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Wednesday, May 25, 2005

Attacco alle libertà costituzionali

Giudici di spalle
«Brutta giornata per il diritto se si scopre che in Italia i reati d'opinione esistono e non sono confinati, come meriterebbero, nel magazzino delle anticaglie».
Lo scrive oggi Pierluigi Battista, perché un libro, "La forza della ragione" di Oriana Fallaci, è stato trascinato in tribunale. E vabbè, non dovrebbe esserlo. Ma un giudice ha deciso addirittura di ignorare la richiesta di archiviazione formulata dagli stessi Pubblici Ministeri e di dar seguito alla denuncia del signor Adel Smith per "vilipendio alla religione". D'altronde, questo dobbiamo ricordarlo, esistono ancora, nelle pieghe del nostro ordinamento, questi reati d'opinione e che la Chiesa cattolica riceve ancora dalla legge una tutela particolare, ma ingiustificata in uno Stato laico privo di religione ufficiale. Un esempio recente è il sequestro di un server Indymedia per "vilipendio" alla figura di Papa Ratzinger, che un fotomontaggio sul sito dei no global riprendeva in divisa da nazista. Cattivo gusto? Può essere, ma la censura risparmiatecela.

Siccome si tratta di Oriana Fallaci, che su questo blog ho duramente criticato per le sue argomentazioni grossolane e superficiali qui e qui, ovviamante i media e gli intellettuali di sinistra non si scandalizzano, anzi, non si è levata neanche una voce di protesta. E un giudice trasforma la denuncia di un fanatico integralista in una "fatwa laicista".
«Pessima giornata se nessuno, ma proprio nessuno tra quelli che hanno legittimamente criticato le opinioni di Oriana Fallaci ha fatto sentire la sua voce per dire che mai le idee, anche quelle più distanti, possono essere messe sotto processo. Ulteriore e amara conferma della malattia italiana per cui si è incapaci di pensare che i principi valgono anche per chi la pensa diversamente e che le opinioni difformi vanno trattate e rispettate come opinioni e non come reati. Lontano, molto lontano dai tribunali».

Non avevamo ancora ingoiato il rospo del caso Submission, in realtà un caso di autocensura, ma la libertà d'espressione c'entra eccome e in fondo il pregiudizio ideologico è lo stesso.

Inoltre, proprio di questi tempi, la magistratura italiana sembra invece disinteressarsi degli atti di violenza antisemita compiuti nelle università e il mondo della cultura rimane indifferente ai commenti razzisti contenuti nella più diffusa traduzione italiana del Corano. Nelle scorse settimane, i gravissimi episodi di antisemitismo nelle Università di Pisa, Firenze, Torino, sono rimasti assolutamente impuniti e "silenziati". A fronte di questi palesi attacchi alle nostre libertà costituzionali, osserviamo sgomenti gli antimperialisti italiani che condannano Clementina Cantoni (Libero), non una di loro.

Mala tempora currunt. E speriamo che a nessuno venga in mente di denunciare parroci e vescovi che fanno campagna per l'astensione nelle loro chiese e nelle omelie. Altrimenti a Jimmomo toccherebbe gridare anche in favore dei clericali!

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