Con questa Spagna - che non è stata né la Spagna della gara d'esordio contro di noi né quella della semifinale contro il Portogallo - probabilmente non sarebbe bastata nemmeno la migliore Italia. Quando il possesso palla degli spagnoli è quello che dovrebbe essere, ma che non sempre riesce, cioè così veloce e preciso, e con verticalizzazioni improvvise, non ce n'è per nessuno.
Questo tuttavia non deve impedirci di riconoscere gli errori commessi e i grossi limiti di questa squadra. Innanzitutto, no all'alibi della stanchezza. La partita è stata persa molto prima che si manifestassero stanchezza e acciacchi fisici (per altro ben noti allo staff). Che gli spagnoli potevano essere più freschi di noi, e noi cotti, lo sapevamo dall'inizio. Era un'eventualità da tenere ben presente. Eppure, da come la squadra è stata mandata in campo non sembra che lo stesso Prandelli abbia dato il giusto peso al problema.
C'è stato, a mio avviso, un pizzico di presunzione nell'approccio. Mi è sembrato che ieri, fin dai primi minuti, siamo scesi in campo pensando di poter imporre il nostro gioco (altro che stanchezza!). Almeno nel primo tempo sarebbe stato più saggio mantenere lo stesso atteggiamento della prima gara, quando avevamo nei confronti degli spagnoli lo giusto timore reverenziale. Cioè, in fase di loro possesso restare tutti e 11 nella nostra metà campo, dietro la linea della palla. La situazione che più soffrono gli spagnoli, come ha dimostrato anche la semifinale con il Portogallo. Invece, abbiamo lasciato troppi metri di campo tra Buffon e la difesa, in questo modo facilitandogli le verticalizzazioni.
La stanchezza è stata sì un fattore decisivo della gara, ma Prandelli è stato il primo a sottovalutarla, sia nella scelta degli uomini che dell'approccio: chi se non lui aveva il dovere di accorgersi delle condizioni della squadra e dei singoli? Che le condizioni fisiche almeno di Chiellini, Abate e Cassano fossero precarie era ben noto. Non poteva giocare al loro posto qualcuno più fresco, che non aveva quasi mai visto il campo? Ogbonna, Maggio, Balzaretti, lo stesso Giaccherini, al posto dei due terzini, e Di Natale, Giovinco e Diamanti al posto di Cassano? Non si può scendere in campo - con uomini e approccio - come se la stanchezza potesse essere relegata tutto sommato ad aspetto secondario, e poi una volta andata male farne la principale giustificazione, un alibi. Averla sottovalutata è comunque responsabilità di Prandelli.
Per non parlare dell'assurda sostituzione di Montolivo con Motta. L'infortunio dopo 3 minuti è anche sfortuna, ma a che diamine poteva servire sullo 0-2 uno come Motta, in mezzo ai rapidi passaggi dei centrocampisti spagnoli? Se proprio non un'altra punta, meglio Nocerino.
Oltre che più forte e più fresca, insomma, la Spagna è stata anche più brava.
E' tempo di bilanci e temo che nonostante il 4-0 in finale la nostra Nazionale possa uscire addirittura sopravvalutata da questi Europei. Non possiamo permetterci di andare ai Mondiali pensando di essere stati battuti ieri sera solo per la stanchezza, per i pochi giorni di riposo!
I risultati non sono entusiasmanti, per lo meno non da finalista: su 6 partite, 3 pareggi 2 vittorie e una sconfitta; 6 gol fatti e 7 subiti. Nella vittoria più entusiasmante, quella con la Germania, ha pesato molto il complesso d'inferiorità, psicologico, dei tedeschi; e l'altra partita giocata bene l'abbiamo comunque pareggiata 0-0 contro un'Inghilterra molto modesta.
A Prandelli vanno riconosciuti due meriti: si è dimostrato in grado, nonostante alcuni pensassero il contrario, di infondere carattere e personalità alla squadra; e ha sempre tentato di proporre un gioco non difensivo. Il nostro movimento calcistico attualmente non propone giocatori manifestamente più forti di quelli da lui selezionati, ma allo stesso tempo non si può certo dire che abbia saputo sfruttare tutte le potenzialità del gruppo che lui stesso si è scelto. Giocatori come Nocerino, Giovinco, Di Natale, anche Borini (perché no?), reduci da una stagione entusiasmante, avrebbero meritato qualche chance in più. Per carità, non che avremmo vinto la finale, ma forse qualche partita in più sì.
Aver puntato tutto su un Cassano sì e no al 50% (con Giovinco e Di Natale che arrivavano da una stagione eccezionale), su Balotelli prima punta, su un centrocampo a rombo il cui vertice alto non ha mai convinto pienamente (tre brutte partite con Motta, poi Montolivo, infine di nuovo Motta), sono state scelte più che discutibili.
In vista dei Mondiali nessuno - tranne, forse (sottolineando il "forse"), Buffon, Pirlo, De Rossi e Marchisio - dev'essere dato per scontato. E attenzione a Balotelli, che può rivelarsi una tragica schiavitù. Il classico giocatore troppo condizionante rispetto alla sua reale capacità di incidere: per le sue doti, per il suo "personaggio", non lo puoi escludere, ma il rendimento è troppo discontinuo per tornei di così breve durata come Europei e Mondiali. E il modo in cui si tende a perdonargliele tutte, sia in campo che fuori, perché se no si può pensare che si è razzisti, di certo non lo aiuta a maturare. Basta chiedersi se ad altri giovani non meno talentuosi di lui (Giovinco, per fare un nome) sono state offerte le stesse "seconde" e "terze" chance concesse a lui.
PAGELLE per Spagna-Italia: Buffon 6 Abate 5 Bonucci 6 Barzagli 6 Chiellini 5 Pirlo 5 Marchisio 5,5 De Rossi 6 Montolivo 5 Cassano 5 Balotelli 5; Balzaretti 5 Di Natale 5 Motta sv; Prandelli 5
PAGELLE Europei 2012: Buffon 7; Maggio 5 Chiellini 5 Balzaretti 6,5 Abate 6 Barzagli 7 Bonucci 7; Motta 4 Marchisio 6,5 Giaccherini 5,5 De Rossi 7 Montolivo 6 Pirlo 7,5 Diamanti 6 Nocerino sv; Balotelli 6 Cassano 5,5 Di Natale 5,5 Giovinco sv; Prandelli 5,5
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Monday, July 02, 2012
Friday, June 29, 2012
Il peggior incubo dei tedeschi
Questa volta pensavo ingenuamente che la Germania potesse infrangere il sortilegio, anzi lo temevo, quasi fino a rammaricarmi che l'Italia avesse passato il turno con gli inglesi. Se bisogna regalare ai tedeschi la storica rivincita, pensavo, allora meglio uscire. Loro con una delle squadre più talentuose che abbiano mai avuto, o almeno così credevano, con 15 (mi pare) vittorie consecutive alle spalle; noi con la pareggite, che non riusciamo proprio a buttarla dentro, con due giorni di riposo in meno e mille acciacchi. E sì, pure gli errori di Prandelli.
Ma ogni partita fa storia a sé, è questa la magia, l'autentica magia che rende il calcio qualcosa di unico rispetto a qualsiasi altro sport.
L'1-2 e l'incantesimo si materializza di nuovo: 1970, 1982, 2006, 2012. Adesso è una certezza: nel calcio i tedeschi hanno un gigantesco, storico complesso d'inferiorità nei nostri confronti. E noi in qualche modo lo percepiamo e ci esaltiamo. Nei primi minuti si sono fatti sotto, hanno creato qualche pericolo, due incertezze di Buffon non da lui sembravano non presagire nulla di buono. Ma erano entrati in campo molli, svagati, assistevano come imbambolati al nostro veloce possesso palla a centrocampo. Dovevano controllare Pirlo e invece lo guardavano palleggiare e lanciare per i compagni. E' bastato un guizzo di Cassano, nelle altre partite contenuto quasi senza problemi dalle difese avversarie, quindi la testata imperiosa di Balotelli, ed emotivamente i tedeschi sono scomparsi dalla partita per quasi un'ora. Il raddoppio un clamoroso regalo (a proposito, ma dov'erano i centrali di difesa sul lancio di Montolivo?). Annichiliti. E' il crollo emotivo. Ci provano da fuori, buttano la palla in mezzo, ma la nostra porta sembra letteralmente stregata (giusto ricordare come fa Buffon che siamo stati fortunati nei rimpalli). E ad ogni assalto respinto scema la convinzione, si insinua l'incubo del 2006. A centrocampo non riescono a recuperare palla nemmeno quando i nostri, nel secondo tempo, sono stremati. Ci mangiamo l'impossibile davanti a Neuer, confermando (stavolta con Marchisio e Di Natale) la troppa sufficienza sotto porta.
Senza nulla togliere al cuore, alla grinta, e alla classe degli azzurri (su tutti Pirlo, De Rossi, Balotelli, Buffon e Bonucci) la chiave della partita è tutta qui: nel complesso d'inferiorità dei tedeschi e in quel "quid" tutto italiano nel giocare al calcio che proprio non riescono ad afferrare. Non c'è niente da fare: contro di noi giocano da perdenti predestinati. Viene in soccorso da non so chi su twitter una citazione di Winston Churchill: «Nessun popolo è più sconvolto dei tedeschi quando i suoi piani falliscono: non sono in grado di improvvisare».
Questa volta pensavano di farcela. Il sogno calcistico dei tedeschi è avere una squadra talentuosa, tecnicamente dotata come l'Italia o la Spagna. Stavolta con Ozil e Muller credevano di avercela, ma la realtà è che il più talentuoso dei loro ancora non vale il secondo più bravo della nona classificata del nostro campionato.
Lo so, si dirà che è la vittoria di Prandelli. Che avevano torto quanti lo criticavano. E giornalisti e commentatori rimasti opportunisticamente sul vago già saltano sul carro del vincitore (addirittura avrebbe inventato un nuovo modo di giocare!). Va bene così: chi vince ha sempre ragione. Gli riconosco di aver lavorato alla grande con questo gruppo, di aver saputo tirar fuori il meglio, smentendo chi diceva che non sapesse infondere carattere alle sue squadre. Mi rendo conto di andare controcorrente ma continuo a ritenere valide le mie critiche: la scelta degli attaccanti (Cassano fuori condizione) e il loro utilizzo in campo (Balotelli non prima punta fissa); il vertice alto del rombo di centrocampo (errore parzialmente corretto con Montolivo, dopo tre partite!); la gestione dei cambi.
Nota particolare per Balotelli: ha doti straordinarie, grande potenza, che sa sfruttare soprattutto quando si aprono ampi spazi (come ieri sera contro la Germania), ma è fatto così, è uno di quegli attaccanti che in attesa che ti faccia una prodezza ti devi sorbire una decina di partite irritanti. Poi magari col tempo maturerà...
La finale è apertissima: vista l'altro ieri la Spagna è involuta, noi in crescita, con un giorno in meno di riposo ma stavolta senza i supplementari sulle gambe. Può succedere davvero di tutto.
Sapevo anche che una vittoria contro la Germania avrebbe avuto un patetico risvolto nelle metafore politiche, nelle battute sceme sulla "culona" eccetera. Siamo stati più bravi dei tedeschi in campo, ma questo non significa affatto che politicamente e moralmente abbiamo ragione noi e torto loro riguardo la crisi dell'Eurozona.
PAGELLE: Buffon 8 Balzaretti 6 Bonucci 8 Barzagli 7 Chiellini 8 Pirlo 8 Marchisio 7 De Rossi 8 Montolivo 7,5 Cassano 7 Balotelli 8; Diamanti 5 Motta 6 Di Natale 5 Prandelli 7
Ma ogni partita fa storia a sé, è questa la magia, l'autentica magia che rende il calcio qualcosa di unico rispetto a qualsiasi altro sport.
L'1-2 e l'incantesimo si materializza di nuovo: 1970, 1982, 2006, 2012. Adesso è una certezza: nel calcio i tedeschi hanno un gigantesco, storico complesso d'inferiorità nei nostri confronti. E noi in qualche modo lo percepiamo e ci esaltiamo. Nei primi minuti si sono fatti sotto, hanno creato qualche pericolo, due incertezze di Buffon non da lui sembravano non presagire nulla di buono. Ma erano entrati in campo molli, svagati, assistevano come imbambolati al nostro veloce possesso palla a centrocampo. Dovevano controllare Pirlo e invece lo guardavano palleggiare e lanciare per i compagni. E' bastato un guizzo di Cassano, nelle altre partite contenuto quasi senza problemi dalle difese avversarie, quindi la testata imperiosa di Balotelli, ed emotivamente i tedeschi sono scomparsi dalla partita per quasi un'ora. Il raddoppio un clamoroso regalo (a proposito, ma dov'erano i centrali di difesa sul lancio di Montolivo?). Annichiliti. E' il crollo emotivo. Ci provano da fuori, buttano la palla in mezzo, ma la nostra porta sembra letteralmente stregata (giusto ricordare come fa Buffon che siamo stati fortunati nei rimpalli). E ad ogni assalto respinto scema la convinzione, si insinua l'incubo del 2006. A centrocampo non riescono a recuperare palla nemmeno quando i nostri, nel secondo tempo, sono stremati. Ci mangiamo l'impossibile davanti a Neuer, confermando (stavolta con Marchisio e Di Natale) la troppa sufficienza sotto porta.
Senza nulla togliere al cuore, alla grinta, e alla classe degli azzurri (su tutti Pirlo, De Rossi, Balotelli, Buffon e Bonucci) la chiave della partita è tutta qui: nel complesso d'inferiorità dei tedeschi e in quel "quid" tutto italiano nel giocare al calcio che proprio non riescono ad afferrare. Non c'è niente da fare: contro di noi giocano da perdenti predestinati. Viene in soccorso da non so chi su twitter una citazione di Winston Churchill: «Nessun popolo è più sconvolto dei tedeschi quando i suoi piani falliscono: non sono in grado di improvvisare».
Questa volta pensavano di farcela. Il sogno calcistico dei tedeschi è avere una squadra talentuosa, tecnicamente dotata come l'Italia o la Spagna. Stavolta con Ozil e Muller credevano di avercela, ma la realtà è che il più talentuoso dei loro ancora non vale il secondo più bravo della nona classificata del nostro campionato.
Lo so, si dirà che è la vittoria di Prandelli. Che avevano torto quanti lo criticavano. E giornalisti e commentatori rimasti opportunisticamente sul vago già saltano sul carro del vincitore (addirittura avrebbe inventato un nuovo modo di giocare!). Va bene così: chi vince ha sempre ragione. Gli riconosco di aver lavorato alla grande con questo gruppo, di aver saputo tirar fuori il meglio, smentendo chi diceva che non sapesse infondere carattere alle sue squadre. Mi rendo conto di andare controcorrente ma continuo a ritenere valide le mie critiche: la scelta degli attaccanti (Cassano fuori condizione) e il loro utilizzo in campo (Balotelli non prima punta fissa); il vertice alto del rombo di centrocampo (errore parzialmente corretto con Montolivo, dopo tre partite!); la gestione dei cambi.
Nota particolare per Balotelli: ha doti straordinarie, grande potenza, che sa sfruttare soprattutto quando si aprono ampi spazi (come ieri sera contro la Germania), ma è fatto così, è uno di quegli attaccanti che in attesa che ti faccia una prodezza ti devi sorbire una decina di partite irritanti. Poi magari col tempo maturerà...
La finale è apertissima: vista l'altro ieri la Spagna è involuta, noi in crescita, con un giorno in meno di riposo ma stavolta senza i supplementari sulle gambe. Può succedere davvero di tutto.
Sapevo anche che una vittoria contro la Germania avrebbe avuto un patetico risvolto nelle metafore politiche, nelle battute sceme sulla "culona" eccetera. Siamo stati più bravi dei tedeschi in campo, ma questo non significa affatto che politicamente e moralmente abbiamo ragione noi e torto loro riguardo la crisi dell'Eurozona.
PAGELLE: Buffon 8 Balzaretti 6 Bonucci 8 Barzagli 7 Chiellini 8 Pirlo 8 Marchisio 7 De Rossi 8 Montolivo 7,5 Cassano 7 Balotelli 8; Diamanti 5 Motta 6 Di Natale 5 Prandelli 7
Monday, June 25, 2012
Basta buttarla in politica, almeno ad Euro2012 risparmiateci banalità antitedesche
Un popolo di santi, poeti, navigatori... e commissari tecnici. Si sa che quando gioca la Nazionale di calcio gli italiani si trasformano tutti in 60 milioni di Bearzot, Lippi o Prandelli. Chi scrive è fra questi e non se ne vergogna. A volte stucchevoli, noi ct da divano, eppure, durante questi Europei abbiamo assistito, soprattutto su Facebook e Twitter, a qualcosa di ancor più stucchevole. Migliaia di post e tweet di gente che approfittando del torneo fra nazioni ci voleva a tutti i costi far sapere la sua idea sulle colpe politiche della crisi. Ecco, dunque, le scontate battute, i doppi sensi, sempre i soliti, sull'"euro" e sul "rigore", ogni volta che scendevano in campo Grecia, Spagna, Italia e Germania. Editorialisti e direttori di prestigiosi quotidiani scatenati su twitter, e con sprezzo del ridicolo sulle loro testate, a tifare Grecia per far dispetto a quella "culona" della Merkel. Era importante che i PIGS, i paesi eurodeboli (Portogallo, Italia, Grecia, Spagna), si dimostrassero i più bravi a giocare al calcio. Ma ammesso e non concesso che lo siano, che cosa può significare politicamente? Nulla. Battere la Germania in una partita di calcio può in qualche modo voler dire che i tedeschi hanno torto sull'austerity e che il modello greco, o quello spagnolo, o l'italiano sono politicamente vincenti e moralmente superiori? O è solo per ripicca, un'infantile forma di invidia? Calcisticamente la Grecia può anche suscitare una certa simpatia, ma politicamente la merita un paese che per anni ha barato sui conti pubblici, si è indebitato fino alla bancarotta, e ora pretende che gli altri paghino il conto?
Ora che l'Italia è in semifinale, vi prego, risparmiateci le battute in chiave anti-rigore e anti-Merkel sulla sfida con la Germania. Mille altri motivi di rivalità calcistica possono arricchire di fascino e ironia questa partita. E risparmiateci la retorica degli italiani che danno sempre il meglio nelle difficoltà. Forse nel calcio c'è del vero, se si esclude qualche magra figura. Di solito con le grandi vendiamo cara la pelle, subiamo il loro gioco ma spesso riusciamo a piazzare la zampata vincente, grazie ad un quid per loro inspiegabile e misterioso. Nel 2006, in piena "Calciopoli", vincemmo i Mondiali; in queste settimane giocatori come Buffon e Bonucci, sottoposti ad un'ingiusta gogna mediatica, stanno rispondendo da campioni sul campo. Ma in politica è tutt'altro che vero. Attraversiamo una durissima crisi del debito, e una recessione, in gran parte frutti avvelenati dei nostri vizi nazionali. Eppure, né il governo tecnico, né la classe politica, né i media, e temo nemmeno l'opinione pubblica, si sono ancora convinti della necessità di estirpare per sempre quei vizi. Sappiamo solo giocare allo scaricabarile, imputando la colpa delle nostre disgrazie ai cattivi tedeschi e all'euro. Pur con gli sfottò "nazionalisti", che una partita di calcio resti una partita di calcio. Vi prego basta con le metafore politiche, è più divertente sentirsi tutti allenatori per una sera.
Ora che l'Italia è in semifinale, vi prego, risparmiateci le battute in chiave anti-rigore e anti-Merkel sulla sfida con la Germania. Mille altri motivi di rivalità calcistica possono arricchire di fascino e ironia questa partita. E risparmiateci la retorica degli italiani che danno sempre il meglio nelle difficoltà. Forse nel calcio c'è del vero, se si esclude qualche magra figura. Di solito con le grandi vendiamo cara la pelle, subiamo il loro gioco ma spesso riusciamo a piazzare la zampata vincente, grazie ad un quid per loro inspiegabile e misterioso. Nel 2006, in piena "Calciopoli", vincemmo i Mondiali; in queste settimane giocatori come Buffon e Bonucci, sottoposti ad un'ingiusta gogna mediatica, stanno rispondendo da campioni sul campo. Ma in politica è tutt'altro che vero. Attraversiamo una durissima crisi del debito, e una recessione, in gran parte frutti avvelenati dei nostri vizi nazionali. Eppure, né il governo tecnico, né la classe politica, né i media, e temo nemmeno l'opinione pubblica, si sono ancora convinti della necessità di estirpare per sempre quei vizi. Sappiamo solo giocare allo scaricabarile, imputando la colpa delle nostre disgrazie ai cattivi tedeschi e all'euro. Pur con gli sfottò "nazionalisti", che una partita di calcio resti una partita di calcio. Vi prego basta con le metafore politiche, è più divertente sentirsi tutti allenatori per una sera.
Belli con anima ma senza gol
Non c'è dubbio, la miglior partita dell'Italia in questo torneo, inglesi annichiliti. Non ricordo una vittoria ai rigori che fosse così meritata nell'arco dei 120 minuti. Eppure... eppure non l'abbiamo "vinta", eppure non abbiamo segnato nemmeno un gol. Solo sul palo di De Rossi all'inizio c'entra la sfortuna, ma dopo non si ricordano miracoli di Hart o interventi della dea bendata. Mai vista l'Inghilterra così. "All'italiana"? Se proprio vogliamo definirla "all'italiana", è una bruttissima copia. Gioco difensivo, sì, ma anche ripartenze veloci, pericolose, e la zampata finale, inattesa, di rapina, sono le caratteristiche delle nostre nazionali (chiedere ai tedeschi). Niente di simile hanno saputo proporre ieri gli inglesi. In serie A non gioca così male nemmeno una neopromossa in casa della prima in classifica.
Ma l'entusiasmo per il trionfo di ieri (ancor più inebriante perché sofferto) non deve farci scordare che l'Italia arriva in semifinale con un record modesto: tre pareggi e una vittoria (sofferta, contro la squadra tecnicamente più scarsa del torneo). Questo per non dimenticarci dei limiti di questa squadra: limiti di qualità e ossessioni prandelliane. E' una squadra che fa una fatica enorme a far gol: 1 su punizione, due da calcio d'angolo e l'unico su azione di Di Natale, che è anche l'unico che la Spagna abbia subito in tutto il torneo (sarà un caso?). Prandelli ha costruito la squadra in funzione della trasformazione di Balotelli in prima punta. Intorno gli ha fatto il vuoto, non convocando nessuna prima punta che potesse fargli ombra. Se, per esempio, avesse convocato Matri, a quest'ora l'avrebbe dovuto schierare al posto di SuperMario. Ebbene, siamo in semifinale ma l'esperimento non è ancora riuscito, andiamo avanti con questo equivoco: la squadra fa gioco, crea palle gol, ma Balotelli non finalizza, non è uno da gol facili. Inoltre Prandelli si è irrigidito su gerarchie assurde: Di Natale lo vede solo come vice di Balotelli, mentre insieme avrebbero potuto alternarsi a seconda delle azioni nei ruoli di prima e di seconda punta, senza dare punti di riferimento. Anche ieri, Di Natale sarebbe dovuto entrare al posto di Cassano, non Diamanti (e meno male per lui che non ha sbagliato il rigore), e forse avremmo segnato entro i 120 minuti.
Poi c'è l'equivoco Cassano: possibile che nessuno veda che li sente tutti i mesi di inattività per l'operazione al cuore? Non corre senza palla; anche quando ha lo spunto, non ha la velocità d'esecuzione che serve né la precisione, sbaglia un'infinità di palloni. Potrebbe semmai tornare utile negli ultimi trenta minuti della partita, quando i ritmi sono più lenti e le squadre meno compatte.
L'altro equivoco di questa squadra è a centrocampo: abbiamo il centrocampo a 3 più forte d'Europa, eppure Prandelli insiste a giocare a quattro, con una sorta di rombo il cui vertice alto non è qualitativamente all'altezza: ci sono volute tre partite per far fuori Motta, troppo lento e scarso; ma anche Montolivo in quel ruolo non ha mai sfondato e non ci gioca da anni (anche se ieri non ha fatto malissimo).
Dopo tutto, però, se costruisci una decina di palle gol pulite in 120 minuti diventa più difficile prendersela con l'allenatore, anche se i suoi errori restano e complicano non poco la vita. Sfatato invece il pregiudizio secondo cui le squadre di Prandelli non avrebbero la cattiveria e la grinta necessarie. Questa squadra anima e orgoglio ce le ha eccome.
Menzione speciale per Pirlo, che gioca una partita strana. Sbaglia troppi palloni durante i '90 minuti (ma ne gioca un'infinità), se li fa strappare dai piedi, e in una circostanza la combina grossa regalando la palla agli avversari che ripartono in contropiede. Non è brillantissimo in questo Europeo, non è continuo, evidentemente pesa una stagione giocata ad altissimi livelli. Si accende e si spegne, eppure riesce ad essere determinante. Dalla metà del secondo tempo e nei supplementari sale in cattedra (complice un centrocampo inglese meno asfissiante, con Gerrard a metà servizio), illumina il gioco e conclude la gara con quel "cucchiaio". Il calcio non è una scienza, non lo sapremo mai, ma mi piace pensare sia stato decisivo, che abbia provocato i due errori inglesi e infuso sicurezza nei compagni. Un rigore del genere incute nell'avversario il senso di una certa ineluttabilità, taglia le gambe, fa evaporare la convinzione. E' come un grido: "Spostatevi, siamo più forti". Un fenomeno.
Ora il classico dei classici: Italia-Germania. I tedeschi hanno l'occasione di prendersi una storica rivincita. Tutto sembra giocare a loro favore: hanno giocatori di qualità; due centravanti implacabili e in forma; due giorni in più di riposo; mentre all'Italia rischiano di mancare De Rossi ed entrambi i terzini di destra. Ma se la staranno già facendo sotto. Troppe volte li abbiamo beffati, l'ultima non troppo lontana: nel 2006 in casa loro, a Dortmund.
PAGELLE (rigori inclusi): Buffon 7 Abate 6,5 Bonucci 7 Barzagli 6,5 Balzaretti 6 Marchisio 6 Pirlo 8 De Rossi 6,5 Montolivo 6 Cassano 4 Balotelli 5; Maggio 6 Diamanti 6 Nocerino 7; Prandelli 5
Ma l'entusiasmo per il trionfo di ieri (ancor più inebriante perché sofferto) non deve farci scordare che l'Italia arriva in semifinale con un record modesto: tre pareggi e una vittoria (sofferta, contro la squadra tecnicamente più scarsa del torneo). Questo per non dimenticarci dei limiti di questa squadra: limiti di qualità e ossessioni prandelliane. E' una squadra che fa una fatica enorme a far gol: 1 su punizione, due da calcio d'angolo e l'unico su azione di Di Natale, che è anche l'unico che la Spagna abbia subito in tutto il torneo (sarà un caso?). Prandelli ha costruito la squadra in funzione della trasformazione di Balotelli in prima punta. Intorno gli ha fatto il vuoto, non convocando nessuna prima punta che potesse fargli ombra. Se, per esempio, avesse convocato Matri, a quest'ora l'avrebbe dovuto schierare al posto di SuperMario. Ebbene, siamo in semifinale ma l'esperimento non è ancora riuscito, andiamo avanti con questo equivoco: la squadra fa gioco, crea palle gol, ma Balotelli non finalizza, non è uno da gol facili. Inoltre Prandelli si è irrigidito su gerarchie assurde: Di Natale lo vede solo come vice di Balotelli, mentre insieme avrebbero potuto alternarsi a seconda delle azioni nei ruoli di prima e di seconda punta, senza dare punti di riferimento. Anche ieri, Di Natale sarebbe dovuto entrare al posto di Cassano, non Diamanti (e meno male per lui che non ha sbagliato il rigore), e forse avremmo segnato entro i 120 minuti.
Poi c'è l'equivoco Cassano: possibile che nessuno veda che li sente tutti i mesi di inattività per l'operazione al cuore? Non corre senza palla; anche quando ha lo spunto, non ha la velocità d'esecuzione che serve né la precisione, sbaglia un'infinità di palloni. Potrebbe semmai tornare utile negli ultimi trenta minuti della partita, quando i ritmi sono più lenti e le squadre meno compatte.
L'altro equivoco di questa squadra è a centrocampo: abbiamo il centrocampo a 3 più forte d'Europa, eppure Prandelli insiste a giocare a quattro, con una sorta di rombo il cui vertice alto non è qualitativamente all'altezza: ci sono volute tre partite per far fuori Motta, troppo lento e scarso; ma anche Montolivo in quel ruolo non ha mai sfondato e non ci gioca da anni (anche se ieri non ha fatto malissimo).
Dopo tutto, però, se costruisci una decina di palle gol pulite in 120 minuti diventa più difficile prendersela con l'allenatore, anche se i suoi errori restano e complicano non poco la vita. Sfatato invece il pregiudizio secondo cui le squadre di Prandelli non avrebbero la cattiveria e la grinta necessarie. Questa squadra anima e orgoglio ce le ha eccome.
Menzione speciale per Pirlo, che gioca una partita strana. Sbaglia troppi palloni durante i '90 minuti (ma ne gioca un'infinità), se li fa strappare dai piedi, e in una circostanza la combina grossa regalando la palla agli avversari che ripartono in contropiede. Non è brillantissimo in questo Europeo, non è continuo, evidentemente pesa una stagione giocata ad altissimi livelli. Si accende e si spegne, eppure riesce ad essere determinante. Dalla metà del secondo tempo e nei supplementari sale in cattedra (complice un centrocampo inglese meno asfissiante, con Gerrard a metà servizio), illumina il gioco e conclude la gara con quel "cucchiaio". Il calcio non è una scienza, non lo sapremo mai, ma mi piace pensare sia stato decisivo, che abbia provocato i due errori inglesi e infuso sicurezza nei compagni. Un rigore del genere incute nell'avversario il senso di una certa ineluttabilità, taglia le gambe, fa evaporare la convinzione. E' come un grido: "Spostatevi, siamo più forti". Un fenomeno.
Ora il classico dei classici: Italia-Germania. I tedeschi hanno l'occasione di prendersi una storica rivincita. Tutto sembra giocare a loro favore: hanno giocatori di qualità; due centravanti implacabili e in forma; due giorni in più di riposo; mentre all'Italia rischiano di mancare De Rossi ed entrambi i terzini di destra. Ma se la staranno già facendo sotto. Troppe volte li abbiamo beffati, l'ultima non troppo lontana: nel 2006 in casa loro, a Dortmund.
PAGELLE (rigori inclusi): Buffon 7 Abate 6,5 Bonucci 7 Barzagli 6,5 Balzaretti 6 Marchisio 6 Pirlo 8 De Rossi 6,5 Montolivo 6 Cassano 4 Balotelli 5; Maggio 6 Diamanti 6 Nocerino 7; Prandelli 5
Tuesday, June 19, 2012
Capacità di soffrire e fattore C: basteranno?
La capacità di soffrire, solo quella ci è rimasta e solo quella, e un pizzico di fortuna (la sportività degli avversari, di cui abbiamo sospettato), ci hanno permesso di qualificarci. E' l'Italia dei paradossi, quella che gioca la partita più brutta delle tre del girone eppure è l'unica che riesce a vincere. Complice l'avversario, l'Irlanda di Trapattoni: davvero modesta, la squadra tecnicamente più scarsa dell'intero torneo. Non una diga in difesa, tanto da prendere gol dopo soli 3 minuti sia dalla Croazia che dalla Spagna (noi ce ne mettiamo mi pare 38 di minuti), e da subirne 9 in tre partite; senza speranze in attacco, non ha dato mai veramente la sensazione di poter pareggiare, anche se sotto pressione lo svarione azzurro, come con la Croazia, ci poteva stare.
Nonostante le novità tattiche è stata una partita-fotocopia di quella con la Croazia, ma giocata leggermente peggio. Primo tempo noi a fare il gioco, anche se bloccati dall'ansia, e loro a ripartire; produciamo meno palle gol ma passiamo in vantaggio verso la fine con Cassano (colpo di testa! E questo la dice lunga sulla difesa irlandese); poi nel secondo tempo tiriamo i remi in barca, come avevamo fatto giovedì scorso (forse segno di cattiva condizione fisica?), e ci facciamo schiacciare nella nostra metà campo dall'Irlanda. Attacchi sterili, vero, buttano la palla lunga in mezzo, ma la squadra peggiore del torneo ci schiaccia e ci fa passare brutti tre quarti d'ora, quasi incapaci di reagire.
Un altro paradosso è che per come era schierata in campo stavolta la squadra sembrava più razionale, anche se le due punte hanno avuto poco supporto, i centrocampisti sono stati avidi di inserimenti e di assist. Stavolta terzini di ruolo che sanno cosa fare (Balzaretti molto meglio di Abate, comunque sufficiente), De Rossi mastino in copertura supplisce alla scarsa vena di un Pirlo spento (si fa sentire la fatica di un campionato giocato alla grande?), Marchisio stantuffo avanti-dietro, Motta troppo lento per essere vero, pare una statua. Davanti Cassano combina pochissimo, meno delle altre partite, ma fa gol, di testa, probabilmente colto anche lui di sorpresa; meglio Di Natale che però non viene quasi mai innescato da chi era deputato a farlo (Pirlo e Cassano).
Ci dice bene: l'Irlanda è davvero troppo scarsa, a noi servirebbero tre gol per stare tranquilli, almeno rispetto all'1-1 di Spagna e Croazia, ma non è aria. Per fortuna c'è la sportività dei nostri avversari che per oltre 80 minuti restano inchiodati all'unico risultanto - lo 0-0 - che penalizza entrambi. Alla fine è la Spagna a segnare, ma non emana odore di biscotto, infatti nessun pareggio regalato nei minuti finali ai croati, che sono fuori. Attenzione, perché non altre squadre, ma l'Italia con la capacità di soffrire e il fattore C è capace di arrivare in finale. A questo punto non si può escludere, speriamo solo di meritarcelo così da non doverci vergognare ad esultare.
Commento a parte la meritano la zampata di Balotelli, che ci porta sul 2-0 nei minuti finali, ma anche il suo comportamento. Appena entrato rischia di farsi buttare fuori tentando di rifilare una gomitata gratuita ad un avversario, per fortuna senza colpirlo. Fa un bel gol ma si ritiene evidentemente troppo offeso per regalare ai suoi compagni, al suo mister, e ai suoi connazionali, un cenno d'esultanza. No, lui deve mandare affanculo tutti, ditino alzato, non si capisce bene se solo il pubblico che l'ha fischiato al suo ingresso in campo o anche Prandelli che l'aveva sostituito nelle precedenti partite e non l'ha fatto partire titolare ieri. Non lo sapremo mai, perché Bonucci accorre a bloccarlo e a tappargli la bocca. Bel gol, ma Balotelli è quel tipo di giocatore che devi aspettare dieci partite irritanti per un gol del genere, inoltre rischiando ogni minuto che si faccia buttare fuori. Gioca e sembra che ti fa un favore; segna e fa l'offeso perché è partito dalla panchina (avendo giocato male le altre due gare). No, preferisco un giocatore più scarso ma con più voglia di indossare la maglia azzurra. A prescindere dalle qualità tecniche, non è una buona scelta affidarsi a lui in un torneo di sole 3-4, al massimo 6 partite in un mese. Il guaio è che a Balotelli se ne fanno passare troppe, e sappiamo perché: perché è bravo, è di colore, e nessuno vuole correre il rischio di passare per razzista. Ma così non si fa certo il suo bene.
PAGELLE: Buffon 7 Abate 6 Barzagli 6 Chiellini 6 Balzaretti 7 Marchisio 6,5 Pirlo 5 De Rossi 6,5 Motta 5 Cassano 6,5 Di Natale 6,5; Bonucci 6 Diamanti 6 Balotelli 6 (-1 per il comportamento); Prandelli 6
Nonostante le novità tattiche è stata una partita-fotocopia di quella con la Croazia, ma giocata leggermente peggio. Primo tempo noi a fare il gioco, anche se bloccati dall'ansia, e loro a ripartire; produciamo meno palle gol ma passiamo in vantaggio verso la fine con Cassano (colpo di testa! E questo la dice lunga sulla difesa irlandese); poi nel secondo tempo tiriamo i remi in barca, come avevamo fatto giovedì scorso (forse segno di cattiva condizione fisica?), e ci facciamo schiacciare nella nostra metà campo dall'Irlanda. Attacchi sterili, vero, buttano la palla lunga in mezzo, ma la squadra peggiore del torneo ci schiaccia e ci fa passare brutti tre quarti d'ora, quasi incapaci di reagire.
Un altro paradosso è che per come era schierata in campo stavolta la squadra sembrava più razionale, anche se le due punte hanno avuto poco supporto, i centrocampisti sono stati avidi di inserimenti e di assist. Stavolta terzini di ruolo che sanno cosa fare (Balzaretti molto meglio di Abate, comunque sufficiente), De Rossi mastino in copertura supplisce alla scarsa vena di un Pirlo spento (si fa sentire la fatica di un campionato giocato alla grande?), Marchisio stantuffo avanti-dietro, Motta troppo lento per essere vero, pare una statua. Davanti Cassano combina pochissimo, meno delle altre partite, ma fa gol, di testa, probabilmente colto anche lui di sorpresa; meglio Di Natale che però non viene quasi mai innescato da chi era deputato a farlo (Pirlo e Cassano).
Ci dice bene: l'Irlanda è davvero troppo scarsa, a noi servirebbero tre gol per stare tranquilli, almeno rispetto all'1-1 di Spagna e Croazia, ma non è aria. Per fortuna c'è la sportività dei nostri avversari che per oltre 80 minuti restano inchiodati all'unico risultanto - lo 0-0 - che penalizza entrambi. Alla fine è la Spagna a segnare, ma non emana odore di biscotto, infatti nessun pareggio regalato nei minuti finali ai croati, che sono fuori. Attenzione, perché non altre squadre, ma l'Italia con la capacità di soffrire e il fattore C è capace di arrivare in finale. A questo punto non si può escludere, speriamo solo di meritarcelo così da non doverci vergognare ad esultare.
Commento a parte la meritano la zampata di Balotelli, che ci porta sul 2-0 nei minuti finali, ma anche il suo comportamento. Appena entrato rischia di farsi buttare fuori tentando di rifilare una gomitata gratuita ad un avversario, per fortuna senza colpirlo. Fa un bel gol ma si ritiene evidentemente troppo offeso per regalare ai suoi compagni, al suo mister, e ai suoi connazionali, un cenno d'esultanza. No, lui deve mandare affanculo tutti, ditino alzato, non si capisce bene se solo il pubblico che l'ha fischiato al suo ingresso in campo o anche Prandelli che l'aveva sostituito nelle precedenti partite e non l'ha fatto partire titolare ieri. Non lo sapremo mai, perché Bonucci accorre a bloccarlo e a tappargli la bocca. Bel gol, ma Balotelli è quel tipo di giocatore che devi aspettare dieci partite irritanti per un gol del genere, inoltre rischiando ogni minuto che si faccia buttare fuori. Gioca e sembra che ti fa un favore; segna e fa l'offeso perché è partito dalla panchina (avendo giocato male le altre due gare). No, preferisco un giocatore più scarso ma con più voglia di indossare la maglia azzurra. A prescindere dalle qualità tecniche, non è una buona scelta affidarsi a lui in un torneo di sole 3-4, al massimo 6 partite in un mese. Il guaio è che a Balotelli se ne fanno passare troppe, e sappiamo perché: perché è bravo, è di colore, e nessuno vuole correre il rischio di passare per razzista. Ma così non si fa certo il suo bene.
PAGELLE: Buffon 7 Abate 6 Barzagli 6 Chiellini 6 Balzaretti 7 Marchisio 6,5 Pirlo 5 De Rossi 6,5 Motta 5 Cassano 6,5 Di Natale 6,5; Bonucci 6 Diamanti 6 Balotelli 6 (-1 per il comportamento); Prandelli 6
Monday, June 30, 2008
Espana, Olé
Una bellissima Spagna si aggiudica meritatamente gli Europei 2008. L'Italia è stata l'unica squadra contro la quale gli spagnoli non sono riusciti a vincere e se la Federazione non avesse tempestivamente richiamato Lippi c'è da scommettere che Donadoni avrebbe usato anche questo argomento per negare la brutta figura che ci ha fatto rimediare. Secondo questa logica, l'Olanda, che ha battuto tre a zero l'unica squadra che non ha perso contro la Spagna, potrebbe autoproclamarsi vincitore morale.Ma parliamo della Spagna, una nazionale che spesso in queste competizioni parte a razzo nel girone per poi sciogliersi ai primi scontri a eliminazione diretta. Gran possesso palla, ma il difetto degli spagnoli (simile a quello dei portoghesi) è che "si piacciono" troppo nel palleggio. Quest'anno gli è bastato aggiungere un pizzico di concretezza per diventare una squadra estremamente competitiva. Hanno sbagliato molte occasioni per chiudere la partita, ieri sera, e i tenaci tedeschi avrebbero potuto castigarli, ma la differenza tecnica in campo è apparsa evidente.
In generale è stato un torneo da cui è emerso che nel calcio di oggi per vincere devi saper giocare (dal punto di vista tecnico) e giocartela (dal punto di vista tattico), che le fiammate estemporanee o il "catenaccio" possono risolverti una partita, ma non farti arrivare fino in fondo. E non sempre è stato così.
Ballack ha confermato di essere un giocatore molto sopravvalutato, mentre gli spagnoli hanno dimostrato di essere un gruppo molto giovane ma affiatato, dotato tecnicamente, e ora con una discreta esperienza di alto livello. La mia impressione è che questa squadra possa fare molto bene anche ai prossimi Mondiali e possa aprirsi un ciclo. Su tutti, confesso di avere un debole per Fabregas, letteralmente sontuoso (ha solo 21 anni e già alle spalle splendide annate nell'Arsenal).
Una nota la merita la Semifinale giocata contro i russi. Chi ha visto la partita si sarà chiesto dove fosse finita la Russia dei supplementari con l'Olanda e se le isole Far Oer avessero preso il suo posto. Intendiamoci: ci sta di sbagliare una partita, di non riuscire a ripetere le belle giocate fatte vedere nei Quarti, ma un tale calo fisico non può che accentuare certi sospetti che avevo avuto, anche perché gli spagnoli venivano da un Quarto di finale finito ai rigori e con un giorno in meno di riposo. I russi erano totalmente fermi, ma particolarmente deludente, assente dal gioco, è stato il talento Arshavin, che contro l'Olanda al 120° minuto era ancora capace di scatti brucianti. Il passaggio in Semifinale avrà comunque fatto schizzare in alto la sua valutazione...
Monday, June 23, 2008
Italia fuori. Giusto così
Non si poteva proprio vedere una squadra accedere alle Semifinali di un Europeo avendo vinto una sola partita su quattro e senza mai essere riuscita a segnare un gol su azione. Germania, Russia e Spagna ne hanno vinte tre; la Turchia due. Perdere alla "lotteria" dei rigori fornisce sempre ad allenatori e giocatori un ottimo alibi nella sfortuna, che però questa volta ci ha visto benissimo, rimettendo un po' d'ordine tra meriti e demeriti complessivi.La Spagna ha disputato meglio di noi il torneo, ieri sera ha creato più gioco, ma non si può certo dire che i suoi attaccanti siano stati all'altezza delle lodi ricevute alla vigilia. Non hanno brillato per conclusioni o giocate irresistibili. Anzi, si sono contraddistinti più per i numerosi errori in fase di rifinitura. La Spagna può contare su giocatori buoni, veloci e grintosi, ma non eccezionali. Li abbiamo temuti troppo. L'Italia come al solito si è concentrata (e anche bene) quasi esclusivamente sulla fase difensiva, aspettando il fattore "c", un momento di distrazione o di stanchezza degli spagnoli, o l'invenzione di uno dei suoi attaccanti, che però non sono mai arrivati. Il rigore nettissimo negato alla Spagna per un fallo di Ambrosini (patetico) mi pare su Villa ci avrebbe probabilmente fatto assistere a un'altra partita, ed esposto a un altro 3 a 0.
Come con la Francia, presi individualmente i nostri giocatori non hanno demeritato: soprattutto la difesa (con uno straordinario Chiellini), Buffon, De Rossi, Camoranesi e Cassano. E' come collettivo che la squadra sembrava non avere né capo né coda.
Adesso tutti se la prenderanno con Toni, che in effetti non è apparso mai nelle migliori condizioni: troppo lento e macchinoso. Ma la squadra ha dimostrato di non avere alcun gioco offensivo. Donadoni è apparso confuso dall'inizio del torneo, sia sugli uomini da impiegare (sbagliando spesso) sia sul come impiegarli. Non ha alcun senso schierare un centrocampo a "rombo", e inserire i tre centrocampisti della Roma, nella loro squadra votati a un gioco molto offensivo, se si imposta tutta la partita in chiave difensiva (con Aquilani costretto a fare il Gattuso).
In avanti pochissime idee, tutte le azioni apparivano casuali e confuse, come contro la Francia (così almeno quella vittoria che in molti hanno salutato come "l'impresa" della svolta apparirà oggi per quella che realmente è stata: una vittoria tutto sommato fortunosa contro un avversario più "alla frutta" di noi). Troppo prevedibili nel cercare un'unica disperata soluzione: cross per la testa di Toni. Troppo prevedibile e quindi facile per i centrali avversari marcarlo. Cassano ha fatto buone giocate ma predicava nel deserto. Tutti troppo presi dalla fase difensiva, i terzini non hanno mai spinto sulle fasce e i centrocampisti non hanno mai fatto salire la squadra, che è rimasta spezzata in due, troppo lunga, con gli attaccanti isolati dal gioco.
Se Donadoni aveva intenzione di giocarsela in contropiede, non era certo di Toni che aveva bisogno come prima punta. Sarebbe stato più adatto Inzaghi. Se almeno in quella fase della partita avesse avuto un Inzaghi da inserire, allora sì, avremmo potuto sperare in un guizzo risolutivo. Poi, forse, ci spiegherà che senso ha avuto far entrare Di Natale per Cassano, addirittura fargli battere un rigore decisivo (Toni e Del Piero?).
E' stata un'Italia mediocre, come mediocre, inesperto e confuso fin dall'inizio è apparso l'allenatore, Donadoni, che approdava alla guida della Nazionale, dopo aver allenato il Livorno (!), da ex giocatore del Milan fortemente voluto da un altro ex giocatore del Milan oggi vicepresidente della Federazione: Albertini. Neanche un giornalista ha avuto il coraggio di porre a Donadoni una domanda che ne avrebbe rivelato la mediocrità: qual è stato il motivo (tattico o tecnico) per cui ha tenuto De Rossi fuori nella partita con l'Olanda? Adesso c'è da augurarsi che Donadoni abbia almeno il pudore di dimettersi già nelle prossime ore.
Sunday, June 22, 2008
Che benzina usano i russi?
La Grande Olanda, super-favorita, è stata eliminata dai russi che hanno sfoderato una prestazione straordinaria. E così tre quarti su quattro si sono conclusi con l'eliminazione di altrettante prime classificate nel proprio girone (Croazia e Olanda addirittura a punteggio pieno). Vedremo stasera se Spagna - Italia sarà o no l'eccezione.
Olanda - Russia è stata una bellissima partita. Vinta meritatamente ai supplementari dai russi. Ma nessuno ha sollevato i dubbi che ieri sera a me sono venuti guardando la partita. Di solito capita ai supplementari che una squadra dimostri di avere più birra dell'altra, ma francamente la differenza ieri tra russi e olandesi mi è sembrata davvero eccessiva. In fondo, gli olandesi erano riusciti a pareggiare nei minuti finali dei tempi regolamentari. Al termine dei '90 minuti i russi avevano dimostrato un gioco particolarmente agile e veloce, ma gli olandesi erano sempre stati pericolosi e in partita.
Improvvisamente, ai supplementari, è come se i russi avessero messo il turbo e gli olandesi fossero crollati. Ripeto: di solito una delle due squadre si dimostra più resistente dell'altra, ma in generale i ritmi della partita si abbassano comunque per entrambe. Insomma, la birra che avevano in corpo i russi a me è parsa sospetta. La differenza troppo marcata, anche perché l'Olanda è una squadra molto forte fisicamente e veloce a sua volta. Soprattutto, dopo 120 minuti di gioco puoi certamente correre di più del tuo avversario, ma sul piano del "fondo". Si sono visti, invece, certi scatti, una rapidità nel saltare l'uomo in spazi brevi, e una lucidità sotto porta, che ai supplementari io non ricordo di aver mai visto. E non in uno o due giocatori, ma in tutti, compresi quelli che giocavano dall'inizio.
Insomma, a me qualche dubbio è venuto. Hiddink è un ottimo allenatore, molto esperto, per di più olandese, e ha preparato molto bene la partita con un avversario che conosce benissimo. Sempre Hiddink guidava la Corea del Sud ai mondiali di Corea e Giappone, nel 2002. In quell'occasione i coreani giunsero addirittura in Semifinale, grazie a un cammino sorprendente che destò non poche polemiche. Non solo per la partita vinta contro l'Italia grazie al famigerato arbitro Moreno e per altri clamorosi errori arbitrali a suo vantaggio, ma anche per l'incredibile tenuta atletica della squadra, mentre è noto che tenuta atletica e forza fisica siano i maggiori handicap dei giocatori asiatici.
Olanda - Russia è stata una bellissima partita. Vinta meritatamente ai supplementari dai russi. Ma nessuno ha sollevato i dubbi che ieri sera a me sono venuti guardando la partita. Di solito capita ai supplementari che una squadra dimostri di avere più birra dell'altra, ma francamente la differenza ieri tra russi e olandesi mi è sembrata davvero eccessiva. In fondo, gli olandesi erano riusciti a pareggiare nei minuti finali dei tempi regolamentari. Al termine dei '90 minuti i russi avevano dimostrato un gioco particolarmente agile e veloce, ma gli olandesi erano sempre stati pericolosi e in partita.
Improvvisamente, ai supplementari, è come se i russi avessero messo il turbo e gli olandesi fossero crollati. Ripeto: di solito una delle due squadre si dimostra più resistente dell'altra, ma in generale i ritmi della partita si abbassano comunque per entrambe. Insomma, la birra che avevano in corpo i russi a me è parsa sospetta. La differenza troppo marcata, anche perché l'Olanda è una squadra molto forte fisicamente e veloce a sua volta. Soprattutto, dopo 120 minuti di gioco puoi certamente correre di più del tuo avversario, ma sul piano del "fondo". Si sono visti, invece, certi scatti, una rapidità nel saltare l'uomo in spazi brevi, e una lucidità sotto porta, che ai supplementari io non ricordo di aver mai visto. E non in uno o due giocatori, ma in tutti, compresi quelli che giocavano dall'inizio.
Insomma, a me qualche dubbio è venuto. Hiddink è un ottimo allenatore, molto esperto, per di più olandese, e ha preparato molto bene la partita con un avversario che conosce benissimo. Sempre Hiddink guidava la Corea del Sud ai mondiali di Corea e Giappone, nel 2002. In quell'occasione i coreani giunsero addirittura in Semifinale, grazie a un cammino sorprendente che destò non poche polemiche. Non solo per la partita vinta contro l'Italia grazie al famigerato arbitro Moreno e per altri clamorosi errori arbitrali a suo vantaggio, ma anche per l'incredibile tenuta atletica della squadra, mentre è noto che tenuta atletica e forza fisica siano i maggiori handicap dei giocatori asiatici.
Wednesday, June 18, 2008
Italia adelante!
Italia ai Quarti, con merito, perché nell'arco delle tre partite ha fatto senz'altro più e meglio di Francia e Romania. Adesso, ovviamente, a sentire tv e a leggere i giornali siamo passati dalle stalle alle stelle. Non è così, altro che "notte perfetta".La Nazionale ieri ha confermato tutte le sue carenze. Dobbiamo la vittoria con la Francia innanzitutto alla Francia stessa, che si è dimostrata davvero ben poca cosa in questa competizione. Tranne il talento ancora acerbo di Benzema e gli ultimi fuochi d'artificio di Henry; la dobbiamo alla prestazione maiuscola di alcuni singoli: De Rossi, Buffon e Pirlo su tutti, ma anche Cassano e la difesa. Toni c'è, ma sembra ormai entrato nella tipica psicologia dell'attaccante in crisi d'astinenza. Sa di esserlo, non si può dire che giochi male, è nel vivo dell'azione, tiene bene palla a fa salire la squadra, ma sul più bello è precipitoso, insicuro, e finisce con lo sbagliare gol che con maggiore convinzione avrebbe buttato dentro. Il problema è che in questi tornei le partite sono poche e non si può aspettarlo in eterno.
Tornando alla squadra, ci troviamo con il paradosso di una partita giocata bene dalla maggior parte degli azzurri individualmente, ma non collettivamente. Continuano a non segnare su azione, e non è un caso: un gol in mischia su calcio d'angolo (con la Romania); un rigore e un autogol su calcio di punizione da 35 metri (con la Francia) contro una squadra in dieci per 70 minuti. Ci stanno i momenti di difficoltà, perché i francesi non ci stavano a perdere e hanno dato tutto. Non è quello, è che non siamo in grado di sviluppare un gioco che ci permetta di segnare su azione. Ci sono questi lanci lunghi per Toni, che o di testa o arpionando il pallone con i suoi trampoli dovrebbe buttarla dentro.
Cassano è stato troppo "disciplinato", nel senso che da lui ci si aspetta un po più d'iniziativa, che entri in area saltando l'uomo. I centrocampisti non si inseriscono; nessuna triangolazione che penetri nella difesa avversaria palla a terra. Insomma, ci hanno tenuto in gioco le doti individuali e la forza di volontà, ma creiamo per lo più tanta confusione, sia davanti che dietro. Intendiamoci, la confusione si può rivelare positiva, nel senso che è imprevidibilità, e un paio di partite ai Mondiali scorsi le abbiamo vinte anche così, ma certo ci rende discontinui e anche imprevedibilmente fragili quando la partita non dovesse girare bene come ieri sera.
I nostri hanno comunque le qualità per esplodere in qualsiasi momento e battere chiunque. Ha ragione Van Basten, che di esperienza ne ha: «Dai Quarti si riparte da zero, tutto può accadere». Adesso c'è la Spagna. Squadra che spesso nelle partite a eliminazione diretta si scioglie come neve al sole dopo un girone dominato alla grande, e che comunque tende a giocare un buon calcio senza chiudersi, il che ci favorisce. Sempre ricordandoci che Toni non è un attaccante da contropiede, per quello serviva Pippo Inzaghi (e sarebbe servito comunque). Sapremo presto quanto il successo di stasera sia merito nostro o demerito dei francesi. Bisogna concludere, infatti, che nel cosiddetto "girone di ferro", dominato da una Olanda stellare (con 9 "riserve" batte la Romania di Mutu 2 a 0), Italia, Francia e Romania hanno tutte deluso, giocando molto al di sotto delle aspettative. Intanto, con le squalifiche di Pirlo e Gattuso credo proprio che Donadoni non potrà fare a meno di far giocare Aquilani. Adelante.
Saturday, June 14, 2008
Italia, troppo poco per meritare i Quarti
Ieri sera la nazionale italiana ha giocato senz'altro meglio che nella partita di esordio persa con l'Olanda (che si è dimostrata una grande squadra, battendo anche la Francia per 4 splendidi gol a 1).
Ma gli innesti, seppure positivi (soprattutto Chiellini e De Rossi, ma tranne Perrotta) non sono bastati. La partita è stata a dir poco rocambolesca. Condizionata dall'arbitraggio, perché il gol di Toni era regolare, anche se per la dinamica dell'azione la sua posizione era molto difficile da valutare dal campo. Sarebbe quindi sbagliato recriminare troppo per questo errore arbitrale, anche perché avevamo altri 45 minuti per segnare e l'Italia ha creato tantissime occasioni che soprattutto Toni ha sciupato. Potevamo vincere, dunque, ma anche perdere, se Panucci non ci avesse salvati da un errore clamoroso di Zambrotta e Buffon da un errore dello stesso Panucci.
A questo punto però, soprattutto guardando il secondo tempo, c'è da chiedersi se in questa squadra ci siano troppi ex giocatori (Zambrotta, il lentissimo Pirlo, Gattuso, Camoranesi, solo pallidi ricordi dei giocatori che conoscevamo), oppure se non sia stata completamente sbagliata la preparazione atletica. Perché ieri sera i nostri sembravano aver speso tutto già all'inizio del secondo tempo. Grazie soprattutto a Cassano abbiamo avuto alcune occasioni, ma la maggior parte mi sembravano camminare per il campo sfiniti, nessuno brillante, capace di puntare e saltare l'uomo. Sono mancati i ritmi e le accelerazioni necessari a mettere davvero in difficoltà la difesa rumena.
L'impressione che ho avuto ieri sera quindi è che sia mancata soprattutto la condizione fisica. Rimane una squadra messa male in campo da un ct inesperto (che continua a ignorare Aquilani) e costruita peggio, su un'unica soluzione offensiva: cross e colpo di testa di Toni; cui manca un giocatore da assist e da triangolazioni per gli inserimenti da dietro; Pirlo non ne ha le caratteristiche, perché ormai da anni anche nel Milan parte da dietro, gioca più da regista arretrato e spesso si concede qualche pausa di troppo. Del Piero e Cassano sono due seconde punte e hanno giocato il primo troppo decentrato e il secondo troppo lontano dalla porta avversaria.
Non si può fare a meno di osservare che la Federazione ha sbagliato a non imporsi su Donadoni per fargli accettare i discorsi di Nesta e Totti. Il secondo era comunque infortunato, ma il primo ci sarebbe stato utilissimo. In fondo, a 31 anni, chedevano di essere risparmiati per le partite più importanti e d'altra parte sarebbe stato interesse della nazionale stessa poterli avere in discreta forma anche in vista dei prossimi mondiali. Altri giocatori in passato (basti ricordare Baggio) hanno giocato eccellenti mondiali a 33 anni.
Onore all'Olanda. Ha ottenuto sei punti in due partite umiliando campioni e vice-campioni del mondo. Trovo giusto che contro la Romania Van Basten faccia riposare qualcuno dei suoi in vista delle prossime partite. Italia e Francia, con un punto, non hanno nessun diritto di pretendere che l'Olanda le aiuti laddove da sole non ce l'hanno fatta. Per favore, nessun piagnisteo come quattro anni fa con Svezia-Danimarca.
Adesso non ci resta che la partita con la Francia. Chiediamo soprattutto che ci venga risparmiata la beffa dopo il danno. Forse meriteremo l'esclusione, ma non facciamoci battere dalla Francia, rischiando di regalargli il passaggio del turno. Questo proprio no. Visto il contesto è la peggiore partita che si potesse immaginare. Troveremo due squadre entrambe deluse e rancorose, incattivite. Donadoni esca di scena con onore. E in silenzio.
P.S.: Prosegue lo scandalo delle telecronache Rai, con i soliti errori, le faziosità, e la "chicca" di Bagni, che due minuti prima del gol di Mutu aveva definito deludente la sua prestazione.
Ma gli innesti, seppure positivi (soprattutto Chiellini e De Rossi, ma tranne Perrotta) non sono bastati. La partita è stata a dir poco rocambolesca. Condizionata dall'arbitraggio, perché il gol di Toni era regolare, anche se per la dinamica dell'azione la sua posizione era molto difficile da valutare dal campo. Sarebbe quindi sbagliato recriminare troppo per questo errore arbitrale, anche perché avevamo altri 45 minuti per segnare e l'Italia ha creato tantissime occasioni che soprattutto Toni ha sciupato. Potevamo vincere, dunque, ma anche perdere, se Panucci non ci avesse salvati da un errore clamoroso di Zambrotta e Buffon da un errore dello stesso Panucci.
A questo punto però, soprattutto guardando il secondo tempo, c'è da chiedersi se in questa squadra ci siano troppi ex giocatori (Zambrotta, il lentissimo Pirlo, Gattuso, Camoranesi, solo pallidi ricordi dei giocatori che conoscevamo), oppure se non sia stata completamente sbagliata la preparazione atletica. Perché ieri sera i nostri sembravano aver speso tutto già all'inizio del secondo tempo. Grazie soprattutto a Cassano abbiamo avuto alcune occasioni, ma la maggior parte mi sembravano camminare per il campo sfiniti, nessuno brillante, capace di puntare e saltare l'uomo. Sono mancati i ritmi e le accelerazioni necessari a mettere davvero in difficoltà la difesa rumena.
L'impressione che ho avuto ieri sera quindi è che sia mancata soprattutto la condizione fisica. Rimane una squadra messa male in campo da un ct inesperto (che continua a ignorare Aquilani) e costruita peggio, su un'unica soluzione offensiva: cross e colpo di testa di Toni; cui manca un giocatore da assist e da triangolazioni per gli inserimenti da dietro; Pirlo non ne ha le caratteristiche, perché ormai da anni anche nel Milan parte da dietro, gioca più da regista arretrato e spesso si concede qualche pausa di troppo. Del Piero e Cassano sono due seconde punte e hanno giocato il primo troppo decentrato e il secondo troppo lontano dalla porta avversaria.
Non si può fare a meno di osservare che la Federazione ha sbagliato a non imporsi su Donadoni per fargli accettare i discorsi di Nesta e Totti. Il secondo era comunque infortunato, ma il primo ci sarebbe stato utilissimo. In fondo, a 31 anni, chedevano di essere risparmiati per le partite più importanti e d'altra parte sarebbe stato interesse della nazionale stessa poterli avere in discreta forma anche in vista dei prossimi mondiali. Altri giocatori in passato (basti ricordare Baggio) hanno giocato eccellenti mondiali a 33 anni.
Onore all'Olanda. Ha ottenuto sei punti in due partite umiliando campioni e vice-campioni del mondo. Trovo giusto che contro la Romania Van Basten faccia riposare qualcuno dei suoi in vista delle prossime partite. Italia e Francia, con un punto, non hanno nessun diritto di pretendere che l'Olanda le aiuti laddove da sole non ce l'hanno fatta. Per favore, nessun piagnisteo come quattro anni fa con Svezia-Danimarca.
Adesso non ci resta che la partita con la Francia. Chiediamo soprattutto che ci venga risparmiata la beffa dopo il danno. Forse meriteremo l'esclusione, ma non facciamoci battere dalla Francia, rischiando di regalargli il passaggio del turno. Questo proprio no. Visto il contesto è la peggiore partita che si potesse immaginare. Troveremo due squadre entrambe deluse e rancorose, incattivite. Donadoni esca di scena con onore. E in silenzio.
P.S.: Prosegue lo scandalo delle telecronache Rai, con i soliti errori, le faziosità, e la "chicca" di Bagni, che due minuti prima del gol di Mutu aveva definito deludente la sua prestazione.
Tuesday, June 10, 2008
Azzurri impresentabili, Rai indecente
Dolcissima mi è stata ieri sera la vittoria della liberale Olanda contro la clericale Italia. Donadoni ha presentato in campo una formazione rappresentativa di quell'Italia dove non conta il merito ma contano le relazioni, le clientele. Perdonatemi se la butto in politica. Ma il ct non ha solo sbagliato formazione, che può capitare. Ha tenuto in panchina il centrocampo della Roma che per un soffio non ha vinto lo scudetto, per far giocare tutti e tre i suoi "amichetti" del Milan, una squadra in crisi proprio per il suo centrocampo e solo quinta in campionato. Già non mi andava giù che non giocasse Aquilani. Quando poi, poco prima del fischio d'inizio ho saputo che non giocava neanche De Rossi, forse il miglior centrocampista europeo insieme a Gerrard, ho deciso che avrei tifato per l'Olanda. Provate a mettere sul mercato Aquilani e Ambrosini e poi ne riparliamo.Cannavaro è insostituibile, ma Donadoni avrebbe dovuto partire con Zambrotta a destra, Grosso a sinistra (come ai mondiali) e Panucci centrale, perché insieme Barzagli e Materazzi non possono proprio giocare. Per le prossime li escluderei entrambi provando Gamberini, che peggio di come ha giocato Barzagli ieri sera non credo che possa giocare. A centrocampo fuori Ambrosini, Gattuso e Camoranesi, che sono cotti. Dentro De Rossi, Aquilani e Perrotta, con Pirlo dietro le punte (Del Piero e Toni). Grosso e Zambrotta a fare le fasce.
Una nota sulle telecronache della Rai, semplicemente scandalose e indecenti, piene di errori tecnici e faziosità. Un commentatore, domenica, arrivava a dire che la Polonia meritava il pareggio contro la Germania, pur non avendo mai tirato in porta. "Fraseggio stucchevole", veniva definita l'azione che avrebbe portato al 2-0 per i tedeschi.
Ieri sera Bagni e Civoli hanno dimostrato di non conoscere il regolamento: non esiste la posizione passiva del difensore. Nei primi minuti hanno emesso sentenze irrispettose su alcuni giocatori olandesi. Engelaar "impresentabile" (avrebbe dominato il centrocampo), Van Nisterlrooy e Van Bronckhorst definiti più o meno esplicitamente "finiti". Van Nisterlrooy incontenibile e Van Bronckhorst avrebbe dominato la fascia sinistra per tutta la partita, avviando e concludendo l'azione del terzo gol. Infine, la chicca: durante il secondo tempo, proprio quando Bagni, riferendosi agli olandesi, azzardava un "non sono abituati a difendere e tutto quello che hanno speso nel primo tempo ora lo pagano, stanno camminando", quelli partivano in contropiede e infilavano Buffon per la terza volta.
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