Pagine

Wednesday, November 12, 2008

Tra Usa e Russia, l'Italia rischia la spaccata

Proprio nel giorno in cui la Russia rispedisce al mittente la proposta di collaborazione avanzata dagli Stati Uniti sullo scudo anti-missile (l'accesso degli ufficiali russi agli impianti in Polonia e nella Repubblica Ceca), il ministro degli Esteri Frattini rilascia a la Repubblica un'intervista che rischia di spostare troppo verso Mosca l'asse della politica estera italiana.

«La soluzione proposta dagli Usa esclude qualsiasi ipotesi di discussione», rivela una fonte del Cremlino citata dalle agenzie Itar Tass e Interfax. «Siamo pronti a cooperare con gli Stati Uniti sulla sicurezza europea, ma le proposte sul sistema di difesa missilistico sono insufficienti».

Il presidente-eletto Obama si trova in «una posizione sconveniente», osservano al Cremlino, a causa dell'attuale amministrazione che vuole far passare a tutti i costi come inevitabile la decisione sullo scudo. Il sistema di missili "Iskander" non è ancora stato dispiegato nella regione di Kaliningrad - come aveva annunciato il presidente russo Medvedev salutando con un guanto di sfida il nuovo inquilino della Casa Bianca - ma la decisione politica è già stata presa, fanno sapere da Mosca. Sembra ci sia già la fila, dopo pochi giorni trascorsi dalla vittoria di Obama, per tastare il polso della nuova amministrazione. Dal 20 gennaio, nei primi sei mesi della prossima presidenza, nemici e avversari dell'America lanceranno ciascuno la loro sfida per mettere alla prova la determinazione di Obama.

Ed è in questo contesto che si inserisce l'intervista di Frattini a la Repubblica:
«Un'amministrazione americana impegnata sull'Afghanistan più che in passato, proiettata verso l'Asia più di quanto abbia fatto Bush, non potrà permettersi una guerra fredda con la Federazione russa. Quindi, non si potrà permettere di schierare lo scudo anti-missile in Polonia e Repubblica Ceca, perché non si può permettere i missili russi a Kaliningrad».

Washington dovrebbe cedere alle minacce dei russi?

«No, bisogna andare verso una prospettiva in cui Europa, Russia e America costruiscano insieme un nuovo ordine di sicurezza. Non vuol dire rimpiazzare la Nato, come qualcuno ha pensato. America, Russia ed Europa devono costruire un'intesa che abbia una strategia condivisa sulla non-proliferazione nucleare, sulla nuova architettura di sicurezza in Pakistan-Afghanistan. Una collaborazione fondamentale perché il Quartetto davvero giochi positivamente per la pace in Medio Oriente. Per questo i missili non servono».

Vuol dire che suggerisce all'America di bloccare lo schieramento del sistema anti-balistico in Polonia e Repubblica Ceca?

«Io consiglio di cambiare approccio: sbagliando, la Russia ha interpretato male lo scudo anti-missile americano, lo ha considerato un segnale di inimicizia. Dobbiamo ribaltare la situazione, perché quando Medvedev annuncia missili a Kaliningrad significa missili al centro della Lituania. La prudenza di Obama è indicativa. E aggiungo una cosa: dobbiamo riflettere con prudenza sull'allargamento della Nato a Ucraina e Georgia: il vertice di Bucarest ha preso delle decisioni, ma accelerare quelle decisioni sin dal prossimo dicembre sarebbe un altro segnale che non aiuterebbe nei rapporti con la Russia».
Dunque, in sostanza per Frattini niente scudo e niente ingresso di Ucraina e Georgia nella Nato. Una posizione del tutto sovrapponibile a quella russa. La «prudenza di Obama», che Frattini giudica «indicativa», è dettata innanzitutto dal fatto che non è ancora il presidente in carica. Due sono le cose: o Frattini ha ben interpretato il nuovo vento che spira a Washington, e allora appresta l'Italia a giocare un significativo ruolo di "facilitatore" della nuova concordia tra Stati Uniti e Russia; oppure, ha sbagliato i calcoli, Obama tirerà dritto per non dare l'impressione di abbassare lo sguardo di fronte ai bluff di Mosca.

Molto dipenderà anche dalle reali intenzioni dei russi. Stanno alzando la voce per farsi ascoltare, per trovare un compromesso in modo da non perdere la faccia, per farsi includere in un sistema di sicurezza europeo, o ambiscono a sfidare la leadership americana? E' ciò che gli analisti del nuovo presidente Usa cercheranno di capire. In quest'ultimo caso, nel prossimo futuro i rapporti tra Washington e Mosca saranno esposti a forti tensioni e volendo stare con una gamba da una parte e una dall'altra, l'Italia rischia di fare la spaccata.

2 comments:

Giancarlo said...

http://www.repubblica.it/2008/11/sezioni/esteri/scudo-antimissile/no-russia/no-russia.html

Sta a vedere che Berlusconi riesce dove Togliatti ha fallito: a portarci nell'unione sovietica.
L'Italia non rischia la spaccata, si sta appiattendo sulla Russia, con buona pace dei pseudo atlantisti al seguito.

mildareveno said...

Da ansa.it

A Mosca per incontrare il presidente Medvedev, Berlusconi ha fatto dichiarazioni impegnative per la politica estera italiana, affermando che l'Italia e la Russia sono "concordi nelle valutazioni" dei problemi internazionali, a partire dalla crisi nel Caucaso e nella Georgia. Ma tutto ciò è stato spazzato via dal dibattito politico dalle successive parole del premier su quello che sarà il nuovo inquilino della Casa Bianca: "Obama ha tutto, è giovane, è bello e anche abbronzato".