Pagine

Friday, January 25, 2008

Verso il voto. Berlusconi per il governo, Veltroni per il Pd

Pericolo "tedesco". Quadrilatero Pd-Udc-Colle-Montezemolo per far fuori Berlusconi (e Veltroni)

Ecco perché, al di là delle apparenze, la posizione di Veltroni è molto più vicina a quella di Berlusconi che a quella degli altri big del Pd. Dal vertice di questo pomeriggio il Pd è uscito con una posizione solo apparentemente unitaria: un governo per le riforme. Un governo istituzionale che per D'Alema, i Popolari e Rutelli deve evitare le elezioni anticipate entro l'estate, possibilmente spostando il ritorno alle urne alla primavera del 2009, e far approvare una legge elettorale sul modello tedesco, unico modo per ottenere il sostegno anche di Rifondazione e Udc. Anche D'Alema, i Popolari e Rutelli non vogliono che il Pd si allei più con la sinistra massimalista, ma vorrebbero favorire la formazione di un centro con il quale allearsi. Non a caso vengono citati Montezemolo e Casini e viene evocato un governo di "responsabilità nazionale".

Veltroni, invece, pur desiderando anch'egli una nuova legge elettorale prima del voto, la vuole maggioritaria, per far correre da solo il Pd e rendere impossibile l'operazione di un "grande centro". Ma non può permettersi di far passare l'estate, perché all'interno del partito si sta per scatenare una guerra di tutti, compreso Prodi, contro di lui. In ultima istanza, dunque, Veltroni sarebbe portato a preferire addirittura l'opzione berlusconiana "elezioni subito", così da approfittare di questa legge elettorale per far almeno eleggere i suoi fedelissimi nelle file del Pd e blindare la sua leadership.

Infatti, ciò che sembra rendere improbabile che un governo per le riforme possa oggi spianare la strada a una legge elettorale di tipo maggioritario e non "tedesco", è proprio il fatto che attualmente tra i parlamentari del Pd sono più forti le correnti dalemiane, mariniane e rutelliane. Dunque, Veltroni confida in Berlusconi per far saltare il tavolo e andare al voto comunque prima dell'estate.

Alla fine, anche a causa dell'insistenza del presidente Napolitano (che crediamo sia più favorevole al modello tedesco), è probabile che ci sia non lo scioglimento delle Camere ma un incarico, almeno sotto la forma di un mandato esplorativo, per la legge elettorale. Siccome Napolitano è determinatissimo, Berlusconi sa che alla fine dovrà concedere un tentativo. Quindi adesso, per garantirsi almeno tempi brevissimi, invoca "elezioni subito", anche con la legge attuale, che "va benissimo".

Il Pd proporrà Marini per tentare di coinvolgere l'Udc e arrivare al sistema tedesco. Ma Berlusconi (sapendo di far piacere anche a Veltroni) proporrà Letta, per garantirsi sul voto anticipato, sulle nomine pubbliche e su un sistema elettorale più maggioritario. Se poi, in breve tempo (circa due settimane), non dovesse arrivare luce verde per un sistema maggioritario, come purtroppo è probabile che sia, Berlusconi - e Veltroni, per quanto da dietro le quinte - sarebbero pronti a far saltare il tavolo e ad andare a votare ad aprile con l'attuale legge, rinviando al prossimo Parlamento un dialogo sulle riforme al quale il segretario del Pd parteciperebbe con i "suoi" parlamentari.

D'altra parte, a tutti piacerebbe una nuova legge elettorale per assecondare gli assetti politici che si hanno in mente. «Non ho fatto nessuna data. Ho solo detto che bisogna ridare la parola al voto il più presto possibile», precisava Berlusconi ieri a Porta a Porta, mandando un segnale di apertura; aggiungendo però che l'unica riforma fattibile sarebbe una piccola modifica alla legge attuale al Senato («ma una cosa rapida, da fare in un mese»), in modo da garantire a chiunque (?) dovesse vincere le elezioni un premio di maggioranza omogeneo in entrambe le Camere, che gli permetta di governare senza subire continui ricatti.

E oggi a Napoli ha detto che avrebbe «tutto l'interesse a tornare alla prima bozza Bianco», anzi al vassallum, «ma dall'altra parte non c'è coesione. Dio volesse, che ci fossero i voti per tornare a quella prima stesura». Anche Berlusconi è sinceramente preoccupato di succedere a Prodi portando con sé al governo una compagine forse più conflittuale di quando l'ha lasciato, nel 2006. I sondaggi cui il Cav. fa riferimento gli danno un margine di 30 senatori al Senato. Basti pensare che la volta scorsa Berlusconi aveva 50 senatori di vantaggio... eppure non è che abbia combinato molto. Ma di fronte all'eventualità di un governo istituzionale ambiguo rispetto alla sua durata, e troppo "tedesco" rispetto alla riforma elettorale, meglio cautelarsi invocando "elezioni subito" e alzando i toni dello scontro per creare un clima da campagna elettorale.

Siccome a noi non va bene qualsiasi legge elettorale, ma riteniamo che il Paese abbia bisogno di un sistema maggioritario e tendenzialmente bipartitico, se l'alternativa è il consolidamento del proporzionale con il modello tedesco, allora meglio votare subito con la legge attuale, che quanto meno favorirebbe in entrambe le parti attori politici interessati a un assetto bipartitico.

E Prodi? Non sono neanche trascorse 24 ore dalla sberla ricevuta ieri in Senato, che già parla da leader del Partito democratico. «Non posso essere io la persona che può adempiere al ruolo di guidare un governo per le riforme». Così si chiamava fuori dall'ipotesi di un reincarico a tempo e cominciava a dichiarare a nome del Pd, anticipando le conclusioni del vertice che era ancora in corso nel pomeriggio. «La riunione sta andando bene e soprattutto c'è un accordo crescente nel non volere elezioni anticipate e, quindi, trovare una linea sulla legge elettorale e un governo che faccia la riforma». Un segnale inquietante per Veltroni: "Tu hai distrutto la mia leadership nel Paese, ora io distruggo la tua nel Pd".

12 comments:

Anonymous said...

... troppo complicato predire cosa succederà, l'unica speranza è che Berlusconi e Veltroni trovino l'accordo sembra vadano cercando. Certo che tutto è molto complicato e difficile e la cosa bianca dietro l'angolo ...

P.S.
Dei radicali? come ne usciranno?
Panka

Anonymous said...

A Siena: inciucioo Casini-Caltagirone-Montezemolo-D'Alema?
Molto probabile.
E questo sarebbe l'asse modernizzatore che dovrebbe fare la riforma elettorale e le riforme liberali?

giancarlo said...

Prodi non ha bisogno di distruggere la leadership di Veltroni nel Pd, ci ha già abbondantemente pensato Veltroni stesso a scavarsi la fossa. Profetizzo che non se ne uscirà vivo dalle elezioni. A elezioni immediate le uniche due forze che guadagneranno sono la sinistra radicale e il partito del predellino

B.Z. said...

Cmq vada a finire la deprimente partita tra le faziose consorterie dei superprivilegiati, si può fare qualche osservazione di più ampio respiro sulla profonda crisi del modello statuale non solo socialista e socialdemocratico, burocratico, pervasivo, oppressivo ed incapace perchè giurassico nelle dimensioni e nei comportamenti.
Non è solo la crisi politica e culturale di una sinistra arretrata e dei suoi dirigenti trasformisti in una regione europea, ma soprattutto è la manifestazione limpida della crisi contemporanea dell'idea di Stato sovrano e padrone. Si vedano per conferma le attuali riflessioni francesi.
Se quindi questa crisi italiana è solo la crisi politica ed istituzionale di una piccola provinciucola del globo, è però inquadrabile nella crisi più generale e storica del modello dello Stato nazionale che non è più in grado di dare le risposte alle società dinamiche e differenziate odierne.
Concludo il pistolotto con la certezza che non sarà certo questo nostro cdx ad aggiornare in senso davvero liberale, e magari libertario-federalista, il nostro Paese (sempre che questo Paese esista o sia mai esistito davvero), ma di sicuro non potranno superare il corso degli eventi le forze di questa nostra vecchia sinistra statalista e dirigista.

Davide said...

E' tutto e sempre un inciucio... forse non era un inciucio l'Unione, con l'Udeur e i Radicali, con la Margherita e il Pdci... e forse non e' un inciucio il Polo della Liberta' (a cui Berlusconi ha aggiunto un PO, trasformandolo in Popolo della Liberta'... e' da chiedersi:"Ma quando mai un partito popolare è liberale??") a iniziare da Fini "unità d'Italia" con Bossi "Padania Libera" e come ci stanno bene Casini e la Mussolini...di un bene!!
E' tutto un minestrone, con piselli, fragole, banane, carote, patate, ciliegie, carne, pesce, mele, pere, formaggio...e questo perche' l'Italia e' da sempre individualista, anarchica e caciarona, tutti governano e nessuno governa.
Non faranno mai un maggioritario secco, in Italia va bene il proporzionale alla tedesca con sbarramento al 5% piu' premio di maggioranza.
L'unico rimpianto e' non vedere piu' partiti quali PRI, PDSI, PLI, PSI...della vecchia guardia liberale e laica sono rimasti soltanto i radicali...
E a leggere i nomi dei "politici" di oggi vien da chiedersi se potremo mai riavere un La Malfa, un Saragat, un De Gasperi... povera Italietta... che pena.

Anonymous said...

Un giorno sì e l'altro pure i capocosca del PD minacciavano le elezioni immediate in caso di caduta del Gov.Prodi.
Così diceva D'Alema, così Fassino e pure Prodi.
Adesso che Prodi è caduto davvero dopo aver snocciolato i risultati "magnifici" del suo governo ecco D'Alema invocare un governo che salvi l'Italia...
Mi pare che ogni commento sia superfluo.
Al voto subito e non ci si pensi più!

Anonymous said...

Dopo 40 anni di adunate di parastato convocate dalla sinistra di lotta e di governo ecco Marco Pannella denunciare con la solita veemente piroetta verbale il rischio fascista e sfascista delle parole di Berlusconi.
Tutta la stampa che conta presenta lo stesso ritornello per impaurire gli indecisi all'interno di una giocosa campagna mediatica da guerra antiCavaliere partita ancor prima della caduta reale di Prodi.
Massimo Bordin, fazioso come non mai da almeno un anno e mezzo, sottolinea e risottolinea questa linea di disinformazione e dimostra oramai la compiuta deriva del pannellismo a microcespuglio opportunista quanto indesiderato della sinistra allo sbando.

Anonymous said...

http://www.opinione.it/pages.php?dir=naz&act=art&edi=18&id_art=712&aa=2008

Sergio de Jugoslavia said...

Fate caso a come urla Berlusconi " ELEZIONI O TUTTI IN PIAZZA !". E' quando lui inizia a fare il barricadero che inizio a preoccuparmi Al solito, deve instupidire e ingannare i propri elettori. Se andrà male dirà " avete visto, io ci ho provato, ma i "poteri forti" mi/ci hanno impedito di andare alle urne".
E'invece evidente che sottobanco con Napolitano, fuorilegge se mai ce n'è uno, e con Veltroni e C,su qualche non riforma dell'assetto televisivo tratterà. E sempre lì si torna, il conflitto d'interessi, vero o presunto che sia, danneggia in primis gli elettori del centrodestra. Il Cav però dovrebbe aver imparato la lezione : NON FIDARSI. Il modo migliore per tutelarsi è andare al governo, gli altri hanno una sola strategia: far passare il tempo e aspettare che lui invecchi e muoia, nel frattempo cercare di mettergliela nel c., ma non troppo, perchè altrimenti si priverebbero dello strumento di ricatto.
Del resto è il programma di Casini e Fini, non penserete che in quelle zucche vuote alberghi lo straccio di un'idea ?
Il resto è fuffa.

Sergio de Jugoslavia said...

Massimo Bordin è ormai andato.
Da quando anni fa è stato sdoganato da Ferrara sul Foglio e in Tv, si è allargato oltremisura. Intendiamoci, è un bravo girnalista, molto meglio di un'infinità di pennivendoli farlocchi che ammorbano tv e giornali. O meglio sarebbe bravo se pure non tenesse famiglia. Il suo asservimento nei confronti di chi tiene la cassa, ovvero Marco Pannella, è degno di miglior causa. Passati i tempi quando con il lanternino passava il primo quarto d'ora della rassegna stampa a cercare se vi erano notizie sui radicali e su Pannella in particolare ( altrimenti era sempre e inequivocabilmente REGGGIME !!!) si propone oggi nelle vesti domenicali di finto interlocutore scomodo ( e lo dice pure " se no dicono che non dialogo..".)In realtà è troppo ignorante e servile per dare corpo e seguito alle domande anche un pelo scomode che sarebbero d'uopo.E' come se dovesse svolgere un compitino preassegnatoli, quello della foglia di fico della domenica. Ah Bordì, ma perchè la domenica sera non la passi in famiglia o allo stadio e a Pannè nun je mandi un cartonato ? E quello mica se ne accorge !
Mesi fa, quando i fantasmi der Capezzone ancora agitavano la mente malata di Pannella, anche Bordin era quasi ribelle, alternando le proverbiali scatarrate e bofonchiamenti ad eloquenti silenzi. Pannella gli fece capire che avrebbe fatto fuori pure lui,vedrete che prima o poi succederà. Comunque da allora Bordin è rientrato nei ranghi. Essere licenziato sarà un bene per il direttore di RR: alla soglia dei 60 anni potrà finalmente crescere professionalmente ed approdare a lidi che gli diano maggiore visibilità e quattrini( anche se credo che meno di 5.000 euro al mese Pannella non gli sganci). Per leggere i giornali non è poco. FOrse c'è il bonus levataccia.
Il lunedì poi fa la doppia: Bonino in diretta e Pannè in replica. Se parte intorno alle 10,30 con il monologo di una sempre più nervosa e petulante Bonino, autentica PROTESI di Pannella, incapace anche di un solo passo senza l'approvazione del Guru ( altrimenti se becca 'na cazziata che se la ricorda, è già successo). Bordin da' il la e poi s'appisola, il Superministro Bonino si lancia in una sconnessa autoesaltazione della durata di 10 minuti almeno,ripetendo poi il contenuto della home page di radicali.it, indi subentrano Caforio o Martini i quali si alternano nello scomodo ruolo di reggimicrofono. Avete presente quelle indecenti interviste che IL PEGGIOR GIORNALISTA DI RADIO RADICALE, CLAUDIO LANDI, FA AI POLITICI SUOI AMICI ( "On. D'Amico ... " ah ah ah ! colazione da Tiffany ? No, dal senatore D'Amico, colazione, pranzo e cena)? Siamo quasi a quei livelli.

Bella legge sull'editoria, eh, Bordì ?

paolodilautreamont said...

Un La Malfa c'è ancora, ed è alquanto in gamba! Buona analisi di Jim, comunque.
Qualche perplessità sul ruolo salvifico delle organizzazioni "transnazionali". Diffido dagli "endism": fine della Storia, fine della guerra, l'uomo buono per natura, fine dello Stato westaliano, pax mercatorum etc. Sanno di socialismo rivoluzionario... Osteggio, ovviamente, anche lo statalismo e il nazionalismo, ma credo che dovremmo prima cercare di mettere ordine in casa, riducendo la politica e lo Stato al livello di "scienza dell'amministrazione". Il resto è: produrre quanto vogliamo e cercare di far la vita meno amara con gnocca/o, musica, libri, viaggi, vita, spirito, carne...

adriano said...

Aspettiamo con ansia la 'marcia su Roma' dei montanari bergamaschi e affini bossin-berluschini, che verranno accolti con grande speranza da camilla e compagne che gli apriranno le porte del vicariato (e anche qualcos'altro).

i selvaggi, al grido di 'stupro libero' di cameratesca memoria, cercheranno di abbattere il sistema ladrone e di impossessarsi del parlamentino casino-d'alemino-nino strano, strano davvero se continua a frequentare il finocchiume catanese. intanto la papessa freme, al solo pensiero della calata dei nuovi unni, sembra aver dimenticato il bel george... ogni giorno, fra un rosarino e un cammin de santiago, rassegna il guarda roba ordinando che nessun paramento sia lasciato al caso, i bei montanari dovranno trovarla irresistibile

E giulianone? gargarozza come al solito, quanta invidia per quel bel gozzo di bozzo

per la calata sceglieranno le camicie nere o verdi, o quelle con su scritto Le Iene?