nel dibattito politico, e ha fatto un uso arbitrario, ma soprattutto non in piena autonomia, del potere di rinvio delle leggi, trasformandolo persino in un veto, occorre aprire un dibattito su una riforma costituzionale della presidenza della Repubblica. Penso ai temi dell'elezione diretta, o del potere di rinvio delle leggi, dei limiti di età, del ruolo degli uffici, un'alta burocrazia intoccabile ed eterodiretta da poteri esterni che tende a nuoversi come un soggetto d'indirizzo politico.

Il presidente del Consiglio, per difendere i poteri costituzionali del Parlamento e del Governo, dovrebbe subito ordinare ai servizi segreti di intercettare le comunicazioni tra membri del Csm, leader dell'Anm, loro referenti parlamentari e Presidenza della Repubblica.

«Per fortuna, la magistratura ha un Presidente della Repubblica come Carlo Azeglio Ciampi», è il commento del primo presidente della Corte di Cassazione, Nicola Marvulli. «Motivo di viva soddisfazione, visto il parere assai critico, anche sotto il profilo della conformità alla Costituzione, che il Csm aveva espresso sulla nuova normativa», dichiara il vice presidente del Consiglio Superiore della Magistratura Virginio Rognoni.
Pare che al vecchio Ciampi, circondato, abbiano anche preso il portafogli.

UPDATE ore 20,08 (a parziale risposta dei commenti): Ciampi non si limita, come in altri casi, a individuare delle contraddizioni, che forse vi sono, e a indicare delle correzioni, ma boccia la legge nella sua ratio, l'inappellabilità delle sentenze di assoluzione, avanzando proprio le obiezioni, relative al principio della parità delle parti e alle funzioni della Cassazione, più contestate. Principio che a mio avviso, e ad avviso di molti giuristi, e non ultima dell'Unione Camere Penali, non viene assolutamente leso, per i motivi che ho cercato di spiegare in questo articolo.

Senza nessuna accortezza il testo della lettera alle Camere sembra scritto sotto la dettatura del presidente del Csm, del quale vengono accolte, nei minimi particolari, tutte le obiezioni. Ripeto: al di là di incongruenze e contraddizioni presenti nella legge, questo rinvio nega la possibilità stessa per il legislatore di deliberare l'inappellabilità delle sentenze di assoluzione. E ciò mi pare un'inaccettabile limite ai poteri costituzionali del Parlamento.
Non fatevi ingannare è la reazione di una casta.

17 comments:

Anonymous said...

Totalmente d'accordo anche se la riforma è stata fatta e ha impoverito, più di quanto già non fosse povero, il ruolo del Capo dello Stato.
Saluti

SGS said...

Raramente sono completamente in accordo con te. Ma in questo caso hai perfettamente ragione!
Ciao

Phastidio said...

Interessante la tesi di Ciampi prigioniero dello staff che fu di Scalfaro. Certo potrebbe essere proprio così...

Anonymous said...

JimMomo, in simpatia, ma che cazzo dici?
Parte del mio parere sulla legge Pecorella l'ho scritto qui. Quello su cui ho sorvolato, perché mi sembrava evidente, è la chiara asimmetria della legge: l'imputato (il presunto colpevole - anche se è formalmente ancora presunto innocente) ha diritto a tre gradi di giudizio ed una eventuale parte civile (la presunta vittima) a due.
Roba da stracciare in faccia la laurea in legge a chi l'ha proposta. Il che mi stupisce peraltro, perché Pecorella non è certo persona alla quale difetti l'intelligenza.

Phastidio said...

In realtà, leggendo le motivazioni del rinvio alle Camere, si coglie che esso sarebbe legato alla mutazione della funzione della Cassazione, che sarebbe investita del giudizio nel merito, anziché nella sola forma, come invece previsto dall'articolo 111 della Costituzione. Inoltre, il Quirinale rileva il carattere "disorganico ed asistematico" della riforma. In breve, ancora una volta, la CdL è riuscita ad auto-affossare una propria legge di riforma, per palese incapacità di elaborazione organica dei testi. Sorvoliamo sul fatto che non è del tutto certo che la Cassazione operi sempre e soltanto come giudice di legittimità e non di merito, andremmo troppo lontano...

Anonymous said...

dai forza era palesemente incostituzionale quel testo.

non si possono fare le riforme così: alla cazzo!!!

dado

Anonymous said...

...La legge era palesemente incostituzionale.
La costituzione non prevede l'appello, ma solo il ricorso in cassazione: l'appello è un quid pluris del legislatore.
Ma l'art. 111 prescrive la parità delle parti, che con l'inappellabilità delle sentenze di sola assoluzione veniva violata. Sembra semplice... GM

Anonymous said...

Ha scritto della baggianate il nostro presidente, non si può argomentare su di un tema retto dal principio di non colpevolezza ricorrendo a considerazioni sui disagi per gli uffici

Anonymous said...

Mi fai venire in mente quello studente che quando venne a dare il mio esame, prima ancora di cominciare l'orale, mi disse una roba tipo "Sa profe, io mi devo laureare tra un mese se no devo pagare le tasse per un altro anno..". E' un po' la stessa storia della legge... io dovevo giudicare il merito, prescindendo dagli effetti

Anonymous said...

Soppriamo del tutto l'inutile figura del presidente della repubblica che ci costa quanto una famiglia reale

Anonymous said...

Il Patto internazionale sui diritti civili e politici, siglato a New York il 1966, cui l'Italia ha aderito impone che“ogni individuo condannato per un reato ha diritto a che l’accertamento della sua colpevolezza e la condanna siano riesaminati da un tribunale di seconda istanza in conformità della legge”.
E questo naturalmente non accade se l'imputato assolto in primo grado viene condannato in appello.
Mi pare evidente.....

Che invece il PM debba ricorrere in appello, beh..non vi è nessuna norma di rango costituzionale o codicistica che imponga questo.

Tuttavia credo che l'aspetto che maggiormente dia fastidio di questa legge sia la modifica dell'art. 533 cpp “Il giudice pronunzia sentenza di condanna se l’imputato risulta colpevole del reato contestatogli al di là di ogni ragionevole dubbio”.
Del resto questo aspetto, che peraltro è un principio sacrosanto, va ricollegato alla modifica del 606 cpp.

Comunque, ciò che stupisce non è tanto il rinvio alle Camere della legge da parte di Ciampi, per certi versi può avere delle legittime obiezioni quanto che di questo aspetto godano quelli che si spacciano per i difensori dei diritti civili, che se fossero tali dovrebbero adoperarsi perchè questa riforma venga attuata prima possibile.

Ma qui casca l'asino....

Che schifezza.....

Anonymous said...

Perfettamente d'accordo, caro Jim... il fatto è che - come spiegavi anche tu nel pezzo su Notizie Radicali - si dimentica troppo facilmente il favor legis di cui dovrebbe godere l'imputato e, in sostanza, tutta la civiltà dell'Habeas Corpus. Da me ne ho scritto un po'.

Anonymous said...

update:

certo che mi fate ridere voi sedicenti "liberali": il presidente rinvia alle camere per manifesta incostituzionalità secondo l'art 74 della costituzione stessa:

Il Presidente della Repubblica, prima di promulgare la legge, può con messaggio motivato alle Camere chiedere una nuova deliberazione.

Se le Camere approvano nuovamente la legge, questa deve essere promulgata.

ed è un servo dei giudici, deve essere intercettato (bella idea veramente!!)

J:"E ciò mi pare un'inaccettabile limite ai poteri costituzionali del Parlamento"

ma cosa dici?
il parlamento non è che può legiferare in contrasto con la costituzione al massimo con una procedura particolare può modificarla.

dado

Anonymous said...

Ma che dici? Se la facevano prima al posto delle riforme delle tv e tante altre cosette, avevano la possibilità di ripresentarla. Io lo leverei del tutto, il secondo grado!
Riccardo

Anonymous said...

Cito: "Il presidente del Consiglio, per difendere i poteri costituzionali del Parlamento e del Governo, dovrebbe subito ordinare ai servizi segreti di intercettare le comunicazioni tra membri del Csm, leader dell'Anm, loro referenti parlamentari e Presidenza della Repubblica."
Addirittura? E perchè sprecare tante energie, potrebbe metterli direttamente in galera :).

Anonymous said...

può proporre di eliminare l'appello solo chi non ha la minima idea reale e concreta di come funzioni la giustizia e di come lavorino i giudici, specie se monocratici. viva viva l'appello, viva viva il riesame del merito.
saluti
lo_zoppo

Anonymous said...

Soltanto una maggioranza distratta poteva approvare una legge palesemente in contrasto con la Costituzione. Ciampi ha solo fatto il suo dovere. Finché vigono gli artt. 111, comma 2 e 112 Cost. è impensabile, ovvero frutto di ignoranza, pensare che solo l'imputato disponga del doppio grado.