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Wednesday, April 23, 2008

Rutelli è vivo e lotta, e spera nei voti arcobaleno

Prendendo come metro di giudizio la performance espressiva e il tipo di elettorato cui mirava la sua comunicazione, Rutelli si è forse aggiudicato il primo duello televisivo, a Ballarò. Qualcuno gli deve aver fatto presente il rischio di apparire stanco e ingrigito, perché ieri sera l'ex sindaco ha tirato fuori gli artigli, ha saputo mantenersi per tutta la durata della trasmissione all'attacco e persino provocatorio. Alcune escandescenze, verbali e gestuali, mi sono sembrate addirittura forzate, ma non ha mai dato l'idea di perdere la calma perché rimasto senza argomenti. Nel complesso, quindi, direi che è riuscito ad apparire energico e nient'affatto dimesso, scrollandosi di dosso il grigiore delle più recenti apparizioni. Uno dei suoi obiettivi principali era naturalmente quello di motivare gli elettori della sinistra estrema, che potrebbero essere tentati dall'astensionismo per le sue posizioni centriste e moderate degli ultimi anni.

Al contrario, Alemanno è apparso teso. Sudava e arrossiva e solo verso la fine della trasmissione è riuscito a trovare le misure giuste e a sentirsi a proprio agio. E' stato un duello molto combattuto, dai toni accesi al limite della rissa, durante il quale Alemanno non ha mancato di affondare il coltello nei molti punti molli del suo avversario, il quale però ha sempre saputo far fronte con abilità agli attacchi, a volte eludendo a volte mentendo spudoratamente o indignandosi, ma senza apparire mai davvero in difficoltà. Viceversa, Alemanno ha attraversato un momento molto critico, quando è rimasto ammutolito, messo letteralmente all'angolo da Rutelli, sulla questione Alitalia.

Ma i punti deboli di Rutelli sono formidabili e ieri sera emergevano spontaneamente dai suoi stessi interventi. Sul tema della sicurezza i suoi tentativi di chiamare in causa Milano, o il Governo Berlusconi, sono apparsi per quello che erano: diversivi. La sua gestione e quella di Veltroni portano tutta intera la responsabilità delle situazioni di degrado e abbandono che favoriscono il crimine e il loro lassismo nei confronti del problema dei rom è vissuto quotidianamente dai cittadini, che vedono da anni i campi abusivi ricomparire come funghi a poche centinaia di metri dai luoghi da dove solo pochi giorni prima erano stati sgombrati.

La stessa idea del braccialetto, su cui Rutelli ha insistito, mi sembra un boomerang. Può certamente essere un'arma di difesa di cui il singolo cittadino sceglie di dotarsi (come lo spray irritante, ben più efficace e stranamente rimasto fuori dal dibattito), ma non può divenire la soluzione avanzata da chi si candida a guidare l'amministrazione. Non solo perché presta il fianco a una facile battuta: invece dei braccialetti alle donne, cerchiamo di mettere le manette agli aggressori. Ma soprattutto, proponendo di risolvere il problema sicurezza con braccialetti e colonnine SOS, Rutelli sta lanciando un messaggio perdente e di resa dell'amministrazione. Sta dicendo: le aggressioni sono inevitabili, pensiamo a come attrezzare i cittadini per rendere più tempestivi i soccorsi. Sarà anche un aspetto importante, ma suona senz'altro come arrendevole.

Così come un'altra proposta, quella di scontare la bolletta elettrica a quei negozianti disposti a lasciare accese le luci durante la notte, tradisce implicitamente l'incapacità di garantire l'illuminazione notturna delle strade, tra le mansioni imprescindibili che competono a un'amministrazione comunale.

Alemanno ha avuto gioco facile nel ricordare come Rutelli sia stato già per 7 anni sindaco senza risolvere nessuno dei grandi problemi della città: traffico, trasporti, case. Quando l'ex sindaco, tirando fuori una mappa per mostrare tutti i cantieri aperti e il futuro tracciato delle metropolitane, ha annunciato l'imminente conclusione dell'ultimo tratto dell'anello ferroviario, il candidato del PdL lo ha "pizzicato" mostrando un articolo in cui Rutelli annunciava già nel 2000 il completamento di quell'opera.

Alemanno ci è sembrato efficace soprattutto perché ha saputo spiegare con parole semplici quale fosse a suo avviso l'essenza della scelta che i romani si trovano a dover compiere: tra il "continuismo" dello stesso gruppo di potere che gestisce Roma da 15 anni e il cambiamento da lui rappresentato. Tuttavia, a mio avviso, avrebbe dovuto sottolineare di più la sua scelta di «correre da solo», rinunciando all'apparentamento con "La Destra" di Storace, antitetica a quella di Rutelli, appoggiato da una coalizione di cui fa ancora parte la sinistra antagonista romana. Alemanno ha sì contestato a Rutelli che in Consiglio comunale è stato già eletto con la Sinistra Arcobaleno il famigerato "Tarzan", che rivendica le occupazioni delle case sfitte, ma in queste elezioni, nelle quali molti elettori forse per la prima volta hanno votato per il Pd perché non più alleato con Rifondazione comunista, il candidato del PdL avrebbe dovuto rimarcare di più il fatto che Rutelli, a differenza di Veltroni, si è presentato con la vecchia coalizione. Venerdì, a Matrix, il secondo e ultimo duello.

5 comments:

ale tap said...

One more thing: Alemanno si è giocato male la carta della condanna in via definitiva di Rutelli per le consulenze sperperone quand'era sindaco. L'avversario l'ha infatti subito tacitato strillando "ma quali sentenze, non è vero niente", e lui ha bofonchiato qualcosa e ha mollato la presa. Se fosse stato più preparato, avrebbe avuto buon gioco a sputtanarlo, più per l'aver negato la circostanza che non per il merito delle condanne (c'è di peggio, si sa).
Per il secondo round consiglio documentarsi e studiare un po' di più:
http://redazione.romaone.it/4Daction/Web_RubricaNuova?ID=71589&doc=si

Anonymous said...

daccordissimo con ale tap, Alemanno si è giocato una carta enorme in maniera francamente ridicola.
Citando la sentenza (CORTE DI CASSAZIONE Sezioni Unite Civili, 25 gennaio 2006, Sentenza n. 1379) che ormai in rete conoscono tutti a memoria, poteva insistere sull'argomento, zittirlo ed aggiungere le altre magagne di Rutelli.
Sempre in tema di gestione dei soldi pubblici c'è anche la condanna, sempre della Corte dei Conti al rimborso di 10 miliardi di vecchie lire per i parcheggi d'oro (coinvolte la S.T.A. e la giunta Rutelli)
Se poi vogliamo metterci le 216 nomine bloccate ultimamente sempre dalla Corte dei Conti per irregolarità e fatte dall'attuale Ministro ai beni culturali, il quadretto del personaggio sarebbe stato completo.
Perchè per uno che vuole ridiventare sindaco e quindi tornare a gestire i nostri soldi non è certo un gran biglietto da visita.
Peccato davvero per l'occasione persa da Alemanno, che alimenta in me qualche dubbio.
Ma vuoi vedere che forse, forse non gli interessa vincere?

malatempor@

adriano said...

molto intenso il momento in cui l'ha chiamato Tesoro! e l'altro, paonazzo, s'è subito sbrigato a bloccarlo...
carucci, magari Checca s'era un po' risentita che il fustaccione Giannone le stava facendo fare brutta figura in pubblico, quando lei sotto le coperte... era stata così calda...

memorabili

Anonymous said...

Chi è piu statalista - socialista tra Alemanno e Rutelli?
Bella lotta, ma a mio modo di vedere Alemanno stravince.
Alemanno rappresenta quella destra profondamente in contrasto con l'idea liberale dello stato, gli auguro quindi una sonora sconfitta, perchè quello che rappresenta è assolutamente in antitesi a ciò che serve ora a Roma e all'Italia.
Panka

davide said...

Le magagne di Rutelli
http://corvacci.net/?cat=14
La sinistra arcobaleno dovrebbe votare per Rutelli?
E' molto piu' comunista Alemanno di Rutelli!!