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Thursday, November 02, 2006

Capezzone lascia, ma rilancia le sue sfide

Capezzone con Marco PannellaAl Governo, nella Rosa... nel e per il Partito

Il segretario di Radicali italiani ha ribadito nella sua relazione di apertura (testo) che non ha intenzione di ricandidarsi alla segreteria e di essere favorevole al ricambio, recuperando la regola radicale di non cumulare incarichi istituzionali con incarichi nel partito.

Delle polemiche dei giorni scorsi, ha sottolineato il rischio di «tramutare un passaggio fisiologico in un passaggio traumatico, come se ci fosse una spaccatura».

Capezzone, dunque, lascia la segreteria, ma chiarisce, rivolgendosi a Pannella: non ti libererai di me. Non si fa divorare, insomma, e rilancia le sue sfide: nei confronti del Governo, nella Rosa nel Pugno, ma anche nel e per il partito, che non intende privare del suo contributo di idee e iniziative.

La sua linea di rilancio, senza timidezze, della sfida al governo sul piano delle riforme sembra accogliere ampio consenso tra i congressisti. Bisogna vedere se convincerà anche i leader, Pannella e Bonino, e la dirigenza.

Capezzone ha esordito dicendosi emozionato e rivolgendosi alla «comunità degli ascoltatori radicali di Radio Radicale», che dopo molti anni hanno potuto udire i radicali parlare in Parlamento: «Dobbiamo essere degni di questi compiti, e dobbiamo ricordare che (tra cinque anni o quando sarà, forse molto prima) saremo giudicati da tutti gli elettori, ma affronteremo anche e soprattutto il giudizio speciale di chi, radicale, ci chiederà conto di cosa, di radicale, avremo fatto o tentato di fare... sarà, com'è giusto, un giudizio severo, come tutti faremmo bene a tenere presente».

Dobbiamo capire «come stiamo e cosa facciamo sia nella Rosa che nella maggioranza». La crisi della Rosa nel Pugno, ha avvertito il segretario, va guardata negli occhi. Si può risolvere «rilanciando le ragioni e gli obiettivi della Rosa», i punti di Fiuggi, il trinomio Blair-Fortuna-Zapatero. E allo Sdi ha chiesto: «Siete ancora interessati a lanciare una sfida blairiana e zapateriana nella nostra coalizione?»

Capezzone ha avanzato una proposta concreta per far tornare la Rosa ad essere una «calamita», «inclusiva»: una grande conferenza aperta sui contenuti e sulla forma partito, per capire «come far vivere un soggetto politico nell'era della "politica e della velocità"».

Per quanto riguarda i rapporti con il governo, il presidente della Commissione Attività produttive della Camera ha precisato di «non proporre l'uscita dalla maggioranza, la sfiducia al governo, o altri colpi di testa». Come ricorda Pannella, ha detto, «non siamo delusi perché non c'eravamo illusi». Ma, ha aggiunto, «essere leali non significa essere sordi, ciechi e muti. Prodi non ha bisogno di guardie svizzere», ma di qualcuno che lo incalzi, lo sfidi sul piano riformatore. «Dire "le riforme dopo" significa dire "mai"» e «se non siamo noi a chiedere ora uno scatto sulle riforme chi sarà? Vorrei - ha auspicato Capezzone - che fosse la Rosa nel Pugno a farlo».

Per questo Capezzone ha proposto che la Rosa nel Pugno ottenga da Prodi un incontro in cui chiedere al governo: l'impegno a calendarizzare in Parlamento la discussione sui diritti civili, pacs, droga, eutanasia; il cambio della posizione riguardo la moratoria sulla pena di morte; il sì del governo al disegno di legge "un'azienda in 7 giorni" e agli emendamenti dei "volenterosi" sulla Finanziaria; di mettere in agenda il completamento della Legge Biagi e un disegno di legge sulle riforme strutturali della spesa pubblica (pensioni, sanità, pubblico impiego, finanza locale); la nomina del comitato di bioetica e una parola chiara del governo sugli otto senatori eletti ma esclusi.

Su questa grave ferita alla legalità, Capezzone ha proposto di annunciare, immediatamente dopo le audizioni dei giuristi previste in Commissione, «uno sciopero della fame di dialogo per aiutare il Senato a decidere».

11 comments:

remember said...

Bei propositi. Ma con l'aria che tira adesso dalle parti di Pannella e della Rosa appassita mi paiono provocazioni tanto assennate e radicali quanto vane. Probabilmente consapevolmente lanciate per scompaginare il mazzo. Anzi è certo che sia così. Ma perchè solo un accenno ceceno alla politica estera chiracchiana di D'Alema e Prodi? Non voleva attaccare frontalmente i silenzi della Bonino? Voleva dimostrare che il problema non è la Bonino, ma chi la muove: Marco?

remember said...

P.S.: senza essere offensivi, ma con Rita al comando (?) i radicali torneranno ad essere un partitino piccolo, piccolo, piccolo. Non tanto numericamente, ma certamente politicamente. Lei ancor più appendice contenta di Pannella.

remember said...

Ultimissima considerazione: Capezzone ama Pannella assai più di tutta la banda degli yesmen e delle yeswomen affascinate che lo circondano e ne ripetono le varie pannellate.

Jinzo said...

Dai Jimmetto, su: è finita. Inutile lanciarsi in strenue difese dell'ultim'ora. Capezzone lentamente uscirà dal partito come tutti coloro che hanno condiviso la sua sorte prima di lui...
Per l'ennesima volta si ripeterà la pagliacciata del guru e i voti radicali si taglieranno nuovamente. Per quanto ancora, mi domando, dovremo assitere alla strenua difesa di Pannella, da parte di gente, anche in gamba, che non riesce ad ammettere i suoi continui fallimenti politici? Nemmeno questa ennesima grottesca commedia tafazzista vi apre gli occhi? Contro corrente ci si può andare, contro il vostro masochismo evidentemente no.

Leggo Perduca sul suo blog che già inizia ad attaccare Capezzone. Presto, come dice Rocca, Capezzone verrà demolito fino alla demonizzazione, fino alla fatidica frase: "aveva ragione Marco, abbiamo fatto bene a cacciarlo". Ad un certo punto si corre il rischio di sfiorare il ridicolo. Abbiate pazienza.

adriano said...

Ha ragione Jinzo.
Capezzone andava attaccato, e tolto di mezzo, quando sbraitava in TV a favore di Bush e dei Marines in Iraq, quando insultava quel pover'uomo di Gino Strada, quando a Radio radicale bestemmiava sostenendo che gli americani in Vietnam sarebbero dovuti andare fino in fondo. Dov'era Pannella allora, questo bluff patetico della politica italiana. Questo personaggio subdolo imparentato con George Soros e i Bildeberg. Non c'era, storpiava candidamente il pensiero ghandiano della non violenza, e nemmeno uno, dico uno dei tanti aficionados radicali che gli facesse leggere due righe di Ghandi, quello vero. Quello che invitava gli ebrei, durante il nazismo, a lasciarsi sterminare nei campi di concentramento, perché sicuro che in quel modo il regime di Hitler sarebbe imploso da solo.
Altro che Iraq Libero, che buffonata! Invocare Ghandi e poi tifare per gli Stealth della Lockeed che hanno distrutto Baghdad. Che buffone!
Adesso mi viene spontaneo stare dalla parte di Daniele, speriamo solo non faccia la stessa fine di Rutelli. Non vorremmo che Vatican uguale a Taleban dovesse finire nei soliti dimenticatoi della politica italietta.

remember said...

Pannella al Tg3, parlando di Capezzone dice: "C’è massima presenza nel dibattito della politica e come esposizione mediatica, ma vi corrisponde una minima consistenza all’interno del partito."
Ecco, è da un partito che si ripiega su se stesso e sull'identico a se stesso di sempre, che non riconosce a Daniele altro che "minima consistenza" interna, ecco è da un partito così che me ne sono andato. Anche se so benissimo che sarà molto difficile avere una seppur minima rappresentanza altrove.

Anonymous said...

Seguire attentamente le istruzioni:
1) Create un file qualsiasi
2) Chiamatelo «Prodi»
3) Buttatelo nel cestino
4) Cliccate su «Svuota il cestino». Comparirà la schermata di conferma eliminazione file, che chiede: «Eliminare definitivamente Prodi?»
5) Adesso potete rispondere «Sì».
Non serve a niente, ma aiuta a iniziare bene la giornata.

Anonymous said...

03 Novembre, 2006
La trimurti radicale eletta "reggi-unione fancazzista dell’anno".
Un sondaggio tra i seguaci di partito, iscritti e non, ha eletto la trimurti radicale, "reggi-unione fancazzista dell’anno".

Padova - riunitasi in questa ridente ed opulenta provincia veneta, la famosa ditta Pan.Cap.Bon. S.p.a, sta svolgendo un accattivante sondaggio-congresso, per stabilire chi meriti la palma di "reggi-unione fancazzista dell’anno". Ebbene, per l’ennessima volta, la famosa trimurti Pan.Cap.Bon. S.p.a., e' stata nominata come vincitrice del singolare concorso. Decisivi sicuramente i voti dei colleghi di partito ( ma solo gli iscritti con diritto di voto ), che hanno dichiarato, attraverso una loro portavoce, di trovare nella ditta Pan.Cap.Bon. S.p.a., un vero e proprio mito, capace di fare i cazzi suoi in qualsiasi situazione. Interrogato sull’argomento, un fervente seguace della nota ditta a tre teste, ha dichiarato: << dal loro viso traspare una concentrazione straordinaria e una dedizione a quello che stanno facendo senza precedenti; più passa il tempo e più mi rendo conto che l'impegno della pregiata ditta Pan.Cap.Bon. S.p.a., è indirizzato a farsi solo i suoi beati cazzi. E' eccitante, comunque, il poter constatare come, per l'ennesima volta, la ditta Pan.Cap.Bon. S.p.a. riesca a fregarsene della circostanza che per colpa loro, tutto va a rotoli; stupefacente, poi, che dei tre geni in questione, due si siano imboscati così bene nei meandri più oscuri del "palazzo", tanto da ricoprire i ruoli piu' incredibili e bizzarri pur di non lavorare o farlo male. E non dimentichiamo i loro infiniti - e sublimi - sproloqui dai microfoni di una certa radio, da dove, in guisa di oracoli, dicevano e dicevano...salvo abiurare, all'atto pratico delle scelte di governo, la loro stessa natura, sottoscrivendo scelte diametricalmente opposte a quanto pur da loro stessi promesso, agli ascoltatori della radio di prima; eh sì, non potevamo che farli vincere >>.
L'assemblea degli iscritti, ha deciso che il premio da attribuire alla famosa trimurti radicale consisterà in un "licenziamento" immediato e in un frullato di sberleffi da parte dei cittadini italiani che per anni, stoltamente hanno creduto in loro. Ci auguriamo, pertanto, che dal prossimo congresso, la famosa ditta Pan.Cap.Bon. S.p.a. sia esautorata o per lo meno, qualora gli accoliti non avessero il coraggio di "licenziarli", cambi atteggiamento ( rectius, governo... ). In subordine estremo, almeno si dimostri leggermente meno fancazzista! anche perché di gente così davvero non se ne può più.
Dalla nostra stronza redazione, dunque, ancora complimenti alla famosa ditta Pan.Cap.Bon. S.p.a., una trimurti veramente in gamba...sì, la quarta gamba che sorregge il traballante tavolo unionista.

( Notizia by UNIONANSIA/PRESS )


ciao.


io ero tzunami...

perdukistan said...

povero jinzo, se ti accorgi il 2 novembre del 2006 che io "inizio ad attaccare capezzone" vuol dire che la chimica non ha fatto un bell'acquisto ...

Jinzo said...

@Perdukistan:

Povero Perduca, dopo anni a digrignare ora è giunto il momento dell'outing...

Jinzo said...

...e non è finita qui: inizia già il: "io lo avevo detto"...

Siamo alle solite. A quando la fatidica affermazione: "aveva ragione il guru"?