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Tuesday, February 19, 2008

La campagna anti-abortista mina vagante per il PdL

Quanto sia dannoso per il PdL inciampare sul tema dell'aborto lo dimostra l'insistenza con la quale quotidianamente il Corriere della Sera si sta sforzando di renderlo centrale nella campagna elettorale, apparendo persino come il più autorevole sponsor della lista di Ferrara. Berlusconi e Fini sembrano essere consapevoli dei rischi che corrono e infatti oggi sembrano voler negare a Ferrara l'apparentamento con il PdL, e di conseguenza anche la sua candidatura al Campidoglio.

Non solo la posizione anti-abortista in sé, ma anche i toni punitivi e laceranti di Giuliano Ferrara sono in grado di bruciare elettoralmente chiunque vi si avvicini, se è vero - com'è vero - che la metà di quel 30% di elettori ancora indecisi è composto da donne. Mieli lo ha capito e anche oggi, dopo quello di Battista qualche giorno fa, c'è un editoriale sul tema dell'aborto firmato da Claudio Magris, che cita il "laico" Norberto Bobbio. Né si capirebbe altrimenti l'interesse del Corriere per una lista, quella di Ferrara, che si candida a entrare in Parlamento, l'assemblea legislativa, senza proporre sul tema specifico né una nuova legge né una modifica di quella esistente. «Visto che nessuno vuol toccare la legge 194, non ha senso presentare una lista elettorale che si proponga di andare al Parlamento solo per non fare leggi», come osserva lo stesso Magris.

E' come se Maurizio Costanzo presentasse una "Lista per il Ponte sullo Stretto" ma solo per sensibilizzare l'opinione pubblica, senza proporre un progetto per realizzarlo concretamente e, magari, più velocemente e a costi ridotti. Tra le tante urgenze del Paese, permetterete, ci sono fatti e dibattiti ben più rilevanti.

L'economia - tasse, spesa pubblica, lavoro, salari, riforme - è il tema destinato a rimanere saldamente al centro della campagna elettorale. Poi ci sono due temi, importanti ma marginali, uno dei quali in grado di mettere in difficoltà il PdL - l'aborto, appunto - e l'altro il Pd. Si tratta della politica estera, che rimane un tema ostico per il Pd, mentre esalta l'unità del PdL.

Certo, correndo da soli i Democratici si sono liberati della sinistra massimalista e anti-americana. Nel Pd nessun leader, dirigente o militante oserebbe dirsi pregiudizialmente contrario alle missioni internazionali o all'uso della forza. Ma anche se sulla politica estera il Pd sembra ormai aver acquisito una certa compattezza al proprio interno, il tema rimane spinoso a livello elettorale. Dovendo infatti allargare il proprio bacino di voti al centro senza perderne a sinistra, una linea troppo interventista potrebbe infastidire gli elettori più "pacifisti"; viceversa, una linea troppo ambigua e molle, potrebbe non bastare per convincere gli elettori di centro.

Anche i radicali Pannella & Bonino sembrano essersi convinti che pur rimanendo temi importanti quelli dell'aborto e della laicità, tuttavia in questo momento la priorità è l'emergenza economica.

Come pensano i radicali di convincere Veltroni a fare coalizione con loro?
«Diremo: mettiamo al centro del programma due temi. La giustizia e le riforme economiche e strutturali richieste da Bankitalia, dalla Ue, dal Fondo monetario internazionale e dall'Osce, riforme come quelle sollecitate dagli economisti Ichino e Boeri».
Quindi, nessuna pregiudiziale laicista?
«Non chiediamo giuramenti laicisti. Non possiamo pretendere che Veltroni e Rutelli si mettano a fare i laici...»
(Marco Pannella, Corriere della Sera, 13 febbraio)

«Non è vero che i temi eticamente sensibili debbano essere espunti dalla campagna elettorale... pur essendo inteso che anch'io condivido che l'urgenza del nostro Paese è soprattutto, in questo momento, quella delle riforme economiche, oltre che di quelle del "sistema Paese", o partitico in generale».
(Emma Bonino, Radio Radicale, 18 febbraio)

Tornando all'aborto, nel merito, l'editoriale di Magris è a tratti imbarazzante. Innanzitutto, non si capisce perché dirsi atei sia in sé dimostrazione di «tracotanza». Poi, è inesatto dire che la donna «dispone di una vita altrui». Dispone di una nascita. C'è un diritto alla vita, ma c'è anche un diritto alla nascita? No, non può esserci, perché può piacere o meno, ma è la donna che accettando di far crescere un altro essere vivente all'interno del suo corpo detiene il "potere di nascita". Capisco che chi crede che la vita sia un dono che viene direttamente da Dio, di cui la donna è solo un mezzo, possa obiettare.

Ma la realtà è che per garantire davvero un «diritto alla nascita» lo Stato dovrebbe commettere un sopruso, un atto di violenza totalitaria sul corpo della donna, fatto ancora più aberrante. Da questo vicolo cieco non si esce. Al centro delle preoccupazioni del legislatore in uno Stato laico ci sono gli individui, non Dio.

Si tratta, è vero, di una «scelta sempre dolorosa», perché non troverete una sola donna che decida per capriccio se divenire o meno veicolo di una nuova vita. Si può parlare di doveri rispetto alla vita nascente, ma non si può parlare di due «diritti incompatibili» tra di loro. Fino al momento della nascita il corpo è uno, quello della donna, l'unico cittadino della situazione a godere di diritti. L'altro organismo è in simbiosi con esso, ma i due formano un tutt'uno sul quale ha più senso che decida la donna piuttosto che lo Stato.

Un'altra affermazione che da laici e liberali proprio non ci convince, tra quelle di Bobbio riportate da Magris, è che per un laico possa essere «valido in senso assoluto, come un imperativo categorico, il "non uccidere"». Se il "non uccidere" fosse davvero inteso «in senso assoluto, come un imperativo categorico», non solo nessuna guerra - neanche quella che ha liberato l'Europa dal nazifascismo - sarebbe giustificata, ma non lo sarebbe alcuna legittima difesa di fronte a un'aggressione. Nel nome di una pretesa, astratta in quanto assoluta, "sacralità della vita" si giustificherebbero l'assassinio e la violenza, l'oppressione dello Stato sull'individuo.

7 comments:

Anonymous said...

(ANSA) - ROMA, 19 FEB - Il programma di Ferrara: difendere la legge 40 sulla procreazione assistita e impedire l'arrivo in Italia della pillola abortiva RU 486. Giuliano Ferrara dice di non avere 'grandi ambizioni politiche' e spiega che la scelta di candidarsi a ministro della Salute 'e' solo lo sviluppo di un'idea'. E precisa che la sua lista non e' un machiavello per togliere voti all'Udc. 'Con essa ho messo in difficolta' solo me stesso: dormo poco, sono stanco e non faccio piu' tv perdendo un sacco di soldi'.



ma quella di ferrara che nemesi è? di che specie??

cristo, da feto che era, è venuto alla luce come comunista rivoluzionario perché figlio di un comunista burocrate.

poi è diventato socialista, abbandonando le falci e conservando solo i martelli.

claudio.

in seguito s'è convinto che la sua missione sarebbe stata quella del giornalismo.

fattosi giornalista, dopo aver proposto pure cose interessanti, ha preferito ingrassare definitivamente, occupandosi di tutto il trash possibile immaginabile.

tant'è che dopo la sgretolazione socialista, ha appoggiato berlusconi.

ma l'episodio che rimarrà nella storia tanto della religione cattolica quanto del curriculum di ferrara, non sarà né l'esser diventato ministro trash del governo berlusconi I° né l'aver fondato il foglio delle libertà.

sarà la sua folgorazione lungo il viale della conciliazione.

dopo varie adesioni di stampo mondano e di partito, ha vinto lo spirito ed è stato avvolto da un'aurea misteriosa.

ha udito la voce.

sì, la voce di ruini che gli ha chiesto il perché di tanto accanimento terapeutico contro la santa chiesa quando invece, ad uno intelligente come lui...sarebbe bastato schierarsi con la lobby giusta per vedersi esaudito anche il più recondito desiderio.

giuliano, accasciatosi a terra, nel piegarsi agevolmente s'è reso conto di essere diventato inspiegabilmente magro.

download effettuato e conversione garantita.

la voce, però, lo ha ammonito che l'effetto tanto agognato, è solo una demo con licenza shareware, 15 giorni di prova.

pertanto oggi, decorsi i 15 di cui sopra e convintosi che per diventare veramente magro, la sua nuova missione dovrà essere quella votata alla più oltranzista professione di fede antiabortista, il secco in fieri s'è definitivamente iscritto al network clericale.

candidato webmaster d'italia.

morale?

giuliano ferrara è una mina vagante e basta.

nascimur uno modo, multis morimur...

ciao.

io ero tzunami...

Manuela said...

Ho l'impressione che quello che muove questi personaggi non sia né la politica né il narcisismo (come qualcuno potrebbe malignamente sospettare), ma solo l'unico irresistibile desiderio di espropriare le donne dalla maternità, arrogandosi il diritto di decidere in sua vece. Una specie di profonda, drammatica, incontenibile "invidia dell'utero"

Anonymous said...

Cmq sia, la campagna del PDL sarà molto meno in discesa di quanto si pensi.
Le forze che sostengono quell'idea di PD sono sempre forti ed allenate. Assai più forti di quanto si possa immaginare e, purtroppo, le mamme dei boccaloni ... non hanno mai abortito.

offtopic said...

Per Jim e per tutti.

Ma se fosse tutto un grande inganno? O in altre parole una grandissima presa per il c....?

Perchè è davvero strano che solo Veltroni stia facendo una campagna elettorale e Berlusconi se ne stia rilassato a giocare di rimessa.
Ma non ti (vi) pare strano che Veltroni si occupi di inseguire il 2% dei pannelliani, di accordarsi sui voti e le sparate di DiPietro e di farsi un giro in pullman per riscaldare i cuori dei delusi e degli incerti, che Berlusconi si dedichi solo alla campagna acquisti tra i centristi e Fini di contenere le defezioni verso Storace?
Ma vuoi vedere che gli accordi di larghe intese e spartizioni varie tra PDL e PD sono assai più avanti di quanto si possa immaginare?
Ma, allora, che il PD debba perdere "bene" o "non male" come detto da Tremonti sarebbe già negli accordi pattuiti da tempo?
Perciò questa strana volata verso le elezioni anticipate sarà dura solo superficialmente e magari negli ultimissimi giorni?
La spartizione bipartisan e bipartitica è l'unico obiettivo di questa tornata elettorale?

Che ne pensi, Jim?
E voi altri?

Anonymous said...

<< Chi parla di voti inutili è totalitario e in malafede, i voti inutili possono essere utili se servono a eleggere qualcuno e questo qualcuno di cui sopra sono io.
Io, concittadini di Roccasecca, io umile servo di questa nobile Rocca, Secca per modo di dire, Antonio La Trippa.
Vota Antonio La Trippa, votàntonio, votàntonio, votàntonio...>>

eh, sì...se non ci fosse da piangere, io...caro off...la penserei proprio così.

...votàntonio.

poi, siccome raccolgo sempre copiose lacrime...le mie...sono costretto a darti ragione.

ho appena sentito parlare il noto diplomato in cinematografia..."ma anche" noto ex sindaco, ospite sul tg5.

porca troia, la mia televisione ha smesso di funzionare bene...con tutto quel miele che è trasudato dalle tenere labbra del buono che avanza...

se a questo dolce dir niente...aggiungiamo il fragore dei silenzi arcorfiniani...uhmm, off ha fatto centro.

non ha preso il bonus ma quasi...

la vogliamo chiamare...spartizione del bottino?

forse è troppo...ma allora concedetemi di dire che si spolperanno pure l'ultimo osso...su quella mensa dozzinale che hanno ridotto 'sta cazzo d'italia.

per fortuna che il 21/12/2012...così come dicono i maya...finisce il mondo e tutti 'sti salvatori della patria e della mia fava...saranno finiti!!!

oddio, io proporrei "ma anche " di liberacene prima ed in tal guisa, scongiurare quella data offrendoli tutti in un gigantesco sacrificio propiziatorio ma...


ciao.

io ero tzunami...

Tor Hershman said...

You have a most interestingly fine blog.

Stay on groovin' safari,
Tor

Sherasade said...

ottimo intervento, siamo sulla stessa lunghezza d'onda!
è bello vedere che anche molti uomini si interessano ai nostri diritti.
;)
Sherasade