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Tuesday, November 28, 2006

Le «soluzioni condivise» di Napolitano

Cari lettori, vi segnalo il mio esordio su Liberazione (quotidiano orgogliosamente «della Rifondazione comunista»), con il quale sorprendo anche me stesso, ma - come si dice - le vie del Signore sono infinite. E anche quelle dei "liberali".

Intanto, su Notizie Radicali, Castaldi mi dedica un affettuoso «Caro Punzi», al quale non esiterò a replicare con un altrettanto affettuoso «Caro Castaldi».

Sul caso Welby, al capitolo «torture di Stato», non perdetevi questo bell'editoriale di Ugo Ruffolo, su Libero (così abbiamo attraversato tutto l'arco parlamentare...) per scoprire che magari già la Costituzione e le leggi vigenti permettono di "salvare la vita" a Piergiorgio Welby.
«No alla pena di morte. È imperativo preferirle la condanna a vita; anche con carcere duro. Ma non quando la cella è tanto disumanamente ristretta da impedire di muoversi, e contemporaneamente si subisce il dolore di torture efferate. Perché allora la morte diventa quella grazia agognata che i tortura­tori negano, e quelli più feroci sapientemente procrastinano. Welby non ha commesso crimini, ma è prigioniero della più angusta, terrificante ed immobilizzante prigio­ne: il proprio corpo inerte, bara vivente ed insieme torturatore efferato. Welby, condannato senza colpa a quell'ergastolo, chiede la grazia di morte. È questa grazia eticamente e giuridicamente negabile?»
«Non si può inchiodare Welby su questa croce» solo perché altri vi si farebbero inchiodare.
«Welby, eroe del nostro tempo, soffre dedicando gli ultimi frammenti di vita degradata a difendere in nome della vita il principio della vita degna, e dunque dell'eutanasia come corollario del vero diritto alla vita... Se è consentito sacrificare la pro­pria vita, e qualche volta anche quella altrui, per salvare altri, deve essere consentito di sacrificare la propria per salvare se stessi».

4 comments:

adriano said...

Grande!!!!
Compagno, sei dei nostri anche tu!!!!!

Paolo di Lautréamont said...

Non so che ci fai su Liberazione, ma non mi straccerò le vesti (per ora). Piuttosto rilevo che anche oggi Bordin su Radio radicale ha dato voce solo alla disinformacjia di La Repubblica sul caso Litvinenko. Come mai questo allineamento? Come mai?

pietro said...

scusa, ma chi sarebbero i liberali in questo caso?

JimMomo said...

Paolo, per quanto mi riguarda, che vuoi che ci faccia, suvvia, mi stupisco che tu ti debba stracciare le vesti, come se fossi diventato "comunista", io.

Su Radio Radicale, ti sbagli di grosso, hai preso un abbaglio. Bordin legge più articoli su un tema ma la linea è rigorosamente anti-Putin.

E' andata in onda anche un'intervista di 50 minuti a Guzzanti e abbiamo pubblicizzato il suo blog, ma forse queste cose te le sei perse. In rassegna stampa Bordin ha ironizzato sulla disinformacjia fatta giorni fa su La Stampa, con l'editoriale di Giulietto Chiesa.

Relax yourself

ciao