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Thursday, July 09, 2009

Perché il PdL può dormire sonni (troppo) tranquilli

Dove va il Pd? Come pensa di competere con il centrodestra? Ecco come risponde D'Alema, oggi su La Stampa: «Qual è il progetto del Pd? Certo, non il dire che noi siamo più liberisti di Berlusconi, perché non può essere questo il principio ispiratore del centrosinistra». Ora, in un paese "ideale", dove la politica economica di centrodestra è prevalentemente orientata al libero mercato, alla riduzione delle tasse e dello stato, e alla responsabilità fiscale, avrebbe ragione D'Alema: non ci aspetteremmo che il centrosinistra sia «più liberista».

Ma considerando che l'attuale governo sta perseguendo una politica socialdemocratica (e il guaio è che il Pd è talmente statalista da non capirlo), l'uscita di D'Alema spiega perché in Italia non avremo mai una "rivoluzione liberale". Semplificando, se la competizione è tra chi è tentato di alzare le tasse, e le alza, e chi proprio per questo si può comodamente limitare a promettere che non le alzerà, i primi difficilmente vedranno Palazzo Chigi e noi non vedremo mai una consistente diminuzione della pressione fiscale: stesso discorso vale per la spesa e per tutti gli altri temi di una politica economica liberale.

2 comments:

Roberto said...

Federico, secondo me il PDL è al governo per un solo motivo: non esiste alcuna opposizione. Non ritengo sarebbero in grado di reggere un confronto politico con un centro-sinistra appena decente.
Altra ragione, da non sottovalutare, è che l'Italia è un paese di destra (o conservatore se preferisci).

La sinistra oggi sa di non avere alcun indirizzo politico se non quello di non essere di destra. Fanno fatica a trovare una scusa e la gente lo vede.
Ricordo ancora i cartelli elettorali durante le ultime elezioni; sembra un dettaglio ma sono il riflesso dell'attuale modo di fare politica: ironia sterile e perbenismo su temi cari agli italiani.

Anonymous said...

D'Alema parla a coloro che pensano che il liberismo possa essere di sinistra e chiarisce da che parte starà il nuovo PD a guida Bersani. I liberisti prendano atto che la battaglia per una rivoluzione liberale va fatta dentro il PDL, fuori non c'è spazio.