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Wednesday, May 25, 2005

Neo-feudalesimo

Non possiamo non sottoscrivere parola per parola l'editoriale di Guido Rossi, oggi su la Repubblica. Le ragioni del declino dell'Italia vanno rintracciate nella cultura feudale predominante, nella classe dirigente (politica, industriale, intellettuale), ma anche presso l'opinione pubblica.
«L'asse portante di quella cultura è il disprezzo della modernità. L'Italia, in Europa, è il Paese che più d'ogni altro ha rifiutato e continua a rifiutare le regole del capitalismo. Destra, sinistra e centro si ostinano a sostenere, attraverso un’alluvione di leggi cui non corrisponde mai una disciplina uniforme, un sistema di tipo feudale, dove l'appartenenza al feudo val più della competenza, dove dietro l'opaca formula dell'italianità si nasconde la totale opacità delle regole, dettate e fatte rispettare dai vari feudatari di un ordinamento da Ancien régime».
Regole e organi che fanno dell'«opacità» un sistema per distribuire e mantenere privilegi.

6 comments:

Anonymous said...

Concordo. Peccato che 'ste cose le scriva Guido Rossi, uno degli intellettuali che più ha dedicato la sua vita a fare il "comunista" miliardario, l'incarnazione perfetta dell'"antropologicamente superiore".
Friedrich

Anonymous said...

Concordo con Friedrich. Eccellente analisi, pessimo pulpito. Ricorda un po' (fatte le debite proporzioni) Giorgio Bocca: quando al potere c'e' il centrosinistra, con relativa corte dei miracoli di nani e ballerine di giornalismo, editoria, management pubblico etc, va tutto bene. Quando lo spoil system inverte i ruoli, ecco i leccapiedi, incapaci, raccomandati e mafiosi. Anche questo e' un tratto caratteristico del tribalismo italico...

Anonymous said...

si possono sostituire al termine "capitalismo" i termini "cultura e politica liberali"?

Anonymous said...

prova commento

Inoz

Anonymous said...

ok ce l'ho fatta!!!
Ciao Jimmo!

Anonymous said...

neo-feudalesimo, altrimenti detto neo-fazionismo o partitocrazia o familiarismo o clientelarismo o ceppalonismo....
insomma, mi pare che Marco Pannella ed i Radicali 'ste cose le vadano ripetendo da almeno 50 anni!
Altri avrebbero detto la politica delle convenienze, la sottocultura delle convenienze piuttosto che la politica e la cultura delle convinzioni.
La brevimiranza (politica, industriale, economica, ...) contro la vision.