Wednesday, October 31, 2012

Perché Grillo ha fallito il "boom"

In Sicilia non ha "sfondato" tra astensionisti ed elettori di centrodestra

E così l'analisi dei flussi condotta dal solito Istituto Cattaneo (confronto su Palermo, tra comunali e regionali 2012) conferma, come spiegavamo in questo post, il mancato boom del Movimento di Grillo alle elezioni siciliane. Non è che non sia stato un successo: per la prima volta dimostra di avere numeri da movimento nazionale, e a doppia cifra, ma il grosso degli elettori non ha visto nemmeno nel M5S una valida alternativa all'astensione e il suo candidato si è piazzato terzo staccato di oltre 7 punti dal secondo.

Ciò che emerge, infatti, è che i voti necessari per passare in pochi mesi dal 5 al 20% nel capoluogo siciliano il M5S non li ha pescati né dal bacino dell'astensione, né dai partiti di centrodestra. Hanno votato il candidato di Grillo un gran numero di elettori che alle comunali avevano votato partiti di sinistra o di centro: il 29,8% della sinistra radicale, il 26% del Pd, il 21,8% del Terzo polo (Udc, Fli, Api) e il 15,1% dell'Idv, mentre solo il 6,9% degli elettori del Pdl.

Grillo quindi ha ottenuto il suo successo in Sicilia seducendo i delusi dei partiti di sinistra e del Terzo polo, ma non gli astensionisti e gli elettori di centrodestra. Il bacino dell'astensionismo e l'elevata percentuale di elettori indecisi a livello nazionale rappresentano certamente un margine di crescita per Grillo, ma anche per gli altri partiti, vecchi o nuovi. Avendo raggiunto una massa critica importante, non si può escludere che il M5S possa convincere gli astenuti e gli indecisi, ma nemmeno che i partiti tradizionali, rinnovandosi, riescano almeno in parte a recuperare i loro delusi.

Degno di nota, inoltre, che rispetto alle comunali di pochi mesi fa ben il 33,3%, esattamente uno su tre, degli elettori del Terzo polo (Udc, Fli, Api) si è astenuto piuttosto che seguire l'indicazione di Crocetta o altre. Il messaggio che Casini dovrebbe cogliere sembra evidente: quando si allea con il Pd quasi la metà dei suoi elettori non lo seguono e preferiscono astenersi o, in misura minore, votare un candidato di centrodestra. Può quindi andare incontro ad una mutazione del suo elettorato, fungendo da nuova Margherita, o ad un forte calo dei consensi.

La cattiva notizia per il Pdl è che la sinistra è molto più del 30% raccolto da Crocetta, ma la buona è che i suoi elettori delusi non sembrano ancora essersi accasati altrove - né a sinistra, né con Casini, né nel movimento di Grillo, che esercitano a quanto pare ben poca attrazione presso di essi. Sono lì in attesa, incazzati più che "moderati".

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