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Thursday, November 30, 2006

Soli e disorientati, gli orfani del Ratzinger cardinale

Papa Benedetto XVI accolto dal primo ministro turco Erdogan all'aeroportoDifesa dell'Occidente e "No" alla Turchia nell'Ue, da sempre contraddizione in termini

Può il processo di adesione della Turchia all'Unione europea essere appeso al filo dei rispettabilissimi greco-ciprioti, componente di Cipro che si è opposta al referendum sull'unificazione dell'isola indetto dall'Onu? Evidentemente no. Se i grandi paesi europei avessero voluto, se avessero ben presente il valore geostrategico dell'ingresso turco, l'importanza di un negoziato vero, il senso epocale di questa sfida, avrebbero saputo trovare argomenti convincenti per superare gli ostacoli posti dai greco-ciprioti.

Dev'esserci dell'altro, sotto la decisione della Commissione Ue di proporre la sospensione di 8 dei 35 capitoli sui quali si articola il negoziato con Ankara, anche se è il Consiglio dei 25 ad avere l'ultima parola. Pretestuoso dev'essere il motivo di questo stop improvviso, segnale di un'incertezza e di una miopia di fondo, di un deficit di visione e di leadership della politica europea. Altro che le "radici", qui è la politica che manca.

Proprio mentre l'Europa "congela", la Santa Sede compie una inattesa inversione di rotta e si dice favorevole al realizzarsi delle condizioni per l'ingresso della Turchia nell'Ue.

Uscito dal colloquio con Benedetto XVI, è il premier turco Erdogan a riferire alla stampa che il Papa si è detto favorevole. Padre Lombardi, direttore della sala stampa vaticana, chiarisce la nuova linea della Santa Sede che «non ha il potere né il compito specifico, politico, di intervenire sul punto preciso riguardante l'ingresso della Turchia nell'Unione Europea. Non le compete. Tuttavia vede positivamente e incoraggia il cammino di dialogo e di avvicinamento e inserimento in Europa, sulla base di valori e principi comuni».

In questi termini si era espresso giorni prima il Cardinale Bertone, Segretario di Stato: «L'auspicio è che la Turchia possa veramente realizzare le condizioni poste dalla Comunità europea per l'accesso e per un'integrazione nella Comunità». Una svolta rispetto a certe prese di posizione precedenti, espresse soprattutto del teologo Ratzinger, in altri tempi e con responsabilità diverse da quelle di oggi:
«Storicamente e culturalmente la Turchia ha poco da spartire con l'Europa: perciò sarebbe un errore grande accoglierla nell'Unione Europea... L'Europa non è un concetto geografico, ma culturale, formatosi in un percorso storico anche conflittuale imperniato sulla fede cristiana, ed è un fatto che l'impero ottomano è sempre stato in contrapposizione con l'Europa... Perciò l'ingresso della Turchia nell'Ue sarebbe antistorico».
In questi giorni ne abbiamo sentiti di atei devoti, laici dialoganti, e clericali di varia specie, scivolare dagli specchi su cui cercavano di arrampicarsi.

Giuliano Ferrara ha definito la svolta «un caso comprensibile di relativismo diplomatico, che con la verità del pensiero di Ratzinger sulla materia, espresso in altre sedi e in altri tempi in modo netto e chiaro, ha poco a che fare». Benedetto XVI «ha dato prova di estrema prudenza, e non poteva dire che le cose che ha detto, data la situazione». Certo, un «pesante pedaggio della reticenza», ma in un contesto di «costrizione politica nella sua massima espressione». Toh, d'un tratto il vecchio, marmoreo zio Joseph non c'è più, diventato una mammoletta. Dov'è finito il Papa "con le palle", integerrima voce della verità?

Marcello Pera ha dichiarato ad Avvenire:
«Va sottolineato come in precedenza le cautele del cardinale Ratzinger e della Santa Sede si accompagnassero al favore dei vertici Ue. Mi pare che oggi il Papa, proprio per non assumere un ruolo politico, desideri non interferire con l'autonomia della sfera istituzionale europea. Non è compito suo decidere, lo deve fare l'Europa. Personalmente, continuo a rimanere contrario all'idea di una Turchia europea. Ottanta milioni di cittadini di fede islamica creerebbero un problema non solo politico, ma di identità, benché si tenda ipocritamente a nasconderlo dietro cavilli di varia natura. Rischiamo di cambiare la natura dell'Europa per come è nata. Il riferimento alle radici cristiane è necessario per l'identità dell'Unione».
C'è come un senso di smarrimento. Forse che ci si è ritrovati soli in trincea, nella linea Maginot dell'Occidente della Tradizione cristiana? Avevamo fatto presente, in tempi non sospetti, dei rischi dell'opportunistica "sant'alleanza" con Ratzinger.

Adesso ci si aggrappa al contesto, ai toni, al solco che è sempre lo stesso o al tema troppo complesso.

«Le cose vanno lette nel contesto in cui avvengono», spiega l'ex ministro Carlo Giovanardi. Rocco Buttiglione precisa che «questa» Turchia non è idonea all'Europa, ma il pensiero del Papa non va «strumentalizzato»: «Il Papa ha sempre posto dei problemi che ci sono e vanno affrontati. Sbaglia invece chi nasconde la testa». Certo, da cardinale Ratzinger parlava di «prospettiva antistorica», «ma i problemi che Benedetto XVI ha sempre posto, restano tutti in piedi — questa volta il Papa ha soltanto scelto di cambiare i toni».

Il senatore Gaetano Quagliariello osserva che non si tratta di una svolta ma di «uno sviluppo nel solco del pensiero del cardinale Ratzinger: non dimentichiamo che una cosa è essere cardinale un'altra Papa e che nessuno può avere sulla questione Ue-Tuchia una posizione totalmente a favore o totalmente contraria, il tema è troppo complesso».

E cosa faranno tutti i blog papisti che espongono quelle improbabilissime gif animate con la cartina europea per dire "No" alla Turchia in Europa?

Difesa dell'Occidente e "No" alla Turchia nell'Ue è una contraddizione che non si apre certo oggi, con la svolta della Santa Sede. Se i difensori - credo incontestabili - dell'Occidente, Bush e Blair, sono da sempre tra i più attivi sostenitori dell'adesione della Turchia all'Ue, se le loro sono opinioni né deboli né sospette, e se proprio questi due leader hanno messo in campo alcune delle strategie più risolute per contrastare l'offensiva del fondamentalismo islamico, allora qualcosa che non va dev'esserci nei nostri Brancaleone alle Crociate.

Inevitabilmente, inoltre, la nuova posizione assunta dalla Santa Sede sposta anche la questione dell'identità europea dalla sterile disputa sulle "radici cristiane" al tema della democrazia, come dimostrano le parole del Cardinale Bertone: «D'altra parte noi auspichiamo che questa evoluzione di un grande Paese islamico che accede alla democrazia e che vuole attuare un regime democratico faccia passi avanti e giunga a compimento. E realizzare quindi quella concezione di una vita politica e democratica che è la grande tradizione europea».

L'impressione è che Papa Benedetto XVI sia ancora incerto se cavalcare l'ondata teocon o proseguire sul percorso, avviato da Papa Wojtyla, del dialogo interreligioso, se puntare alla ricristianizzazione dell'Europa in funzione anti-islamica, o se stringere proprio con l'islam, integralista ma ripulito dall'eccessiva violenza, religione ineluttabilmente anche europea, un'alleanza in funzione anti-liberale e anti-relativista.

13 comments:

Anonymous said...

"L'impressione è che Papa Benedetto XVI sia ancora incerto...".

L'impressione in realtà è che tu non ci stai capendo nulla ma che, per non ammettere il tuo disorientamento, attribuisci incertezze al Papa.
Friedrich

inyqua said...

post molto ben argomentato, altro che...mi son fatta anch'io molte delle domande che ti sei fatto tu....vuol dire che siamo in due a non averci capito nulla (oppure troppo...come osi mettere in discussione l'operato di un Papa, infallibile per legge divina...:-)))

Anonymous said...

Iny, non contesto minimamente il diritto di "mettere in discussione" l'operato del Papa, tantopiù in questioni dove la componente politica è importante, prevalente, o addirittura dominante.

Ma in questi mesi Jim ha via via accusato il Papa di essere tutto e il contrario di tutto: pericoloso alleato dell'Islam oppure ...pericoloso nemico dell'Islam, "prete di campagna" buonista oppure teologo politicamente aggressivo, incoerente difensore dell'occidentalità oppure ...incoerente noglobal anticapitalista ecc.
E tutte le volte con la manifesta convinzione di aver capito tutto...

La volta che l'operato del Papa non è per lui criticabile, se la prende con i "papisti" e dice che il Papa "è incerto". E vabbe'...

Friedrich

JimMomo said...

Friedrich, e tutte le volte non c'è un tuo commento o post che sul merito delle questioni sollevate. Per carità, magari non puoi perdere tempo appresso alle mie assurdità, ma tant'è...

Se c'è da riconoscere che la Santa Sede e il Papa hanno fatto una cosa saggia, come vedi, sono pronto a riconoscerlo. Certo, magari qualche "periano" ne esce con le ossa rotte, ma che ci posso fare?

mauro said...

Certo che Jimmo ha una fervida immaginazione... ;-)
E tanto tempo da sprecare.

Pero' bisogna ammettere che Erdogan e' un furbone.
Su questo dovevi fare il post...

Anonymous said...

Jim, nello spirito fusionista tocquevilliano io vorrei commentare da te quasi solo sulle cose che ci uniscono e non su quelle che ci dividono.
E' per quello che non commento mai. ;))
Fried

Ismael said...

Più che altro, Jim, in un post che parte dal presupposto che "difesa dell'Occidente" e "No alla Turchia nell'UE" siano obiettivi in contraddizione, ci si aspetterebbe un maggior approfondimento di QUEL tema. Anche perché sarebbe molto interessante conciliare le impostazioni di politica estera che spingono Bush e Blair a sostenere l'ingresso turco in Europa (improntate, a volerle incasellare, al più spiccato "realismo") con la dottrina dell'interventismo democratico. La quale, nella fattispecie, non è proprio compatibilissima con lo sdoganamento di un'entità nazionale ancora piuttosto indietro, nel riconoscere numerosi diritti civili alle minoranze etnico-religiose (i curdi) e nell'assumersi precise responsabilità storiche (gli armeni).
Agli USA fa comodo una potenza alleata in quella regione per motivi geostrategici (basi militari), ma l'Europa, a mio avviso, dovrebbere prendere in considerazioni variabili più stringenti e sfaccettate. Perché gli americani stanno dall'altra parte del mondo, ma noi ci troveremmo a estendere il trattato di Schengen a ottanta milioni di musulmani "laicizzati" a viva forza, com'è nelle corde del sunnismo. Quindi gente molto meno "democratica" di quanto l'apparato formale del suo sistema politico lasci intendere...

JimMomo said...

Scherzi, Ismael? E' proprio "agganciando" la Turchia all'Europa che fai una politica allo stesso tempo realista e di promozione della democrazia. Intanto, costringi la Turchia a completare la sua evoluzione democratica (e non è poco). Inoltre hai il primo stato a prevalente religione islamica che sia laico e democratico, e lo aiuti a svilupparsi con l'ingresso nell'Ue, un modello per la regione intera. Terzo, non rischi di lasciare la Turchia, un paese di 70 milioni di abitanti ai confini dell'Europa, ad altre alleanza strategiche (Russia e Iran).

Mi sembrano ottime ragioni. Queste Bush le ha capite, mentre a Pera interessa più poterci dire tutti "cristiani".

Ma queste cose, io, non le scrivo da oggi e questo post è sulla visita del Papa.

Ismael said...

Le prime due ragioni continuano a sembrarmi priorità inverse: tu ritieni che l'entrata turca in Europa sia la precondizione affinché essa sviluppi migliori presidi deomocratici, io credo il contrario (prima cambiano, poi entrano).
Sulla terza non discuto: è importantissima, e da molti anni costituisce un "obiettivo sensibile" dell'azione politica angloamericana. Ma all'Europa, da sola, non può bastare.
Lasciamo infine che Pera affastelli il suo micro-lobbismo "tutto compreso" (dai raccordi autostradali lucchesi alla "difesa dell'Occidente", non si capisce bene se culturale o politica): più esso si delinea, più il gioco si scopre. E più i potenziali interessati se ne allontanano. Vabbè, adesso ti lascio in pace! :-)

JimMomo said...

Ismael, tra l'ingresso e il non ingresso non c'è il vuoto. C'è un processo, un negoziato si chiama, che non si concluderà prima di 6-7 anni. Se chiudi, il processo si blocca, e si blocca anche il processo democratico turco, probabilmente con una spinta nella direzione opposta.

L'obiettivo dev'essere l'adesione, solo così ci si garantisce che la Turchia compia tutti i passi che deve compiere.

Anonymous said...

la turchia...ha sempre cercato di "entrare" in europa...quando si chiamavano ottomani, sono quasi arrivati fin sotto le mura di vienna!!! ora che sono solo turchi, dimenticato l'impero, alle rozze scimitarre hanno sostituito il fine fioretto della diplomazia.

nessuna antistoricità però; la storia la fa l'uomo, con le sue azioni ed omissioni. perciò, semplicemente la storia di domani, racconterà l'oggi; turchia diplomatica inclusa.

dunque, se ratzy ha toppato da teologo troppo filo-pan-europeo...da papa ha colto in pieno la sua dimensione universale.

così facendo, è chiaro, s'è messo di traverso...come a chi...ma alla diplomazia europea, la benecomata, inutile tale.

quello papale, infatti, è un "sì" ecumenico che anticipa la diplomazia politica, addirittura la supera; proprio per via - o per colpa?!? - di questo "sì", la diplomazia europea è ulteriormente - e fatalmente - declassata agli occhi di tutti; un "sì" che dalla diplomazia stessa è letto come un monito ( oltre che come ingerenza ), visto che proprio in ragione dell'ignavia dell'europa, una decisione sul famigerato "ingresso" della turchia in essa è sempre procrastinata...e se non ricordo male, la prima richiesta turca risale agli anni 70.

ora, a prescindere da come gli europei stessi stanno massacrando l'europa, a prescindere pure dal rilievo che per la diplomazia europea, il papa è un gran rompicoglioni - è palese -, fregandomene quanto basta sia dll'una che dell'altro ( sono europeo a metà et cattolico a metà ) io sono favorevole ( nella mia interezza...) all'ingresso della turchia in europa; il guaio non sarà certo rappresentato dall'ingresso di milioni di pii musulmani...piuttosto, il guaio vero è che sarà un problema, per ottanta milioni di turchi, rassegnarsi a non essere più liberi!!!

liberi a metà? sì...


europe free!!!


ciao.


io ero tzunami...

adriano said...

Tsunami è fantastico, si fa le domande e si dà le risposte da solo su una stessa riga... meraviglioso!

Noto che il livello culturale dei 'papini' qui sopra è ancora ossessionato dal 'mamma li turchi!' Che venissero, Diosanto, con le loro scimitarrone!!!

Anonymous said...

adrià, bello...pure tu 6 fantastico, però sforzati di leggere ( e contemporaneamente, capire )..non ti sforzare solo quando ti dedichi alla peristalsi...sarà mica colpa della desinenza con cui termina il tuo nome?

adri+.....eh, eh...

bagni turchi liberi!!!

ciao.


io ero tzunami...