Pagine

Saturday, March 27, 2004

Emma Bonino ha in mente l'Europa che vorrei
Ha detto che «l'Europa necessaria, oggi non c'è», «non sceglie da che parte stare», sta «ferma a dire agli altri cosa debbono fare», mentre «non può dare lezioni a nessuno». Invece Lei, Emma, lezioni le dà eccome, sono grandi, fa bene, sono lezioni di politica quella vera, delle risposte concrete ai problemi, sostenute però da una grande visione, una merce rarissima nella cloaca degli opportunismi italiani ed europei. Blair come punto di riferimento. E diciamolo, è stata l'unica tra gli esponenti radicali alla Convention a sottrarsi dal fare una semplice e generica lista della spesa priva di obiettivi, portando invece alla luce nel dibattito visione e risposte, anche sulla leadership del partito e sull'intricata gestione della linea politica dei soggetti radicali, la «cucina interna», ma non chiamatela lite con Pannella. La giornata di ieri era stata francamente deludente, disorganizzata a tal punto da far sospettare che dal palco non si avesse nulla di interessante da dire e che si fosse di fronte solo ad una malriuscita vetrinetta, con in passarella oratori chiamati a parlare per caso: come trascorre questi tre giorni di noia? La svolta invece stamani, con l'intervento di Emma, di valore assoluto, imperdibile, da vera leader e motore radicale, ironica e spiritosa, un diesel discreto, ma inesauribile a cui affidarsi (tra poco in audiovideo su RadioRadicale.it).
Passando agli ospiti. Dal punto di vista dello spessore mi è sembrato davvero di alt(r)o livello l'intervento di Bertinotti, ottimi Bondi e Gasparri, grigi Follini e De Michelis, sconvolgente, come al solito, la banalità e il vuoto ideale di Violante e Pecoraro Scanio.

No comments: