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Monday, August 17, 2009

Una via liberale per il Sud

Così Angelo Panebianco oggi sul Corriere della Sera:
«La via liberale... è quella che dice: solo i meridionali, e nessun altro, possono risolvere i loro problemi. Lo Stato, quindi, offre al Sud, come ha suggerito da tempo l'Istituto Bruno Leoni, solo l'opportunità di trasformarsi in una grande no tax area interrompendo contestualmente i flussi di trasferimento di risorse. Lo Stato resterebbe al Sud solo con gli apparati della forza (per contrastare la criminalità) e i servizi pubblici essenziali. A quel punto, probabilmente, si scatenerebbe un conflitto feroce fra le forze modernizzatrici del Sud (che ci sono) e quel "clientelismo senza risorse", fino ad oggi dominante, di cui ha parlato recentemente il presidente della Confindustria siciliana Ivan Lo Bello. Essendo cambiate le condizioni del gioco, le forze modernizzatrici avrebbero, per la prima volta, la possibilità di prevalere».
Ma Panebianco coglie il punto anche quando esamina l'altra via, quella «paternalista», diremmo statalista. Se si sceglie quest'ultima, «bisogna seguirla fino in fondo, coerentemente».
«In questo caso, è il centro che deve decidere tutto e a tutto sovrintendere. Anche con soluzioni istituzionali drastiche: fine di ogni autonomia regionale (Sanità in testa) e locale, azzeramento delle classi dirigenti colpevoli di sprechi, eccetera. Il problema è impedire che gli interventi modernizzatori del centro vengano distorti e le risorse centrali "catturate" da classi dirigenti locali interessate a sfamare clientele. Come accadde alla vecchia Cassa del Mezzogiorno e come accadrà di nuovo se si mescoleranno ancora centralismo e autonomia, paternalismo e liberalismo».

1 comment:

Anonymous said...

E' una buona idea quella di detassare il mezzogiorno, non che voi meridionali ci teniate a pagare le tasse nemmeno ora... comunque se il sud diventa una no tax area è la volta buona che il nord chiede la secessione, per un verso o per l'altro piangere miseria vi tornerebbe sempre utile.