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Tuesday, November 21, 2006

«Nessuno sta parlando realmente di libertà individuale»

Non siamo i soli a cui i discorsi del presidente Napolitano e di Papa Ratzinger non sono affatto piaciuti. Siamo in ottima compagnia. Oggettivista fa luce su come si svolge in Italia il dibattito sulla laicità e sui rapporti tra Stato e Chiesa: c'è chi prende le parti della chiesa-Chiesa e chi della chiesa-Stato. «Nessuno sta parlando realmente di libertà individuale».

Ribadiamo che l'idea di laicità non si contrappone alla religione così, per gusto, per vezzo anti-religioso, ma respinge qualsiasi pretesa di dare un fondamento etico, o attribuire uno scopo educativo, alla politica e al diritto, provengano esse dalla Chiesa, dai partiti, o da qualsiasi normale o illustre cittadino che intenda trasferire la sua etica "buona" in leggi per tutti.

Per questo non ci è sembrata gran ché come difesa della laicità quella di Napolitano ieri in Vaticano. «Avvertiamo come esigenza pressante ed essenziale il richiamo a quel fondamento etico della politica...», ha detto il presidente, aggiungendo che per lo Stato e per la Chiesa vede addirittura «una comune missione educativa», da esercitare «là dove sia ferito e lacerato il tessuto della coesione sociale, il senso delle istituzioni e della legalità, il costume civico, l'ordine morale».

Quella di Napolitano non è stata un'affermazione di laicità, ma del suo contrario: una difesa dell'etica di Stato. Meglio, dell'«autonomia della politica» - di cui «avvertiamo come esigenza pressante ed essenziale» richiamare il «fondamento etico» - a ricercare «soluzioni valide, ponderate, non partigiane...» eccetera eccetera.

Ci viene spiegato che dobbiamo trovare un'«etica condivisa». E' quell'espressione buonista - di cui diffidare assolutamente - usata da sedicenti "laici" (mi verrebbe in mente Livia Turco) per manifestare la propria disponibilità al compromesso.

Accade quasi sempre che nelle trasmissioni televisive e nei dibattiti a rappresentare le posizioni "laiche" si trovino esponenti dell'ex Pci, o comunque di cultura di derivazione marxista, ai quali non sfugge neanche per sbaglio di utilizzare argomentazioni liberali, che cioè si facciano forza della libertà di scelta individuale come valore in sé e convenienza per tutti. Ogni volta che il ministro Turco va in tv a parlare di eutanasia, o di droga, fa danni.

3 comments:

Anonymous said...

Napolitano il migliorista come il Migliore

remember, oggi più incazzato del solito said...

Vedi Jimmomo, la proposta di Visco di proteggere i dati fiscali dei vip dagli sguardi indiscreti non viola la mia libertà individuale, perchè la mia privacy e la mia libertà individuale sono già calpestate dal fisco poliziesco che mi potrà accertare a mia completa insaputa.
No, in questo caso è violata la mia dignità personale e difficilmente riuscirò a spiegare a mio figlio che siamo tutti uguali davanti alle Leggi ed alla Costituzione.
Mi sembrano concetti semplicissimi, lampanti.
Difficile credere che i Radicali di Pannella siano ancora liberali, dico liberali, che liberisti non se ne parla proprio. E difficile crdere che Capezzone sia tanto diverso dagli altri. Forse solo più furbo degli altri pecoroni pannelliani.

Marta said...

Ciao Federico,
a quanto pare l'individualismo fatica moltissimo a far breccia su una società pedissequa perchè pigra come quella italiana. Molti sembrano infatti vestire un costume ideologico per definire la loro identità sociale, poi, dietro le quinte fanno e pensano anche tutto il contrario! A qianto pare siamo in linea, ho appena postato sulla vicenda di Crozza!
Ciao
Marta