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Friday, September 11, 2009

Lotta al mercatismo e mafia, così Fini va a sbattere

E' stato molto deludente il discorso di Fini ieri a Gubbio. Un Fini interessato davvero ad un fertile dibattito interno, avrebbe lanciato un paio di temi su cui a suo avviso è carente la riflessione all'interno del partito e del governo (che so, l'immigrazione o la bioetica, le riforme istituzionali o la vita interna al partito), avrebbe approfondito per bene quelli, anche scontrandosi con le visioni a lui contrapposte. E invece no. Ha toccato un'infinità di argomenti, ma superficialmente, senza approfondirli davvero, inanellando una serie di slogan provocatori e avvalorando così il sospetto che voglia solo concorrere con altri a demolire la leadership di Berlusconi, in un modo che ricorda fin troppo da vicino l'azione di logoramento portata avanti nella legislatura 2001-2006 dall'Udc di Casini e Follini (e per la verità, almeno in parte anche da lui stesso).

C'è un'espressione usata ieri da Fini che più di tutte richiama il lavorio di chi, all'interno di una coalizione, si sente insoddisfatto degli equilibri di potere e strattona per cambiarli: «Cambio di marcia». Quante volte l'abbiamo sentito invocare da un Casini o da un Follini, ma anche all'interno di quell'armata brancaleone che fu l'Unione prodiana?

Va bene tutto. Invocare più democrazia interna, più dibattito. Sono in molti a ritenere a ragione che nel Pdl ci sia bisogno di più democrazia e dibattito interno. Sull'immigrazione e il biotestamento, come ho già detto, sono contento dei ripensamenti di Fini. Ma neanche la politica economica del governo, stando a quello che ha detto ieri a Gubbio, gli sta bene. Però non la vorrebbe più liberale. Altro che leader di una destra aperta e moderna! La vorrebbe più "sociale", avrebbe voluto nelle finanziarie più spesa pubblica, proprio come Bersani, che rimprovera al governo di non aver fatto abbastanza perché non ha distribuito «soldi veri».

Fini - mi auguro che se ne siano accorti i miei amici liberali che in lui credono di aver trovato una voce che li rappresenti - ha definito «geniale» l'intuizione della «lotta al mercatismo», ma poi ha accusato Tremonti di non fare abbastanza: «Bisogna tradurla» e «non credo che l'ultima Finanziaria sia stata un esempio di lotta alle degenerazioni del mercato», ha aggiunto. E sembrava proprio Bersani quando ha in pratica accusato il governo di negare la crisi, e quando ha lamentato che «nell'ultima Finanziaria c'è ben poco di politiche autenticamente di solidarietà sociale».

Ma dove Fini è scivolato di brutto è in quel passaggio sulle stragi di mafia. O è un ingenuo irresponsabile, o davvero ha deciso di partecipare all'ennesima campagna giornalistico-giudiziaria che si sta preparando contro il premier. Ma quali «elementi nuovi»? Rimproverando al Pdl di dare l'impressione di temere l'accertamento della «verità», Fini finge di non sapere che si tratta dei soliti magistrati militanti, come Ingroia e Scarpinato, che cercano di rimestare tra i rifiuti dei pentiti per riesumare vecchi teoremi politici contro Berlusconi. Ed è grave sia che non lo abbia capito, sia che finga. Si leggesse piuttosto il commento di oggi di Pierluigi Battista, sul Corriere della Sera. Forse si è reso conto di averla sparata grossa e con le dichiarazioni di stamattina Fini è sembrato voler correggere il tiro.

Saturday, February 24, 2007

Andate contro gli scogli, se proprio volete

Praticamente certo il rinvio di Prodi alla Camere. Per ora, acquisito il voto di Follini, come spiega lui stesso al Corriere.

Il clima che si respira però è di quelli in cui nessuno ci crede, ma per tutti è un passaggio obbligato. Ds e Margherita sanno perfettamente che Prodi è "bruciato", ma hanno bisogno di circa un anno - meglio con Prodi, ma se non fosse possibile anche senza - prima delle elezioni anticipate, per far partire il progetto del Partito democratico e presentare un nuovo leader, per esempio Veltroni.

E forse in quel nuovo centro-sinistra vedremo l'Udc al posto di Rifondazione e Pdci.

Quella di Prodi comunque pare una nave che non può essere mandata in pensione, dev'essere mandata contro gli scogli. Chissà che alla fine non sia questo il retropensiero di molti, e pure di Napolitano.